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Thursday February 22nd 2018

Notiziario animalista

L’intelligenza è negata agli animali soltanto da coloro che ne possiedono assai poca.
A. Schopenhauer
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Fonte: IL GAZZETTINO DI BELLUNO
Giovedì, 30 Giugno 2005

IL CASO Dentro una casa di via Arno a Pasquer, abitata fino a qualche settimana fa, ritrovati resti animali e quintali di immondizia
Tenevano scheletri di gatti e cani morti in casa
Cristina Gasparo (Associazione animalista S. Francesco): «Siamo pronti a sporgere denuncia per maltrattamento»
Feltre
Una carcassa di cane, in cantina, ancora legata al muro con una catena. Un’altra di gatto, sotto il letto della camera, rinchiusa in una busta di plastica. Altre ancora sparse per casa. Contro queste sofferenze, e altro ancora, l’associazione protezione animali S. Francesco vuole sporgere denuncia. Un vero e proprio maltrattamento al quale si affianca, inoltre, l’abbandono di una quindicina di gatti. Scene terribili quelle che hanno seguito, in questi giorni, la vicenda dello sfratto di una famiglia da uno degli alloggi Ater di via Arno.
«Di fronte ad azioni tanto atroci – spiega la presidente S. Francesco Cristina Gasparo – nessuno deve chiudere gli occhi facendo finta di niente. Da parte nostra è ferma intenzione sporgere denuncia nei confronti di queste persone che si sono rivelate crudeli nei confronti di vari animali assolutamente inermi».
«La situazione di forte degrado che caratterizzava questa famiglia – spiegano i vicini di casa – l’abbiamo fatta presente a chi di dovere più volte. Così come anche la presenza decisamente consistente di gatti che, com’è normale, ha sempre causato grandi disagi ai condomini. Comunicazioni che, in questi anni, non sono mai state ascoltate. Altro appunto: tra i componenti della famiglia, nel tempo, ci sono stati vari ricoveri ospedalieri. Com’è giustificabile, dinnanzi a tanto orrore visibile anche solo varcando l’uscio di quella casa, il mancato intervento da parte dell’autorità preposta dallo Stato? Sono cose incredibili di cui noi, a tuttoggi, ci chiediamo come si sia potuto giungere fino a questo drammatico punto».
«Ringraziamo i volontari dell’associazione S. Francesco – aggiungono – che da giorni si stanno prodigando alla cattura dei gatti abbandonati, alcuni dei quali anche in gravidanza, per avviarli a varie cure e adozioni, augurandoci che trovino tutti una famiglia. Un particolare encomio, poi, a quel personale impegnato nella disinfezione e nello sgombero della casa dai vari materiali innominabili trovati all’interno. Finalmente, dopo anni, ci è stato permesso di aprire le finestre senza essere invasi, nelle nostre case, dal terribile olezzo sino ad ora sempre persistente».
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Fonte: IL MESSAGGERO
Giovedì 30 Giugno 2005

Sei cuccioli nel cassonetto
Estate è sinonimo di abbandoni, soprattutto per i “migliori amici dell’uomo”: i cani. Ogni giorno i volontari, del canile di Civitavecchia, legati al cancello o lasciati liberi, trovano bellissimi cani di ogni razza. Ma la storia più triste, di quella che si preannuncia una lunga estate, è quella che ci ha raccontato Teresa, volontaria presso il nostro canile da circa cinque anni: «L’altro giorno, avevo il turno di mattina e quando sono arrivata ho sentito “piangere”, mi sembravano topi. Ma il lamento proveniva dal cassonetto proprio qui davanti, l’ho aperto e ho trovato, dentro ad una scatola di cartone, una bellissima cucciolata».
«I sei cagnolini – dice Stefania, un’altra volontaria – erano in pessime condizioni e pieni di pulci». «Purtroppo il nostro canile è al completo – dice Livio, un altro volontario – abbiamo 125 cani tutti vaccinati e in ottime condizioni. Siamo molto preoccupati, pensiamo che la cucciolata e il rotwailer, abbandonato l’altra notte qui davanti, siano solo l’inizio di una lunga serie di abbandoni, ma qui non c’è posto e i nuovi animali vanno mandati a Pomezia, previa verifica della disponibilitò di spazi».
G.Am.
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http://www.enpa.it/cgi-bin/Public/foto/12925_ringo.jpg
Smarrito in Vignate (MI), segugio maschio appena dato in adozione. E’ molto impaurito, è probabile che vaghi per le campagne tra Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi. Se avete amici, conoscenti in quelle zone passate parola. Aiutateci per favore.
Telefono: 329-2162350
Email: resy@email.it
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Preghiamo i lettori di far girare questo messaggio tra i conoscenti per la misteriosa scomparsa di Linus, avvenuta il 4/9/2003, dal giardino dell’abitazione in Pramaggiore (VE).
E’ tatuato sull’orecchio destro con il n. >36MI4034 e al momento della sparizione indossava un collarino rosso.
E’ di piccola taglia, mite ed indifeso, età circa 9 mesi all’epoca della scomparsa.
http://songino.altervista.org/linus.jpg
Chiunque abbia sue notizie è pregato di segnalarlo ad Enrica o Resy ai numeri 3292162350 oppure 3298122367.
Email bairos@tin.it
Si offre una buona ricompensa a chiunque riuscirà a trovarlo ma, nell’ipotesi che il piccolo sia stato adottato, assicuriamo che non è nostra intenzione strapparlo alla nuova famiglia.
Volontari Gruppo Bairo
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Fonte: ECQUOLOGIA
29/06/2005

CAMPAGNA LAV CONTRO L’ABBANDONO ESTIVO DEGLI ANIMALI DOMESTICI
Ogni anno in Italia oltre 150.000 animali domestici vengono abbandonati. L’80% morirà in incidenti stradali, subirà maltrattamenti o potrà essere vittima dell’addestramento dei cani da combattimento, il resto trascorrerà la propria esistenza nell’angusta gabbia di un canile. Questa la realtà di un fenomeno purtroppo ancora ampiamente diffuso nel nostro Paese da Nord a Sud.
link per maggiori informazioni
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Fonte: IL MESSAGGERO (ABRUZZO)
Giovedì 30 Giugno 2005

Regolamento sui cani. Un invito al comandante dei vigili urbani a «voler dare disposizioni affinché i vigili provvedano, in caso di accertate trasgressioni, a sanzionare i contravventori come prescritto dal regolamento comunale» è venuto dall’assessore all’Ambiente, Pierluigi Tancredi. «I proprietari o conduttori di cani- scrive Tancredi- sono tenuti a rimuovere le deiezioni degli animali condotti su area pubblica, pena, in difetto, la sanzione prevista all’art. 16,c.5. Nonostante tale norma regolamentare sia in vigore dal 14.6.2002, tuttavia le strade cittadine, compreso il centro storico, risentono in maniera evidente della più assoluta inosservanza di tale prescrizione».
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Fonte: SANREMONEWS
Mercoledì 29 Giugno 2005 ore 16:36

Sanremo: manifesti contro l’abbandono degli animali
L’Amministrazione di Sanremo, in accordo con l’Associazione LAV (Lega Antivivisezione), proporrà una campagna contro l’abbandono estivo degli animali, attraverso l’affissione graduale, per tutta l’estate, di alcune centinaia di manifesti specifici. Ma le iniziative del Comune relative agli animali non finiscono qui. “In accordo con l’Assessore all’Ambiente Salesi – ha commentato Dario Daniele (nelal foto), consigliere comunale di maggioranza – che su questo tema mi ha dato ampia libertà di azione, ho cercato personalmente di impostare una nuova politica degli animali fondata su tre strumenti che, per l’Amministrazione sanremese, sono inediti ed innovativi:
1 – Lo Sportello dei Diritti degli Animali, attivato presso l’ufficio Relazioni con il Pubblico, che ha lo scopo di ricevere tutte le segnalazioni riguardanti gli animali ed intervenire immediatamente con i vari soggetti competenti individuati organizzando al meglio le risorse umane esistenti. Si sta inoltre lavorando su un vero ufficio per gli animali: una struttura nuova con un dipendente incaricato a gestire le delicate problematiche legate ad essi.
2 – Il Tavolo Consultivo per i Diritti degli Animali formato da tutte le associazioni, enti ed ordini interessati, già convocato produttivamente varie volte in un clima collaborativi e costruttivo. Partecipano al Tavolo, oltre a Dario Daniele, l’Assessore Salesi, il consigliere comunale Umberto Bellini, e il funzionario comunale che si occupa degli animali. Un importante laboratorio di idee dove stanno maturando iniziative interessanti che verranno varate nei prossimi mesi. Per le cosiddette ‘aree dedicate’ agli animali, il comune sta predisponendo da tempo, con alcuni incontri tecnici, un piano di individuazione di aree per gli animali nelle spiagge e nei giardini pubblici. I tempi tecnici e le difficoltà del territorio limitato impongono ancora alcuni mesi di lavoro per la realizzazione di queste aree.
3 – Il Regolamento per la Tutela ed il Benessere degli Animali, scritto e redatto da Dario Daniele, riferendosi al Regolamento già in uso nella città di Reggio Emilia, e adattato al particolare contesto della città di Sanremo. Un lavoro ‘faticoso’ realizzato di concerto con il Tavolo Consultivo. E’ iniziato in questi giorni il lungo iter per l’approvazione finale del Consiglio Comunale che, grazie a questo nuovo Regolamento, potrà fare diventare Sanremo una delle città italiane più illuminate e all’avanguardia su questi temi. Parallelamente si richiederà maggiore educazione e rispetto delle regole da parte dei padroni degli animali, anche inasprendo le pene pecuniarie, per risolvere l’annoso problema delle deiezioni canine (così come è richiesto dalle stesse Associazioni animaliste). Daria Chieppa
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Fonte: YAHOO
Giovedì 30 Giugno 2005, 10:32

Documentari. Animali selvatici su Animal Planet
Di Nexta Media
Su Animal Planet, il canale satelitare dedicato esclusivamente al mondo degli animali Sabato 2 luglio alle 23:00 va in onda lo speciale Emergenza Animali Selvatici
Alligatori, puma, orsi, leoni marini, sono solo alcuni degli animali protagonisti dei casi mozzafiato di “Wildlife Emergency”, la serie che ci presenta un’équipe medica americana all’avanguardia nella cura degli animali selvatici. Nel primo episodio, i medici del Wildlife Centre in Virginia scoprono un gonfiore sospetto nel serpente Autumn, uno dei primi ospiti arrivati al centro. Occorre intervenire chirurgicamente e il dott. Ned cerca di superare le difficoltà che l’operazione sui tessuti del fegato comporta, mentre Sarah lotta per tenere in vita l’animale, sotto anestesia prolungata. Nel frattempo, al P.A.W.S. Wildlife Centre di Seattle, il dott. John presta le sue cure a un piccolo di orso la cui mamma è stata uccisa da un’auto; il cucciolo è arrivato al centro con una mascella rotta, un timpano scoppiato e un buco nella cornea. ——————————————————————————–
Fonte: ANSA (Ambiente)
29/06/2005 17:03

ANIMALI: ITALIA AI PRIMI POSTI COMMERCIO MONDIALE RETTILI

(ANSA) – ANSA – ”L’Italia e’ il piu’ grande importatore al mondo di pelli di rettile e quarto in Europa nel commercio di uccelli vivi, ‘da compagnia’ (l’Europa fa la parte del leone a livello mondiale di questo commercio), un mercato questo in grande crescita”. Lo ha denunciato oggi Massimiliano Rocco, responsabile dell’ Ufficio italiano di Traffic Europe (organismo creato da WWF e IUCN) nel corso del seminario organizzato a Roma da Forza Italia sull’ambiente. Rocco ha aggiunto che ”abbiamo il sesto mercato europeo per quanto riguarda i rettili vivi: alla fine di quest’anno le cifre ci porteranno verso i 100.000 esemplari importati. Crescono i sequestri: in Italia abbiamo 800 pappagalli rari vivi e non sappiamo che farne. Cresce anche il fenomeno nuovo del commercio internazionale di invertebrati, come scorpioni o ragni, che vanno ad arricchire le case dei collezionisti senza scrupoli”. Il commercio internazionale non controllato e’ infatti uno dei fattori responsabili del vertiginoso declino di molte specie di animali e piante. Non solo animali come rettili, pappagalli (l’ara di Spyx estinto in natura per il prelievo) o il mosco (un’antilope braccata per la sostanza profumata ricavata dalle sue ghiandole), rinoceronti o tigri cacciati per il corno o le ossa. Anche molte specie vegetali rischiano, e il nostro Paese non e’ esente da responsabilita’: ”L’Italia e’ anche uno dei piu’ grossi importatori al mondo di ramino, un legno utilizzato negli arredamenti: la sola Indonesia esporta verso l’Italia il 47% del suo ramino diretto in Europa” sottolinea Rocco, che chiede un maggiore impegno dell’Italia nelle azioni di contrasto del contrabbando, un maggior coordinamento tra ministeri (Ambiente e Politiche agricole), piu’ mezzi a disposizione per lo sviluppo di un sistema di centri in grado di accogliere le migliaia di animali sottratti al commercio illegale. Il commercio di piante e animali protetti e’ regolato a livello internazionale dalla CITES, entrata in vigore nel 1975 e siglata oggi da 176 nazioni: tutela circa 30.000 specie di piante e animali ed e’ il piu’ importante trattato esistente sulla conservazione delle specie selvatiche minacciate di estinzione dal commercio internazionale. Si calcola che ogni anno il commercio internazionale di animali e piante raggiunga la considerevole cifra di 160 miliardi di dollari, di cui circa un quarto dovuto al traffico illegale. Milioni di di esemplari vivi vengono regolarmente prelevati dal loro ambiente naturale per essere e destinati al commercio degli animali da compagnia o a quello delle piante ornamentali, oltre dell’enorme commercio di pellame, pellicce, legno e di tutti i manufatti lavorati ricavati da queste materie prime.(ANSA).YQX
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Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Australia)
Sidney 30/06/2005 h.11.03.45

17 mila incidenti provocati da animali
Gli animali hanno causato più di 17.000 incidenti nelle strade australiane l’anno scorso, di cui la maggior parte provocati dai canguri. Lo ha indicato oggi una compagnia di assicurazioni del paese.
Gli animali hanno causato più di 17.000 incidenti nelle strade australiane l’anno scorso, di cui la maggior parte provocati dai canguri. Lo ha indicato oggi una compagnia di assicurazioni del paese.
Dopo i canguri, in cima alla lista, ci sono i ‘wombats’ (piccoli marsupiali), le volpi, i cani, i gatti, i cavalli, le mucche e le pecore, ha precisato la compagnia SGIO, secondo la quale il mese di luglio dell’inverno australe è particolarmente propizio per gli scontri con i canguri.
«I canguri sono in genere un problema per la rete secondaria durante i mesi invernali», ha indicato il direttore della compagnia in Australia occidentale, Garry Morre. «Diventa buio molto presto e gli automobilisti circolano a lungo con le luci accese. Purtroppo, le luci possono spaventare gli animali e sconvolgere il loro comportamento».
L’anno scorso, i canguri sono stati coinvolti in 13.000 incidenti dei 17.748 provocati da animali. La maggior parte dei milioni di canguri dell’Australia sono animali notturni e le autorità consigliano agli automobilisti di essere particolarmente prudenti durante la notte, così come all’alba e a fine giornata.
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Fonte: GIORNALE DI BRESCIA (Lettere al Direttore)
Giovedì 30 giugno 2005

UN INVITO
Verolavecchia, denunciare il maltrattamento del cane

In relazione alla lettera pubblicata giovedì 23 giugno in merito al maltrattamento di un cane a Verolavecchia, invitiamo l’autrice o chiunque altro abbia assistito ai fatti a denunciarli immediatamente e senza timore all’autorità giudiziaria e a darne conoscenza agli uffici della Sezione Enpa di Brescia. Ricordiamo infatti che la Legge 189 del 2004 ha modificato il codice penale, inserendo l’art. 544ter – Maltrattamento di animali, delitto punito con la reclusione da tre mesi ad un anno e con la multa da 3.000 a 15.000 Euro. È importante, in generale, che i testimoni di fatti del genere ne facciano immediatamente denuncia all’autorità giudiziaria: solo in questo modo la giustizia può fare il suo corso e i casi di condanna saranno sicuramente un forte deterrente a compiere reati contro gli animali. L’Enpa vigilerà affinchè la legge faccia il suo corso, anche sollecitando le forze dell’ordine.
Dott.ssa SARA PEPI – Presidente Sezione di Brescia dell’Enpa
Dott. ALESSIO BONETTI – Consigliere Nazionale Enpa
Brescia
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Fonte: IL MESSAGGERO
Giovedì 30 Giugno 2005

Catturato serpente in centro
Quasi un mini safari per i vigili del fuoco di Terni ieri mattina per catturare un serpente che strisciava tranquillamente nella centralissima via Marco Claudio non lontano dalla stazione ferroviaria. Alcuni passanti hanno notato il rettile lungo circa un metro e mezzo ed hanno chiamato i vigili del fuoco. Il serpente è stato catturato, affidato alla protezione animali e quindi portato in aperta campagna dove è stato liberato.
I vigili del fuoco di Terni sono dovuti intervenire nella tarda mattinata di ieri anche per spegnere due incendi sviluppatisi rispettivamente nei pressi della Strada delle Campore, nella zona della Polymer, e in via Pozzo Saraceno, nel quartiere Campitello.
Nel primo caso le fiamme, partite da alcune sterpaglie, si sono poi estese ad un campo di grano ma l’ intervento dei vigili del fuoco, giunti sul posto con tre mezzi, ha limitato i danni nel campo coltivato. L’ incendio è stato spento in circa due ore. Anche nell’ altro caso il fuoco ha interessato delle sterpaglie ma sono andati distrutti anche alcuni alberi di un appezzamento di terreno.
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Fonte: L’ARENA (Giornale di Verona)
Giovedì 30 Giugno 2005

La donna è morta di infarto e ora il Comune provvederà a sistemare gli animali in un asilo
I suoi cani l’hanno vegliata per ore
Le tredici bestiole erano con lei, sofferente di Alzheimer, da anni

Ha destato molta commozione a Ca’di David il caso della donna morta all’improvviso e vegliata per ore dai suoi 13 cani nella sua abitazione in via delle Trincee 13. Adriana Bottacini, di 69 anni, sofferente da tempo di Alzheimer, come ci riferisce la sorella che abita a poca distanza, in via Mezzacampagna e che quotidianamente le portava da mangiare, è morta presumibilmente di infarto. La donna viveva in condizioni di grande degrado, fra la sporcizia degli animali.
«Aveva dei vuoti di memoria, ma era una donna molto metodica ed era ancora in grado di guidare la macchina», racconta la familiare che dice di avere visto per l’ultima volta la sorella viva lunedì sera. Il decesso, quindi, potrebbe essere avvenuto nella notte. Vedova dal 1980, Adriana Bottacini aveva una figlia e un nipotino.
«La passione per gli animali», aggiunge la sorella, «Adriana ce l’aveva fin da piccola e i cani erano tutti figli di randagi abbandonati che aveva raccolto».
Pe quanto riguarda la sorte dei 13 cani, la responsabile dell’Ufficio tutela e affari animali del Comune, Nives Manara, fa sapere che «entro qualche giorno sarà trovata una sistemazione e che nel frattempo il Comune provvederà al loro mantenimento». Gli animali potrebbero essere trasferiti al canile comunale gestito dall’Ulss o ad un asilo privato, dove il Comune ha in affitto alcuni box. «Ovviamente», dice Manara, «se qualcuno si rende disponibile ad adottarli sarà il benvenuto». (e.s.)
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Fonte: CORRIERE ROMAGNA (Edizione di: RIMINI)
giovedì 30 giugno 2005

Cani maltrattati: 200 casi l’anno
rimini – Duecento segnalazioni l’anno per maltrattamenti, più o meno gravi, ai danni di animali (cani e gatti nella stragrande maggioranza dei casi). Segnalazioni che, una decina di volte (negli ultimi anni) sono diventate vere e proprie denunce penali, tanto era crudele il trattamento che i cosiddetti esseri umani riservavano alle bestiole.Dati, tutt’altro che belli, resi noti ieri mattina dalla dottoressa Milena Libretto, responsabile dei servizi veterinari dell’Ausl (affiancata dal dottor Tasini), a margine della presentazione della nuova convenzione per la gestione del canile municipale (in merito si veda anche il box in pagina).“Ogni anno riscontriamo circa duecento segnalazioni di maltrammenti sul territorio provinciale – ha detto la dottoressa Libretto – più o meno gravi”.E, per quelli più gravi, “da tre anni a questa parte, cioè da quando è entrata in vigore la legge sulla tutela degli animali – ha aggiunto il dottor Tasini – abbiamo anche effettuato una decina di denunce penali, ai danni di proprietari cui abbiamo dovuto sequestrare gli animali. Nel resto dei casi però, sono sufficienti di solito delle prescrizioni cui poi i proprietari si attengono”.Ad esempio cucce più spaziose, o al riparo dal sole o dalle intemperie, o catene più lunghe.All’Ausl e alle associazioni animaliste, sono giunte anche (non recentemente) sporadiche segnalazioni di combattimenti tra cani, in provincia, che l’Ausl ha girato per competenza ai Nas dei Carabinieri.Quindi gli abbandoni: la stagione estiva è appena cominciata, ma già vi sono state varie situazioni in cui cani, di grossa o piccola taglia, sono stati lasciati nei pressi dei caselli autostradali riminesi, creando situazioni di pericolo a loro stessi ma anche agli automobilisti. Numerosi abbandoni anche per quanto riguarda gatti.Infine qualche dato sul canile di Rimini: conta presenze medie tra gli 80 e i 120 cani (ora sono 100). Nel 2004 sono stati eseguiti 160 affidi, più altri 60 in questi primi mesi del 2005.Quindi l’attività di ritrovamento animali: ben 220 nel 2004 e altri 100 da inizio anno ad ora.
francescopagnini @corriereromagna.it
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Fonte: CORRIERE ROMAGNA (Edizione di: RIMINI)
giovedì 30 giugno 2005

Volontariato e Ausl in canile
rimini – Torna la pace sul canile. Dopo le polemiche degli anni scorsi, le associazioni animaliste tornano a far parte della gestione della struttura assieme alla coop sociale Centofiori e arriva pure l’Ausl. L’ufficializzazione ieri mattina, con l’annuncio, non privo di soddisfazione, dell’assessore Ariano Mantuano: “Con questa convenzione siamo ad una svolta epocale”. Obiettivo, migliorare i servizi in favore degli amici a quattro zampe, a partire dall’aumento degli affidi: “Un canile va bene – ha aggiunto Mantuano – quando dentro ha pochi cani”. Con la nuova convenzione, che entrerà in vigore domani, sarà l’Ausl ad occuparsi direttamente della direzione sanitaria (fornitura farmaci, servizio ambulatoriale). New entry anche dell’associazione animalista “E l’uomo incontrò il cane – Konrad Lorenz” che avrà il compito di controllare gli affidi e di acquistare il cibo, in collaborazione con l’Avi. Resterà ovviamente Centofiori, che si occuperà di pulizia e custodia. Dalla nuova gestione del canile si è però chiamata fuori Animal Liberation, comunque contattata dal Comune, e per la quale “la porta rimane aperta” ha detto Mantuano. Ma la presidente Serena Sartini ci tiene a precisare che “noi non aderiamo a rapporti di carattere oneroso, preferiamo restare liberi, però ci aspettiamo dal Comune una convenzione che ci consenta di entrare effettivamente nel canile. Quella sarebbe, se mai, una svolta non epocale ma significativa”. Col nuovo assetto, tra l’altro, l’attività dei tre cino-vigili presenti sul territorio potrebbe svincolarsi da quella del canile con la possibilità di ampliare i controlli in altre zone come ad esempio i parchi.
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Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
giovedì 30 giugno 2005

L’appello. Ladina (Verdi)
‘Non abbandonate i vostri animali per andare in ferie’

«Non abbandonate gli animali; cosa che avviene ancora troppo spesso, specialmente nel periodo estivo, per molti esemplari domestici a partire dai cani». L’appello arriva da Andrea Ladina, capogruppo dei Verdi e presidente della commissione ambiente in consiglio provinciale. «A chi è in procinto di recarsi in vacanza in Paesi extra europei – continua Ladina – chiediamo di non prenotare o portare animali esotici in terra italiana. Cosa ci fa un’iguana a Cremona? Eppure, solo di questo animale sono stati raccolti diversi esemplari dalle Guardie ecologiche volontarie e dalla Polizia provinciale, che li hanno portati al Centro di recupero della Cascina Stella a Castelleone. E così avviene per diversi altri esemplari. Il prelievo di questi animali crea squilibri nei Paesi di destinazione, con gravi conseguenze per la bio diversità. Evitiamo di fare nuovi errori. Lasciamo gli animali nei loro habitat e, per un principio di civiltà, evitiamo di abbandonare gli animali domestici che (basta pensare ai cani) ci comunicano veri sentimenti e rendono migliore la nostra vita».
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Fonte: L’ADIGE (Lavis&Rotaliana)
30/06/2005

ZAMBANA – Più di cento persone con 33 cani si sono……..

ZAMBANA – Più di cento persone con 33 cani si sono riunite domenica scorsa presso la Malga di Zambana per una manifestazione dedicata ai cani da recupero. Ha organizzato l´associazione cacciatori di Zambana, con l´aiuto di Paolo Bonadiman e dell´associazione cani da recupero della provincia di Trento. Quest´ultimo sodalizio, presieduto da Rolando Stenghele, opera da 6 anni e conta 120 soci. I cani, per la maggior parte al di sotto dei 2 anni, vengono addestrati per il recupero degli ungulati feriti, quali caprioli, cervi, camosci, mufloni. La nostra provincia è all´avanguardia in questo particolare settore e 120 sono i cacciatori abilitati dall´associazione provinciale cacciatori a servirsi del cane per il recupero ed anche per controllare se c´è stato ferimento dell´animale selvatico.
Sabato i giudici ed i cacciatori di Zambana si sono trovati in Paganella per preparare 33 tracce di sangue della lunghezza di circa 800 metri. Non vi è stata una competizione agonistica, ma un´occasione di scambio tra i vari conduttori, provenienti anche da altre province del nord Italia, sulle esperienze e sull´addestramento dei propri cani, in maggioranza di razza hannoveriana, bavarese o tirolerbrache. «I risultati sono stati molto buoni – spiega Stenghele – con uno standard qualitativo che mi ha sorpreso».
La manifestazione vera e propria ha avuto luogo domenica 12 giugno tra le 7 e le 13, alla presenza tra le autorità di Sandro Flaim, presidente dell´associazione cacciatori trentina, Nerio Giovanazzi, vicepresidente del consiglio provinciale, il primario Claudio Eccher, gli istruttori della «scuola del gallo» di Bolzano Diego Penner e Bruno Ruedel. I partecipanti si sono poi spostati a Zambana Vecchia presso l´abitazione di Bonadiman, per il pranzo offerto dalla sezione cacciatori di Zambana.
M. Fri.
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Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (LECCE)
30/06/2005

gallipoli Emergenza-randagismo al lido San Giovanni
Un branco di cani fa paura ai bagnanti

Ennesima aggressione ad una passante
GALLIPOLI Emergenza-randagi: non si può definire diversamente la situazione che si è venuta a creare in città a causa di un branco di cani che staziona tra il lungomare Galilei e la zona del lido San Giovanni, dopo l’aggressione a danno di una signora, avvenuta ieri, poco dopo le ore 7, in prossimità degli uffici di direzione dello stabilimento balneare, dove era in corso una riunione del personale con il direttore Francesco Ravenna. «All’improvviso – racconta questi – percepite delle urla, siamo accorsi e abbiamo visto una donna con una mano sanguinante circondata da sette-otto cani; li abbiamo messi in fuga e a quel punto abbiamo visto che anche il suo cane era stato aggredito». Alla signora, Giulia Anna Ria di Matino, che ha denunciato l’episodio ai carabinieri, i medici del pronto soccorso del locale nosocomio hanno riscontrato ferita lacerata da morso ad un dito della mano destra ed escoriazioni a dita di ambo le mani; il suo volpino è stato sottoposto alle cure del dottor D’Ospina di Tuglie. L’episodio segue sia l’aggressione, avvenuta nel pomeriggio precedente in via Kennedy, ad un uomo che per fortuna ha riportato solo escoriazioni, sia quanto segnalato dalla Gazzetta nei giorni scorsi, circa una coppia di coniugi che non è potuta scendere dall’auto per recarsi nella pizzeria del Lido, perché circondati dal, forse medesimo, branco di cani. «Attese le precedenti richieste d’intervento anti-randagismo rimaste lettera morta – sostiene Ravenna, preoccupato per ciò che sarebbe potuto succedere alla signora e riservandosi di chiedere i danni per l’immagine della sua azienda danneggiata da questi episodi – ora segnalerò l’accaduto alla Procura della repubblica». Giuseppe Albahari
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Fonte: LA SICILIA (AGRIGENTO)
30/06/2005

Via Empedocle, bella soltanto di giorno
Porto Empedocle. Bella, ampia, perfettamente asfaltata, con vista sulla banchina del porto, però al buio quando cala la sera. Ad alcuni giorni di distanza dalla riapertura, con conseguente inaugurazione in pompa magna della via Empedocle, la stessa è ancora sprovvista della necessaria illuminazione pubblica. I pali realizzati in artistico materiale metallico ci sono e offrono anche un’immagine gradevole, le bocce bianche si sono pure ma ad oggi, sono rimaste desolatamente spente. Al momento del taglio del nastro, il sindaco Paolo Ferrara e il resto degli amministratori comunali presenti alla cerimonia dissero che l’illuminazione sarebbe arrivata dopo poco tempo. L’intento dell’amministrazione – pienamente raggiunto con soddisfazione – era infatti quello di riaprire prima possibile al traffico veicolare la fondamentale arteria comunale, anche facendo qualche piccolo sacrificio. Il sacrificio fino a questo momento lo stanno facendo tutti quelli che di sera transitano lungo la pregevole strada appena asfaltata, totalmente al buio. Se non fosse per le luci interne allo scalo marittimo lo scenario, potenzialmente suggestivo, si presenterebbe come in effetti è: triste e, per certi versi, pericoloso. Capita infatti che, nell’oscurità, a farla da padroni siano le decine di cani randagi che presidiano la zona a ridosso del porto. Dal Comune però giungono ampie rassicurazioni sull’imminente allaccio della corrente elettrica. Anche perché i turisti che passano per via Empedocle vorrebbero vederla in tutto il suo splendore. (F.D.M.)
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Fonte: LA SICILIA (AGRIGENTO)
30/06/2005

Porto Empedocle. L’incredibile avventura della donna che gestiva in proprio un canile
Il Comune la sfratta, l’Ausl vuole 40mila euro

Porto Empedocle. Quando si dice «cornuto e mazziato». Accade spesso, infatti, che la voglia di fare del bene si scontri con certe regole da rispettare rigorosamente.
Esempio lampante di tale situazione è Assuntina Dani Rametta, infaticabile funzionaria della Dogana empedoclina e visceralmente amante dei cani, soprattutto quelli randagi. Alcuni mesi fa, dopo tanto penare, è riuscita ad avere dal sindaco di Porto Empedocle, Paolo Ferrara, la concessione temporanea di alcuni spazi all’interno dell’area ex Montedison dove alloggiarvi alcuni cani randagi.
Da «alcune» le bestiole sono via via diventate quasi 200. Tutte accudite, medicate, spulciate a spese della volontaria, con qualche sporadico contributo da parte del Comune e altri animalisti del paese marinaro. Per Assunta Dani Rametta però quello che inizialmente era un hobby ha assunto i connotati di una spirale dalla quale è difficile uscire. Il calvario è cominciato la scorsa settimana quando dal palazzo municipale è partita un’ordinanza di sgombero di tutti i cani ospiti della struttura «provvisoria». Lì dentro deve sorgere qualcosa di grande e produttivo, quindi via i cani subito. Alcuni potranno andare in qualche canile dell’hinterland – quale però ancora non si sa – mentre altri, pare una novantina, verranno rimessi in libertà perché sterilizzati. Ma sterilizzati da chi? Ma da Assuntina Dani Rametta, a proprie spese e senza mezzi tecnologicamente avanzati.
Talmente pochi mezzi che, l’altro ieri, i rappresentanti dell’Ausl le hanno preannunciato l’invio di una multa da 40 mila euro che la volontaria empedoclina dovrà pagare quanto prima.
Secondo l’Ausl, infatti, la sterilizzazione dei randagi non sarebbe stata effettuata come prescrive la legge vigente, che impone la «microcippatura» di ogni bestiola. Come fa per esempio il canile (quello vero e autorizzato) a cui fa capo il comune di Agrigento. In quello «provvisorio» di Porto Empedocle non ci sono neanche le fogne e altre strutture necessarie a gestire al meglio un esercito di 200 cani di tutte le razze e taglie. Quindi l’unica persona che a Porto Empedocle si è addossata la responsabilità di togliere dalla strada decine di randagi oggi è al centro di una vicenda, forse, più grande di lei.
Francesco Di Mare
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Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Trapani)
30/06/2005

in Breve
Castelvetrano, gruppo a difesa degli animali
CASTELVETRANO. (ei) Si è costituita un’associazione di animalisti a Castelvetrano. Si chiama “Laica” Ne fanno parte alcune signore, giovani, che da anni spontaneamente si prendono cura dei cani abbandonati Probabilmente nell’ottica dell’apertura del canile non è escluso che possano chiedere anche la gestione. E a proposito di cani e della querelle tra Don Giuseppe Titone e Ciro Signorello che cura dei cani vicino alla Chiesa del prete, arriva una precisazione dello stesso Don Giuseppe: “Io non ho sollecitato le autorità competenti ad intervenire. Ho solo dato corso a precedenti sollecitazioni che avevano fatto alcuni genitori preoccupati che i loro figli giocano nel campetto attiguo a dove Ciro Signorello cura i cani abbandonati. Io devo garantire ai ragazzi la massima igiene pulizia e tranquillità ai genitori”.
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Fonte: LA REPUBBLICA (SALUTE)
29 giugno 2005

Su “Le Scienze” in edicola il primo luglio le ultime scoperte sull'”animazione sospesa”. Esperimenti sui topolini
Il corpo si ferma per salvarsi
l’ibernazione non è più fiction
di CLAUDIA DI GIORGIO
ROMA – Una morte apparente, per salvare la vita. La possibilità di mettere il corpo umano in uno stato di animazione sospesa è uscita dai film di fantascienza per diventare oggetto di ricerche serissime: che contano già significativi successi. Alcuni gruppi di ricerca stanno trovando la strada per indurre a comando una condizione in cui i processi vitali fondamentali sono rallentati o addirittura interrotti. Una condizione in cui la produzione di energia e l’attività delle cellule si riducono al minimo fin quasi a spegnersi del tutto: un po’ come mettere in pausa la vita, insomma, ma allo scopo di proteggerla.
Come racconta sul numero di “Le Scienze” in edicola il primo luglio Mark Roth dell’università di Washington, pioniere di questa linea di ricerca, l’animazione sospesa è un “trucco” che la natura usa da tempo. Di fronte a uno stress ambientale, come condizioni climatiche estreme, mancanza di ossigeno o, in qualche caso, anche ferite, molte specie animali rallentano metabolismo e attività cellulare. E se c’è chi entra in una specie di torpore (che di solito chiamiamo letargo) ci sono anche organismi che bloccano i ritmi vitali a un punto tale da sembrare morti. Ma non lo sono: passato lo stress, il respiro torna normale, il cuore riprende il suo battito, la temperatura del corpo torna al livello giusto, e l’animale sta come prima. O anche meglio.
L’obiettivo delle ricerche, infatti, non è effettuare viaggi interstellari (o almeno, non ancora), ma, come prima tappa, riuscire a conservare a lungo gli organi destinati ai trapianti, che oggi rimangono vitali, e quindi utili, per una manciata di ore: l’anno scorso, nei soli Stati Uniti, sono andati persi così oltre 3000 organi donati. In seconda battuta, poi, i ricercatori sperano di indurre l’animazione sospesa nelle vittime di incidenti con lesioni molto gravi, guadagnando tempo, e riducendo i danni ai loro tessuti, mentre i medici li curano.
Ma come fanno? Per scoprirlo, i ricercatori si sono rivolti al più improbabile dei maestri: un verme nematode capace di entrare in animazione sospesa anche per 24 ore, se si trova in particolari condizioni di carenza di ossigeno. Il segreto è nella particolarità di queste condizioni: per convincere le cellule a bloccare la loro attività, l’ossigeno deve essere davvero pochissimo: lo 0,1%, invece del 21% che c’è nell’aria che respiriamo. Se la quantità di ossigeno supera quello 0,1, le cellule del verme, anziché “capire” di essere in pericolo, e fermarsi, continuano a funzionare, e si distruggono.
Insomma, al contrario di ciò che suggerisce il buon senso, la situazione più estrema e pericolosa è quella che protegge di più. E questo non vale solo per i vermi, come hanno dimostrato vari esperimenti su mammiferi che non vanno naturalmente in letargo. Un anno fa, un gruppo di Pittsburgh ha mandato in animazione sospesa alcuni cani e poi la ha rianimati senza che subissero danni apparenti. Tuttavia, il metodo usato (drenare il sangue e sostituirlo con una soluzione salina fredda) era, oltre che macabro, anche troppo drastico e pieno di rischi.
Un risultato migliore l’ha ottenuto Roth nel marzo scorso, usando su alcuni topolini un gas solitamente velenoso, perché si “sostituisce” all’ossigeno. Alle dosi giuste, però, è risultato perfetto per mettere “in pausa” i topolini, trasformandoli, come scrive Roth su “Le Scienze”, da animali a sangue caldo in animali a sangue freddo. La loro temperatura è scesa fino a 15 gradi, i respiri sono passati da 120 a meno di 10 al minuto, il metabolismo si è calato di dieci volte, e questo per ben sei ore. Dopo le quali i topolini sono stati rianimati e hanno ripreso a zampettare come prima, risultando normali a tutti i test sia funzionali che di comportamento.
E gli esseri umani? Prima di passare agli esperimenti sulle persone c’è ancora molto da studiare e capire, spiega Roth. Ma intanto la tecnica è stata usata su campioni di tessuto umano, e quindi la speranza di prolungare così la vitalità degli organi donati è diventata più concreta. Senza contare che il segreto della “vita in pausa” potrebbe essere già dentro di noi: lo suggeriscono i casi (rari ma ben documentati) di persone rianimate senza danni dopo aver trascorso ore nell’acqua gelata, a livello di ossigeno estremamente bassi. Così bassi che nel loro corpo è scattato “qualcosa” che l’ha bloccato, e protetto. Ora si tratta solo di scoprire che cosa.
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Fonte: LA REPUBBLICA (SALUTE)
30/06/2005

Il recupero da un trauma spinale

ALLA Purdue University, Indiana, Stati Uniti, hanno testato su alcuni cani paralizzati un singolare approccio farmacologico. Una sostanza sembra essere in grado, se iniettata entro tre giorni dal trauma spinale, di aiutare la riparazione del midollo e permettere il recupero della funzione degli arti. Questo almeno sui 19 cani sottoposti all’esperimento dei quali 13 (il 68%) hanno ripreso a camminare entro 8 settimane dalla somministrazione della sostanza. Si tratta di polietilene glicole, chimicamente simile ai comuni antigelo. C’è da dire però che il midollo spinale dei cani è molto diverso da quello umano e ciò che sembra funzionare in quella specie potrebbe non avere lo stesso successo sull’uomo.
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Fonte: IL MESSAGGERO
Giovedì 30 Giugno 2005

DOPO LE POLEMICHE
Caccia, decisa la preapertura il 4 settembre

La giunta regionale preadotta il calendario venatorio. Il provvedimento sarà definitivo a giorni
PERUGIA – Dopo le polemiche (con i Ds che hanno presentato un sondaggio tra i cacciatori che dimostrava come la maggioranza fosse per la apertura unica), la giunta regionale ha preadottato il calendario venatorio per la stagione di caccia 2004-2005. L’atto passa ora alla terza commissione del consiglio regionale: dopo il suo parere, la giunta tornerà a riunirsi per adottare il provvedimento in via definitiva.
Il calendario prevede, per alcune specie, come fatto negli ultimi anni, l’apertura al 4 settembre, prima domenica del mese. «È un calendario non dissimile da quello dei due anni precedenti – sottolinea l’assessore regionale Lamberto Bottini – che sintetizza al meglio le posizioni emerse anche nell’ambito della consulta faunistico-venatoria, di cui fanno parte le associazioni venatorie, degli ambientalisti e degli agricoltori».
Per Bottini «si conferma sostanzialmente quanto stabilito nelle due precedenti stagioni venatorie, con una particolare attenzione all’evoluzione dei calendari delle regioni limitrofe, al fine di favorire gli accordi di reciprocità».
«Da subito – spiega l’assessore – ci metteremo al lavoro per rivedere alcuni regolamenti e per il prossimo anno organizzeremo una conferenza venatoria regionale per inquadrare tutti gli aspetti tecnici e scientifici di questa attività e per definire in un quadro di scelte condivise da tutti i soggetti interessati».
Ma non è ancora tutto. «Stiamo infine valutando – conclude Bottini – l’opportunità di utilizzare lo strumento della legge regionale per regolare la materia». E la vivacità del mondo della caccia dimostra come sia importante probabilmente rimettere mano organicamente alla materia.
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Fonte: GIORNALE DI BRESCIA (Lettere al Direttore)
Giovedì 30 giugno 2005

UN CACCIATORE
Il prelievo in deroga di storni, fringuelli, peppole…

Con la presente vorrei esprimere un opinione in merito alla lettera apparsa ieri 27/6/05 sul quotidiano in tema venatorio, opinione comune a molti colleghi cacciatori. Non posso che condividere tutte le speranze dei signori Gaffurini, Tomasi, Orizio, che poi sono le speranze dei cacciatori Bresciani, io per primo indipendentemente dall’appartenenza politica. Condivido appieno anche il discorso storno ed aggiungerei piccione, abbattimenti «selettivi» svolti dalle guardie provinciali in pieno periodo di ripro-duzione!!, le stesse guardie che poi in stagione venatoria per l’abbattimento di un soggetto della stessa specie debbono redigere verbali penali… (pensate come siamo ridotti). Non sono però così ottimista sull’operato dell’assessore Beccalossi (tengo a precisare che da sempre sono elettore di dx, la votai la scorsa tornata elettorale) e per i motivi che di seguito vado ad elencare non ho ritenuto di rinnovarle la fiducia. Non nascondo la gioia che tutti noi cacciatori avevamo in cuore quando alla Sig.ra Beccalossi venne dato l’incarico ad assessore regionale agricoltura,oltre che vicepresidente della regione, era nella posizione tale da poter mantenere senza alcun dubbio gli impegni presi. Purtroppo le speranze rimasero tali, iniziammo con delibere regolarmente impugnate al Tar, per poi passare nel 2002 ad una prima buona legge regionale, per far «sospendere» la quale è bastato un parere d’illegittimità del Gip di Cremona… Ricordiamo che allora l’assessore oltre che indignarsi, non fece altro che consigliare i cacciatori di non cacciare le specie in deroga delegittimando in quel modo una propria legge (ridicolo, poi dopo anni ci dissero che il giudice era incompetente e la legge valida… peccato che ormai era decaduta), poi si ebbe una nuova legge per il prelievo in deroga, legge che consentiva un minimo prelievo temporale e numerico di fringuelli e peppole (due all’anno) solo da appostamento fisso… i restanti cacciatori bresciani a passeri e storni. Poi vi fu l’ennesimo ricorso contro gli impianti di cattura… e la conseguente chiusura. Duole ai cacciatori ricordare che mentre in Regione Lombardia si promette (ormai da cinque anni…) la vicina Regione Veneto applica un prelievo in deroga per fringuelli, peppole, passeri, storni, tortore dal collare… di ben diversa struttura e spessore. Da cacciatore mi auguro che la Beccalossi mantenga fede alle promesse, almeno in questa legislatura, ma ad oggi solo parole, mentre l’assessore alla caccia del Veneto (Sig.ra Donazzan) ha gia depositato un Pdl per la caccia in deroga (comprendendo anche limitati prelievi per specie quali prispolone… pispola etc.). La Signora Beccalossi promette, nel frattempo in Lombardia viene presentato (era ora) un progetto di legge per la caccia in deroga, un progetto di legge sulla falsariga della legge veneta, primo firmatario la Sig.ra Mariastella Gelmini (FI) da notare che non un consigliere di AN pone la firma su questo pdl. Speriamo non rimanga solo solo una proposta «di facciata», certo che questa Signora Gelmini ha fatto in un mese quello che la Beccalossi non ha fatto in quattro anni.
CORRADO TANCREDI – Resp. settore Migratoria club de «Il cacciatore»
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Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Agrigento)
30/06/2005

Ravanusa, aiuti alla caccia Fondi per fauna selvatica
RAVANUSA. (papi) Un aiuto alla caccia arriva dalla Provincia di Agrigento. A seguito di una richiesta avanzata da molti cacciatori ed in particolare dall’arcicaccia di Ravanusa, presieduta da Mario Tornambè, sono stati destinati 10.000 euro per il ripopolamento della fauna selvatica. L’iniziativa è stata possibile grazie all’intervento del consigliere provinciale dell’Udc, Lillo Gattuso. “Si tratta – ha detto Gattuso – di un intervento finanziario che consente, attraverso il ripopolamento delle zone aperte alla caccia, di avere un numero maggiore di conigli per l’apertura della stagione venatoria”.
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Fonte: IL TEMPO (LAZIO NORD)
giovedì 30 giugno 2005

Calendario venatorio contestato
Alla Provincia presentata una serie di suggerimenti per migliorare l’attività
La Federcaccia fa sapere di non condividere alcune normative su cui sta lavorando la Regione
ALCUNI problemi che riguardano l’attività venatoria nel territorio viterbese sono stati illustrati all’assessore provinciale alla Caccia, Mario Trapè, dalla Federazione Italiana della Caccia. In primo luogo si segnala come alcune migliaia di ettari del territorio agro–silvo–pastorale della provincia non hanno più le caratteristiche per essere considerati cacciabili: il litorale, in gran parte urbanizzato, l’espansione massiccia dei centri abitati, i fabbricati rurali con le loro aree di protezione, le colture specializzate, che con le loro relative recinzioni inibiscono il transito a tutela della coltivazione stessa e di conseguenza l’attività venatoria. Ne consegue che si rende necessaria la verifica dell’attuale ettaraggio agro–silvo–pastorale, con la conseguente revisione di tutte le percentuali ad esso riferibili. Ci sono poi le 14 Zone di Ripopolamento e Cattura destinate alla riproduzione della selvaggina, al suo irradiamento ed alla cattura per la successiva immissione nel territorio libero. Ebbene queste non rispondono più se non in minima parte ai requisiti di legge, tanto che si acquista a costi elevati la selvaggina da ripopolamento, con risultati non rispondenti alle esigenze della comunità venatoria. E viene ricordato che sul nostro territorio hanno diritto a svolgere la loro attività 8.874 cacciatori residenti che vanno ad aggiungersi agli oltre 8.000 non residenti. Altra necessità segnalata quella di regolamentare l’accesso ai non residenti della Regione Lazio, per quanto prevede la legge regionale, usufruendo degli strumenti che le normative vigenti consentono, a cominciare dalla gestione diretta della teleprenotazione–telefono verde, cosa che non è stata mai presa in considerazione dall’Amministrazione Provinciale di Viterbo. Infine le Aziende Faunistiche, che ricoprono circa il 14% del territorio provinciale, debbono essere sottoposte a rigidi controlli per quanto riguarda la gestione, che deve svolgersi nel rispetto rigoroso delle leggi. La Federcaccia, in attesa di conoscere la definitiva formulazione del calendario venatorio regionale, fa sapere di non condividerlo per alcune normative contenute: eliminazione delle 5 giornate continuative di caccia alla migratoria in ottobre e novembre; la caccia al fagiano consentita fino al 30 gennaio nelle Aziende Faunistico–Venatorie e non sul territorio libero, dove invece si chiuderebbe il 31 dicembre; il divieto alla caccia alla starna, in quanto ritenuta specie in estinzione, quando è di fatto estinta da oltre un trentennio ed è immessa sul territorio provenendo da allevamenti specializzati a fini esclusivamente cinofili e venatori.
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