WarDrome Sci-fi MMORPG
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Monday February 19th 2018

Notiziario animalista

Un Angelo
Ero vicino al tuo letto la scorsa notte.
Ero venuto a dare un’occhiata.
Ho visto che stavi piangendo
e non riuscivi a prendere sonno.
Ho uggiolato piano piano quando hai asciugato una lacrima dal tuo viso,
” Sono io, non ti ho lasciata, e’ tutto a posto, sto bene, sono qui “.
Ero vicino a te a colazione, e ti ho guardata versare il caffè,
stavi pensando a quante volte le tue mani mi avevano accarezzato.
Ero con te nei negozi oggi, le tue braccia erano doloranti ,”
ed io avrei voluto portare i tuoi pacchi, ma non ho potuto
Ero con te oggi quando sei andata alla mia tomba,
te ne prendi cura con molto amore.
Voglio rassicurarti, io non sono là .
Ho camminato con te per la casa mentre cercavi le tue chiavi,
ti ho toccata con la zampa, ho sorriso e ti ho detto .”Sono io”.
Sembravi molto stanca e triste seduta su quella sedia,
ed io ho cercato con tutte le mie forze di farti sentire che ero lì, vicino a te.
Per me e’ possibile starti cosi vicino, sempre.
e dirti :”Non me ne sono mai andato “.
Eri seduta tranquilla, poi hai sorriso, penso che tu sapessi….
che, nella quiete della sera, io ero molto vicino a te.
Il giorno e’ finito…,
sorrido e ti guardo sbadigliare,e ti dico :
” Buonanotte, che il Signore ti benedica, ci vediamo domattina”.
E quando arriverà il momento
in cui tu attraverserai il breve spazio che ci divide,
io ti correrò incontro per darti il benvenuto,
e resteremo fianco a fianco.
Ho molte cose da mostrarti,
e ci sono molte cose da vedere per te.
Sii paziente, arriva fino alla fine del tuo viaggio…
e poi vieni a casa,
vieni da me.
Autore ignoto
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Animali clandestini nel Tir, denunciata una coppia
(leca) Quarantadue bellissimi cuccioli di varie razze, chiusi al buio e senza acqua sono stati scoperti dalla Guardia di finanza nella stiva di una nave proveniente da Napoli, nel corso di un controllo a bordo dell’imbarcazione appena giunta al porto etneo. I cuccioli sono stati sequestrati e, con la collaborazione delle Guardie Zoofile della sezione catanese dell’Ente Nazionale Protezione Animali, successivamente saranno trasportati ed affidati a un canile della provincia di Siracusa. La provenienza degli animali è emersa dagli accertamenti effettuati nelle ore immediatamente successive all’individuazione del natante. Gli animali provenivano dall’Ungheria e sono arrivati in Italia via terra, successivamente, il mezzo di trasporto è stato imbarcato a Napoli per Catania. Nei documenti di trasporto non erano annotati dati importanti come l’inizio del viaggio e le soste effettuate, obbligatorie per legge, a tutela del benessere degli animali. Documenti di viaggio non aggiornati e lacune nelle certificazioni veterinarie non consentono di definire con esattezza l’età dei cuccioli. Due le persone denunciate per maltrattamenti di animali: si tratta del conducente del camion (un importante commerciante di animali) ed una cittadina rumena. Entrambi rischiano il carcere da tre mesi a un anno o la multa da tremila a quindicimila euro.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Catania)
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Il mezzo era sbarcato da una nave
Trovati dentro un camion 42 cuccioli di cane

Due persone denunciate per maltrattamenti di animali e 42 cuccIoli di cane sequestrati. Operazione della Guardia di Finanza di Catania e dalle Guardie Zoofile della sezione etnea dell’Ente Nazionale Protezione Animali.
Ieri nel corso di un controllo a bordo di una nave proveniente da Napoli, la Finanza ha trovato in un automezzo nella stiva di una nave 42 cuccioli chiusi da oltre 12 ore senza acqua né cibo, senza luce e con documenti di viaggio non aggiornati.
Dagli accertamenti effettuati nelle ore successive all’individuazione è emersa la provenienza degli animali. I 42 cuccioli di varie razze e di età indefinibile a causa delle lacune nelle certificazioni veterinarie provenivano dall’Ungheria: sono stati portati in Italia via terra e successivamente il mezzo di trasporto è stato imbarcato a Napoli per Catania, nei documenti di trasporto non sono annotati dati importanti, come l’inizio del viaggio.
Gli animali sono stati sequestrati e trasferiti in un canile. Due le persone denunciate. Si tratta del conducente del mezzo (un noto commerciante di animali) e una cittadina rumena). Entrambi rischiano il carcere da tre mesi ad un anno.
Fonte: LA SICILIA (Cronaca_Catania) I traffici sono una piaga putrescente, la destinazione finale degli animali un incubo, è ormai tempo di scrivere la parola FINE a questa vergogna che doveva essere fermata tanti anni fa..
http://www.bairo.info/traffici.html
Winny
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Il Lazio non vuole delfini prigionieri
«PRELEVARE animali dal mare per chiuderli in gabbie di vetro è una vergogna contro cui la Regione Lazio si batterà. Stiamo verificando se, nella realizzazione del delfinario, sono state rispettate tutte le prescrizioni di inserimento paesistico dell’opera e se le procedure seguite per autorizzarla sono state regolari». L’assessore regionale all’ambiente, Angelo Bonelli, dichiara guerra allo Zoomarine, il parco acquatico che aprirà tra pochi giorni a Torvajanica. «Ho chiesto al prefetto – ha detto Bonelli – di sospendere l’apertura del delfinario». Mentre si moltiplicano le battaglie per gli animali, quelli che vivono allo stato brado dimostrano di saper fare il proprio dovere. Quest’anno sul Gran Sasso sono nati in libertà 40 giovani di camoscio d’Abruzzo. I nuovi nati sono stati censiti grazie ad un’azione costante di monitoraggio effettuata dagli esperti del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il numero di camosci che vivono sul Gran Sasso ha così superato le 200 unità. Si tratta di un successo rilevante che lascia ben sperare nel futuro di questo animale esclusivo delle montagne abruzzesi e che ha rischiato l’estinzione.
Fonte: IL TEMPO
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Sara Turetta deve lasciare i cani randagi di Bucarest
In procinto di naufragare la collaborazione tra la Onlus “Save the Dogs and others animals” messa in piedi da Sara Turetta e la città di Bucarest. È proprio Turetta a comunicare che dopo tre anni di fruttuosa collaborazione l’associazione deve interrompere la sterilizzazione dei cani randagi nella città. Il motivo? I soldi, al solito. «I fondi sono diminuiti, mentre le spese e il numero di cani ospitati a Cernavoda (la città dove è attivo il centro presso cui opera direttamente la Turetta, ndr.) è vertiginosamente aumentato – commenta – . Erano solo 400 euro al mese destinate all’ambulatorio di Iuliana Dragu, veterinaria di Bucarest con cui collaboravamo, e servivano per 40 sterilizzazioni e qualche decina di trattamenti gratuiti o a prezzo agevolato per i poveri, le associazioni e i pensionati». L’attività si sposterà quindi ora a Cernavoda.
Fonte: IL CITTADINO (San Giuliano)
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Cani abbandonati il rituale si ripete
Allo sportello dei diritti 115 segnalazioni in due mesi
Alessandria Si avvicinano le vacanze e ritorna il solito, incivile rituale dell’abbandono degli animali. Con una differenza dopo l’entrata in vigore della legge che prevede anche la reclusione. Chi vuole sbarazzarsi del proprio ‘quattrozampe’ non lo fa in autostrada, dove è più forte il rischio di essere visto, ma lungo le meno trafficate strade provinciali e comunali dei paesi collinari.
Nell’Alessandrino sono l’Acquese, la val Curone e Fraconalto le aree dove viene segnalato il maggior numero di episodi di abbandono. Si tratta soprattutto di cani, ma non mancano esemplari di altri animali selvatici, trovati cuccioli in campagna e portati a casa, ignorando che non devono essere toccati. In poco più di due mesi lo ‘sportello diritti degli animali’, voluto dall’assessore all’Agricoltura Davide Sandalo, ha ricevuto 115 segnalazioni. La responsabile Stefania Pes ha dovuto occuparsi di cani, colonie di felini, un piccolo capriolo, diversi rapaci (civette, poiane, gufi, allocchi). In questo periodo sta allevando un balestruccio: tra una ventina di giorni, quando avrà acquisito la competa capacità di volo, sarà liberato.
«A casa ho tre piccoli pipistrelli – racconta – Sono stati trovati a Oviglio, la madre è morta a causa del grande caldo. In Piemonte non c’è un centro per questo tipo di volatili, per questo li porterò a Bologna». Poco tempo fa le sono stati portati due ricci, nati da appena un settimana: 40 grammi di peso, occhi ancora chiusi, pancia pelata. Li ha salvati, dandogli ogni tre ore un latte speciale. Ora sta cercando una sistemazione per due esemplari di collie, fratello e sorella di sei anni, che la proprietaria non è più in grado di tenere.
Poi c’è il singolare caso di Azar, un meticcio di taglia media che ricorda un po’ un pastore tedesco, che ha trovato ospitalità temporanea al canile di Novi. Non è stato abbandonato, tutt’altro. Il suo proprietario, un genovese di 65 anni, si è sentito male mentre si trovava a Fraconalto. Mentre l’uomo veniva trasportato all’ospedale ‘San Giacomo’, il cane è stato preso in consegna da un agente del Servizio caccia e pesca che lo ha consegnato ai responsabili del canile. Il pensionato, dall’ospedale, telefona tutti i giorni alle volontarie del canile per chiedere notizie di Azar, il suo fedele amico da otto anni. E il pensiero di riprenderlo presto, lo aiuta a sopportare le giornate di degenza.
In autunno lo ‘sportello’ avvierà una campagna su come devono essere trattati gli animali cercando di coinvolgere soprattutto le parrocchie dei piccoli centri. In questo modo si cercherà di arrivare in modo più capillare al maggior numero di persone possibili e sensibilizzarle al problema degli animali.
Si. Fo.
Fonte: IL SECOLO XIX
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Croce Verde, i volontari salvano 15 cuccioli di cane
(aau) In due giorni i volontari della Croce Verde, società che gestisce il canile municipale, hanno recuperato ben 15 cuccioli di cane salvandoli da morte sicura. Ieri a segnalare la presenza di 7 cuccioli meticci, di circa un mese, sulla statale 115 sono stati i vigili urbani. “Siamo intervenuti immediatamente sul posto – afferma Gianluca Deoma, il volontario del canile che ha salvato gli animali – ed abbiamo recuperato i cuccioli portandoli al canile. Qui abbiamo provveduto a farli bere e mangiare. Ma venerdì avevamo salvato altri 8 cagnetti. Qualcuno li ha lasciati davanti la porta del canile in una cesta. C’era un biglietto con la scritta”io non posso occuparmene, per favore fatelo voi”. Ma dai volontari arriva un appello alla gente. “Chi ama gli animali – ha concluso Deoma – venga al canile e li adotti. Sono tenerissimi ed hanno bisogno solo di un po’ di affetto”.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Agrigento)
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Il furto di ovini a Mistretta “Arengi resta in carcere”
MISTRETTA. (lenu) Il giudice del Tribunale di Nicosia Guido Taranelli, su proposta del pm Fabrizio De Angelis, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Salvatore Arengi, 43 anni, operaio di Calascibetta. Qualche settimana fa i militari del nucleo operativo di Mistretta, coordinati dal capitano Gianluca Vitagliano, lo avevano sottoposto a fermo per tentato furto aggravato, maltrattamenti di animali, porto di strumenti atti ad offendere e abbandono di minori. L’uomo era stato in un primo tempo denunciato dalle forze dell’ordine perch‚, sorpreso mentre tentava di rubare 19 ovini in contrada Sugherita, a Cerami. Vedendo arrivare gente, infatti, per paura di essere scoperto era scappato lasciando sul posto la propria auto, una Renault Laguna Sw, con all’interno 11 ovini con le zampe legate ed altre 8 pronte per essere caricate. Letizia Nucara
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Messina)
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Randagia partorisce sette cuccioli davanti ai passanti
Partorisce sette cuccioli nel piazzale antistante la Fontana Luminosa. È accaduto giovedì, quando una cagna randagio di razza pastore abruzzese ha partorito dinanzi agli occhi sbigottiti di numerosi passanti. Per il veterinario Cristiana Graziani, esponente dei Verdi e rappresentante aquilana degli Animalisti Italiani, l’episodio ha riproposto il problema della mancanza di prevenzione con le sterilizzazioni, soprattutto dei cani femmina non facilmente avvicinabili che, secondo la stessa dottoressa, sarebbero gli artefici delle cucciolate ad ondate.
La Graziani ha auspicato da parte del Comune, della Asl veterinaria e dei volontari una maggiore sensibilità sull’argomento ed ha invitato la cittadinanza ad adottare i cuccioli abbandonati ed ospiti del canile sanitario.
Fonte: IL MESSAGGERO (ABRUZZO)
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Colpi di pistola contro un cane
E’ andato in pellegrinaggio, come sua consuetudine, al santuario di Monte Pellegrino. Ma sulla strada il missionario laico Biagio Conte ha trovato una brutta sorpresa. “Ho visto un cane in fin di vita – racconta Biagio Conte – immobile e con la bava alla bocca. Un furgone della Missione l’ha raccolto e portato dal veterinario. Pensavo che il povero animale fosse stato investito da una macchina, invece gli avevano sparato”. Per l’esattezza, come ha verificato il medico degli animali, nel corpo del cane c’erano tre proiettili, uno conficcato nella colonna vertebrale. I proiettili non sono stati rimossi viste le cattive condizioni del randagio, perchè ogni stress potrebbe essergli fatale. Il cane è stato portato alla Missione di via Decollati e accudito. Domani dovrebbe essere operato e rischia di non farcela. “Quello che è successo è pazzesco – dice il missionario laico – chi può essere tanto crudele da sparare a un animale inerme?”. Ro. P.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Palermo)
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FurtoinunovilediMontalbanoElicona Rubati86capi,”bottino”di11milaeuro
Carabinieri. Le pecore, secondo i primi accertamenti, sono state trafugate di notte A Novara di Sicilia assolto un pastore: era accusato di aver venduto agnelli infetti
MONTALBANO ELICONA. (gpu) Furto di 86 ovini da un ovile del centro montano nella notte scorsa. L’episodio è stato reso noto ieri mattina dall’allvatore che ha denunciato ai carabinieri della stazione di Montalbano la sparizione delle pecore. Ma gli inquirenti vogliono vederci chiaro. Infatti dietro il furto si potrebbe celare un tentativo di occultare il diffuso fenomeno della macellazione clandestina, dietro la denuncia di furto. Su questa pista, ma anche su altri possibili moventi, stanno lavorando in questi giorni i carabinieri per chiarire le modalità dell’episodio denunciato dal proprietario dei capi di bestiame. Secondo una prima stima approssimativa, il valore degli animali rubati, che non erano coperti da assicurazione, si aggirerebbe intorno agli 11 mila euro. Ancora incerta la dinamica del furto, che è stato segnalato nella mattinata di giovedì alla caserma del centro montano. I presunti ladri avrebbero agito nella notte tra il 6 e 7 luglio, approfittando probabilmente delle tenebre. Resta da chiarire che fine abbiano fatto le pecore trafugate e dove i furfanti abbiamo potuto nascondere un numero così cospicuo di animali senza dare nell’occhio. Tutti quesiti a cui dovranno dare risposta i militari dell’Arma, che hanno avviato serrate indagini. Ieri pomeriggio, intanto, il giudice monocratico del tribunale di Barcellona Giuseppe Martello ha assolto dall’accusa di diffusione di malattia epidermica un allevatore di Novara di Sicilia. Aurelio Sofia di 61 anni, per il quale il pubblico ministero Piero Campanella aveva chiesto la condanna ad un anno, era finito sotto processo perch‚ accusato di aver venduto, nel 2002, 125 agnelli che sarebbero stati allevati all’interno di una stalla dove era stata riscontrata la sospetta presenza di brucellosi, malattia infettiva che colpisce anche il consumatore finale del prodotto. La sospetta provenienza nociva degli animali era emersa all’imbarcadero di Messina, durante un controllo delle forze dell’ordine sul mezzo che li trasportava. L’uomo, difeso in aula dall’avvocato Giuseppe Sottile, era stato così denunciato e successivamente rinviato a giudizio. Durante il processo iniziato nel 2003 il legale dell’imputato ha cercato di dimostrare con successo la buona fede di Aurelio Sofia, che è stata confermata anche dalla sentenza di ieri del giudice barcellonese. Giuseppe Puliafito
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Messina)
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canile L’allarme lanciato dagli «Amici del randagio»: «Il periodo più critico deve ancora arrivare» Cinque cani abbandonati a settimana «Riceviamo 12 telefonate al giorno da chi non riesce più a tenere il proprio cucciolo»
Continua la campagna per sensibilizzare la gente: già venduti 500 braccialetti
Fonte: LA PROVINCIA DI COMO
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LA PROTESTA
Sit in degli animalisti
‘Più cura del canile di Castiglione dei Pepoli’

Bologna, 9 luglio 2005 – C’era un centinaio di persone, secondo gli organizzatori, al sit in degli animalisti che si e’ svolto questa mattina a Bologna davanti alla sede dell’ausl in via Gramsci.
Le associazioni (Animal Liberation, Animalisti Italiani, Il Vagabondo, Lega per l’Abolizione della Caccia, Lav Delegazione di Bologna, Tutela animali Bologna 1891, tra gli altri) hanno organizzato la manifestazione per chiedere piu’ tutela per i cani e piu’ cura del canile di Castiglione dei Pepoli.
‘Chiediamo di far rispettare la legge regionale in materia’, dice Maria Rosa Gironi di Tutela Animali Bologna. Questo perche’ proprio alle ‘ausl e’ assegnato il controllo perche’ sia garantita la sopravvivenza per i cani ospitati nei canili e lo stato di salute e quindi il loro benessere’.
Ma gli animalisti chiedono anche di risanare canili come quello di Castiglione dei Pepoli, in Provincia di Bologna ‘che serve ben undici Comuni, che e’ di proprieta’ di un privato che lo gestisce da solo in convenzione con il Co.Se.A. (Consorzio Servizi Ambientali)’. La struttura per i cani dell’appennino pur essendo stata ‘piu’ volte segnalata dalle associazioni per inadeguatezze strutturali e gestionali, invece di essere sanificato, oggi sembra in fase di ampliamento, con 30 nuovi posti’.
E in piu’, aggiunge Gironi, ‘i Comuni della zona investono molti soldi, che pero’ non vanno per la cura e la tutela degli animali’. Dopo aver sostato a lungo davanti alla sede dell’ausl di via Gramsci gli animalisti sono stati ricevuti. ‘Hanno fatto ricadere tutta la colpa su Cosea e sui Comune di Castiglione dei Pepoli – chiude Gironi – ma ci hanno anche assicurato che faranno il possibile per risolvere la situazione del canile’.
Fonte: IL RESTO DEL CARLINO
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Ancora (anche se in calo) due abbandoni
Due gattini di poche settimane sono stati abbandonati ieri, in una scatola posata vicino ad un cassonetto della spazzatura di via Saredo a Savona.
Un passante ne ha udito i lamenti – erano magri e denutriti – e li ha consegnati ai volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali. Ora sono ricoverati ed accuditi presso la sede dell’Enpa di Corso Vittorio Veneto 2, dove potranno essere adottati gratuitamente nei prossimi giorni.
Le Guardie Zoofile dell’associazione stanno svolgendo accertamenti per individuare i colpevoli che, con l’entrata in vigore della legge 189 del luglio scorso contro i maltrattamenti, rischiano l’arresto fino ad un anno o l’ammenda fino a 10.000 euro. Chiunque possa dare informazioni, anche anonime, utili alle indagini, può telefonare all’Enpa (019/824735) o inviare un messaggio all’indirizzo savona@enpanet.it.
Per combattere gli abbandoni estivi di gatti e cani (per fortuna in diminuzione in provincia), le Guardie Zoofile pattuglieranno non solo le autostrade (in accordo con le relative Direzioni) ma, con pattuglie in borghese nelle ore notturne, anche i quartieri cittadini e le periferie a maggiore rischio.
Fonte: SAVONA NOTIZIE
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«È urgente una legge sul randagismo»
De Lillo (Fi): ignorata la mia proposta per combattere una piaga estiva

«Chi scrive è autore della proposta di legge numero 2 dell’attuale legislatura Regionale, dedicata a combattere il randagismo». Inizia così la lettera che il consigliere regionale di Forza Italia Stefano De Lillo ha inviato al presidente della Regione Piero Marrazzo, al presidente del consiglio regionale Massimo Pineschi e al presidente della commissione Sanità Franco Dalia. «La mia proposta di legge – prosegue De Lillo – è frutto del confronto con le associazioni che da sempre si dedicano con abnegazione a combattere in prima linea gli effetti negativi di una organizzazione sommaria e complessa della lotta al fenomeno, e comprende soluzioni proposte dalle associazioni stesse e dagli organismi professionali sanitari attualmente destinati alla tutela degli animali, in particolar modo da compagnia. Ho presentato subito, nel primo giorno utile per farlo, la proposta di legge sul randagismo fidando nella attenzione, da sempre dichiarata massima, delle forze politiche che hanno espresso l’attuale maggioranza regionale nei confronti dei diritti degli animali».
Una fiducia evidentemente mal riposta. «A oggi – constata De Lillo – nessuna riunione della Commissione Sanità è stata convocata e la pdl è rimasta, quindi, lettera morta. Ma siamo a ridosso dell’estate, il periodo più impegnativo nella lotta al randagismo a causa dell’aumento degli abbandoni dovuto anche alla riduzione degli spazi dedicati ai proprietari e agli animali da compagnia, come il Baubeach chiuso proprio quest’anno per la prima volta. Il randagismo rischia di mietere ancora molte vittime, non solo animali, come è comunemente noto, ma anche umane, se si pensa ad esempio alla minaccia per la sicurezza e l’incolumità degli automobilisti rappresentato dai cani vaganti sulle strade e al recente esponenziale aumento dei casi di lesmania,
una patologia che si trasferisce dal cane all’uomo e che il mancato controllo del randagismo non fa che favorire. Per questo chiedo la convocazione immediata della Commissione Sanità per affrontare la pdl sul randagismo, uno strumento che credo ampiamente condivisibile e di certo indispensabile».
Fonte: IL GIORNALE
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Gli ambientalisti contro Zoomarine
Nuove accuse al parco acquatico che inaugurerà a breve a Torvajanica. I Verdi chiedono di sospendere l’apertura: “E’ una prigione e un luogo illegale”. La replica: “Massimo rispetto per regole e animali”

Roma, 8 luglio 2005 – A pochi giorni dalla sua inaugurazione ufficiale, Zoomarine, il parco acquatico che aprirà i battenti entro fine luglio a Torvajanica, torna al centro delle polemiche e viene duramente criticata da alcuni esponenti dei Verdi.
Il 14 giugno scorso i responsabili della struttura avevano dichiarato che “il benessere degli animali è un interesse prioritario”, replicando così all’assessore regionale all’ambiente Angelo Bonelli pronto a disporre controlli sulla regolarità delle licenze della struttura e sul trasporto degli animali. In una recente dichiarazione Bonelli è però tornato a colpire Zoomarine: ”Ho chiesto al prefetto di sospendere l’apertura del delfinario”.
Le nuove accuse:
“Ma quale ‘luogo di divertimento’ sul mondo marino. Zoomarine, la nuova prigione che rinchiuderà oltre 100 esemplari marini e uccelli tropicali di numerose specie a Torvaianica, e’ un luogo illegale perché in contrasto con la nuova legge sui giardini zoologici”. E’ questo l’allarme lanciato da Monica Cirinnà, delegata del Sindaco per i diritti degli animali, che invita Regione e Provincia ad intervenire. ”Secondo il decreto legislativo 21 marzo 2005 numero 73, infatti, attuazione di una direttiva comunitaria, gli animali non devono essere indotti ad assumere atteggiamenti innaturali a beneficio del piacere del pubblico”, dichiara la Cirinna’. “Rivolgo un appello alla Regione Lazio e alla Provincia di Roma, in particolare agli assessori all’Ambiente – continua Cirinnà – affinché attivino immediatamente ogni procedura possibile a tutela degli animali per non far aprire questa struttura, frutto di un progetto che ha fatto soffrire e continua a far patire centinaia di animali, per lo più strappati dal loro habitat naturale, per essere rinchiusi in vasche e gabbie per il solo divertimento degli uomini e per il guadagno di potenti imprenditori, come spettacoli con delfini e persino con pappagalli”.
Contro lo Zoomarine di Torvajanica si schiera anche il deputato dei Verdi Paolo Cento, che ha inviato un’interpellanza urgente al ministro dell’Ambiente Altero Matteoli. ”E’ inammissibile – ha detto Cento – che nel 2005 si possano ancora realizzare zoo marini mentre si parla di chiudere quelli terrestri”. Nell’interrogazione, Cento chiede al Governo di intervenire subito per verificare se ”lo Zoomarine ha tutte le licenze in regola e se contrasta con la nuova legge sui giardini zoologici che vieta la costrizione di animali in habitat non consoni alla loro natura”.
”Un delfino che compie acrobazie a comando, un’otaria e un pappagallo trasformati in pagliacci sono fatti eticamente inaccettabili e illegali”. Questo è invece il commento del Presidente della fondazione bioparco di Roma, Giovanni Arnone, in merito alla realizzazione del nuovo parco Zoomarine di Torvajanica. ”E’ chiaro – ha detto Arnone – che questa struttura non ha finalita’ educative ma fini esclusivamente commerciali, realizzando spettacoli che ignorano il benessere degli animali e calpestano i loro diritti”.
La replica di Zoomarine:
In serata arriva la replica dei responsabili della struttura. “Zoomarine – spiega la nota – ha condotto sempre e continua a condurre un costante dialogo e confronto con tutti gli enti competenti, al pari di tutti i parchi già operanti e con successo in Italia e in Europa, pienamente consapevole e rispettosa di tutte le norme che regolano il settore e tutelano gli animali coinvolti.
Il promotore dell’iniziativa Mundo Acquatico SA tiene a ribadire che “da moltissimi anni opera con estrema professionalità e diversi riconoscimenti nel campo dell’intrattenimento educativo, sottolinenando che Zoomarine è membro dell’EAZA (Associazione europea di Zoo e Acquari)”.
La replica di Zoomarine prosegue così: “Le modalità con cui verranno ospitati, assistiti e curati tutti gli esemplari presenti nel Parco sono state sviluppate da Zoomarine in 15 anni di esperienza garantendo un elevatissimo standard di mantenimento a livello nutrizionale, addestrativo e medico, tenendo anche conto della presenza all’interno del Parco di una delle più moderne ed avanzate cliniche veterinarie nel settore. Tutte le installazioni ospitanti le diverse specie animali sono state costruite in accordo con le normative vigenti sul territorio italiano ed europeo o in loro assenza con le indicazioni fornite dagli Enti di riferimento internazionali.
Zoomarine Italia – prosegue la nota – sta attualmente attivando una serie di collaborazioni con numerose Università ed Enti di ricerca presenti sul territorio italiano, e collabora alle attività di conservazione e tutela nonché recupero di esemplari marini in difficoltà.come con il Parco Regionale Riviera di Ulisse per il recupero delle tartarughe marine”.
Il parco, che occupa un’area di 34 ettari sul litorale romano di Torvaianica, è stato realizzato con un investimento di circa 20 milioni di euro, ”interamente fornito da risorse private – ha dichiarato in precedenza Zoomarine – e con il supporto dei principali istituti bancari nazionali per quanto riguarda finanziamenti esclusivamente a medio e lungo termine, con una ricaduta occupazionale di circa 350 addetti”.
Fonte: ROMAONE
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Pamplona, tre feriti oggi nella corsa dei tori
PAMPLONA, Spagna (Reuters) – Un americano e due spagnoli sono rimasti feriti oggi nella corsa con i tori a Pamplona, in Spagna. Lo hanno riferito alcuni funzionari.
Ogni mattina, dal 7 al 14 luglio, nel festival di San Fermin, sei tori da combattimento vengono lasciati liberi di correre per le strade della cittadina, affollate di turisti che vogliono correre con gli animali.
Hans Hurt, 24 anni, di Port Wing, Wisconsin, si è lussato una spalla, ha detto una portavoce del festival. Quindici persone sono morte correndo con i tori a Pamplona dal 1910, la maggior parte per incornate.
Un uomo di 48anni di Pamplona ha riportato una ferita alla testa e un spagnolo di 20 è rimasto ferito alla schiena, ha detto ancora la portavoce.
La corsa, che si conclude con l’arrivo dei tori nell’arena dove vengono uccisi la sera in una corrida, erano meno affollate rispetto a ieri, quando quattro persone sono state incornate.
Fonte: REUTERS
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Tularemia, la Provincia in campo
SESTA GODANO Il 2 agosto consiglieri in trasferta nelle zone a rischio
Caranza: «Non si caccia per fame, lanciare solo capi “doc”»
Consiglieri provinciali in trasferta a Sesta Godano ad agosto per incontrare cacciatori, agricoltori e operatori turistici della Val di Vara e studiare tutti le misure di prevenzione per contrastare un’eventuale diffusione della tularemia, malattia infettiva importata sul territorio dopo l’immissione di lepri da ripopolamento importate dall’Argentina. La decisione di trasferire “sul campo” i lavori delle commissioni Territorio e Ambiente, incontrando le popolazioni e le categorie esposte al rischio di infezione, è stata adottata su richiesta dei consiglieri Paolo Gallo e Alberto Maccagno (gruppo misto).
«Non c’è nessuna evidenza epidemiologica – ha rassicurato Dino Falugiani (Ds), presidente della Commissione provinciale Terriorio e Ambiente – tuttavia riteniamo utile e necessario incontrare le popolazioni per passare dalla percezione del rischio allo studio delle ipotesi per prevenirlo».
Federcaccia, intanto, associazione venatoria della quale lo stesso Falugiani è presidente, ha inviato all’assessore provinciale Milo Campagni una lettera nella quale propone la creazione di una zona di ripopolamento dove “allevare” lepri “doc” da lanciare successivamente sul territorio. La proposta accoglie parzialmente l’indicazione dell’amministrazione comunale di Varese Ligure tendente a decretare lo stop all’importazione di selvaggina da paesi stranieri. Federcaccia, infatti, ritiene necessario continuare a importare animali fino a quando non saranno pronti quelli “fatti in casa”.
Maurizio Caranza, assessore all’Ambiente di Varese Ligure, però rilancia: «Non si caccia per mangiare. E poiché importare selvaggina comporta rischi continueremo a sostenere lo stop: ci sveniamo per promuovere il biologico eppoi dobbiamo temere di ammalarci per la puntura di una zecca infettata da una lepre? Sosterrò che il lancio delle prede sia condizionato al consenso dei proprietari dei terreni sui quali questo potrà andare ad incidere».
Fonte: IL SECOLO XIX
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Salvati dai volontari gli ultimi pesci rossi della stazione di Nervi
IL CASO Altro intervento a Sestri
L’ ultimo intervento per salvare i pesci rossi è stato compiuto dai volontari della protezione civile di Bogliasco, nella stazione di Nervi. Prima era toccato a quella di Sestri Ponente, dove gli animali sono stati salvati all’ultimo minuto, quando, agonizzanti, nuotavano in meno di sei centimetri d’acqua. Se si aggiunge che nella vasca in stile Coppedé, al binario numero uno di Nervi, alcuni pesciolini sono stati persino rapiti da un paio di cittadini cinesi (con tanto di testimoni), si può ben dire che lungo i marciapiedi ferroviari sono tempi duri anche per i pesci, e non solamente per i pendolari, che tra un ritardo e l’altro hanno almeno la possibilità di protestare e firmare petizioni.
«Gli ultimi casi la dicono lunga sulla situazione – racconta Rosanna Zanardi, responsabile dell’Enpa (ente nazionale protezione animali), cui tocca il compito di dare voce a chi è muto per natura – nella vasca stavano sguazzando una ventina di pesci rossi, in una fontana lercia con pochi centimetri d’acqua. Nonostante le richieste d’intervento, ci siamo inizialmente trovati davanti al classico muro di gomma. Solo dopo una settimana di proteste e centinaia di telefonate, è stato incaricato un dipendente FS per trasferire i pesci in altra fontana». L’emergenza è stata, dunque, risolta, ma un paio di pesci non ce l’ha fatta.
Tra l’altro, come emerso dall’ultima e recentissima, ricerca sull’applicazione della legge 189 sui maltrattamenti degli animali, i pesci rossi risultano essere le vittime predestinate nella terribile classifica sulle uccisioni, con riguardo agli animali domestici: 5.452 casi segnalati in tutta Italia (i cani sono 4.402, i gatti 1.064). Ma è chiaro che si tratta di un dato assai più limitato rispetto alla realtà: «Visto che i pesci rossi non vengono abbandonati in mezzo alla strada o uccisi a bastonate – aggiunge Zanardi – chi li vuole eliminare non deve fare altro che gettarli nel wc. Solo poche persone, che hanno un minimo di sensibilità, preferiscono lasciarli nelle fontane, dove peraltro fanno spesso una brutta fine». Una destino segnato per animali che, se non un anima, hanno una loro sensibilità. Come è stato dimostrato anche dalla scienza, che ha rivalutato gli inquilini di vasche ed acquari. Recentemente i ricercatori dell’Università di Plymouth hanno dimostrato che i pesci rossi sono intelligenti, quanto molti altri animali, tanto da essere persino in grado di riconoscere quando sia ora di cena. Gli studiosi, guidati dal professor Phil Gee, hanno scoperto che i pesci hanno un cervello molto simile a quello di un piccolo mammifero o di un uccello.
Edoardo Meoli
Fonte: IL SECOLO XIX
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in Breve
“Un cimitero per animali nei terreni confiscati”

Un cimitero per i piccoli animali domestici e d’affezione. La proposta arriva da Roberto Trapani della Petina, presidente dell’Istituto superiore per la difesa delle tradizioni, che ha scritto una lettera al sindaco Diego Cammarata. “Il luogo ideale _ si legge in una nota _ potrebbe essere un terreno confiscato alla mafia e la cura dello stesso affidata alla ripartizione ville e giardini”. A tal fine è nato un comitato promotore.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Palermo)
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cani, gatti & co. Cucciolate indesiderate? La soluzione è la castrazione
di Michela Brambilla Nelle ultime settimane, il canile di Lecco ha accolto molti cuccioli. I loro proprietari si sono presentati alla struttura gestita dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiedendo aiuto: si trattava di cucciolate indesiderate e non sapevano proprio come fare per trovare padrone a quei piccoli. In realtà, la sterilizzazione è l’unico rimedio a queste situazioni. Molte persone hanno l’errata convinzione che per il benessere del cane sia necessario avere almeno una cucciolata, che il carattere dell’animale si modifichi dopo la sterilizzazione e che ingrassi. Inoltre, persiste la paura di un intervento. Sterilizzare una cagna o una gatta è una procedura normale volta ad evitare gravidanze indesiderate e previene all’animale diversi problemi di salute. Studi recenti hanno dimostrato che le cagne sterilizzate prima che sopraggiunga la maturità sessuale hanno solo lo 0,05% di probabilità di sviluppare tumori mammari. Questo rischio aumenta all’8% se l’intervento avviene dopo il primo ciclo estrale ed al 26% dopo il secondo. Simili proporzioni sono rilevabili nella gatta. Vista la frequenza con la quale i tumori mammari si manifestano nelle cagne con più di sette anni e nelle gatte anziane, e le numerose patologie dell’utero, la sterilizzazione assume una grande importanza in un ottica di prevenzione. La castrazione del cane maschio, invece, è un intervento che viene eseguito più raramente. A volte si rende necessario per diminuire problemi di aggressività o nei cani anziani che manifestano patologie prostatiche o tumori ai testicoli. Per il gatto che vive in casa la scelta dell’intervento è obbligata. La produzione degli ormoni maschili dopo i 7 mesi da luogo a comportamenti di difficile gestione. Per i gatti che vivono all’aperto, inoltre, eliminare il comportamento sessuale significa evitare lotte con altri gatti. Le statistiche riportano una vita media di dieci -dodici anni per un gatto castrato rispetto ai quattro-cinque anni degli altri gatti. La sterilizzazione, peraltro, non modifica il carattere degli animali. È chiaro che, senza la produzione di ormoni sessuali, il metabolismo dell’animale rallenti e compaia la tendenza a ingrassare. Il problema può essere controllato somministrando cibo con un apporto calorico corretto e con una normale attività fisica. Infine, sulla paura di un intervento, è bene sapere che la chirurgia veterinaria è molto progredita negli ultimi anni e permette di eseguire le operazioni in tranquillità. SCRIVETE A “CANI, GATTI & CO. ” LA PROVINCIA DI LECCO – VIA RAFFAELLO 21, 23900, LECCO
Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
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storia del pastore tedesco «Luce» Per nove anni fedele guida di un cieco, ora l’hanno lasciata sola
Il pastore tedesco «Luce» assieme a una volontaria del canile di via del Radizzone

Quando è arrivata al canile hanno deciso di chiamarla Luce. Perché è ciò che per tanti anni lei ha rappresentato per il proprio padrone, e perché la speranza è di riuscire a strapparla al buio della gabbia dove è finita. Perché Luce non è un cane come tutti gli altri. E’ un cane guida per non vedenti che oggi, un po’in là con gli anni e forse ritenuta non più indispensabile, è finita nella struttura di via del Radizzone. Una storia amara più che triste, perché se è vero che nessun cane merita di essere abbandonato, questo pastore tedesco di ormai 9 anni lo merita ancora meno degli altri, perché per tutta la vita si è dedicata all’uomo, a rendere meno pesante un problema grave, a essere una compagnia e gli occhi spalancati sugli ostacoli del mondo per chi la sorte le aveva assegnato come compagno umano. «E’ davvero terribile – riesce solo a commentare Marco Folloni dell’associazione “Gli amici del randagio” – Quando la Asl ci ha contattato raccontandoci questa vicenda, francamente, non volevamo crederci. Non so e non voglio sapere quali siano le motivazioni che hanno spinto questa famiglia a disfarsi di Luce, ma non credo possa esistere una giustificazione valida per riservare un simile trattamento a un animale che ha lavorato per tutta la vita al servizio dell’uomo, tutto il giorno, ogni giorno». Lei, probabilmente, non si rende conto di ciò che le accade, e si guarda intorno un po’ smarrira, magra, ma ancora fiera e bella. Non sa che d’ora in poi non dovrà occuparsi che di se stessa, ma che lo dovrà fare dietro le sbarre di un box. «Inizialmente a essere chiamato per occuparsi di questo caso è stato il servizio veterinario dell’Asl – continua Folloni – ma loro non possono prendere in carico animali di privati. Così il veterinario che ha seguito la vicenda ci ha chiesto se potevamo occuparcene noi, anche per evitare che il cane facesse una fine peggiore». Luce è stata addestrata lungamente per potersi occupare dei non vedenti, grazie a un programma finanziato dal Lyons club canturino, e oggi, realisticamente, la sua vita impegnativa e altruista è ormai giunta all’autunno. Il periodo della pensione. «Un pastore tedesco vive in media circa 12 anni – conclude il presidente Marco Folloni – quindi, anche se è triste dirlo, non le restano ancora molti anni da vivere. Per questo speriamo davvero che qualcuno voglia adottarla e regalarle un po’ di serenità e di affetto perché li merita. Noi volontari l’abbiamo accolta subito nonostante la situazione particolare e autofinanzieremo il suo mantenimento, anche solo per riconoscenza nei suoi confronti. Ma considerato ciò che ha fatto, non è giusto che concluda la propria esistenza in un canile ma circondata da persone che le vogliano bene». S. Cat.
Fonte: LA PROVINCIA DI COMO
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la denuncia Il gestore, che rilascia regolare ricevuta ai donatori, è un ex custode della struttura di Endine Gaiano Il mistero del banchetto in piazza pro-canile Ogni sabato raccoglie fondi per un ente bergamasco che però dice di non saperne nulla e nega ogni rapporto
Il titolare del banchetto di via Boldoni, presente ogni sabato in città murata

Decine di foto che ritraggono cani di tutte le razze, appelli per offerte di denaro scritti in diverse lingue (italiano, inglese, francese e tedesco) e il racconto di un canile contro cui è stata lanciata persino una «bomba molotov». Il tutto è ben visibile, il sabato, in piazza Boldoni (vicino all’edicola e alla fontanella) dove viene collocato fin dalle prime ore del mattino, il banchetto pro canile. E’ una posizione di forte passaggio e più di un comasco si ferma a guardare le foto dei quattrozampe: qualcuno si commuove, ma poi tira dritto, qualcun altro decide di dare un contributo. Una signora anziana estrae dalla borsetta dieci euro, si avvicina al bidoncino bianco appoggiato sul tavolo, e inserisce la banconota nella fessura. Dall’altra parte del banchetto, seduti, un signore e una signora ringraziano. Attorno è tutto costellato di manifesti che spiegano la destinazione delle somme ricevute, si cita il «Canile di San Felice al lago di Endine Gaiano», in provincia di Bergamo e si fa presente che le offerte si devolvono all’«Associazione privata canile onlus» di Endine. Ma quanti animali ci sono nella struttura nel Bergamasco? «Ci sono 480 cani e 230 gatti» risponde la signora dietro al banco e aggiunge subito «ma ci sono anche un maialino e qualche tartaruga». E i soldi, a cosa servono esattamente? «Per curare e nutrire tutti gli animali», risponde prontamente. Lo scopo dell’iniziativa è nobile, gli sguardi tristi dei cagnolini delle fotografie stringono il cuore e allora, perché non dare un contributo per il più fedele amico dell’uomo? Anche per pochi euro, per essere sicuri che si tratti di una cosa seria, viene rilasciata una regolare ricevuta fiscale a firma Tacchinardi e con timbro, recapiti e sede dell’associazione che raccoglie soldi per il canile. «E’ anche deducibile dalla dichiarazione dei redditi» precisa lo stesso Tacchinardi. Spesso, quando si fa una donazione, ci si chiede se il denaro arriverà a destinazione. Abbiamo provato a verificarlo, ma il documento inviato dai responsabili del canile di Endine lascia poco spazio ai dubbi. Sul banchetto di piazza Boldoni si apre quindi un mistero. Dall’altra parte del telefono, i volontari dell’associazione «Amicocane» che si occupa degli animali della struttura nella frazione di San Felice al lago, rispondono con una prima precisazione numerica secondo cui «la struttura ospita 54 cani e due gatti» e non centinaia come dichiarano le due persone che, in piazza Boldoni, raccolgono le offerte. E le foto esposte a Como? «Senz’altro non appartengono a cani ospitati qui» ribattono. «Dal 1998 il canile di Endine – scrive la presidente Federica Rosa – è gestito dall’associazione Amicocane che si è sempre fatta carico completo di tutte le spese di gestione, contando esclusivamente sulle risorse economiche dei soci fondatori e senza mai né chiedere né accettare alcun contributo da enti pubblici o da persone e meno che mai dal signor Tacchinardi, il quale non fa parte della nostra associazione e non ha mai ricevuto da noi l’incarico di raccogliere aiuti per il canile». La presidente aggiunge inoltre che «se veramente il sig. Tacchinardi dispone di autorizzazioni in tal senso, esse non possono che risalire agli anni precedenti il 1999, quando lavorava come custode del canile per incarico della proprietaria dei cani, deceduta lo scorso anno» e sottolinea che «deve essere ben chiaro che, qualunque animale il Tacchinardi abbia portato in giro in cerca di affido, mai e per nessuna ragione gli può essere stato affidato dall’associazione Amicocane». Una dei soci fondatori dell’associazione che si occupa degli animali di Endine, Laura Ferrari, fa notare che «il nostro è l’unico canile a Endine e non c’è nessun’altra struttura che dà ospitalità a cani e gatti». Le donazioni non andrebbero quindi al canile colpito dalla molotov (sulla vicenda, che risale al 2003, la stampa locale di Bergamo parlò dell’incendio della roulotte dell’ex custode del canile e spiegò che grazie al tempestivo intervento dei pompieri non si propagarono) e neppure alle centinaia di cani ritratti sulle fotografie affisse nel cuore di Como. A chi sono destinati, quindi? L’Enpa (Ente protezione animali) di Como sta analizzando i dettagli della vicenda e sta preparando i documenti per sottoporre il caso con la richiesta di verifica sull’esistenza di eventuali reati alla guardia di finanza. A questo punto viene da chiedersi chi utilizzerà i dieci euro donati con il cuore dall’anziana signora ieri mattina, o i pochi spiccioli messi nel bidoncino bianco da qualche giovane o da qualche turista di passaggio. R.G.
Fonte: LA PROVINCIA DI COMO
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il caso Torna una moda che è reato: il cane malnutrito usato per impietosire i passanti Gli amici dell’uomo sfruttati per mendicare
Sfruttati per l’elemosina. Usare i cani per questi fini è vietato

Nelle vie e nelle piazze di Como sono sempre di più i mendicanti che chiedono elemosina sfruttando i cani. Ma è bene che la gente sappia: queste persone commettono un reato. «Forse non tutti sanno che esiste un’ordinanza comunale del ’97 emanata dall’ex sindaco Alberto Botta, che vieta l’accattonaggio che sfrutta gli animali – ricorda la responsabile dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali), Laura Larini – Eppure a Como sono davvero tanti a farlo. Mi auguro che le forze dell’ordine, soprattutto i vigili, non trascurino questo fenomeno e vorrei invitare i comaschi a non donare soldi a queste persone per non incentivare il loro comportamento illegale e immorale». Ma come restare impassibili di fronte a quel muso e a quegli occhietti che ti guardano come per dirti “aiutami”? A volte è davvero più forte di te: infili la mano nella tasca e lasci cadere qualche moneta nel piattino. E pensi che con quei pochi spiccioli il cane verrà sfamato e curato. Grave errore, perché i cani più sono piccoli, deboli e trascurati, più suscitano tenerezza e compassione. Ecco la furbizia di chi sfrutta povere bestiole per fare dell’accattonaggio. E nelle vie di Como ce ne sono davvero tante di queste persone che hanno tutto l’interesse ad avere cuccioli in cattivo stato di salute per fare leva sui migliori sentimenti della gente. Perché se il cane è pulito, scodinzola e ha gli occhi vispi nessuno ci pensa a sganciare qualche euro al suo padrone. «Io personalmente ho visto cani che nemmeno si muovevano – aggiunge la responsabile dell’Enpa – Ora, le cose sono tre: o il cane è debole perché non mangia, o è drogato, o è costretto con la forza». Via Luini sembra la zona preferita da questi mendicanti senza scrupoli. Forse perché è la via dello shopping, dove è più facile che la gente, di fronte allo sguardo languido di un cucciolo – e perché no, anche del suo padrone – si senta in colpa per aver acquistato, anche se nei saldi, capi griffati mentre c’è qualcuno che non ha nemmeno i soldi per sfamare un povero cagnolino. Chi, per esempio, non ha mai visto proprio all’incrocio con via collegio dei dottori quel signore con i suoi due cani? Due teneri bastardini di piccola taglia che se ne stanno per ore fermi e accovacciati l’uno accanto all’altro in uno scatolone come in preda agli stenti della fame. Mentre il loro padrone porge la mano ai passanti chiedendo un piccolo aiuto. Ma il problema non riguarda soltanto Como. Sono tante le città italiane impegnate da tempo nella lotta a questo tipo di accattonaggio. I Comuni di metropoli come Milano, Roma e Napoli hanno adottato tutti delibere sindacali che vietano la questua con animali, in particolare con lo sfruttamento di cuccioli o di cagne in gravidanza. Ma il fenomeno è così diffuso che a maggio Monica Cirinnà, delegata del sindaco di Roma per i diritti degli animali, ha sentito l’esigenza di invitare apertamente la cittadinanza a non elargire elemosina a chi usa i cani a fine di lucro. Dario Alemanno
Fonte: LA PROVINCIA DI COMO
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I soldi del Comune
Missione di Lauro a Roma, l’ente paga 800 euro (gp) L’assessore comunale alla sanità, Ignazio lauro, è stato in missione, per 2 giorni, a Roma, presso il ministero dell’ambiente, per discutere di eventuali finanziamenti relativi a discariche, bonifiche e isole ecologiche. Ha incontrato anche funzionari del ministero dei trasporti per discutere a proposito dei collegamenti con le isole minori. Costo della missione per il Comune 800 euro. Custodia dei cani, stanziati 8 mila euro (gp) Un’ordinanza del sindaco, Mario Turturici, dispone alla ditta “Aquisto Peppino” di Ribera di continuare fino al 30 settembre prossimo il servizio di custodia e mantenimento dei cani randagi catturati nel territorio comunale. Quelli in atto custoditi presso il canile di Ribera sono 31. La spesa, per il Comune, è di 8.521 euro. Acquisto di climatizzatori, impiegati 4 mila euro (gp) Il Comune ha acquistato dalla ditta saccense “Imelan” 7 climatizzatori a pompa di calore che dovranno essere collocati nelle stanze degli uffici del personale e degli organi istituzionali. La spesa è di 4.158 euro. Area per una nuova chiesa, delibera della giunta (gp) La giunta municipale ha deliberato l’assegnazione, a titolo gratuito, di un’area, di 3.400 metri, in contrada Ferraro, per la realizzazione di una nuova chiesa. La proposta è stata avanzata dal sindaco, Mario Turturici, e dall’assessore alla riqualificazione urbana, Michele Coco. Le autorità ecclesiastiche dovranno provvedere alla sistemazione e alla gestione gratuita dell’area in base al progetto esecutivo che dovrà essere redatto.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Agrigento)
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La richiesta del Comitato per il recupero delle cacce tradizionali
«Nuova legge sulle deroghe»

La manifestazione del neonato «Comitato per il recupero delle cacce tradizionali» davanti al Pirellino di Brescia
BRESCIA – È nato un nuovo soggetto nel mondo della caccia: è il «Comitato per il recupero delle cacce tradizionali», formato da praticanti di diverse associazioni venatorie e da cittadini, si legge in un comunicato firmato da Vanni Ligasacchi e Corrado Tancredi, «che sostengono la difesa dei valori rurali, con diverse sensibilità e ruoli politici». Il Comitato, che ieri mattina ha inscenato una manifestazione davanti al Pirellino di via Dalmazia, sede bresciana della Regione, nasce per «stimolare ed indirizzare le iniziative legislative in materia venatoria e rurale; vigilare sulle promesse fatte nelle campagne elettorali in difesa della cultura venatoria, delle tradizioni locali e sull’operato degli eletti; definire i contenuti delle cacce tradizionali per restituire piena dignità ai cacciatori; agire con manifestazioni, iniziative e proposte per far conoscere e recuperare le cacce tradizionali bresciane e lombarde». Il «Comitato per il recupero delle cacce tradizionali», prima della prossima stagione venatoria sollecita la Regione ad «approvare una legge per le deroghe secondo il modello europeo, così come presentata in Veneto, che prevede un aumento delle specie cacciabili in deroga, periodi del prelievo più lunghi ed una estensione del diritto alle deroghe anche ai cacciatori vaganti; approvare una legge sui roccoli». Tra le finalità del Comitato, «favorire la costituzione di un tavolo istituzionale, associativo, culturale e scientifico per la definizione delle cacce tradizionali, ripristinare il prelievo dei nocivi per salvaguardare la fauna, la salute pubblica e le produzioni agricole».
Fonte: GIORNALE DI BRESCIA
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Abbandono degli animali: triste fenomeno Da combattere attraverso l’informazione
Una legge per sensibilizzare e prevenire

Arriva l’estate e con essa anche il triste fenomeno dell’abbandono. Purtroppo ogni anno quando si avvicinano le vacanze il migliore amico dell’uomo si trasforma in molti casi in un bagaglio di cui disfarsi. La Legge 189/2004 di recente approvazione prevede sanzioni molto alte per l’abbandono, ma le leggi non bastano, quello che bisogna pretendere è un cambiamento culturale. La Regione Liguria con la sua L:R. 23/2000 così come i vari Comuni hanno dei precisi compiti di legge per sensibilizzare, fare informazione attraverso campagne mirate sia sui problemi dell’abbandono che su quello conseguente del randagismo e dell’adozione degli animali presenti nelle varie strutture di ricovero. Non possiamo dimenticare che ogni estate in Italia 350.000 animali sono vittime dell’abbandono e che questo vergognoso fenomeno deve assolutamente cessare se vogliamo pensare di vivere in un paese “civile”. Una delle cause principali dell’abbandono di un cane sono tutte le difficoltà che si incontrano a girare con il proprio cane, pensiamo a tutti i divieti nei negozi, alberghi, spiagge e quant’altro. Negli altri paesi d’Europa chi ha un animale può girare tranquillamente con lui in ogni luogo e questo è sicuramente il cambiamento culturale cui ci auspichiamo di arrivare, con l’aiuto di tutti, proprietari di animali, enti pubblici ed esercenti. Ognuno deve fare la propria parte per rendere possibile la convivenza con i nostri amici animali. Gli animali non sono giocattoli o soprammobili da comprare per far giocare i propri figli o secondo le mode, ma sono bensì esseri viventi e come tali vanno trattati. Il cane o il gatto possono essere compagni di vita insostituibili, dobbiamo solo imparare ad avere un corretto rapporto con loro, un rapporto di scambio reciproco, basato su quella lealtà che solo un animale può dare. La scelta di adottare un amico a quattro zampe, togliendolo da quelle tristi e grigie strutture dove spesso passano tutta la vita, deve essere una scelta responsabile e consapevole. Una volta fatta il nostro amico peloso sarà un amico “per la vita”, un vero compagno di viaggio e di vita. E’ per l’importanza che riveste ormai nella nostra società anche dal punto di vista sociale la convivenza con gli animali, che il Comune di Genova ha deciso di fare una forte campagna contro l’abbandono, con una bella e conosciuta immagine come quella di Megan Gale per mettere in risalto e condannare un fenomeno incivile come quello di separarsi da un amico condannandolo a morte o a un destino di solitudine in qualche canile.
Fonte: IL SECOLO XIX
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disagi senza soluzione
Con la stagione estiva si aggrava il randagismo

In estate i randagi che gironzolano tra le vie della cittadina aumentano. Diversi avvistamenti sono stati fatti per quanto riguarda i cani, di piccola e media taglia, che si aggirano nei vari quartieri. Un randagio nero è stato avvistato nelle prime ore di ieri pomeriggio nei pressi della circonvallazione facendo rallentare la corsa delle autovetture. Nello stesso pomeriggio un gatto nero è stato investito sempre nello stesso tratto stradale. Diversi cani sono stati notati anche nei pressi di alcune spiagge. Nelle ore serali, il ritrovo degli animali randagi sembra essere il piazzale non asfaltato, ed usato per il parcheggio delle autovetture durante le ore diurne, situato di fronte la spiaggia del Lungomare Tremoli, meglio nota come “spiaggia del viale lido”. Gli animali randagi, ed in particolare i cani sembrano essere diventati parte integrante della città. Ad ogni angolo e ad ogni via della cittadina è infatti possibile vedere dormire o gironzolare cani e gatti abbandonati. Il problema è stato più volte affrontato dai responsabili dell’Enpa nazionale, Ente protezione animali, che più volte hanno cercato di mediare con i rappresentanti dell’amministrazione comunale per risolvere il problema. Purtroppo, nonostante siano passati diversi anni da queste richieste, la situazione dell’abbandono dei cani e del fenomeno del randagismo non accenna a diminuire e nessuna soluzione è ancora stata trovata.
Maria Di Stefano
Fonte: LA SICILIA (Siracusa)
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I Verdi: assurdo abbattere i cinghiali
Portofino I Verdi prendono posizione sulla questione dei cinghiali del parco di Portofino, che il primo cittadino di Santa Margherita Claudio Marsano con i sindaci dei Comuni di Camogli e Portofino intende selezionare emanando un’ordinanza che ne predisponga l’abbattimento.
È stato deciso mercoledì scorso durante un vertice in prefettura dagli amministratori dei tre Comuni inseriti nel parco terrestre di Portofino alla presenza di Renato Dirodi, presidente dell’Ente Parco. «I Verdi ritengono inaccettabile la preannunciata emanazione di ordinanze di abbattimento indiscriminato di cinghiali da parte di alcuni sindaci all’interno del parco di Portofino, in prima fila Claudio Marsano, sindaco di Santa Margherita – scrivono i Verdi in una nota – Le dichiarazioni allarmistiche circa la pericolosità per l’incolumità pubblica degli ungulati non trovano riscontro nella realtà. Dopo l’ennesima recente sentenza del Tar Liguria, che ha sospeso il piano di abbattimento per mancato parere dell’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica per il monitoraggio effettuato senza criteri scientifici, i fautori della doppietta selvaggia all’interno del parco ci riprovano».
E Cristina Morelli, capogruppo regionale dei Verdi, aggiunge: «Gli organi competenti si adoperino invece per contrastare l’immissione clandestina di cinghiali, vera causa del loro aumento. I toni terroristici sono finalizzati unicamente ad acconsentire il divertimento dei cacciatori della zona e degli interessi dei conduttori delle gabbie di cattura». Secondo i Verdi infatti «il fenomeno dell’immissione clandestina è stato di recente evidenziato dal comandante provinciale del Corpo forestale di Genova Antonino Mommo così come era stato inserito in una relazione indirizzata al prefetto di Genova l’anno scorso». A detta del capogruppo regionale dei Verdi Morelli la soluzione per risolvere il problema dei cinghiali che devastano il parco di Portofino è una sola: «Fare severi controlli per quanto riguarda l’immissione di cinghiali da parte dei cacciatori e di applicare le relative sanzioni, tutto il resto sembra legittimare l’apertura della caccia in aree dove non sarebbe consentita». Gloria Barbetta
Fonte: IL SECOLO XIX
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LATINA – Cani, un progetto-adozioni contro gli abbandoni estivi
di M.GRAZIA DI BLASIO LATINA — L’associazione culturale «Nuova Immagine» di Latina ha promosso ed organizzato una campagni di sensibilizzazione contro l’abbandono dei cani, proponendo l’adozione di esemplari ospitati nel canile situato in località «Chiesuola». Per far arrivare un messaggio forte alla coscienza di tutti è stato creato un adesivo che riproduce immagini di cani a colori vivaci con il messaggio: «Adotta un cane. Non ci abbandonare. Recati al canile in località Chiesuola». «La realtà del canile, gestito dall’associazione Amici del Cane di Latina, presieduta dall’attivissima Luisella Marrella —commenta il presidente di Nuova Immagine, Franco Borretti— è molto cruda. Attualmente sono ospitati circa 1500 cani abbandonati. Il fenomeno più disumano è purtroppo quello dell’abbandono di intere cucciolate nei paraggi del canile. Numerosi sono coloro che considerano un cane un oggetto da usare finchè si vuole per poi lasciarlo ai bordi di una strada». L’abbandono dei cani, pur essendo punito come reato dalle leggi dello Stato (è previsto l’arresto fino ad un anno ed una multa da mille a 10mila euro), rimane un fenomeno preoccupante soprattutto alla luce del fatto che ogni anno 350mila cani vengono abbandonati in strada e circa 4mila incidenti stradali sono causati da animali randagi.
Fonte: IL TEMPO
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Randagi pericolosi a spasso per la città
Problema acuìto dalle partenze «negligenti» per le vacanze. Si pensa a guardie volontarie
Segnalazioni a più riprese sono giunte in Comune da persone vittime di aggressioni
CAMPOBASSO – Arriva il caldo e si riacutizza il problema randagismo, con la preoccupazione causata da un branco di cani aggressivi in libera circolazione nelle ore notturne (segnalato già in diverse occasioni ma mai risolto) acuito dal triste fenomeno degli abbandoni estivi. Già da diversi giorni a questa parte, infatti, si vedono vagare (in periferia ma anche in pieno centro) animali dall’aspetto ancora curato, in qualche caso anche dotati di collare, ma raramente di identificativi che consentano di risalire ai proprietari. Cani abbanonati, per consentire a chi li ha accuditi magari per anni di partire senza problemi per le vacanze. Un fenomeno inaccettabile, odioso, che purtroppo investe anche Campobasso, sia pur non con la portata delle grandi città. E che si accompagna al solito problema del sovraffollamento dei canili, che ha fatto finire il capoluogo molisano in un’indagine di «Panorama», che ha fornito delle strutture cittadine (Santo Stefano, ma anche Tappino e via Tiberio) una fotografia tutt’altro che positiva. La risposta dell’amministrazione, attaccata più volte dai cittadini ma anche dalle stesse associazioni animaliste, è che i fondi sono limitati, che va attuato in collaborazione con la Asl un piano straordinario di sterilizzazione dei randagi e che va data piena attuazione alla recente legge regionale. Intanto a palazzo San Giorgio si sta pensando di istituire delle «guardie zoofile volontarie»

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