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comunità di poesia e lotta dal 2002
Monday February 19th 2018

Notiziario animalista

Gli uomini continueranno ad ammazzarsi fra loro fintantoché massacreranno gli animali.
Colui che semina l’uccisione e il dolore non può raccogliere la gioia e l’amore.
Pitagora
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Fonte: GIORNALE DI SICILIA Cronaca Provincia di Palermo – 30/06/05
I lettori denunciano
Il cane morto al canile: protesta il gruppo Bairo “Chiediamo che si faccia luce sull’accaduto e si cerchino i responsabili”
. Queste le parole di Enrica Boiocchi, vice presidente del gruppo Bairo Onlus, composto da volontari che operano per la difesa degli animali. Boiocchi, nella sua e mail a lettere@gds.it sostenuta dalle firme di circa 400 volontari del gruppo, provenienti da tutta Italia, ha voluto esprimere la propria solidarietà a Grazia Aronica, che al “telefono dei lettori” aveva raccontato la storia del randagio portato al canile e poi morto, senza avere ricevuto alcuna spiegazione dalla struttura di via Tiro a Segno. I responsabili in quell’occasione avevano risposto di non avere alcun obbligo di comunicare le cause della morte di un cane.
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p>Fonte: mailing list Gruppo Bairo
Voglio ricordare a TUTTI GLI ISCRITTI l’importanza di aderire al messaggio di oggi. E’ fondamentale raccogliere tante adesioni……tantissime………..
Avete letto cosa è riportato sul link che Bairo ha consigliato di andare a visionare?
Beh, per i pigri lo riassumo io e in poche parole: traffici di animali!! Esportazioni di cani e gatti dall’Italia e non solo, oltre confine. Per poter ottenere più “merce” si arriva anche ad affermare che l’Italia, come la Grecia è un Paese in cui i casi di maltrattamenti animali sono altissimi. L’unica soluzione è l’adozione nei paesi confinanti, come la Germania, la Svizzera, Il Belgio. Perchè?
No gente. Non ci siamo. Non è questo il modo migliore per risolvere i problemi di casa. I randagi devono essere tutelati nel loro Paese d’origine non trasportati da un capo all’altro delle nazioni.
Me per favore!!! finiamola con questa storia e cerchiamo di allertare più persone possibili su questa vergogna. Per i vecchi iscritti tutto questo non è una novità, ma per le persone che si sono affacciate da poco in questa lista è doveroso metterli in guardia sui traffici di animali che da anni si attuano nella nostra bella Italia e non solo.
Una realtà sempre tenuta nascosta e che solo adesso comincia timidamente a saltar fuori. Ma nel frattempo milioni di animali sono spariti nel nulla, rubati da case private, dai canili, dalle strade. Sedati e sbattuti su camion che, una volta varcati i confini se ne perdono le tracce.
L’informazione è importante, come già ho detto in altri messaggi e noi abbiamo il dovere di informare la gente sui pericoli che incorrono i loro animali domestici. Non lo fanno i mass media. Facciamolo noi e gridiamo questo scandalo con più fiato abbiamo in gola. Dovranno ascoltarci prima o poi!!!
http://www.bairo.info/traffici.html

Firmate questo messaggio e raccogliete più nomi possibili. Fatelo per loro se davvero dite di amarli.
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Il messaggio a cui aderire e che trovate sul sito di Bairo alla pagina http://www.bairo.info/messaggi.html
ha per oggetto:
1. Solidali con la Grecia
In merito a questo messaggio vi invitiamo a dare uno sguardo alla sezione traffici, in particolare all’indirizzo:
http://www.bairo.info/articologf0405.html
Per aderire al messaggio sopra elencato basterà compilare il modulo di adesione con nome, cognome e città una sola volta
Saluti
Bairo
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KATAWEB
Vibo Valentia, 05 luglio 2005 – 16:18
LILLA, CAGNETTA INVALIDA CHE GIRA IN CARROZZELLA
Camminando per le strade e’ facile imbattersi in persone che vanno in giro in carrozzella. Di animali in carrozzella, pero’, non se ne erano ancora visti. A Vibo Valentia, in contrada Feudotto, da qualche giorno sta destando una certa curiosita’ il caso di una cagnetta di nome Lilla, che due anni fa, in seguito ad una zuffa con un cane randagio, e’ rimasta del tutto paralizzata. L’altro ieri, con grande sorpresa, Lilla e’ stata vista nuovamente in giro per il cortile avvolta con degli strani oggetti. Si tratta di uno speciale dispositivo, una specie di carrozzella, fatto costruire appositamente per il suo caso, grazie al quale e’ ritornata a muoversi. A raccontare meglio l’odissea di Lilla sono la sua padroncina, Martina, una ragazzina di 10 anni che non si e’ data pace fino a quando non ha visto rinascere il suo cucciolo e la madre, Patrizia, casalinga di 38 anni. “Qualche anno addietro – racconta Patrizia – un cane ha azzannato Lilla alle gambe lesionandole la nervatura. Rimasta paralizzata, si trascinava icasa e guardandoci con gli occhi languidi, sembrava chiederci aiuto. Mia figlia non la smetteva di piangere. L’abbiamo prima portata a Bari in una clinica veterinaria. Ma nonostante il delicato e costoso intervento, non e’ riuscita a riprendere la funzione delle gambe. Navigando su internet, siamo riusciti ad appurare che a Pordenone esiste un centro dove si costruiscono carrozzelle per cani. Detto, fatto. Ed e’ stato cosi’, grazie a quella carrozzella, che Lilla e’ ritornata a muoversi tranquillamente, per la grande gioia di mia figlia Martina”. (AGI)
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GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Catania)
05/07/2005
Tre cani avvelenati al mercato Emergenza randagi a Paternò
A lanciare l’allarme ieri mattina sono stati i venditori ambulanti L’assessore Puglisi: per legge raccogliamo animali malati o pericolosi
PATERNO’. (adis) Uno spettacolo crudo e disumano si è presentato ieri mattina nei pressi del mercato trisettimanale. Tre cani (ma qualcuno giura di averne notati altrettanti), la cui unica colpa è stata quella di non avere un padrone che li accudisse, sono stati ritrovati morti stecchiti a pochi metri di distanza l’uno dall’altro nei pressi dell’ex Macello e della fontana di “Acque Grasse”. La causa della morte è raccapricciante: le tre bestiole sono state avvelenate da qualche residente che evidentemente malsopportava la loro presenza in giro per le strade del quartiere. L’ipotesi dell’avvelenamento è divenuta certezza all’arrivo del medico veterinario dell’Ausl 3 che nella tarda mattina di ieri ha dato conferma di una realtà dei fatti assolumente immorale e da condannare. Sono stati i commercianti ambulanti che operano nella zona ad allertare la Polizia municipale paternese. Qualcuno tra i passanti ieri seguitava a ripetere che “il grado di civiltà di una comunità si musura dal rispetto tenuto nei confronti degli animali e della natura”. Come spiegare, allora, questo episodio? Ma soprattutto: come funziona il servizio di tutela dei randagi a Paternò che ha tra l’altro, in tal senso, una convenzione col canile di Acireale? “La nostra Usl è attrezzata per le sterilizzazioni a norma di legge – ci dice l’assessore comunale all’Ambiente Rossella Puglisi -; manca però la cosa fondamentale: ovvero la sensibilità delle persone. Certamente, occorre poi una maggiore disponibilità economica per affrontare con forza il problema. La legge, tuttavia, ci impone di raccogliere soltanto quei cani malati oppure – conclude la Puglisi – pericolosi”. Insomma, la questione rimane. Il Comune di Paternò, per la cronaca, spende qualcosa come 100 milioni delle vecchie lire all’anno (50 mila euro) per il randagismo ed in itinere, tra l’altro, vi è anche il progetto di costituire un canile intercomunale facente riferimento a Biancavilla, Santa Maria di Licodia e appunto Paternò ma tutto è ancora pressochè fermo al palo. Anthony Distefano
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BASILICATA.NET
05/07/2005 14.46.00
ROMA – Andranno agli animali gli avanzi della mensa universitaria
(ANSA) – ROMA, 5 LUG – A partire dal prossimo anno accademico, gli avanzi della mensa dell’Universita’ La Sapienza saranno destinati agli animali sfortunati di Roma. Lo ha stabilito un protocollo d’intesa siglato oggi dalla delegata del sindaco per i diritti degli animali, Monica Cirinna’, e dal presidente di Laziodisu, Marco Daniele Clarke. ‘Bisogna ampliare – ha detto Cirinna’ – la rete del volontariato anche ai giovani universitari’. I24 (Riproduzione Riservata)
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IL SECOLO XIX
05/07/2005
Albenga, canile a cinque stelle
La moderna struttura comunale farà un ulteriore salto di qualità. I piani dell’assessore Ravera
«Presto cucce riscaldate e con l’acqua corrente»
Albenga Cucce a cinque stelle per i cani e i gatti abbandonati. Non sarà proprio come il salotto della casa dei padroni, ma quando un cane resta per i motivi più disparati senza il proprio amico a due zampe, trovare oltre a una zuppa calda e un tetto sotto cui ripararsi, anche una cuccia riscaldata e con l’acqua corrente, può già considerarsi una bella fortuna. Stesso discorso per i quadrupedi che devono separarsi temporaneamente (magari proprio per il periodo delle ferie, visto che il canile offre anche il servizio di ‘dog hotel’) dai loro padroni. E il canile municipale di Albenga, oggi capace di ospitare trentaquattro cani, sembra sul punto di trasformarsi in qualcosa di più simile se non a un villaggio turistico, quantomeno a una colonia piuttosto che a un rifugio.
«Si tratta già di un canile di ottimo livello – spiega l’assessore Sergio Ravera -, che dispone di spazi adeguati e ambienti all’avanguardia sia per quanto riguarda l’accoglienza degli animali, sia per quanto concerne l’aspetto veterinario, ma abbiamo in programma alcuni interventi di ulteriore miglioramento, come il riscaldamento nelle cucce e l’automatizzazione dell’impianto di abbeveramento».
Inoltre si sta pensando anche all’eventuale realizzazione di un gattile, per ospitare i numerosi felini randagi o a loro volta abbandonati.
Quella di Enesi è una struttura nuova, realizzata nel 1999, su cui certi interventi migliorativi non dovrebbero creare particolari difficoltà, mentre meriterebbe quegli spazi più grandi che chiede da tempo il rifugio Enpa di Leca, che per lunghi anni si è sobbarcato l’intero carico dell’accoglienza e della cura dei cani abbandonati.
E non è detto che si tratti sempre di permanenze brevi. È vero che molti cani ritrovano la loro famiglia o ne trovano una nuova (sono un centinaio l’anno quelli dati in adozione dal solo canile di Enesi), ma non sempre succede in pochi giorni. Uno degli ultimi ospiti a tornare a casa, ad esempio, è rimasto al canile per tutto un anno. Rapito dall’auto dei proprietari in Costa Azzurra il bel pastore belga era arrivato chissà come a Capo Santo Spirito, dove era stato investito da un’auto ed era finito al canile municipale, per lui un vero ospedale oltre che un rifugio. Lì Scott è stato operato, nutrito, curato e anche coccolato un po’, durante i lunghi mesi necessari per rintracciare i proprietari a Lione. Potesse parlare saprebbe certamente spiegare l’importanza di trovare un canile confortevole e una mano amica.
Ma anche quei cani che non sono stati abbandonati o rubati, ma che vivono tranquillamente in famiglia hanno le loro esigenze, e se a vitto e alloggio provvedono direttamente i loro amici umani, un po’ di divertimento sulla spiaggia o un tuffo in mare spesso sono preclusi, ma i cani albenganesi potranno probabilmente disporre presto anche di una spiaggia tutta per loro, come da qualche tempo comincia ad accadere in alcune località rivierasche.
Il piano degli arenili cui l’amministrazione si accinge a mettere mano ne prevederà infatti una anche ad Albenga, anche se per il momento la zona non è ancora stata individuata. (Luca Rebagliati)
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IL GAZZETTINO DI NORD EST
Martedì, 5 Luglio 2005
Venezia
La meno colpevole di tutti, se di colpe si può parlare, è proprio lei, Flaca, uno splendido esemplare di tigre femmina nata 10 anni fa in cattività, che vanta anche una piccola parte nel film “Il Gladiatore” di Ridley Scott. “Scritturata” per la contestata iniziativa che si è svolta sabato sera nella sede di Ca’ Vendramin Calergi del Casinò di Venezia che è diventata già un “caso”. Con tanto di esposto alla Procura della Repubblica minacciato dagli animalisti che hanno definito l’esibizione «un atto di forza contro il buon senso e la legalità». Nel suggestivo giardino della casa da gioco che affaccia sul Canal Grande, infatti, il felino, insieme con il suo addestratore-padrone Gianni Mattiolo, è stato l’ospite d’onore di una serata dedicata all’alta moda, organizzata da una società padovana che ha noleggiato gli spazi dal Casinò. Un centinaio di ospiti facoltosi e una grande gabbia montata nella parte centrale.«La legge – hanno tuonato Michele Simionato, delegato provinciale Lav e Cristina Romieri, delegata dell’Avi, Associazione Vegetariana Italiana – non ammette deroghe all’uso di animali ritenuti pericolosi per la salute, severamente vietati in Italia al di fuori di circhi e zoo, fin dal primo gennaio ’97».
«Gli ospiti del Casinò – ha replicato Mattiolo, celebre illusionista, cugino dello stilista Gai, che la passione per i felini ha portato ad allestire un bioparco all’interno della sua tenuta di Campolongo Maggiore, nel veneziano, diventato punto di riferimento per scuole e Università per visite guidate e ricerche scientifiche (sua era anche la pantera dello spot Breil) – hanno visto solo un animale che, senza bastoni o minacce, leccava e abbracciava il suo padrone. Se questo è diseducativo… Sono stufo di animalisti che seminano il terrore e non sanno nemmeno la differenza tra le diverse specie di tigri. Le mie tigri sono come figli e io sono un professionista che fa un lavoro che solo cinque persone al mondo fanno. Nel mio parco, attraverso la ricerca scientifica, – ha continuato – si cerca di dare un valore anche alla cattività. Secondo voi, non è lesa maggiormente la dignità di un barboncino che si presenta tinto di rosa e con gli orecchini?». (Roberta Benedetto)
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VIRGILIO
05/07/2005 – 14:46
Andranno agli animali gli avanzi della mensa universitaria
Iniziativa de La Sapienza a Roma per gli animali sfortunati
(ANSA) – ROMA, 5 LUG – A partire dal prossimo anno accademico, gli avanzi della mensa dell’Universita’ La Sapienza saranno destinati agli animali sfortunati di Roma. Lo ha stabilito un protocollo d’intesa siglato oggi dalla delegata del sindaco per i diritti degli animali, Monica Cirinna’, e dal presidente di Laziodisu, Marco Daniele Clarke. ‘Bisogna ampliare – ha detto Cirinna’ – la rete del volontariato anche ai giovani universitari’.
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IL GAZZETTINO DI TREVISO
Martedì, 5 Luglio 2005
TEZZE SUL BRENTA Il rottweiler è stato venduto da un allevatore trevigiano. Due mesi di cure, poi è morto
800 euro per un cucciolo malato
Il veterinario ha diagnosticato una grave infezione renale. La famiglia: «Ora vogliamo chiarire la vicenda»
Tezze sul Brenta
E’ ancora sconvolta Laura Furlan, via Tre Case, nel raccontare quanto le è accaduto. Sabato ha dovuto dire addio al suo cucciolo di Rottweiller acquistato circa due mesi fa. La famiglia Pizzinato, genitori e due figli, da sempre è affezionatissima alla razza tedesca, e quando le è morto di vecchiaia il vecchio cane, ha pensato subito di rimpiazzarlo con un altro dello stesso tipo.
“Circa due mesi – ci racconta il figlio Michele – abbiamo contattato un addestratore di Padova, per avere un Rottweiller. Lui ci ha messo in comunicazione con un allevatore trevigiano che ci ha portato un cucciolo di 4 mesi”. “Siamo stati per la verità un po’ superficiali – aggiunge mamma Laura – perchè non siamo stati attenti ad alcuni particolari, quali i certificati del cane che erano tutti in fotocopia. Ma del senno del poi è pieno il mondo. L’unico fatto vero sono i soldi che abbiamo pagato per comperarlo, 800 euro, senza però nessuna carta. Il cane risultava provenire da Zagabria e niente più”.
“Dopo la prima settimana – continua Michele – ha cominciato a non mangiare, continuava a vomitare ed è apparsa la ‘rogna’, una malattia congenita. Ci siamo rivolti a un noto veterinario di Carmignano che ha fatto le analisi, e il nostro cucciolo è risultato affetto da una grande infezione renale e da una evidente anemia. E’ stato curato con flebo e trasfusioni di sangue per un mese, ma alla fine venerdì scorso è morto. Per curarlo abbiamo speso altri 500 euro. Ora abbiamo incaricato il veterinario di verificare tutta la faccenda”.
“Non vogliamo – spiega la signora Laura – che altre persone vengano raggirate nell’acquisto di un cucciolo. Purtroppo ho sentito che ci sarebbe un mercato di animali che provengono addirittura dall’Africa settentrionale, entrano poi nei paesi dell’Est e da lì arrivano in Italia. Sono senza le dovute documentazioni, o quelle che hanno sono false, non sono vaccinati, non sono controllati. È un mercato gestito da persone senza scrupoli. Io penso al viaggio macabro di questi poveri animali, ai maltrattamenti che subiscono e poi alle sofferenze di chi li compera e che non può goderseli. Oltre al danno affettivo, c’è anche quello economico. Il mio vuole essere un grido d’allarme soprattutto per quegli organismi che hanno il compito di vigilare su questi loschi traffici. Alla gente che acquista un animale consiglio di seguire le strade ufficiali, per non incorrere in questi dispiaceri”. (Pio Brotto)
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YAHOO
05/07/2005
Mucca pazza sulle griglie dell’Independence day
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
Sarebbe potuto essere, e in parte lo è stato, un 4 luglio “magro”. Proprio alla vigilia del Barbecue dell’anno, gli USA si sono svegliati con la notizia del primo caso di mucca pazza accertato su un capo nato ed allevato negli States. Si tratta di una mucca texana di otto anni che aveva più volte superato gli stessi controlli.
Alla notizia si sono scatenate reazioni molto diverse: gli organi governativi, come il Food Safety and Inspection Service of the Agricolture Department o il National Cattlemen’s Beef Association, si sono affrettati a tranquillizzare gli animi, i normali cittadini si sono divisi un po’ in allarmisti, che si sono precipitati a comprare pollo e tacchino o a comprare carne in un altro stato, e fatalisti che non hanno affatto cambiato il loro menu festivo.
L’encefalopatia spongiforme bovina (bovine spongiform encephalopathy, BSE), conosciuta più spesso come malattia della mucca pazza, potrebbe essere dovuta all’assunzione da parte degli animali di mangimi fatti in parte di residui animali non sani. Nell’uomo si riscontra una variante chiamata malattia di Creutzfeldt-Jakob i cui sintomi iniziali possono essere identificati da disordini neuropsichici e sensoriali che con il tempo degenerano.
In realtà ormai i controlli sono molto serrati ed efficaci e si articolano su più livelli sia riguardo le carni nazionali che quelle di importazione. Quindi più che di fatalisti si potrebbe parlare di cittadini fiduciosi dei sistemi di sicurezza alimentare e, dai riscontri sulla richiesta di carne nazionale in vista di questo 4 luglio, si può dire che essi rappresentano la maggioranza degli Americani.
Ai più scettici e ai più spaventati non resta quindi che affidarsi a carni ufficialmente allevate con mangimi vegetali o di rivolgersi al pollame, sperando di non ritrovarsi tra le mani un pollo alla diossina.
Fonte: The Associated Press. Despite fears of mad cows, grillers get set for holiday. The New York Times July 3, 2005.
caterina visco
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IL MESSAGGERO
Martedì 5 Luglio 2005
QUALCHE GIORNO FA
«Infastidito da un cane, lo ha ucciso»
Aveva presentato una serie di esposti contro gli animali dei vicini
FOLIGNANO In via Verona, Piero Buschi si vedeva poco. Stava sempre tappato in casa. Tutto lo conoscono, però. Era il dirimpettaio scomodo, il «vicino strano» che ce l’aveva con i cani del quartiere. «Gli davano fastidio, per questo aveva fatto una serie di esposti» dice Luciano, consulente informatico, residente di via Verona.
Non li poteva vedere i cani, non li poteva sentire abbaiare, gli dava fastidio l’odore. Tanto li detestava che ne avrebbe ammazzato uno pochi giorni fa, racconta una ragazzina di 16 anni. «So che lo ha ucciso con una pistola, povera bestia» racconta.
Da due anni Piero viveva con la sua compagna in via Verona. Era un vicino ingombrante. O di lui non ci si accorgeva a affatto oppure l’incontro era scioccante: un anziano sarebbe stato aggredito solo perché gli si era spenta l’auto davanti alla sua abitazione. Si vede comunque poco, in via Verona non ci sono punti di aggregazione, «ci si viene per dormire» raccontano i residenti. La tragedia è stata uno shock per tutti, un simile epilogo nessuno poteva prevederlo.
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IL MESSAGGERO
Martedì 5 Luglio 2005
INCIVILTÀ
Il gattino salvato in extremis
Vorrei segnalarvi un fatto accaduto a Porta Portese domenica 26-6-2005 al quale ha assistito e reagito una nostra amica. Questa è stata attirata dalle grida che si levavano da un capannello di gente ed ha visto con grande disappunto un extracomunitiario che teneva in mano un gattino di circa un mese e gli torceva il collo dicendo che se non gli avessero dato 5 euro lo avrebbe ucciso. Bene, questa signora non ha esitato ad aprirsi un varco fra i presenti e dopo aver rifilato un sonoro ceffone al quel disgraziato gli ha preso il gattino e se ne è andata. Ora il gattino sta bene e cresce coccolato e curato a dovere. Malgrado la legge che tutela gli animali gli atti di violenza, ed in questo caso con un odioso ricatto, sono sempre frequenti; non sarebbe meglio che ci fosse più sorveglianza da parte delle forze dell’ordine? Tanto i luoghi dove avvengono questi episodi sono a loro ben noti. Questa volta c’è stato una buona fine ma la prossima?
Lettera firmata
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IL MESSAGGERO
Martedì 5 Luglio 2005
«La situazione del canile è sotto controllo, La Cooperativa Adriatica sta facendo un buon lavoro e i cani non vivono in condizioni disagiate».
L’assessore all’Ambiente Gloriana Gambini risponde alle presunte polemiche sulla cattiva gestione del canile riprese da Walter Stafoggia, che ha chiesto al sindaco di costituire una commissione che accerti se vi siano i presupposti per mantenere tale tipo di gestione. La proposta della Commissione di vigilanza è stata bocciata con 18 voti contrari, 10 favorevoli e 4 astenuti. «L’Asur ha segnalato, dopo un recente sopralluogo al canile – continua la Gambini – che gli animali presenti risultano correttamente identificati ed in buone condizioni di salute. I cani sono in aumento, è vero, e questo crea difficoltà per la gestione, ma ciò non significa che abbiamo abbassato la guardia». A favore dell’operato della Cooperativa Adriatica anche Alessandro Di Domenico dell’Udc: «Gli operatori del canile sono appassionati e rispettano le regole. L’impatto che si ha entrando al canile non può essere lo stesso di una visita in ospedale, ma le condizioni igieniche richieste sono assolutamente presenti». (T.D.)
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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (LECCE)
05/07/2005
squinzano Sconcertante episodio di incomprensibile violenza
Cagnolina picchiata a morte
L’uomo, responsabile dell’accaduto, è stato denunciato ai carabinieri
SQUINZANOOrrore in città per una cagnolina massacrata di botte. E’ la sorte toccata sabato notte ad una pincher nera in una centralissima via del paese. Il cane apparteneva ad una signora residente in via San Giovanni, e faceva coppia con un altro meticcio. Il convivente della donna, forse disturbato dalla vivacità della cagnolina o magari in preda ad uno scatto di nervosismo e di ira ha colpito e preso a calci l’animale riducendolo in fin di vita. L’uomo poi, resosi conto del gesto compiuto, ha nascosto il cane in un sacchetto rosso e lo ha gettato in un cassonetto. Le grida della donna, che ha assistito attonita alla scena, hanno messo in allarme vicini e passanti. Tant’è che qualcuno ha telefonato, anonimamente, alla responsabile della sezione locale dell’Enpa, Lucia Verardi, per denunciare l’accaduto e chiederne l’intervento immediato. A questo punto c’è stata la macabra scoperta con il ritrovamento del sacchetto contenente la cagnolina massacrata. Sul posto oltre agli operatori dell’Enpa sono intervenuti anche i vigili urbani, i carabinieri della locale stazione e il veterinario che ha constatato il decesso dell’animale avvenuto per trauma cranico e percosse. Probabilmente la padrona della cagnolina, sconvolta dal gesto del convivente e preoccupata per le sorti dell’altro cane che vive in famiglia, sporgerà denuncia. In ogni caso, l’episodio resta sconcertante e in particolare gli operatori dell’Ente nazionale protezione animali sottolineano che i maltrattamenti sugli animali sono considerati un reato penale e che sarebbe sempre opportuno che i cittadini denunciassero casi di violenze o di abbandoni sia di animali domestici che di randagi poiché l’assenza di un sistema organico di microcippatura rende quasi impossibile offrire adeguato controllo e assistenza ai cani della città.a.c.p.
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IL MESSAGGERO
Martedì 5 Luglio 2005
TERRACINA
Il cane sporca? Padroni multati e sui giornali
Emessa una nuova ordinanza: pene più severe e una singolare proposta del sindaco Nardi
di FABIO COCCIA
Multe inasprite ma anche gli elenchi di chi sarà sopreso a sporcare i marciapiedi coi bisogni del proprio cane forniti ai giornali. E’ la singolare, quanto poco attuabile, proposta del sindaco di Terracina, Stefano Nardi. «Chiederò alla stampa di aiutarci a stroncare questo fenomeno, fornendo gli elenchi dei contravventori sanzionati e raccomandando di divulgarne i nomi». Insomma, una sorta di ”gogna” mediatica per combattere gli ormai troppi bisogni dei cani sui marciapiedi. Nardi ha lanciato un nuovo ultimatum: «Ho preso atto delle reiterate segnalazioni pervenute da parte di molti cittadini i quali, giustamente, si lamentano dell’abbandono indiscriminato delle deiezioni solide dei cani. Questo, come ho avuto modo di ripetere in diverse occasioni, è un comportamento incivile attuato da parte dei proprietari e conduttori dei cani, e rappresenta anche per Terracina un vero e proprio oltraggio al decoro, all’igiene pubblica, alla corretta vivibilità di piazze, strade e giardini. Chi come noi ama gli animali non può e non deve permettere che questo stato di cose continui. Per tale ragione, negli ultimi giorni ho firmato una nuova ordinanza, che in maniera ancora più vincolante disciplina ed intensifica i controlli da parte della polizia municipale e inasprisce le sanzioni pecuniarie per i trasgressori». C’è appunto l’idea di segnalare i trasgressori alla stampa ma intanto l’ordinanza prevede multe che vanno dai 309,87 a 1549,37 non evita che sporchi in terra, ai 51 euro in caso di mancato guinzaglio fino ai 75 euro per i proprietari o le persone che a qualsiasi titolo conducono i cani sul suolo pubblico senza avere con sé strumenti idonei alla pulizia e all’asportazione delle deiezioni.
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CORRIERE ADRIATICO
05/07/2005
Solo per la giornata odierna, un numero di emergenza
Chiuso Informanimali
SENIGALLIA – Lo Sportello Informanimali, in piazza Garibaldi, – sta rappresentando dalla sua inaugurazione un prezioso punto di riferimento per tutta una serie di attività: raccoglie denunce di maltrattamenti ad animali, sviluppa campagne per la sterilizzazione delle colonie feline e dei colombi urbani, avvia le pratiche riguardanti le adozioni di cani che si trovano presso il canile convenzionato con il Comune, costituisce un luogo di coordinamento per tutte le attività realizzate dalle associazioni animaliste e da tutti coloro che amano gli animali.
Attualmente il personale impiegato presso lo Sportello Informanimali è a disposizione un solo giorno alla settimana, il martedì dale ore 15 alle 17,30. Oggi per cause di forza maggiore lo Sportello resterà chiuso; per urgenze lo si potrà contattare domani telefonando al numero 071-6629212.
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LA PROVINCIA DI CREMONA
05/07/2005
La veterinaria di turno domenica rigetta le accuse
«Ho risposto al telefono e curato il cane investito»
«Ho ricevuto io la telefonata, ho risposto regolarmente, e ho spiegato che in ambulatorio avevo delle urgenze, non potevo muovermi, ho detto ai ragazzi di avvolgere il cane in un telo e di portarlo qui». Non ci sta la veterinaria che ieri era di ‘reperibilità’ per le urgenze. Le accuse di alcuni ragazzi, l’hanno ferita profondamente (è volontaria presso numerose associazioni animaliste e non di rado cura in modo gratuito animali in difficoltà o abbandonati). I ragazzi hanno sostenuto di non essere riusciti a mettersi in contatto con l’emergenza veterinaria, che nessuno avrebbe risposto al telefono. «Domenica mattina ero in ambulatorio: avevo otto urgenze, tra le quali due cani in anestesia — afferma la veterinaria — ho spiegato tutto ciò a chi ha telefonato, e che dunque non potevo muovermi. Ho invitato i ragazzi alla calma è ho detto loro di cercare di portare il cane da me, cosa che è stata fatta, ho curato il cane investito, regolarmente, mi dispiace solo di non aver potuto fare nulla per le gambe posteriori».
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GAZZETTA DI PARMA
05/07/2005
Noceto, lettera della Lega: No alla macelleria islamica
IN BREVE
NOCETO Il segretario della Lega Nord Padania ( sezione di Noceto Medesano e Fornovo) Valter Porcari, ex assessore comunale a Noceto ed attualmente responsabile dell’agenzia comunale per la sicurezza dei cittadini, ha espresso per iscritto al sindaco Fabio Fecci il « no » deciso alla ventilata apertura a Noceto di una macelleria per la vendita di carne macellata con il rito islamico e di un phone c e n t e r. « Ritengo e riteniamo scrive Porcari che in un paese civile non sia possibile macellare animali in un modo cosí barbaro e cruento come lo sgozzamento effettuato con l’animale in piena coscienza, non prevedendo il rito islamico il preventivo stordimento.
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LA SICILIA (Catania_Provincia)
05/07/2005
paternò Forse avvelenati quattro cani randagi
Quattro cani randagi, quasi certamente uccisi per avvelenamento. E’ l’assurda ed incivile storia, scoperta ieri mattina, nell’area compresa tra la via Fonte Maimonide e le Salinelle.
Le carcasse degli animali, privi di vita, erano sparse a poche decine di metri l’uno dall’altro. Un macabro ritrovamento, toccato ad alcuni commercianti ambulanti che, come ogni lunedì, si sono presentati puntuali al lavoro. Un gesto barbaro, questo commesso da persone rimaste sconosciute, segno del poco amore e rispetto, verso gli «amici» a quattro zampe. Gli stessi commercianti non credevano ai loro occhi, alla vista dei cani senza vita. «E’ incredibile – ha detto Sebastiano Messina, presidente dell’associazione ambulanti, tra i commercianti a ritrovare i cani – che qualcuno sia capace di compiere gesti del genere. Questi poveri animali non facevano male a nessuno. Non riusciamo a capire perché tanto accanimento verso queste povere bestie».
Gli stessi ambulanti, dopo il ritrovamento, hanno subito telefonato alla Polizia municipale. Per portare via gli animali è, quindi, intervenuto l’ufficio comunale all’Ambiente. Il ritrovamento di ieri ripropone con forza il problema del randagismo. Per evitare un ulteriore proliferazione di cani e gatti randagi (il numero in queste ultime settimane sembra in costante aumento), era stato deciso di intervenire con la loro sterilizzazione. Il servizio, da attuare nella sede veterinaria dell’Asl 3, era stato dato come imminente oltre un anno fa, quando tra il Comune e la Direzione generale dell’Asl 3, venne siglato un protocollo d’intesa. Da allora, però, nulla si è mosso. Per i randagi, presto, però, la vita potrebbe realmente cambiare, grazie alla Fondazione Carmela Mazzei, nata con lo scopo di dare vita ad un ricovero per i quattro zampe abbandonati. (M. S.)
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GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Ragusa)
05/07/2005
“Catturavano cardellini” Due denunciati a Comiso
COMISO. (fc) Avevano costruito un marchingegno per catturare i cardellini, e lo avevano sistemato in una zona di periferia dell’abitato di Comiso, in via Berlinguer, nella zona di contrada Crocilla. Gli uccellini catturati venivano, con tutta probabilità, destinati alla vendita. Ma i due tunisini che lo avevano realizzato, F.M., di 32 anni, e R.K., di 30, non sapevano che in Italia è illegale catturare gli uccelli selvatici. Il loro marchingegno è stato scoperto dai carabinieri ed i due uomini sono stati denunciati a piede libero. I reati contestati sono quelli di uccellagione illegale, maltrattamento di animali, detenzione illegale di fauna selvatica. Quando i militari della stazione di Comiso, guidati dal maresciallo Paolo Vona, sono arrivati, hanno trovato un cardellino legato che faceva da esca e che attirava gli altri uccellini, che venivano poi catturati con l’aiuto di una rete. Il cardellino è riuscito a fuggire: altri quattro esemplari, già catturati, sono stati affidati alle cure del Centro recupero Fauna Selvatica di Comiso, che, appena possibile, li restituirà al loro habitat naturale.
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GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Messina)
05/07/2005
in Breve
Taormina, polizia zoofila Scattano controlli e multe
TAORMINA. (mamo) Controlli a tappeto sui cani lasciati liberi dai padroni. La polizia zoofila di Taormina, ha istituito già da qualche giorno un servizio notturno, a partire da mezzanotte circa, in due turni, con due agenti ciascuno. Gli agenti hanno già individuato e multato alcuni proprietari. A i proprietari multati, tuttavia, sono state applicate le sanzioni minori. Se sli episodi, se dovessero ripetersi un’altra volta, gli agenti provvederanno al sequestro degli animali e ad addebitare sostenute le spese per il canile.
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GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Palermo)
05/07/2005
Mondello, allarme randagi in spiaggia Il canile: siamo pronti a intervenire
Tre meticci in giro fra i bagnanti a Valdesi. E monta la protesta: “Abbiamo temuto di essere azzannati mentre ci prendevamo il sole”. Ma già oggi scatterà un controllo
Allarme randagi a Mondello. A seminare il panico tra i bagnanti che quotidianamente affollano il tratto di spiaggia nella zona di Valdesi, sarebbero stati tre cani di grossa taglia: un meticcio nero, ed altri due, color miele. Secondo quanto assicura Renato Di Bella, responsabile amministrativo del canile della Favorita “non ci sarà più da preoccuparsi”. Entro oggi infatti, sarà effettuato un sopralluogo su tutta l’area, e “non appena i cani saranno individuati, si procederà con la cattura”. Prima fra tutti a segnalare al “telefono dei lettori” la presenza dei randagi lungo l’arenile, è stata una signora che preferisce non essere menzionata. “Mi reco spesso sulla spiaggia di Mondello – ha raccontato all’800.010300 – con mia figlia e con i miei nipotini. Sabato mattina, mentre eravamo distesi al sole lungo la battigia, la nostra tranquillità è stata interrotta dalla presenza di due randagi, uno nero e l’altro color miele. Da quel momento – prosegue la signora – abbiamo avuto paura di chiudere gli occhi e continuare a prendere la tintarella, soprattutto per i bambini”. Ieri mattina, dopo aver fatto un giro tra la spiaggia ed il lungomare della borgata marinara, anche altri bagnanti hanno raccontato di aver notato sino a domenica pomeriggio i “quattrozampe”: c’è chi dice sono due, chi giura invece d’averne visto tre. L’unica cosa certa è che due di loro, senz’altro corrispondono a quelli che ieri mattina gironzolavano indisturbati lungo i marciapiedi. “Sono qui da quando è cominciata la stagione balneare – dice Rita Maniscalco – e nessuno ancora ha provveduto affinch‚ venissero catturati”. “Apparentemente sembrano docili – aggiunge un’altra signora -, ma perch‚ aspettare che succeda qualche episodio spiacevole?”. Arianna Rotolo
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LA SICILIA (Siracusa)
05/07/2005
botta e risposta
Allarme randagismo primi provvedimenti
Cresce l’allarme randagismo. Per la mancata attuazione delle misure programmate dal Comune l’ex consigliere comunale Marco Stella stigmatizza la mancata attivazione dell’ambulatorio per la sterilizzazione delle cagne. «Che fine ha fatto – dice- questa struttura? Con determina dirigenziale del 30 giugno 2005, n 730, sono stati liquidati 62.625,84 euro per il ricovero di cani randagi in una struttura privata per il periodo che va dal 1° aprile al 31 maggio 2005: circa 31 mila euro mensili. Nonostante questa spesa si continua a notare la presenza di cani randagi ad ogni angolo».
All’attacco dell’ex consigliere comunale risponde il vicesindaco, nonché assessore alla Ecologia, Nunzio Perrotta: «La somma di cui parla Stella – dichiara – viene erogata in base a determinati accordi formali siglati con il canile che ospita i randagi del nostro territorio, accordi che risalgono a diversi anni fa».
Sull’ambulatorio per la sterilizzazione l’assessore fa sapere che la struttura è in corso di allestimento e che sarà ultimata nei prossimi giorni.
«Stiamo adeguando i locali, di via Xifonia, reperiti diversi mesi addietro – aggiunge Nunzio Perrotta – secondo le norme dettateci dai veterinari. Aspettiamo il nullaosta sanitario per procedere».
La prossima settimana sarà stipulato un protocollo d’intesa tra il Comune e i veterinari dell’Ausl 8. E successivamente l’ambulatorio potrà essere finalmente avviato.
«Ricordo a Marco Stella che la legge che vieta la soppressione dei cani – conclude l’assessore alla Ecologia – e che indica la sterilizzazione come misura per combattere il fenomeno del randagismo, risale ai primi anni 90, periodo in cui lui era già consigliere comunale. Mi chiedo allora come mai non si è pensato di procedere in tal senso durante le scorse legislature. Se così fosse stato il problema oggi sarebbe sicuramente risolto».
Per l’allestimento dell’ambulatorio il Comune ha impegnato i 25 mila euro stanziati dalla Regione. (Agnese Siliato)
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GIORNALE DI SICILIA (Fatti&Notizie)
04/07/2005
Esasperato dal cagnolino che sporcava Aggredisce il proprietario e lo uccide
Tropea. La vittima è un pensionato. L’uomo, un disoccupato di 36 anni, gli è entrato in casa e lo ha picchiato a morte. Ferita anche la sorella di 62 anni che voleva difenderlo
Tropea (VIBO VALENTIA). E’ stato arrestato l’autore dell’omicidio di Francesco Carmelitano, il pensionato di 58 anni, avvenuto nella tarda serata di sabato a Tropea. Si tratta di, Saverio Pizzarelli, 36 anni, noto alle forze dell’ordine, disoccupato del luogo. L’arresto è avvenuto poco dopo nello stesso luogo dell’omicidio, le case popolari della cittadina tirrenica, dove i due abitavano. L’accusa è di omicidio preterintenzionale. Non è stata, infatti, ancora chiarita del tutto la dinamica che ha determinato la morte di Carmelitano che, fra l’altro, soffriva di crisi epilettiche. Resta da chiarire se l’ematoma che è stato riscontrato sulla testa della vittima, sia stato provocato dalla caduta, oppure da un corpo contundente come in un primo momento si era creduto. Chiari, invece i motivi che hanno fatto scattare la lite. Alla base il cane di Carmelitano, un bastardino che lo seguiva sempre, ma che – come dicono i vicini – sporcava dappertutto. Sabato sera l’ennesima lite con il vicino di casa Pizzarelli, finita tragicamente. L’uomo si è presentato spontaneamente alla polizia poco dopo il fatto. In attesa dell’esito dell’autopsia, che probabilmente sarà fatta oggi, gli investigatori non hanno ancora potuto stabilire se l’anziano sia morto perchè colpito da un oggetto alla testa (presenta una ferita alla regione occipitale), se la stessa ferita sia stata provocata da una caduta contestuale all’aggressione, o se pure il fatto di essere colpito abbia provocato un’emorragia cerebrale od un infarto. Da qui l’iniziale contestazione di omicidio preterintenzionale, in attesa degli ulteriori accertamenti. Dalla ricostruzione fatta dalla squadra mobile di Vibo Valentia, diretta da Rodolfo Ruperti, è emerso che sabato sera Pizzarelli si è presentato davanti a casa di Carmelitano, col quale i rapporti erano tesi da tempo, per lamentarsi del comportamento del suo cane. Quindi si è introdotto nell’abitazione dell’ uomo aggredendolo con schiaffi e pugni. La sorella di Carmelitano, Fortunata, di 62 anni, che viveva con lui, ha cercato di intervenire, ma ha rimediato un pugno che le ha procurato una ferita giudicata guaribile in sette giorni. Fratello e sorella, secondo la testimonianza della donna, sarebbero, comunque, riusciti a mandare fuori dal loro appartamento l’ aggressore che, a quel punto, avrebbe cominciato a colpire la porta con un oggetto metallico, probabilmente un martello, che però non è stato trovato. Tracce dei colpi sono stati trovati dagli agenti sulla porta in alluminio. Pizzarelli, quindi, si è allontanato, mentre sul posto arrivavano gli agenti del posto fisso della polizia di stato che dista poche decine di metri dal luogo dell’aggressione. Poco dopo l’uomo si è presentato alla polizia. Le indagini della squadra mobile della Questura di Vibo Valentia sono coordinate dal procuratore di Vibo, Alfredo Laudonio.
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