WarDrome Sci-fi MMORPG
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comunità di poesia e lotta dal 2002
Monday February 19th 2018

Notiziario animalista

Vuoi essere simile alla natura degli dei?
Sii misericordioso con gli animali: la dolce misericordia è il vero segno della nobiltà.
William Shakespeare
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Fonte: mailing list Gruppo Bairo
Una nuova risposta in merito al messaggio dall’oggetto: “Turismo e vita” la potete trovare all’indirizzo:
http://www.bairo.info/lett230.html
saluti Bairo
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Fonte: mailing list Gruppo Bairo
Rubato a Torino, tra 6:00 e le 9:30, cucciolo di pittbull di nove mesi, femmina, colore marroncino, riga bianca nel collo, petto e stivaletti bianchi.
Risponde al nome di Raja..
I ladri hanno rotto un vetro dell’auto asportando il cucciolo.
http://songino.altervista.org/pitt.jpg
Eventuali segnalazioni a: bairos@tin.it
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Fonte: La Regione Ticino, 1 luglio 2005
Scandaloso! Espulso dal locale solo perché… animale
Mi chiamo Loreto e ho sempre rispettato gli uomini, pur non condividendo sempre le loro idee e la loro fiducia cieca nei politici e nei partiti storici… Fatto sta che, grazie agli uomini, ho imparato a ripetere detti e proverbi e anche qualche parolaccia di troppo. Sono comunque grato alla mia padrona Daniela per quel che mi ha dato nella vita e per quel che mi ha permesso di conoscere vivendo all’interno di un locale pubblico di Bellinzona.
Purtroppo, il 21 giugno scorso, nella nostra birreria si sono presentati un funzionario del Laboratorio cantonale di igiene e un funzionario della Polizia amministrativa dei permessi e dei passaporti. Apriti cielo! Neanche puzzassi come certi umani! Sui due piedi è stato ordinato alla mia padrona di espellermi dal locale pubblico perché la mia presenza era ritenuta poco igienica: la legge ticinese non consentirebbe che dei pappagalli, dei canarini e dei cocoriti stiano all’interno di un locale pubblico. E pensare che i nostri avventori venivano a bere e a mangiare nel locale soprattutto per la delizia della mia presenza e per scambiare quattro chiacchiere con me. Invece, per colpa della soffiata dei soliti ignoti ruffiani ( che non amano la mia padrona) e per colpa di una legge assurda e talebana, sono stato allontanato dal locale con un cartellino rosso… per motivi di igiene. Ho però avuto il coraggio di balbettare in faccia ai due funzionari un paio di parolacce imparate dagli umani: “ Poc- ca put- tana, an- nate a dar via le chiap- pe!”.
Ora, dopo tutto quel che mi è successo, non riesco più a mangiare e forse morirò di depressione ( anche noi pappagalli possiamo deprimerci!): sono stato deposto in una povera gabbia fuori del locale, per la tristezza della mia padrona che pure lei continua a piangere tutto il giorno. Certo che sono ridicoli questi umani, che da queste parti vengono anche chiamati “ ticinesi”: non solo si proibiscono di fumare nei locali pubblici, ma si proibiscono anche di tenere un innocuo animale… in nome dell’igiene.
Chissà dove arriverà il proibizionismo e l’idiozia di ogni mancanza di buon senso e di misura! Ora è pure proibito tenere un pappagallo all’interno di un ristorante… per motivi di igiene! Ma che dirvi, cari umani ticinesi: puzzoni sarete voi, che ve la fate addosso a vedere un pappagallo allegro in un locale pubblico.
Per fortuna alcuni avventori mi hanno insegnato a vivere con filosofia. Da costoro ho anche imparato a ripetere: “ Poc- ca put­ tana! La legge e la prison… i’è fai per i coion!”. Perlomeno sono solo un pappagallo altrimenti sarei anch’io scemo come gli uomini!
SILVANO BERGONZOLI, LOCARNO
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Test su animali
Ho letto con disgusto l’articolo apparso su laRegione di giovedì 30 giugno dal titolo “ Test su animali, sensibile aumento in Ticino”. Con molto dispiacere leggo che per la terza volta nell’arco di quattro anni, il numero di animali sottoposti a esperimenti è cresciuto rispetto all’anno precedente e che sono aumentati gli esperimenti che comportano gravi sofferenze agli animali. Gli animali utilizzati sono stati quasi mezzo milione! Ormai dovrebbero saperlo tutti che il giro d’affari a spese della specie animale è notevole, non parliamo poi di quello a spese della specie umana. Con tutte le vite animali perse a seguito di esperimenti, com’è possibile che ancora troppe persone muoiano per malattie “ incurabili”? Perché non viene captato il messaggio che gli animali sono differenti da noi e che gli esperimenti, spesso ripetuti inutilmente, non servono a trovare cure miracolose per il genere umano? Leggo anche, sullo stesso giornale, in ultima pagina, che in Pennsylvania è stata sperimentata sui cani una tecnica di rianimazione che dopo 3 ore dalla morte clinica fa resuscitare gli animali! Mi chiedo: ma quanti cani sono stati uccisi per riuscire, magari unicamente per un colpo di fortuna, a rianimarne uno? A chi interessa approfondire il tema dell’ANTIvivisezione, consiglio di dare un’occhiata al sito www.atra.info. Ma mi auguro che anche chi è favorevole alla vivisezione possa trovare il tempo di visitare questo sito, sicuramente troverà ottimi spunti per cambiare la sua opinione!
AMANDA MATTIOLI CERROTI, OSOGNA
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Fonte: IL SECOLO XIX – 06/07/2005
Morte di un cane a San Venerio: è giallo
Canili. La Lega smentisce il Comune

San Venerio (La Spezia)
Diventa un “giallo” la morte di un cane in un ricovero per quadrupedi. La notizia data dal Secolo XIX il 3 luglio scorso apre la strada a una polemica tra enti e associazioni. Intanto facciamo ammenda per un errore nel titolo «Al Pezzino cane muore di caldo». La povera bestia non è morta al Pezzino. Ce ne scusiamo con i gestori del canile. Dove nasce il giallo? Da una lettera inviataci dalla presidentessa della Lega per la difesa del cane Adriana Duranti, secondo la quale nessun cane è morto negli ultimi tempi, né al canile comunale, né al Pezzino.
Non è dello stesso parere la responsabile del servizio tutela animali del Comune capoluogo Antonietta Zarrelli: «Non si può affermare che il cane morto nei giorni scorsi sia tecnicamente “morto di caldo”, come è impossibile dirlo per gli anziani che muoiono in estate: ma certo la condizione di vecchiaia o particolari patologie subiscono un tracollo, se si sale a 40° all’ombra».
Ma allora nei giorni scorsi si è’ registrato il decesso di un cane? Per il caldo o per qualche altro accidente? Forse il servizio veterinario dell’Asl 5 potrebbe dire una parola ufficiale, magari riferendo anche sulle condizioni in cui si trovano a vivere le bestie ricoverate. Anche su questo punto non vi è accordo tra la responsabile del Comune e la presidentessa della Lega.
Afferma Antonietta Zarrelli: «Al canile comunale di San Venerio ci sono dei problemi di caldo: ma il Comune sta intervenendo».
La stessa Zarrelli, su incarico dell’asessore al ramo Renzo Cozzani, ha inoltrato una relazione all’ufficio tecnico comunale.
Per Adriana Duranti invece «la situazione canili del nostro territorio è decisamente positiva».
A San Venerio, i cani sono 200. E gli abbandoni continuano: «Chi abbandona il cane commette un reato penale – ricorda la Zarrelli – Il servizio di tutela, allo 0187/727.410, è pronto a sostenere chi è in difficoltà».
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Fonte: MARKETPRESSINFO – 06 Luglio 2005
MORTE CELLULARE INNESCATA DALLO STRESS
Bruxelles, 6 luglio 2005 – Un gruppo di biologi molecolari del Centro tedesco per la ricerca sul cancro (Deutsches Krebsforschungszentrum, Dkfz) ha riscontrato che, quando le cellule sono sottoposte a un affaticamento eccessivo, i centri di controllo impartiscono loro l’ordine di suicidarsi. Si prevede che dai risultati di questa ricerca di base scaturiranno nuovi approcci alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura del cancro. Piccolissimi corpuscoli interni al nucleo, i nucleoli, fungono da sensori dello stress e lanciano il segnale d’avvio del programma di suicidio cellulare (apoptosi) in caso di un affaticamento eccessivo. Nell’ultimo numero della rivista specializzata Molecular Cell, i ricercatori descrivono come lo stress porti all’attivazione della proteina apoptotica p53 innescando una cascata di segnali che, alla fine, provoca la morte della cellula. La salute e la crescita di una cellula dipendono in ampia misura dal buon funzionamento dei ribosomi, le fabbriche di proteine delle cellule. Una componente essenziale dei ribosomi, ossia l’acido ribonucleico ribosomiale (rRna), si forma solo quando, nel nucleolo, un particolare fattore di trascrizione, detto Tif-ia, stimola l’Rna polimerasi I a legarsi ai geni dell’Rna ribosomiale e a produrre copie di questi ultimi. Tuttavia, quando il Tif-ia è assente o inattivato, nei nucleoli si verificano gravi cambiamenti e, alla fine, le cellule cessano di dividersi e inizia il programma di suicidio. Il gruppo, guidato dalla professoressa Ingrid Grummt, responsabile della Divisione di biologia molecolare cellulare Ii, e dalla sua collaboratrice, dottoressa Xuejun Yuan, è riuscito a creare topi geneticamente modificati non in grado di produrre il Tif-ia (“topi Ko”). Gli studiosi hanno scoperto che questi animali non riuscivano a sopravvivere; gli embrioni morivano dopo soli nove giorni e mezzo. I feti degli animali erano decisamente più piccoli e meno sviluppati rispetto a quelli dei loro simili normali. Quanto il gruppo ha effettuato una coltura di cellule murine embrionali in cui il Tif-ia è stato eliminato o bloccato, è emerso il seguente quadro: i nucleoli si disgregavano, la divisione cellulare si arrestava. Si registrava un notevole aumento del livello di p53 attiva e le cellule mostravano tutti i segni di morte cellulare programmata. Inoltre, gli scienziati hanno scoperto che la disintegrazione dei ribosomi è accompagnata dal rilascio di proteine ribosomiali. Molte di esse, compresa la proteina L11, sono in grado di legarsi alla proteina Mdm2. Quando questo si verifica, l’Mdm2 libera immediatamente dal suo “abbraccio” la p53, che può mediare il segnale di apoptosi. L’evidente nesso tra perturbazione della funzione nucleolare, livelli elevati di p53, e induzione di suicidio cellulare corroborano la tesi secondo cui il nucleolo sarebbe un sensore dello stress che regola l’attività della p53. Questo studio fondamentale dimostra che i nucleoli non hanno solo la funzione di produrre i ribosomi, ma svolgono un ruolo importante anche nel controllo del mantenimento e della crescita della cellula. Queste scoperte potrebbero pertanto contribuire anche a una migliore comprensione del cancro, in quanto sembra che una sovrapproduzione di rRna rappresenti la prima fase dello sviluppo tumorale. Http://www.dkfz-heidelberg.de/en/polymerase/
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Fonte: MARKETPRESSINFO – 06 Luglio 2005
AMBIENTE: AL VIA LOTTA BIOLOGICA ALLA PROCESSIONARIA DEL PINO QUATTROMILA TRAPPOLE SESSUALI IMPRIGIONERANNO I MASCHI NEI PARCHI E NELLE STRADE PIÙ INFESTATE. PER I CITTADINI ESCHE A PREZZO SCONTATO.
Roma, 6 luglio 2005 – Con un investimento di 100 mila euro, l’Assessorato all’ambiente del Comune di Roma ha avviato ieri la campagna di contrasto alla processionaria del pino utilizzando speciali trappole biologiche agli ormoni sessuali femminili. Il metodo della lotta biologica a questo insetto era stato già sperimentato con successo l’anno scorso: il posizionamento di 3000 contenitori sui pini che vivono nei parchi pubblici e nei giardini di 300 scuole, ha permesso una forte riduzione delle farfalle e la cattura di oltre 20 mila esemplari. Nel corso di questa settimana il Servizio Giardini installerà 1000 nuove trappole sia nei parchi pubblici che nelle strade dove nel corso dell’anno si è registrata una forte infestazione dei pini (tra le principali: via di villa Bonelli, viale delle Medaglie d’Oro, via Romagnoli, piazza Irnerio, via Casilina, viale Palmiro Togliatti, via di Grotta Perfetta, via Millevoi, piazzale Adriatico, viale Alessandrino, via Jacobini, via di Bravetta, via Cornelia, ecc.). Ad Agosto, poi, partirà la seconda fase del piano con la sostituzione degli ormoni che esauriscono la loro capacità attrattiva in circa 30 giorni. Per favorire una forte riduzione degli insetti anche nei territori privati, l’assessorato all’ambiente promuove una campagna rivolta ai cittadini che possono acquistare le trappole complete di ormoni a prezzo scontato (16 € anziché 25 €). Ci si può rivolgere alla ditta Agrosem 2000 telefonando al numero 0766.84.27.03 L’esca per la raccolta degli insetti è un contenitore di plastica verde dove viene alloggiata una fiala con feromone, l’ormone sessuale della femmina. La farfalla maschio, attirata dal richiamo sessuale, entra in una fessura ad imbuto, rimanendo imprigionata. Con la cattura dei maschi si evita l’accoppiamento degli insetti e quindi la deposizione delle uova e la formazione dei nidi. “I pini di Roma sono uno dei simboli della città, ne esistono oltre 35 mila esemplari – dichiara l’Assessore all’Ambiente Dario Esposito. Abbiamo il dovere di proteggerli da insetto che ne minaccia la sopravvivenza nel modo più naturale possibile: il sistema delle trappole sessuali è un metodo biologico che non altera l’ambiente, non comporta pericoli per l’uomo e funziona. La lotta biologica agli insetti infestanti – conclude Esposito – è praticata dai giardinieri comunali anche contro gli afidi delle rose e contro il ragno rosso delle azalee e trappole sessuali analoghe sono usate contro il blastofago dei pini e per catturare la zanzara tigre.” Scheda di approfondimento sulla processionaria La processionaria è un insetto lepidottero della famiglia dei taumetopeidi. E’ un parassita pericoloso soprattutto per pini (Pinus Nigra e Pinus Silvestris) che può creare problemi all’uomo e agli animali. L’adulto della processionaria è una farfalla con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio con striature brune. La femmina è, in genere, poco più grande del maschio. La loro vita è molto breve, di solito non dura più di uno o due giorni. L’insetto, una volta raggiunta la fase di maturità, fuoriesce dal terreno, di solito durante il mese di luglio. Le femmine sono le prime ad arrampicarsi sulle piante ad alto fusto, dove poi vengono fecondate dal maschio. A questo punto, il lepidottero vola alla ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova. Le uova della processionaria vengono deposte intorno ad una coppia di aghi. Dopo un’incubazione di 30/40 giorni (verso la metà o la fine di agosto), nascono le larve. Le neonate scheletrizzano gli aghi e poi si spostano lungo la pianta, formando, di volta in volta, nidi provvisori. In ottobre creano un nido nel quale trascorreranno tutto l’inverno. In primavera riprendono l’attività e, circa a fine di maggio, scendono verso il terreno. Si interrano fino ad una profondità di 5/20 cm, dove tessono un bozzolo. Dopo un periodo più o meno lungo di pausa, si compie la ninfosi ed il ciclo ricomincia. In seguito all’attacco la pianta subisce un forte indebolimento, che comporta un ritardo nel suo sviluppo. Il segno più evidente della presenza della processionaria è comunque la perdita degli aghi e delle foglie, che nei casi più gravi può tradursi in totale defoliazione. Problemi per l’uomo possono derivare dal contatto con i peli urticanti delle larve, che possono provocare irritazioni cutanee, febbre ed arrossamento degli occhi
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Fonte: LA PROVINCIA DI COMO – 06/07/2005
in via Stazzi Troppi abbandoni: il canile dell’Asl a rischio collasso
Como – Dieci cani abbandonati solo nel fine settimina, molti di più dall’inizio della stagione delle ferie. Ed è già allarme rosso al canile sanitario Asl di via Stazzi. L’estate è entrata nel vivo e lo si nota lungo il ciglio di molte strade comasche dove, tra sabato e domenica, i veterinari hanno raccolto cani soli e impauriti. «Purtroppo, la portata del fenomeno è critica» riferisce il dirigente del servizio di veterinaria dell’Asl, dottor Giulio Gridavilla. I posti a disposizione del canile di via Stazzi sono occupati e lo stesso problema riguarda le strutture rifugio. «In questo periodo è in calo il recupero di animali. Segno che, il cane solo non si è perso ma è stato abbandonato» aggiunge. Inutile cercare una via d’uscita nei tatuaggi e microchip. Nonostante gli obblighi di legge, molti padroni preferiscono omettere questa pratica per non essere rintracciati. «Rivolgo un appello accorato contro l’abbandono di animali che, nonostante le campagne vengono lanciate dal ministero ogni anno, resta una piaga incapace di guarire – dice il direttore generale dell’Asl, dottoressa Simona Mariani. – I costi della scarsa sensibilità di pochi ricadono sulla collettività: accudire un cane in una struttura protetta significa sostenere spese che poi vengono addebitate a tutti».
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Fonte: CENTUMCELLAE – 06/07/2005
Ladispoli. Aperto l’ufficio per “I diritti degli animali”
L’obiettivo è quello di esercitare una funzione di vigilanza sulla osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e locali.

LADISPOLI (Roma) – L’Amministrazione comunale di Ladispoli prosegue l’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito al rispetto degli animali. Dopo aver adottato in questi anni importanti decisioni, come il divieto di consentire spettacoli con animali su tutto il territorio cittadino, la Giunta ha approvato un altro significativo documento.
“È stato istituito presso il palazzetto di piazza Falcone – spiega l’assessore all’ambiente Massimo Sinatti – l’ufficio per la Tutela degli animali. L’iniziativa è stata adottata, in via sperimentale, per perse-guire le finalità ed agire nei dettami del corrispondente regolamento, che ricordiamo fu approvato dal Consiglio comunale nell’ottobre del 2003. Tale atto aveva lo scopo di ottimizzare il rapporto uomo-animale in ambiente urbano, evitando atti di crudeltà, maltrattamenti e ab-bandono, perseguendoli nei casi concreti. Con questa istituzione, il comune ha agito su delega e per conto dell’Ente nazionale protezione animali, esercitando la sua funzione di vigilanza sulla osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e locali. Ovviamente, il neonato ufficio si muoverà in sinergia con l’assessore alle politiche ambientali e con il comitato cittadino per la tutela degli animali, aperto alla collaborazio-ne delle associazioni ambientaliste che abbiano per fine sociale la tute-la della vita animale”.
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Fonte: CASERTA24ORE – mercoledì 6 luglio 2005
Calvi Risorta: Cassinelli e Bonacci: “Pensiamo agli animali”
Calvi Risorta (Caserta) * Iniziano le vacanze e si ripete, come ogni anno, il triste fenomeno degli animali domestici abbandonati. Sul punto intervengono i Verdi di Calvi Risorta con una campagna informativa volta a sensibilizzare tutta la cittadinanza dell’agro caleno in merito al problema. “ E’ impossibile fornire dati precisi su questo squallido fenomeno- affermano dai Verdi di Calvi Risorta – certo, gli animali abbandonati ogni anno (e non solo d’estate!) sono centinaia di migliaia, appartenenti a un incredibile numero di specie: cani, gatti, conigli nani, uccelli, pesci, criceti, tartarughe, furetti, iguana, porcellini d’India, serpenti, persino asini, maialini e piccoli coccodrilli. Occorre ricordare che l’abbandono di un animale è un reato e ogni cittadino, testimone di maltrattamenti e /o uccisioni gratuite nei confronti di animali, ha il dovere morale di denunciarli”. Rincara la dose Deborah Cassinelli, Presidente in pectore dei Verdi di Calvi: “Quante volte, camminando per la strada, abbiamo assistito a maltrattamenti e soprusi nei confronti dei cani? Quante volte abbiamo visto gatti sporchi e malnutriti costretti a sfamarsi tra i rifiuti? Di fronte a scene del genere si prova un senso di rabbia, si vorrebbe poter fare qualcosa. Ma la maggior parte delle volte purtroppo, abbassiamo gli occhi e proseguiamo, impotenti. Dobbiamo agire, invece! Dobbiamo dimenticare qualsiasi timore ed essere convinti che qualcosa si può veramente fare. Le violenze, anche psicologiche e non solo quelle fisiche, a danno dei gatti e dei cani sono oggi contro la legge e vanno perciò denunciate alle autorità. Lasciamoci guidare dal senso civico e dall’amore!”. Antonello Bonacci, infine, ha ricordato che nei casi di maltrattamento sono gli Organi di Polizia Giudiziaria che devono intervenire, quindi i Vigili Urbani, i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza e il Corpo Forestale. “Chi pensa che, trattandosi di animali, le sole che possono essere interpellate sono le Guardie forestali, sbaglia. La Cassazione ha ribadito che – continua l’ambientalista caleno – tutti gli organi di Polizia Giudiziaria sono competenti per i reati in materia ambientale e di tutela animali. La denuncia può essere fatta di persona o per telefono nei casi gravi in cui occorre un intervento tempestivo. Altrimenti si deve mettere per iscritto il fatto, su carta semplice senza bolli e moduli particolari, descrivendo ciò che si è visto e aggiungendo, quando ci sono, i nomi di altri testimoni. Non dimentichiamo che, perché il tutto sia valido, dobbiamo aggiungere il nostro nome, cognome e indirizzo, la data e la firma. La denuncia va poi presentata in un Ufficio della Polizia Giudiziaria”.
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Fonte: IL CORRIERE DEL SALENTO – 06/04/2005
Via in vacanza …….. e via anche gli animali
Spagna: centinaia di migliaia di cani e gatti abbandonati ogni anno dai padroni; si chiede figura difensore animali.
Sono centinaia di migliaia i cani e gatti abbandonati oggi anno in Spagna dai propri padroni, ha denunciato ‘Il Refugio’, un’associazione per la difesa degli animali che ha chiesto alle autorita’ la creazione della figura istituzionale del difensore degli animali.
Secondo i dati forniti dall’associazione, e diffusi dai media, nel 2004 sono stati registrati ufficialmente oltre 100.000 cani e gatti abbandonati dai padroni, “ma il numero reale e’ molto piu’ alto” ha sottolineato l’associazione spiegando che’ non sono stati contati i molti animali morti dopo essere stati lasciati a se stessi, e quelli accolti da altre persone generose.
Il portavoce del ‘Refugio’, Nacho Paunero ha detto, parlando in occasione della IX edizione del festival canino promosso dall’associazione, che il fenomeno dell’abbandono continua ad
estendersi e comincia a riguardare anche altra “fauna selvatica” utilizzata come “mascotte” da molte persone.
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Fonte: AREZZONOTIZIE – 06/07/2005
Da cinque anni in cammino contro l’abbandono degli animali
Da cinque anni sulla strada: alle spalle un numero di chilometri praticamente incalcolabile, davanti ancora tanti passi pazienti da compiere con accanto un cane, Sheila. E’ la straordinaria avventura di Gianluca Ratta, camminatore da guinness, dall’anno duemila ininterrottamente in viaggio a piedi per le strade d’Italia e d’Europa per sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’abbandono degli animali. E’ proprio quello il motivo di tanti chilometri macinati in questi anni, con due giri d’Italia completi, ma anche passaggi in Francia, Svizzera, Austria, Germania, Liechetnestein e Slovacchia. Una sorta di versione italiana di Forrest Gump, che però alla fine di anni a camminare ne passò qualcuno di meno. Sheila il “camminatore” l’ha incontrata per caso in Sicilia, poco dopo l’inizio del suo viaggio: era una piccola cagnetta abbandonata, che Gianluca ha curato e ha deciso di portare con sé nel suo lungo e coraggioso giro. “Faccio non più di 40, 45 Km al giorno” racconta Gianluca “dal lunedì al venerdì. Tutto questo per lanciare un messaggio, una testimonianza contro l’abbandono degli animali”
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Fonte: SAVONANOTIZIE – 06/07/2005
Savona. L’avventura di un gatto intrappolato e… qualche consiglio
Forse anche lui voleva andare al mare ma ha rischiato di morire di caldo e sete; è accaduto ad un gatto libero della colonia felina del Prolungamento a mare di Savona.
Non si sa come ma è caduto in una profonda intercapedine tra il muro della passeggiata e le cabine dei Bagni Savona.
I suoi miagolii disperati sono stati uditi dai clienti dei bagni, che hanno avvertito i Volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali che, subito accorsi, non hanno potuto far altro che chiedere l’intervento dei Vigili del fuoco. Con il loro aiuto è stato possibile smontare il retro di alcune cabine e praticare un passaggio, nel quale il felino si è velocemente infilato guadagnando l’agognata libertà. I volontari lo hanno poi assistito più tardi nella colonia felina, dove era ritornato, assicurandosi che si fosse calmato ed avesse bevuto e mangiato.
L’Enpa savonese ricorda che in questa stagione di caldo ed afa, gli animali devono avere sempre acqua fresca a disposizione: i cani, in particolare, hanno grosse perdite di liquidi attraverso la salivazione. Attenzione però a non somministrare acqua fredda di frigorifero: basta l’acqua del rubinetto. In caso di problemi, è importante bagnare la testa dell’animale, stando attenti a non fare entrare acqua nelle orecchie: si rischiano fastidiose otiti. Per i gatti, il rischio di colpo di calore è ridotto, ma non bisogna chiuderli in macchina o al sole né costringerli a stare in ambienti senza sufficiente aerazione; anch’essi devono sempre avere a disposizione acqua fresca. In generale, bisogna stare molto attenti alla termoregolazione degli animali poiché la loro capacità di sudare è scarsissima.
Attenzione anche all’alimentazione: occorre evitare – sia per i cani che per i gatti – bruschi cambi di alimentazione, mentre è meglio somministrare i pasti nelle ore fresche (al mattino e la sera tardi).
Ricorda che lasciare l’animale chiuso in macchina o a catena senza riparo significa commettere un reato punito pesantemente dalla legge; e le guardie zoofile dell’Enpa stanno pattugliando la Riviera per prevenire e denunciare situazioni di emergenza per gli animali, come purtroppo già verificatosi l’altro ieri a Pietra Ligure.
In caso di pericolo di vita per la bestiola, esse provvederanno senza indugio a rompere il vetro del finestrino e far uscire l’animale; allo scopo di contrastare tale comportamento l’Enpa ha proposto a tutti i Comuni di porre nei parcheggi esposti al sole specifici cartelli di divieto; ed eliminare i divieti di accesso ai cani su spiagge, oasi pedonali, lungomari, parchi, ristoranti e negozi (accolto a Finale e in preparazione a Spotorno).
Fonte Enpa Savona
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GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Enna) – 06/07/2005
Pochi animali a Lago Pozzillo: chiesto divieto di caccia a tempo
REGALBUTO (Enna) – Proposta l’istituzione di un divieto di caccia temporaneo e per un periodo di 2 anni attorno al lago Pozzillo per un raggio di 100 metri dal massimo invaso. Così l’amministrazione comunale si propone il ripopolamento delle specie animali, per poi procedere alla cattura. Questa delibera di giunta, votata nei giorni scorsi, ne modifica una precedente, in cui si chiedeva l’istituzione del divieto per un raggio di 200 metri con l’obiettivo di salvaguardare turisti e villeggianti da eventuali colpi di fucile, sparati dai cacciatori. Un proposito che suscitò mille polemiche, specie quelle della locale associazione dei cacciatori. Questi ultimi non furono informati del proposito dell’amministrazione come associazione di categoria e non accettarono una simile etichettatura. Contestarono,inoltre, la validità della disposizione, in quanto il divieto è già previsto dalla legge. I consiglieri indipendenti Francesco Timpanaro e Salvatore Lo Magno si fecero portavoci in consiglio di questa situazione e si arrivò alla costituzione di un tavolo tecnico per discutere del problema. A rappresentare i cacciatori: Giuseppe Missorici, Arturo Timpanaro, Mauro Sabbino e Giuseppe Albertelli. Nell’ ultima delibera, dunque, la giunta ha chiarito che con l’istituzione del divieto intende preservare l’area sia dal punto di vista naturalistico -ambientale, proteggendo le specie faunistiche, sia turistico, considerando la particolare bellezza del paesaggio. La delibera costituisce un atto di indirizzo politico, ma non viene votata all’unanimità. Si sono dichiarati contrari gli assessori Ivan Intraguglielmo e Mario Tumminaro per diversi motivi: non condividono il periodo di 2 anni visto che il calendario venatorio, già pubblicato sulla Gurs, ha previsto il divieto che avrà un impatto negativo sull’economia locale.
Maria Cristina Graziano
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Fonte: IL GIORNALE – 06/07/2005
Aids, la cura italiana contro i trionfalismi
La comunicazione dei risultati della prima fase di sperimentazione del vaccino contro l’Aids, da parte dell’Istituto superiore di sanità, è un evento di particolare importanza che merita alcuni commenti. La dottoressa Barbara Ensoli, capo del team di ricercatori che ha guidato la sperimentazione, ha comunicato ieri presso lo stesso Istituto superiore di sanità, nella conferenza stampa che è seguita al meeting tecnico-scientifico, che tutti gli obiettivi dello studio di fase 1 sono stati raggiunti. Lo studio, condotto con finalità sia di tipo preventivo che terapeutico, come ha riferito la dott. ssa Ensoli, in primo luogo ha dimostrato la sicurezza del vaccino. Questo era infatti l’obiettivo principale dello studio. C’era anche un obiettivo secondario, che era quello di effettuare una valutazione preliminare della risposta immunitaria al vaccino e in effetti il vaccino è stato in grado di stimolare le difese dell’organismo contro il virus.
La fase 1 ovviamente non può dare indicazioni sull’efficacia del vaccino. Prima di parlare di efficacia del vaccino bisogna aspettare la fase 2 e la fase 3 condotta su migliaia di persone. Bisogna pertanto usare cautela ed evitare trionfalismi che potrebbero indurre false aspettative nei malati. Dunque è ancora presto per cantar vittoria. Ma, cionondimeno, l’evento comunicativo di ieri è importante per i seguenti motivi:
1.Dopo gli esperimenti sui piccoli animali e sulla scimmia l’espletamento della fase 1 rappresenta un’importante tappa raggiunta sul percorso che successivamente,
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Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Enna) – 06/07/2005
Un ospedale per animali apre oggi al parco Ronza
(rica) Un vero ospedale per animali. E’ quello che sarà inaugurato stamattina alle 10 al parco Ronza, tra Enna e Piazza Armerina, all’interno della riserva naturale orientata Rossomano-Bellia Grottascura. Un centro di recupero per la fauna selvatica, dove gli animali saranno curati e successivamente reinseriti nel loro habitat naturale. La realizzazione, con un costo complessivo di circa 150 mila euro, è stata resa possibile grazie alla sinergia tra l’assessorato provinciale all’Ambiente, che ha messo a disposizione le risorse economiche, l’Azienda forestale, che gestisce la riserva e la Lega italiana protezione uccelli che gestirà il centro con personale proprio. Il centro si sviluppa complessivamente su un’area di circa 3 ettari all’interno della riserva ed è fornito di una sala operatoria, un’altra per la radiologia, una “nursery” per i cuccioli e delle voliere sia per la riabilitazione che per scopi didattici. Ci sono anche aule didattiche ed un centro direzionale. “Siamo riusciti a realizzare – spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Salvatore Termine – assieme agli altri partners questa importante iniziativa che si sposa bene con il nostro obiettivo più generale, che è quello del recupero ambientale. E’ anche un messaggio di civiltà e di impegno concreto a favore dell’affascinante mondo degli animali”.
Riccardo Caccamo
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Fonte: LIBERO – 6 LUGLIO 2005
Zanzare, sarà messa fuori gioco da tinche e pipistrelli
(r.s.). C’è una novità nella battaglia stagionale contro le zanzare: tinche e pipistrelli, golosi delle larve e degli adulti del fastidioso insetto, usati come cani da caccia per stanare e poi uccidere il “nemico”. Questa l’idea guida del progetto contro la proliferazione delle zanzare del Consorzio di Bonifica. Versilia-Massaciuccoli (con sede a Viareggio, in lucchesia). La lotta biologica all’insetto sarà combattuta con l’immissione di circa 10mila tinche, che si cibano di larve, nei canali consortili e con la collaborazione di cassette in legno realizzate per ospitare pipistrello e famiglia, consumatori abituali di esemplari adulti di zanzara.
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Fonte: GIORNALE DI SICILIA – 06/07/05
Pecore con il sedere nudo in Nuova Zelanda
Scienziati neozelandesi hanno prodotto con pratiche selettive una varietà di pecore senza lana sul didietro, per prevenire l’infestazione di un moscone parassita
Scienziati neozelandesi hanno prodotto con pratiche selettive una varietà di pecore senza lana sul didietro, per prevenire l’infestazione di un moscone parassita che depone le uova nelle aree umide della pelle. Le larve si scavano poi un nido nelle carni dell’animale e le divorano, avvelenando in maniera letale l’organismo.
Lo sviluppo è visto dagli studiosi, dell’ente governativo di ricerca agricola AgResearch, come cruciale per migliorare lo stato di salute delle pecore e ridurre i costi per gli allevatori, eliminando le pratiche dolorose come il mulesing, il taglio delle pieghe della pelle intorno alla coda, che viene praticato una volta nella vita per prevenire l’infestazione. I produttori australiani di lana, in particolare, sono finiti nel mirino di una potente organizzazione animalista di base in Usa, la Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), che conduce una campagna di boicottaggio contro il mulesing.
Le pecore ‘parzialmente nudè, ottenute dalla AgResearch in un programma durato otto anni, hanno meno lana attorno al muso, alla pancia, le gambe e appunto l’area attorno alla coda. Il volume complessivo del vello è inferiore del 20% rispetto ad altre specie, ma la lana è di più alta qualità e gli animali sono meno esposti a ‘incidentì durante la tosatura.
«Vi sono costi, ma vi sono anche importanti vantaggi di produzione», ha spiegato lo scienziato David Scobie , che ha guidato il progetto. «L’allevamento di questa varietà di pecore sarà un enorme passo avanti per il settore», ha aggiunto. Con il sostegno del governo neozelandese, la AgResearch sta ora sviluppando un progetto per trasferire la ricerca agli allevatori commerciali, che secondo i ricercatori dovrebbero essere in grado di produrre questo tipo di animale entro cinque anni. L’industria australiana della lana ha accettato di eliminare gradualmente il mulesing entro il 2010 e continua a condurre ricerche sulle alternative per difendere le pecore dall’attacco del parassita. In maggio l’Associazione dei produttori di lana ha presentato alla Peta le prove che un nuovo spray analgesico, che sta per ricevere l’autorizzazione all’impiego, e può ridurre significativamente il dolore sofferto dalle pecore sottoposte alla pratica.
Lo scorso febbraio l’industria laniera australiana si era assicurata il sostegno del colosso italiano Benetton, che ha respinto la richiesta di boicottaggio. Invece i dettaglianti di abbigliamento Abercrombie and Fitch, degli Stati uniti, hanno accettato lo scorso ottobre di boicottare la lana australiana, e altrettanto ha fatto poco dopo la britannica George, e più di recente l’americana Timberland. La Peta intanto continua instancabile la sua campagna contro la lana australiana e all’inzio del mese aveva fatto tappa a Roma, per premere sulla Benetton perchè si unisca al boicottaggio.
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