WarDrome Sci-fi MMORPG
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comunità di poesia e lotta dal 2002
Sunday February 25th 2018

Notiziario animalista

COME STRACCI
Quante notti insonni per vegliare su di loro,
appena affacciati alla vita subito
sono stati strappati dal petto, dalle
amorevoli attenzioni, della mamma
e buttati come stracci in mezzo alla strada.
Hanno ancora gli occhi chiusi,non sentono,
con pietà e amore dono loro le prime cure.
Faccio quello che può fare un surrogato
di mamma,li alimento con il biberon…
sono come bambini,piangono continuamente
non soltanto per fame,ma spesso perché
bagnati di pipì.
Ansietà premurosa per strapparli alla morte,
è tutto vano;lei viene,uno alla volta se li porta via…
forse pietosa verso questi miseri figli,
rispettosa per i miei sentimenti d’amore.
Lacerato dal pianto,come padre,
che sta perdendo i suoi piccoli figli,
come benevolo re,senza sudditi,
che ha perduti, per sempre,i figli del suo popolo.
Tutte le piccole vite si sono spente,
non ho potuto difendere
una candela accesa nella tempesta.
Leopold Persidi Roma.04-08-2004
Fonte: http://www.buffogatto.it/poesie_4.htm
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Una farmacia nel cervello: ecco le cellule «guaritrici» – di Pamela Dell’orto –
Ma se si parla di gravi malattie come la sclerosi, il discorso cambia.

La ricerca è stata condotta, finora, su topi e primati (come le scimmie), affetti da sclerosi multipla. E continuerà finché non si troverà il modo di applicarla all’uomo.
I passaggi sono semplici: dal cervello del topo si prelevano alcune cellule staminali. Le si mettono in vitro, dove le si crescono in grande quantità senza alcun tipo di manipolazione. E senza differenziarle. Poi le si iniettano in endovena. Una volta iniettate, le cellule trovano da sole la strada verso le cellule infiammate del cervello e del midollo spinale. Anche se sono numerose e distanti fra loro. La scoperta più importante: le staminali sono dotate di una sorta di velcro naturale che permette loro di individuare e aderire alle cellule malate. Una volta agganciatesi alle parti malate, le staminali funzionano come degli anti-infiammatori. Non sostituiscono le cellule infiammate, ma producono molecole che provocano velocemente la morte della parti malate. «In questo modo, le staminali neurali funzionano come piccole farmacie aperte per distribuire medicine là dove servono». È chiaro «che queste cellule partecipano a una modulazione del danno», spiega il professor Martino. Che avverte: «Si tratta ancora di una sperimentazione condotta su animali. Prima di arrivare a un impiego clinico sull’uomo, passeranno almeno cinque anni». Le staminali, comunque «non disinnescano il meccanismo della malattia. Sono un braccio aggiuntivo alle nostre strategie terapeutiche».
Fonte: IL GIORNALE
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UNA TESTIMONIANZA DALLA SICILIA
Gentilmente pubblichiamo lo sfogo di una nostra lettrice.

E’ iniziata un’altra estate calda per i cani randagi e non solo, anche per i gatti di Palermo.. Una lunga estate di sofferenza, abbandono, maltrattamenti e…..omicidi premeditati.
Ho letto con afflizione e odio l’articolo del “Giornale di Sicilia”. L’ennesima violenza subita dai “migliori” amici dell’uomo, amici tranne che durante le ferie o quando il cucciolotto regalato a Natale ad un bimbo capriccioso diventa una zavorra.
Giorni orsono, Biagio Conte, un missionario laico che si dedica con infinito amore ai diseredati, sia essi uomini o animali, ha rinvenuto, durante li suo consueto pellegrinaggio alla favorita, un cane agonizzante con la bava alla bocca. Subito soccorso il veterinario ha constatato che era stato colpito con tre colpi di proiettile, di cui uno nella spina dorsale. Il cane non so come stia, ma penso sia grave!
Purtroppo quell’infame resterà impunito, ma spero, anche se ne dubito, che la coscienza gli rimorda per tutta la vita . Qualcuno obbietterà: ” ma è un cane, non un essere umano”. Io penso che sia il gesto infame che conti. Le leggi sono troppo blande per codesti crimini perpetrati a danno di animali indifesi. Che si faccia avanti codesto vigliacco e ammetta la sua colpa. O dobbiamo per tutta l’estate assistere ad animali abbandonati, agonizzanti, assetati in cerca di affetto?. Frasi come questa “Io ammazzassi tutti gli animali e coloro che ci dano da mangiari” le aborro. E sono stufa di sentirle ripetere da gente che oltre alla punta del loro naso non vedono oltre. Gli capitasse almeno quello che è accaduto al protagonista de “Il naso” di Gogol……
Fonte: ANIMALIEANIMALI
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“L’Afor è alla paralisi, servono fondi”
Il presidente, Francesco Macrì, in una conferenza stampa ha illustrato il bilancio del suo lavoro

CATANZARO. “La situazione dell’Afor è paralizzata perché non si riescono a fare i consigli d’amministrazione andati deserti”. Lo ha detto Francesco Macrì, presidente dell’ente subregionale, in una conferenza stampa convocata per un bilancio del suo operato. “Quando sono arrivato in azienda – ha affermato – ho detto che c’erano delle cose da fare. Molte sono state fatte, altre vanno completate. Il percorso che deve essere completato è soprattutto quello finanziario. L’Afor ha bisogno di risorse, di personale qualificato e di trasparenza. Non ritengo che il problema sia la Giunta attuale anche perché di questa conferenza stampa abbiamo concordato tutto con il neo assessore alla forestazione Pirillo. Il problema è il metodo. Cercare di dare risposte definitive ad un’azienda che era in condizioni disperate. Abbiamo difficoltà nella gestione ordinaria – ha spiegato il presidente – perché il bilancio, approvato a gennaio, non è stato ratificato dalla Regione e sono finite le risorse finanziarie, non per i salari perché hanno un iter burocratico diverso”. Macrì ha tenuto a precisare i provvedimenti amministrativi attuati nel corso della sua gestione come l’istituzione della direzione amministrativa e la nomina del direttore amministrativo con il compito di riorganizzare l’attività amministrativa e contabile dell’azienda; l’istituzione dell’economato, dell’ufficio gare e dell’albo dei fornitori con l’obiettivo di garantire massima trasparenza nelle gare d’appalto e nelle scelte delle relative forniture, l’istituzione dell’ufficio legale con la nomina di quattro collaboratori legali e di un responsabile dell’area legale per la rappresentanza nelle numerose vertenze, risparmiando oltre un milione di euro. Dal primo gennaio ad oggi sono state notificate oltre 1.450 nuove citazioni, numero che si aggiorna giornalmente in modo esponenziale. Inoltre il presidente dell’Afor ha evidenziato che “a distanza di quattordici anni dall’istituzione dell’Azienda Forestale Regionale non si è ancora provveduto a dotare l’Ente di un proprio Statuto, di un Regolamento interno e di una Pianta organica. Non esiste un raccordo tra la sede centrale e le sedi decentrate dell’Azienda con la conseguenza di anomalie contabili dovute anche alla difficoltà di controllo sulle spese effettuate dalle sedi decentrate, le quali agiscono in totale assenza di delega o autorizzazione. Inoltre, non è stata autorizzata – ha sottolineato – nessuna progressione per i dipendenti, mentre l’assessorato al ramo ha indebitamente attuato centinaia di cambi di qualifica senza la preventiva autorizzazione dell’Afor”. Di prossima costituzione, ha poi annunciato, il Ced regionale Afor “che garantirà un maggiore e celere controllo sul rendiconto contabile dei dipendenti. È anche ripreso il dialogo e la concertazione con i sindacati dopo anni di rapporti difficili ed è tuttora in corso una trattativa per quanto concerne il chilometraggio, i cambi di livello, le mansioni superiori al fine di evitare un ulteriore contenzioso legale”. Macrì ha anche accennato alla stipula di Convenzioni con i Comuni e Comunità Montane per la realizzazione di lavori da parte degli operai idraulico – forestali; dell’incontro con il Vescovo di Locri Gerace, Giancarlo Bregantini, per discutere delle problematiche e dell’utilizzo degli operai idraulico- forestali argomento principale della Conferenza Episcopale Lavoro da lui guidata che si svolgerà nel prossimo autunno e del conseguente rifacimento del sentiero che conduce dalla parte nuova di Africo al Santuario di San Leo, abitualmente percorso da numerosi fedeli. Il presidente ha ricordato la visita al centro faunistico di Basilicò e la possibilità di trasferire le specie di animali tropicali in habitat più idonei, idea fatta propria dal presidente della provincia di Reggio, Fuda. “ Sta anche procedendo – ha aggiunto – il protocollo d’intesa per il recupero ed utilizzo dei derivati del bosco in fondi di energia meno inquinanti e per attività produttive e la convenzione finalizzata al censimento di tutti i beni dell’Afor, compreso il patrimonio boschivo. Inoltre, l’attività di controllo del territorio da parte dell’Azienda demaniale di Reggio Calabria congiuntamente al Comando Provinciale CFS di Reggio Calabria ha portato alla scoperta di furti di decine di migliaia di piante con contestuale denuncia per le Ditte interessate e un danno pari a oltre un milione e mezzo di euro. È stata anche stipulata una convenzione per la pulizia e la manutenzione del Parco Archeologico di Crotone, con il parco d’Aspromonte per la realizzazione e manutenzione di sentieri naturalistici, e con una cooperativa per il posizionamento di specie vegetali montane”. Molte le idee in cantiere come, tra le altre, la riapertura della fabbrica del legno, ex stabilimento Bricà, di Bovalino; la realizzazione di sentieri naturalistici sul Monte Poro e nelle serre vibonesi; la convenzione con le Ferrovie della Calabria per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della tratta ferroviaria Cosenza – Catanzaro e di altre tratte ferroviarie gestite dalla società, un eventuale trasporto del nostro personale e l’utilizzo delle loro officine per la manutenzione dei nostri automezzi; la valorizzazione dei siti di archeologia megalitica di Nardodipace, e la convenzione con la soprintendenza ai beni culturali e archeologici della Calabria per la manutenzione e valorizzazione dei siti presenti sul territorio regionale.
Fonte: GIORNALE DI CALABRIA
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Appello della Lega anti vivisezione contro l’abbandono, al ricovero comunale sono 80 quelli ospitati
Anche per i gatti un’altra estate da cani

Si sente spesso dire durante l’estate che i cani non devono essere abbandonati o maltrattati, ma ai gatti chi pensa? É vero, Fido è più socievole e affettuoso ma meno indipendente. Anche Micio sa essere riconoscente e amorevole. Nessuno dei due riesce però a fuggire dalla crudeltà di chi non cammina a quattro zampe. Secondo la Lega Antivivisezione, infatti, anche i felini sono spesso “scaricati” senza scrupoli dalle famiglie che programmano un viaggio. Ogni anno sono abbandonati 150 mila animali domestici, nonostante una leggera diminuzione nell’ultimo periodo. L’ottanta per cento muore a causa di incidenti stradali, subisce violenze, è addestrato per combattimenti clandestini, trascorre l’esistenza in un canile. O in un gattile, a seconda dei casi. Come quello dell’associazione “Mondo Gatto” di Lodi, convenzionata con il comune, che all’ex macello accudisce 60 adulti e 20 piccoli rimasti senza padrone in una struttura che si compone di un’infermeria, un magazzino e un angolo per i servizi igienici. Il complesso è gestito da quattro volontarie e qualche aiutante occasionale, poche persone per una mole di lavoro piuttosto pesante. «La legge prevede un contributo per i cani ma non per i gatti – spiega Concetta Palazzolo, una delle responsabili del gattile – perché si pensa che il gatto se la cavi da solo, in realtà il gatto ferito tende a isolarsi e nascondersi. Riceviamo solitamente mille euro l’anno dal comune, nel 2004 la cifra è stata di tremila euro per la ristrutturazione, ma quest’anno non abbiamo visto una lira e purtroppo ci servono soldi per fare fronte ai debiti». In realtà il denaro dovrebbe arrivare. «Abbiamo previsto una somma di mille euro a “Mondo Gatto” – sottolinea Simone Uggetti, assessore all’ecologia – probabilmente non sono ancora arrivati a destinazione ma arriveranno presto. Per quanto riguarda l’abbandono degli animali recentemente non ho avuto particolari segnalazioni». A poco servono i manifesti che tappezzano i muri della città, le campagne di sensibilizzazione tramite radio e tv, persino attraverso i fumetti (Dylan Dog ha spesso prestato la faccia a favore del miglior amico dell’uomo). La legge punisce i colpevoli con l’arresto fino a un anno e una multa fino a diecimila euro. Il lupo farebbe meglio a perdere il vizio, il reato è morale ma anche penale.Greta Boni
Fonte: IL CITTADINO (Lodi)
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Dal 1° gennaio ad oggi la struttura ne ha accolti e curati ben 566, un numero molto più elevato rispetto all’intero 2004: allora ne furono salvati 395 Tre abbandoni al giorno: il canile di Busteggia è ormai al collasso
(n.loc.) – Nemmeno il rischio di finire in carcere sembra limitare il fenomeno del maltrattamento e dell’abbandono degli animali. Neanche a Sondrio lo spauracchio della legge n.189 del 2004, che prevede fino a tre anni di carcere per chi si macchia dei suddetti reati, sembra avere effetto. Basti pensare che ad oggi, dal primo gennaio 2005, sono arrivati nel canile di Busteggia esattamente 566 cani: per un totale di 191 giorni fanno circa tre cani al giorno. «La situazione si fa sempre più grave – osserva Anna Tosi, volontaria dell’Enpa provinciale -. Anche lunedì sono arrivati altri tre cani e non c’è più posto dove metterli, anche perché sono quasi tutti maschi e si azzannano fra loro. E’ veramente impossibile accettarne altri e per l’ennesima volta chiediamo che ognuno si tenga il proprio cane e, in caso di smarrimento, venga subito al canile a cercarlo. Purtroppo tutti i cani presenti al canile hanno avuto un padrone che si è sbarazzato di loro: queste persone non hanno un minimo di vergogna?». Anche nella nostra provincia quindi il fenomeno dell’abbandono di animali sta assumendo proporzioni preoccupanti: in tutto il 2004 i cani abbandonati furono 395, ora siamo quasi al doppio in metà tempo. E il canile di Busteggia “soffoca”, senza dimenticare il problema degli alti costi di gestione. «Mi auguro che veramente a fine anno sia pronto il nuovo canile – aggiunge Tosi – perché così non possiamo andare avanti: altrimenti ogni comune dovrà farsi carico del problema. A Busteggia è diventato difficile badare a tutti, feriti, ammalati, disperati, spaventati: c’è bisogno di spazi adatti e di un ambulatorio adeguato: da 20 giorni ormai i volontari vanno quotidianamente dal veterinario a spese dell’Enpa. Ma è sempre più difficile continuare, per mancanza di persone e soldi, e soprattutto la gente non matura, nonostante leggi severe e campagne animaliste». Chiunque volesse dare una mano all’Enpa provinciale può effettuare una donazione sul c/c 35890/00 del Credito Valtellinese, sede di Sondrio.
Fonte: LA PROVINCIA DI SONDRIO (Sondrio)
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Libri all’Ara Coeli, la beneficenza per i gatti si fa leggendo
Serata felina quella di ieri sera sulla bella terrazza dell’Ara Coeli. I gatti dei Mercati di Traiano e l’Associazione Miciopolis hanno infatti invitato star della televisione, personaggi della cultura e amanti degli animali alla presentazione del libro di Annarosa Mattei Strinati, «Una ragazza che è stata mia madre», storia del rapporto tra madre figlia e un amabile gatto. Attesi anche Enrica Bonaccorti, Cinzia Tani , il Sovrintendente Claudio Strinati , marito dell’autrice, l’etologo Alberto Luca Recchi , l’artista Roberto Lucifero e la senatrice Carla Rocchi. Coordinamento a cura di Simona Landolfi e organizzazione di Scarlett Matassi . Il ricavato dell’evento sarà interamente devoluto all’associazione Miciopolis che da vent’anni si prende cura della colonia felina dei Mercati di Traiano. Cena a seguire con montagne di frutta.
Lu.Qua.
Fonte: IL MESSAGGERO
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valbrona «Cacciainsieme» Per tre giorni si spara e si balla
VALBRONA – Fine settimana di festa nell’area ricreativa comunale, dove domani prenderà il via “Cacciainsieme”, l’annuale kermesse organizzata dall’associazione cacciatori del paese in collaborazione con la provincia di Como, la Pro loco e il patrocinio di Comunità montana del Triangolo Lariano, Comune e Comprensorio alpino di caccia della penisola lariana. La festa si aprirà alle 18 e 30, con specialità tipiche cucinate dai volontari, musica e divertimento a partire dalle 21 con l’orchestra “Scala Reale”. Il giorno successivo in programma nel pomeriggio una gara di tiro a segno con carabina, tiro al piattello laser, e uno spettacolo di falconeria. Più tardi nel corso della giornata anche un’esibizione di arcieri, con la possibilità per tutti di provare questa antica disciplina. Da mattina a sera si potrà fare acquisti nel mercatino, con in vendita il meglio degli articoli inerenti il mondo venatorio. A chiudere la serata l’esibizione, alle 21, dell’orchestra “Sogno di Romagna”. Gran finale domenica con la mostra canina, alle 8 e 30, seguita da una gara di tiro a segno e al piattello. Protagonista nel pomeriggio il mercatino di articoli legati al mondo della caccia, mentre alle 21 si esibirà l’orchestra “Sunshine band”. Per tutta la durata della manifestazione sarà in funzione un servizio ristoro con tante specialità gastronomiche.
Fonte: LA PROVINCIA DI COMO
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Bracconieri uccidono sui Peloritani quattro daini
(ep) Da attrazione dei bambini a bersaglio dei bracconieri. E’ il destino toccato a due esemplari di daino abbattuti una decina di giorni fa da cacciatori di frodo sui colli peloritani dove vengono custoditi in un’antica fortezza recintata poco più sopra del crocevia delle quattro strade. Ad accorgersene sono state le guardie forestali che hanno trovato tracce di sangue e i bossoli dei fucili. Non è la prima volta che capitano episodi del genere. Sparare ai daini e trasformare queste simpatiche bestiole, autentica attrazione in queste giornate estive, dei bambini e delle famiglie che salgono sui colli a cercare un poco di refrigerio, sembra essere diventata una pratica particolarmente in voga tra chi di leggi e regolamenti se ne infischia. Questa volta però i bracconieri si sono fatti più coraggiosi rispetto alle precedenti occasioni in cui i daini venivano avvistati nel bosco perch‚ fuggiti dal recinto. I cacciatori sono entrati dentro al recinto del forte ed hanno sparato probabilmente a botta sicura visto che ci sono più di una quarantina di esemplari. Poi, una volta messo a segno la loro missione hanno trasportato oltre il recinto le carcasse. A rivelarlo è stato il funzionario della forestale Ettore Lombardo che ha anche spiegato che una trentina di daini nei giorni scorsi sono stati ceduti o venduti ad associazioni private e aziende agrituristiche proprio per preservarli da una brutta fine. Nei giorni scorsi un altro daino è stato probabilmente investito da un’auto ed è stato ricoverato alla clinica veterinaria universitaria per essere operato. Qualche mese fa a fare una brutta fine erano stati altri quattro esemplari di daino donati dal corpo forestale ad un’associazione privata che gestisce l’antico forte Cavalli sui colli San Rizzo. I quattro daini, sfuggiti al controllo degli ambientalisti e probabilmente non più abituati a vivere in grandi spazi, non sono riusciti a sfuggire ai colpi dei bracconieri ed all’aggressione dei cinghiali selvatici. E. P.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Messina)
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“TENERE CANI IN CELLE ANGUSTE E FATISCENTI E’ REATO”
Importante sentenza della Corte di Cassazione che conferma il sequestro di un canile in Liguria.

Tenere i cani in ”celle anguste”e ”fatiscenti” lede ”il sentimento per gli animali”. Legittimo, dunque, sequestrare quei canili nei quali le bestiole vengono tenute in queste condizioni, come pure legittimo e’ il sequestro degli animali ”offesi”. Lo ha sancito la Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso di O.T., titolare di un canile in provincia di Savona, indagata per ”il delitto di maltrattamento di animali e per la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura”. Per la Suprema Corte, il sequestro di un canile scatta a prescindere dalle promesse del titolare di ”effettuare opportuni lavori stratturali e di pulizia per una migliore sistemazione dei cani”.
In seguito ad un sopralluogo del Corpo Forestale e della polizia veterinaria della Asl, era risultato che i cani del canile ”venivano custoditi in celle fatiscenti, anguste, totalmente buie, prive di acqua e sporche”. Di qui la decisione del gip del Tribunale di Savona, marzo 2005, di disporre il sequestro preventivo del canile e degli animali in esso ricoverati. Contro questa decisione si e’ opposto in Cassazione O.T., facendo notare che le irregolarita’ riscontrate ”non erano gravi” e che in ogni caso il sequestro avrebbe dovuto essere effettuato solo successivamente, nel caso i lavori strutturali e di pulizia non avessero garantito ”adeguata ospitalita’ agli animali”.
La Terza sezione penale (sentenza 25229) ha respinto il ricorso della titolare del canile, facendo notare che ”il provvedimento amministrativo di assegnazione a O.T. di un termine per il compimento di lavori strutturali e di pulizia tali da rendere il canile idoneo alla custodia degli animali non incidono sulle valutazioni dei giudicie sulle determinazioni consequenziali, adottate legittimamente”. (Red/Pn/Adnkronos)
Fonte: ANIMALIEANIMALI
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Fino a settembre Comune e Auser in aiuto di chi è solo, anche per gli animali
Il numero da chiamare è 031.271555 o, nei festivi, 031.524646.

Pronto intervento estivo, «Pet therapy», condizionatori d’aria in comodato gratuito e programmi di animazione: sono i punti cardine dell’offerta dei Servizi sociali del Comune per l’estate 2005, rivolta agli anziani e ai disabili soli. Se n’è parlato ieri a Palazzo Cernezzi nel corso di una conferenza stampa tenuta dal vicesindaco Paolo Mascetti e dal dirigente di settore Rocco Belmonte, che ne hanno delineato le caratteristiche: «Il Pie – hanno spiegato – sarà attivo come l’anno passato dal 15 luglio al 15 settembre, in collaborazione con il Filo d’argento Auser, per affiancarsi alla rete parentale e amicale che notoriamente nel periodo estivo si riduce notevolmente. Due sono i canali in cui si articola il progetto: il servizio informazioni telefoniche e l’assistenza domiciliare, per terminare, in agosto, con giochi, animazioni e serate musicali, all’insegna di un’estate “con” e “per” gli anziani. In pratica le persone sole e bisognose potranno avere informazioni su farmacie, servizi pubblici, spettacoli, sugli artigiani convenzionati in caso di piccole riparazioni, assistenza nell’aiuto domestico, accompagnamento, servizio pasti e spesa nonché il disbrigo di pratiche urgenti». Nel dettaglio il Pronto intervento estivo – coordinato dal settore Servizi sociali – risponde allo 031.271555 ed è attivo dal lunedì al giovedì dalle 8.30 alle 18 e il venerdì dalle 8.30 alle 14, mentre il venerdì dalle 14 alle 18, il sabato dalle 8.30 alle 18 e nei giorni festivi (compresa la domenica), dalle 9 alle 12 è garantito dall’Auser che risponde allo 031.524646. L’anno scorso sono stati 251 i destinatari dei servizi del Pie, che ha effettuato 3.984 interventi così ripartiti: assistenza domiciliare 53 utenti e 2.862 interventi, pasti a domicilio 28 (563 interventi), spesa 10 (44), telesoccorso 6 (6), condizionatori d’aria 33 (30), ricoveri 5 (5), interventi vari 41 (41) e commissioni varie 8 (14). Il numero più consistente di utenti e interventi (65 e 417) ha riguardato ancora il sostegno psicologico-morale. Infine una novità: il servizio badante, oggetto nel 2004 di 2 richieste, andate a buon fine.
Gigi Albanese
Carla Condorelli
Fonte: ANIMALIEANIMALI
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TESTUGGINI TORNANO IN SICILIA PER NIDO MA NON LASCIANO UOVA
A Sciacca, secondo biologi marini è la prima volta nel sud dell’isola.

Dopo molti anni di assenza dalle spiagge del sud della Sicilia, nei giorni scorsi una testuggine della specie Caretta caretta ha tentato di deporre le uova per ben due volte ma non c’e’ riuscita a causa dei ciottoli della costa.
E’ accaduto in Sicilia nella zona di Sciacca dove alcuni biologi del Cts Ambiente hanno riconosciuto le tracce lasciate dalla tartaruga marina mentre stavano effettuando il consueto controllo per verificare eventuali nidificazioni.
Secondo le ricostruzioni dei biologi, la tartaruga adulta approfittando del buio ha raggiunto la spiaggia per due notti consecutive e, dopo una faticosa risalita, e’ riuscita a scavare per 20 cm circa nel tentativo di depositare le uova senza pero’ riuscirci. La presenza di uno strato di ciottoli non ha consentito alla tartaruga di completare il nido costringendola cosi’ a riprendere la via del mare. La tartaruga e’ stata avvistata dai biologi del Cts Ambiente verso le cinque del mattino. ”E’ la prima volta che abbiamo tracce di nidificazione in questa zona della Sicilia – dicono i biologi del Cts – In passato ci sono state segnalazioni della presenza della ‘Caretta caretta’ ma mai tentativi di nidificazione”.
La protezione della tartaruga marina in Sicilia e’ l’obiettivo prioritario del progetto ”DEL.TA”, delfini e tartarughe protetti, promosso dall’assessorato Territorio e Ambiente della Provincia di Agrigento, dal CTS Ambiente e supportato dalla commissione europea con il programma ”LIFE Natura”.
”La Caretta caretta – dice Bernardo Barone della Provincia di Agrigento – e’ sempre piu’ minacciata oltre che dall’inquinamento, dal traffico nautico e dalla pesca professionale, dalla progressiva scomparsa dei siti adatti alla nidificazione. La notizia del tentativo dell’ovodeposizione a Sciacca se da un lato ci amareggia perche’ non andata a buon fine dall’altra ci entusiasma perche’ significa che queste spiagge sono dei potenziali siti di nidificazione”. (ANSA)
Fonte: ANIMALIEANIMALI
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in Breve
[…] Bagheria, lotta ai randagi Interrogazione di FI BAGHERIA.

(mag) Il consigliere comunale di Forza Italia Gaetano D’Agati ha presentato un’interrogazione consiliare in merito alla prevenzione e alla lotta contro il randagismo. In una nota chiede di conoscere “la spesa complessiva e distinta per voci nel 2004 -si legge nell’atto ispettivo- a favore dell’associazione convenzionata con il comune di Bagheria per la lotta contro il randagismo e quali iniziative intende intraprendere per la lotta e soprattutto la prevenzione del fenomeno”. Nei giorni scorsi una decina fra cani e gatti randagi sono stati avvelenati nella zona della Caravella. […]
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Palermo)
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grandola ed uniti Dopo le proteste dei residenti e l’intervento dell’Asl oggi i cagnolini saranno trasferiti Nove cuccioli in bilico tra il canile e un cortile
GRANDOLA ed uniti C’è una disputa, in frazione Velzo, attorno a nove cagnolini. Le famiglie del circondario, anch’esse nove, hanno presentato in municipio una petizione lamentando problemi di igiene e di quiete pubblica legati alla presenza dei cani. I proprietari dei cuccioli, Alberto Kormos e Lucia Romanosi, si sono rivolti a un’animalista, Daniela Pavesi Spelzer. «I cagnolini, che hanno sei mesi e sono provvisti di tessera sanitaria, venivano lasciati scorrazzare in un campo, ma lì subivano continue violenze e la proprietaria è stata costretta a confinarli in un cortile – racconta Spelzer – . Mi sono recata in municipio e il sindaco non ha voluto sentire ragioni, dicendo che gli animali devono sparire. Sei di loro verranno dati in adozione: si tratterebbe solo di aspettare ancora un po’ di tempo, ma pare che la prospettiva della nidiata debba essere il canile». L’animalista chiede un po’ di tolleranza alle autorità locali: «Giovedì (oggi per chi legge, ndr) arriveranno gli addetti del canile e io voglio appellarmi per la seconda volta al sindaco, chiedendo che sia più comprensivo e pensi alla sorte dei nove poveri cuccioli, che con un po’ di sensibilità in più troverebbero invece dei padroni affettuosi. A Grandola, tra l’altro, è prevista la realizzazione di un canile pubblico e, se la gente si lamenta di nove cuccioli, mi chiedo come farà a sopportare la presenza di decine e decine di cani». Diversa è la situazione descritta dal primo cittadino, Giancarlo Zanfanti: «Ho il massimo rispetto per gli animali e proprio per questo ho a lungo tergiversato. La gente si lamenta e un’ispezione dei veterinari dell’Asl ha chiarito che i nove cuccioli vivono un luogo dove mancano le norme igieniche. Stiamo parlando di un centro storico abitato, dove la gente sui lamenta anche per il disturbo della quiete. In merito alle presunte violenze subite dai cani mi permetto di dire che manca la minima prova; è vero, invece, che essi venivano lasciati scorrazzare liberamente, con conseguenti danni segnalati da più vicini. Come amministratore ho il dovere di intervenire – prosegue il sindaco – : ho proposto alla proprietaria di collocare temporaneamente gli animali in un canile a spese del Comune, in attesa che vengano adottati: mi pare una soluzione accettabilissima e conveniente per tutti. Finora, comunque, non ho emesso alcuna ordinanza e giovedì (oggi per chi legge, ndr) andrò di nuovo dall’interessata per riformulare un’altra volta la stessa proposta». Gianpiero Riva
Fonte: LA PROVINCIA DI COMO (Lago e Valli)
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Castell’Umberto avrà il canile E ci sarà anche l’ambulatorio
CASTELL’UMBERTO. (pc) Grazie all’unione dei tre Comuni valle dei Nebrodi: Castell’Umberto, Galati Mamertino e Tortorici, presto nella cittadina nebroidea (nello specifico in contrada Zuriaci) sorgerà un canile rifugio. Il tutto sarà realizzato sia per combattere il randagismo, sia per aiutare molti animali che dopo essere stati abbandonati muoiono di stenti e malattie. La struttura ed il terreno adiacenti al luogo dove sorgerà il rifugio saranno dati in comodato gratuito all’Unione dei Comuni, che ha finanziato la realizzazione del canile per un importo di circa 43 mila euro. La costruzione sarà dotata anche di un rifugio sanitario che sarà installato nella zona dell’Ippodromo comunale. I cani abbandonati così potranno essere curati prima di essere inseriti nel canile. In seguito gli animali potranno essere adottati da famiglie selezionate dal personale addetto al rifugio. Il tutto è stato approvato a maggioranza anche in sede consigliare a Castell’Umberto. “Questa è una grande conquista civile – spiega l’assessore Vincenzo Monastra – poichè gli animali meritano di essere trattati come persone”. Dello stesso parere il consigliere di minoranza Salvatore Fiore: “Siamo contenti di realizzare questo rifugio. Abbiamo solo qualche perplessità sulla collocazione dell’infermeria visto che il luogo dove sarà costruita è turistico”. Patrizia Crimi
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Messina)
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Randagi, una ragazzina salvata dalla Forestale

(amm) Cani randagi ormai padroni oltre che dell’igiene, anche della sicurezza degli agrigentini. Una ragazzina è stata infatti salvata dall’aggressione di un branco di cani randagi nei pressi del Parco dell’Addolorata dove si trovava per una passeggiata. A darne notizia è stato il comandante del Distaccamento del Corpo Forestale, il maresciallo Calogero Cammarata. Quindici cani randagi avrebbe accerchiato la ragazzina impaurita dagli animali. Il pronto intervento della pattuglia della Forestale impegnato in un servizio antincendio ha evitato, per questa volta, il peggio. A. M. M.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Agrigento)
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Entra in funzione il canile comunale ospiterà circa un centinaio di randagi
La struttura è stata realizzata in contrada Ponte Fiumarella e dovrebbe iniziare la propria attività entro il mese di luglio. Sarà dotata di centro sanitario e di rifugio
(db) Entrerà in funzione entro il mese di luglio il nuovo canile comunale di contrada Ponte Fiumarella. E’ quanto ha assicurato il sindaco Eugenio Galfano. Proprio sui ritardi nell’entrata in funzione del canile era intervenuto nelle scorse settimane, il vice capogruppo dell’Udc Fabio Laudicina che aveva invitato l’amministrazione comunale a stringere i tempi per l’apertura della struttura comunale. Qui i lavori, eseguiti dalla ditta Serravalli di Favara che se li è aggiudicati con un ribasso dello 0,6803 sul prezzo a base d’asta di 366.972 euro, sono stati ultimati e il canile è pronto per ospitare i tanti randagi che vagano per la città; nei prossimi giorni è previsto peraltro il collaudo della struttura. Il ritardo pare sia comunque imputabile ai problemi legati alla gestione dell’impianto. Nel bilancio di previsione per l’esercizio 2005 sono state iscritte le somme necessarie alla gestione. Questa, secondo gli intendimenti della giunta Galfano, sarà affidata ai lavoratori socialmente utili che, proprio con la mansione specifica, saranno “stabilizzati”. Per altro, sono stati già avviati i contatti con il responsabile del settore veterinario dell’Asl n.9 di Trapani, Pasquale Surace e del distretto di Marsala, Francesco Lo Curto, per la preparazione di questo personale che andrà a gestire il canile. Inoltre è prevista la stipula di una apposita convenzione con un veterinario “esterno” che assicuri agli animali le ottimali condizioni di vita. Il canile ha due strutture: una sanitaria per l’anagrafe canina, le sterilizzazioni, il ricovero e le adozioni; una seconda “rifugio” per il mantenimento dei cani catturati fino all’affidamento o alla morte. La prima struttura potrà ospitare 96 animali, mentre la seconda sarà costituita da 20 box coperti, ognuno con uno spazio esterno e con possibilità di ospitare un solo cane per il tempo necessario alla quarantena e all’osservazione sanitaria. Il corpo di fabbrica sorge su un’area di 7 mila metri quadrati vicina a quella del nuovo mercato ittico all’ingrosso (anch’esso ormai pronto per entrare in funzione) e vi sarà spazio anche per i servizi essenziali fra i quali la guardia medica veterinaria (una sorta di pronto soccorso), la cura delle malattie, la sorveglianza e il monitoraggio, nonch‚ l’educazione sanitaria alla quale sovrintenderà il capo settore veterinario dell’Asl n.9 Pasquale Surace. (Dino Barraco)
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di TrapanI)
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No alla zoomarine
Durante la due giorni del seminario di Vicovaro dai Verdi, dalle associazioni ambientaliste, dalle associazioni animaliste, dai zoologi il no forte e chiaro contro una dei tanti interventi contro la natura, contro zoomarine. Anche i verdi della provincia di Latina protestano contro l’iniziativa.
Monica Cirinnà sullo Zoomarine (Monica Cirinnà Laureata in Giurisprudenza; riconfermata Consigliere comunale nel Gruppo dei Verdi nel 2001, attualmente è vice presidente vicario del Consiglio Comunale membro della commissione speciale di Controllo e Garanzia, della commissione consiliare permanente per l’Ambiente (III) e della commissione consiliare permanente per le Politiche del Territorio (VII).Consigliere delegata ai diritti degli animali e al Bioparco s.p.a..) “Mi appello alle associazioni per boicottare chi fa spettacoli con gli animali. Lo zoomarine è solo la nuova prigione che rinchiuderà oltre 100 esemplari marini e uccelli tropicali sul litorale romano, è un luogo illegale perché in contrasto con la nuova legge sui giardini zoologici. Rivolgo un appello alla Regione Lazio e alla Provincia di Roma, in particolare agli assessori all’Ambiente affinché attivino immediatamente ogni procedura possibile a tutela degli animali per non far aprire questa struttura”.
Animali. De Petris: su Zoomarine, interverra’ polizia Provincia
”Presentero’ un’interrogazione parlamentare al ministero dell’Ambiente per capire se la struttura zoomarine e’ in regola e comunque la polizia provinciale si attivera’ per verificare se la struttura ha tutte le autorizzazioni”. L’assessore provinciale all’Ambiente Loredana De Petris risponde all’appello del consigliere delegato Monica Cirinna’ in merito alla struttura zoomarine. “Ritengo – aggiunge – che la struttura sia
assolutamente in contrasto con la nuova normativa che regola i giardini zoologici perche’ gli animali non possono essere utilizzati come fonte di divertimento. Mi attivero’ attraverso un’interrogazione al ministro dell’Ambiente per capire se tale struttura ha ricevuto l’autorizzazione dal ministero in base al dlgs 73 del marzo scorso”. La Provincia di Roma “purtroppo – conclude l’assessore De Petris – non ha competenze per quanto riguarda le autorizzazioni, ma ho gia’ attivato il comando della polizia provinciale per verificare la regolarita’ della struttura e contemporaneamente il rispetto della legge 189 sul maltrattamento degli
animali”. (Dire)
Animali. Bonelli: no a apertura delfinario Torvajanica
”Prelevare animali dal mare per chiuderli poi in gabbie di vetro e’ una vergogna e una barbarie contro cui la Regione Lazio si battera’. Ho chiesto al prefetto di Roma di sospendere l’apertura del delfinario”. Lo afferma Angelo Bonelli, assessore all’Ambiente della Regione Lazio, a proposito di Zoomarine, il parco acquatico che a breve verra’ aperto fra pochi giorni a Torvajanica. “Stiamo verificando le delibere che hanno autorizzato il delfinario, che sono state approvate dalla giunta Storace e da quella comunale di Pomezia – spiega Bonelli – e’ necessario verificare se sono state rispettate tutte le prescrizioni di inserimento paesistico dell’opera e se le procedure seguite per autorizzarla sono state regolari. E per questo ho chiesto di sospenderne l’apertura”. La struttura “e’ composta da trentuno ettari di superficie, con posteggi, rapide artificiali e vasche per animali polari e tropicali – spiega Bonelli – il tutto portera’ un business da 18 milioni di euro, in parte finanziato con fondi della Comunita’ Europea”. La societa’ che sta realizzando lo zoo marino “ha chiesto al Cites (convenzione internazionale che regolamenta il Traffico di animali protetti firmata a Washington) il trasferimento dal Portogallo di otto delfini catturati a Cuba – dice Bonelli – e’ inammissibile che nel 2005 si possano ancora realizzare zoo marini mentre si parla, e in alcuni casi ci si riesce anche, di chiudere gli zoo terrestri”. E proprio in relazione alle condizioni in cui sono stati importati gli animali, “tempo fa – conclude Bonelli – ho inviato un esposto al Cites per chiedere di controllare tutti gli animali e per sapere se viene rispettato il decreto del mantenimento dei delfini in cattivita’”. (Dire)
Animali. Cento: interrogazione urgente su Zoomarine
Il deputato Verde Paolo Cento ha inviato un’interpellanza urgente al ministro dell’Ambiente Matteoli sullo “Zoomarine”, la struttura che verrà aperta a Torvaianica e dove verranno rinchiuse oltre 100 esemplari marini e uccelli tropicali svariate specie. Nell’interrogazione, Cento chiede al Governo di intervenire al più presto per verificare se lo Zoomarine ha tutte le licenze in regola e se contrasta con la nuova legge sui giardini zoologici che vieta la costrizione di animali in habitat non consoni alla
loro natura”. “ E’ inammissibile – ha dichiarato Cento – che nel 2005 si possano ancora realizzare zoo marini mentre si parla di chiudere gli zoo terrestri. Il ministro Matteoli – conclude – attivi ogni procedura possibile a tutela degli animali contro questa struttura che prevede la chiusura di centinaia di animali in vasche e gabbie per il solo per il divertimento degli uomini?.
Animali. Verdi a Marrazzo: non dimenticarti di loro
”Non dimenticare la questione dei diritti degli Animali”. Lo chiedono in una lettera al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo il capogruppo dei Verdi alla Pisana, Filiberto Zaratti, e il consigliere regionale Peppe Mariani. “Riteniamo – si legge nella lettera – che la questione dei diritti degli animali sia una priorita’ della nostra maggioranza”. E riguardo il mancato inserimento nella giunta di Monica Cirinna’, attuale delegato ai diritti agli animali nel consiglio comunale di Roma, i due esponenti del sole che ride spiegano che “come da piu’ parti viene sottolineato la capacita’, la sensibilita’ oltre a una approfondita conoscenza della materia, fanno di Monica Cirinna’ una importante risorsa per il centrosinistra”. E allora “e’ un peccato che la Regione non possa utilizzare a pieno queste risorse”. Per questo, cocludono Zaratti e Mariani, “ti chiediamo di adoperati in questa direzione”. (Dire)
di Giorgio Libralato
Fonte: TELEFREE
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VACANZA IN VAL D’ AOSTA CON IL PROPRIO AMICO A QUATTRO ZAMPE
(NOTIZIARIO TURISMO VALLE D’ AOSTA)
(ANSA) – AOSTA, 14 LUG – Una vacanza riposante e divertente nella quiete delle maestose vallate valdostane in compagnia dei propri amici a quattro zampe.
Un’interessante iniziativa del Touring Club Italiano si rivolge ad un settore un tempo mortificato dagli operatori turistici, ed oggi sempre più in crescita, grazie anche all’aumentata sensibilità dei gestori di ristoranti e alberghi e alle campagne contro l’abbandono degli animali domestici.
‘La Valle d’Aosta a sei zampé è la sezione del volume ‘In Italia con cane e gatto’, che contiene tutte le informazioni e i consigli per viaggiare nella regione con i propri animali domestici, nonché gli indirizzi delle strutture e dei ristoranti che li accolgono volentieri, con indicazione della taglia ammessa e un attestato di qualità dell’accoglienza che va da 1 a 4 zampine. Un’idea di estrema utilità, molto apprezzata, oltre che dai turisti, anche da ristoratori e albergatori che si possono giovare di un messaggio promozionale inconsueto ma dagli sviluppi interessanti.
Per la Valle d’Aosta vi sono tre itinerari segnalati: il primo sopra Antagnod, in Val d’Ayas; il secondo nella zona di Courmayeur, con le splendide Val Veny e Val Ferret; e il terzo relativo all’area del Mont Mars. Inoltre la guida indica, per il comune di Aosta, le nove aree verdi messe a disposizione dall’amministrazione per il relax di proprietari e animali. L’iniziativa del Touring Club, in collaborazione con ‘Iams’, ha anche una valenza sociale. Per ogni copia venduta della guida, infatti, viene donato cibo gratuito per un intero canile o gattile per un totale di 20.000 pasti. (ANSA).
Fonte: REGIONE VDA
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Per svegliare le coscienze: 17° concorso ‘cane e gatto’
Si svolgerà venerdì 15 alle ore 21, nell’ambito del festival provinciale dell’Unità ai giardini del Prolungamento a Savona, il 17° concorso cane fantasia e gatto + simpatico, organizzato dalla sezione savonese dell’Ente Nazionale Protezione Animali e aperto a tutti i soggetti, di qualsiasi genealogia, forma, dimensione, peso e carattere.
L’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare gli animalisti verso i cani randagi che l’Enpa ospita nei propri rifugi (Cadibona, Leca d’Albenga e Finale Ligure) e che – penalizzati dalla moda imperante dell’acquisto di cani di grossa taglia e di razze molossoidi – attendono di essere adottati; e ad aiutarli saranno i cani (e tra essi molti ex trovatelli dell’Enpa) che un padrone lo hanno già.
Essi gareggeranno per devolvere a favore dei “colleghi” i proventi della serata. I cani saranno suddivisi in tre categorie (Cocktail per i “fantasia”, Juniores per i cuccioli, Aristocratici per i cani di razza che vogliono aiutare gli ex randagi); i gatti invece parteciperanno in categoria unica per il più simpatico e condotti dai proprietari nel trasportino “personale”.
Le iscrizioni si raccolgono ogni sera (il giorno del concorso dalle ore 18 in poi) presso lo stand dell’Enpa al Festival dell’Unità, dove saranno presenti alcuni cani del Rifugio di Cadibona, nonché le fotografie degli altri ospiti. Alla manifestazione dello scorso anno avevano partecipato oltre 100 animali, alla presenza di un pubblico di oltre 1.000 persone (allegata fotografia).
“L’iniziativa – dicono dall’Enpa – vuole anche essere una veemente protesta contro gli enti locali savonesi per la scarsa applicazione delle leggi, in vigore da ben 14 anni, che affidano a loro la tutela degli animali domestici.
Su 69 comuni solo 2 hanno un canile degno di questo nome, mentre altri 45 si sono organizzati per il ricovero dei cani; nessuno però, colpevoli anche l’Asl e le vecchie Giunte Provinciali, ha costituito poli d’emergenza veterinaria per il soccorso degli animali feriti, mentre 25 sfruttano l’opera dei volontari dell’Enpa, contribuendo in parte alle spese sostenute; meno della metà hanno approvato programmi di sterilizzazione delle colonie feline proposti dall’associazione e ben 15 infine sono “evasori totali” delle leggi animaliste.”
Fonte: SAVONA NOTIZIE
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Lo Dico alla Gazzetta
Quanti problemi per liberare gattino intrappolato
Un gattino è rimasto intrappolato nel motore di una macchina in via De Laurentis. Fin dalla sera precedente le persone che passavano sentivano il miagolio e si fermavano preoccupati; qualcuno ha posto anche un foglio sul tergicristallo con un messaggio per avvertire il proprietario della macchina di essere cauto prima di accendere il motore. Altri hanno preso il numero di targa per telefonare agli organi preposti. Tra questi, mia moglie Grazia Guerra, che è solita curare i gatti randagi che sostano nel cortile di viale Kennedy n. 50, ritenendo trattarsi di uno dei gattini che evidentemente era uscito in cerca di cibo e si è intrufolato nel motore, rimanendovi intrappolato. Sicuri che il proprietario dell’auto ripartendo vi avrebbe provveduto è stato rinviato il salvataggio al giorno dopo. Mia moglie, anche sollecitata da altri condomini, qualificandosi ha telefonato prima ai Vigili del fuoco e si è sentita dire da una voce maschile che non potevano intervenire per non rovinare la macchina. Dopo ha telefonato ai vigili urbani e una voce femminile ha riferito che non potevano intervenire per non violare la «privacy». L’altro pomeriggio sono intervenuti alcuni giovani che sono riusciti a liberare il gattino dall’auto. Mi sono domandato come mai gli organi preposti appositamente interpellati non hanno sentito il dovere di trovare una soluzione al problema rappresentato, tenuto conto che con una telefonata all’ACI potevano risalire al proprietario dell’auto? E se trattasi di un veicolo rubato, visto che la succitata auto sosta da giorni nello stesso luogo? Tommaso Guerra
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (Bari)
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E nella struttura di Bari riecco i cani
«Oramai già da alcuni mesi, nel rudere dell’ex macello comunale di via Pietro Oreste, nonostante la presenza della Cittadella della Cultura e della Guardia di Finanza, sono tornati numerosi i cani randagi. Sicuramente, non essendo nelle migliori condizioni igienico-sanitarie, e soprattutto al tramonto, cominciano ad abbaiare e ululare rendendo le nostre notti totalmente insonni». Protesta Nicola Cassano e fa appello «ai nostro amministratori comunali e soprattutto al sindaco, a rendersi conto di persona di tale situazione ed a trovare, quanto prima, una valida soluzione. A proposito, ma che fine ha fatto il progetto per la nuova costruzione di un canile municipale?»
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (Bari)
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Il fenomeno L’Enpa minimizza nonostante gli episodi
Ci risiamo con i randagi

Fioccano le denunce di aggressioni nei rioni periferici
LUCERA – Come ogni estate, da diversi anni ormai, si ripropone il problema del randagismo. A riaccendere l’attenzione sull’annoso problema, la scorsa settimana, l’aggressione subita da un contadino. La vittima è stata costretta a curarsi al Lastaria con diverse decine di punti di sutura dopo essere stato aggredito da una coppia di pastori tedeschi. L’episodio è avvenuto a due chilometri dal centro abitato. Tanti però sono i cani randagi, anche di grossa taglia, che circolano nelle vie cittadine. Una tragedia sfiorata, quella della scorsa settimana, che ha concretizzato i tanti timori emersi nel corso degli anni. Numerose le denuncie sul fenomeno randagismo fatte dai comitati di quartiere San Pio X e Rione Cappuccini. Nonostante le segnalazioni dettagliate, però, alcune zone della città risultano letteralmente off limits per i pedoni nelle zone serali. Guai a percorrere ad esempio via Montello, dove stazione un gruppo di cinque o sei cani diventati ormai «padroni» della zona. Fra questi anche alcuni esemplari, di colore scuro, di taglia notevole e capaci di inseguire anche le auto. Ad alimentare il fenomeno anche il pietismo di tanti che, animati da spirito umanitario, portano cibo ai randagi, contribuendo così a renderli stanziali in certe zone. Un problema denunciato tante volte. Segnalazione che hanno spesso suscitato il disappunto dell’Enpa locale, impegnata a sostenere la tesi che: «tutto è normale e la situazione è sotto controllo». Di aggressioni, fortunatamente senza gravi danni, in questi anni però se ne sono contate tante. Però mai si era giunti al rischio mortale, come quello registrato la scorsa settimana. Anche se questa aggressione è avvenuta ad opera di cani messi a guardia di una masseria, e non di randagi, l’accaduto ha destato nuovi timori. In città quotidianamente è segnalata la presenza di cani tipo pastore maremmano, di grossa taglia. Di questi uno è più robusto e passeggia spesso nella villa comunale e nelle zone più centrali, duomo compreso. Un altro invece, magro e con l’aspetto malaticcio, è ospite fisso della zona di Porta Troia. Dove trova riparo, nelle ore serali, sotto le pensiline degli autobus. Presenze ormai fisse che, nonostante la loro familiarità, non possono non destare timori. Soprattutto per i passanti che spesso sono scoraggiati ad uscire a piedi per fare due passi a piede alla ricerca di un po’ di fresco. E sono invece quasi costretti a ricorrere all’auto ed al suo sicuro abitacolo. Guai però a rimanere con l’auto in panne nelle ore notturne. In quel caso, vedi zona via Montello, il rischio di fare brutti incontri con gruppi di randagi è tanto. E trasformare una «serata storta» in una notte da incubo. Francesco Barbaro
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (Capitanata)
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Siculiana, tratto in salvo raro esemplare di aquila
ato salvato. L’animale è stato rinvenuto ferito nelle campagne di Siculiana e consegnato ai volontari del Wwf. L’aquila, probabilmente una giovane femmina di due anni, presentava una grave lesione al becco ed era praticamente disidratata. Il direttore della riserva di Torre Salsa Franco Galia, ha prestato i primi soccorsi, poi il rapace, tramite una vera e propria staffetta, è stato consegnato al Centro di recupero Fauna Selvatica di Ficuzza della Lipu, dove è stata riscontrata la rottura traumatica del becco. L’aquila riesce ad alimentarsi di piccoli pezzi di carne, ed è in discrete condizioni. “In questi casi- dice il direttore del Crrfs di Ficuzza Giovanni Giardina -la tempestività dell’intervento è garanzia di successo: se l’aquila non fosse stata portata qui subito, sarebbe morta in un paio di ore”. L’Aquila del Bonelli è un rapace estremamente raro, protetto dalla legge italiana e dalle convenzioni internazionali, ed è ai primissimi posti nella Lista Rossa degli animali a grave rischio di estinzione.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Agrigento)
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Usa: teneva 273 gatti in casa, compresi 86 già morti
WASHINGTON – Un giardino verde e curato fuori. Una casa degli orrori dentro. Gli agenti di polizia della Virginia, hanno descritto così l’abitazione dell’ottantenne Ruth Knuven che in casa teneva 273 gatti di cui 86 morti.
A chiamare gli agenti sono stati i vicini che ormai non riuscivano più a convivere con il cattivo odore che proveniva dalla casa e che la signora cercava di coprire bruciando incensi e olii profumati. “Non ho mai visto nulla del genere, in ogni angolo della casa c’erano feci ed urina – ha raccontato uno degli agenti – dozzine di gatti morti erano stati buttati in cestini di plastica sparsi per la casa”.
La polizia ha impiegato quasi due giorni per scovare e catturare i 187 felini, la maggior parte dei quali verrà abbattuta perché malata. Ora l’abitazione dei Knuven è sotto sequestro. I coniugi potranno ritornarci solo dopo la disinfestazione. Già nell’agosto 2001 la casa era stata perquisita dalla polizia che aveva catturato 100 gatti e dato il permesso alla signora di tenerne solo cinque.
Fonte: SWISSINFO
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Reclutamento e addestramento del miglior amico della sicurezza
Muore solo il cane poliziotto, l’artificiere Pretto

Quando era piccolo somigliava a quel cucciolo che si attorciglia nel rotolo della carta igienica della pubblicità. Da grande è morto come un eroe. Pretto, Labrador poliziotto della Tedax, gli artificieri spagnoli. E’ morto facendo il gioco che lo divertiva di più; annusare esplosivo, che come sa fare il naso del Labrador, nessun altra razza riesce così. E’ per questo che la polizia di mezza Europa, li usano per questo particolare mestiere. In Italia, sono polizia e carabinieri ad aver centri addestramento e, poi, unità cinofile specializzate sugli esplosivi. La Finanza invece li specializza per la droga o li forma per l’anticontrabbando o antiterrorismo: pastori tedeschi soprattutto, ma anche belga o “semplici” meticci con un’attitudine al fiuto da caccia, imparano a difendere o attaccare, a seconda del comando che ricevono. Spesso anche solo con un gesto, un cenno d’intesa. Vivono in questo rapporto strettissimo con il loro “padrone” fini a diventare dopo sei mesi di addestramento un “collega” perfetto. Dell’operatore di polizia:- non a caso,- scherza il comandante del Centro Cinofili dell’Arma di Firenze, – che uomo e cane formano insieme una “unità” cinofila.- Giocano insieme o almeno, per il cane è tutto un gioco. Polizia e Finanza hanno centri di allevamento propri, da cui prelevano i cuccioli che diverranno “agenti”. I carabinieri li comprano all’estero; li preferiscono già cuccioloni di un anno, – e in Italia gli allevamenti li vendono solo più piccoli.- Pronti, si parte. Il cane comincia a trascorrere tutto il tempo col suo conduttore. Che lo accudisce in tutto, finanche nella pulizia della cuccia, che cura personalmente. Il primo mese è dedicato alla “affinità di coppia”, – all’affiatamento, alle coccole, finchè i due non entrano in perfetta simbiosi.- dice il militare. Poi comincia l’addestramento vero e proprio: al cane viene fatto scegliere il suo gioco preferito, una pallina, un pezzo di stoffa colorata. Che diventerà l’oggetto della sua “ricerca” per i dieci anni della sua carriera. Ricerca e premio; quando avrà trovato il suo bel carico di droga, al cane poliziotto il suo collega-umano darà il giocattolo, alla fine di una contesa a “tira e molla”. Al termine dell’addestramento, segue un periodo di tirocinio nel quale l’aspirante cane poliziotto affianca un collega più esperto. Per i cani finanziere, il test è a Venezia, tra le attività di polizia al porto, all’aeroporto e all’autoporto. Ma non è solo una verifica sulla capacità olfattiva. – E’ importante anche il temperamento, vedere come si comporta fuori dal clima amico dell’addestramento,- racconta il colonnello Marcello Ussia che comanda il Corso addestramento cinofili della Guardia di Finanza, a Cpiago. Intimiano nel comasco.- E’ stato proprio durante una di queste giornate di tirocinio,- ricorda orgoglioso Ussia, – che uno dei nostri esemplari più belli ha fiutato 10 chili di cocaina.- Dopo un decennio di onorata carriera e non di rado anche encomi e medaglie (guadagnate dall’”unità”, ma appuntate sulla divisa del conduttore) una commissione dichiara “riformato” il cane; è il momento della pensione. Ma gli onori non finiscono. Ci sono lunghe liste di attesa, a quel punto, di persone che vogliono adottare questi cani poliziotto.- Li vendiamo perché sono “un bene dello stato”, – spiega il comandante, – ma per poche decine di euro, è solo un presso simbolico.- Come dire che, comunque, il valore non ha prezzo. (Antonio Cantoro)
Fonte: LIBERO
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