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Sunday February 25th 2018

MASADA n° 137- 106-2005- Fiori da un massacro

“Riposate in pace, angeli innocenti. Giustizia sara’ fatta. Non ci faremo terrorizzare da questi perdenti”.
(Biglietto di Bela, Claire e Clara)
….
Un recinto sorvegliato pieno di mazzi di fiori e biglietti….
..
Su un biglietto e’ scritto: “Londra vi ama”.
….
La scena del crimine non deve essere ripresa: “Questi maledetti hanno messo le bombe e ucciso la nostra gente, non gli possiamo offrire il vantaggio di mostrare al mondo intero le nostre ferite”.
..
Non cambieremo il nostro stile di vita.
..
Permesse solo tre foto, dopo che la scena del treno e’ stata ripulita del sangue. Si vede solo un treno squarciato.
Anche questa e’ pieta’.
..
“Nessuno propone leggi speciali o l’istituzione di ministri antiterrorismo, nessuno parla di stato di guerra o di caccia al musulmano ne’ ci sono talk show dove si passano ore a litigare o a ascoltare il parere di esperti da tavolino”
(Enrico Fierro)

Un signore distribuisce volantini di ‘Stop the war’ e della ‘Compagnia del disarmi nucleare’.
I pacifisti invitano a una veglia.
..
Una festa poco dopo la strage?!
“Questa e’ la nostra citta’, questa e’ la nostra festa. E nessuno potra’ mai rubarci la vita”.

Gli americani si riempirono di odio e il loro primo impulso fu rispondere alla ferocia con la ferocia. Bush ebbe gioco facile. In Spagna la gente scese in strada per manifestare una presenza, con le mani bianche, lasciando un segno di innocenza sui muri.
A Londra niente urla, niente grida al linciaggio, misurate persino le scene del dolore. Nessuno che chieda leggi eccezionali, punizioni esemplari, gogne o espulsioni. Niente foto atroci, sensazionalismo.
“Ci atterremo al nostro spirito e alla nostra dignita’ e alla forza vera e tranquilla del popolo britannico”.
La parola che piu’ ci ha colpito: “Pieta’ ”.
La risposta di tutti e’ stata: “Non ci lasceremo terrorizzare”.
(Sigmund Ginzberg)

L’autista dell’autobus sventrato e’ un greco, Gorge Psaradakis, tornava al lavoro dopo una lunga assenza dal lavoro causata da un attacco cardiaco. Ha aiutato a tirare fuori i passeggeri feriti. Poi, sopraffatto dal dolore e dai corpi straziati ha telefonato alla moglie, singhiozzando: “I miei passeggeri sono morti. I miei passeggeri sono tutti morti”. Si sentiva colpevole e impotente. Poi si e’ messo camminare in stato di shock alla cieca finche’ qualcuno non lo ha soccorso e portato all’ospedale.

Sogno che Benedetta venga ritrovata. Sogno che possa sposare il suo ragazzo pachistano. Sogno che quel giorno sia una bellissima festa. E che tanta gente sconosciuta vada al suo matrimonio, ebrei e cristiani, islamici ed ebrei, inglesi e italiani, pachistani e iracheni. E che nasce una bambina. E che la chiamino Speranza.

Tornato in Italia dal G8, le prime parole dell’ometto Berlusconi sono state un commento sul campionato di calcio.

Il messaggio che papa Ratzinger aveva inviato alla stampa conteneva la frase “attacco ai cristiani”.
….
Sogno che questi fatti non si ripetano mai piu’ e che queste persone non esistano mai piu’.

Da una lettera:
“Il terrorismo e’ l’antipolitica. L’Occidente e l’Oriente con i loro millenni di cultura alle spalle devono tornare alla politica e gli interessi che stanno dietro ai grandi capitali finanziari devono essere rimessi in secondo piano, devono essere mediati dalla politica, dalla soluzione di condivisioni di soluzioni di problemi dell’umanita’ ”.
(Maria)

“A Gerusalemme se una famiglia ha tre figli li mette su tre autobus diversi perche’ ne sia salvo almeno uno”.
(Pier Paolo)

“Istintivamente sono andata a sistemare meglio la mia bandiera della pace.. Europa dove sei? Dove sono gli artisti, dov’e’ la classe dirigente colta e saggia di cui abbiamo bisogno, che cerchi con lungimiranza e generosita’ una politica diversa, un senso?”
(Paola)

“Ero un bambino argentino. Londra era sotto il razionamento. Mio padre mi aveva raccontato che i londinesi avevano trovato scampo dai bombardamenti proprio nella stube, la metropolitana. In una magica sera ad Haide Park davanti a ‘Il sogno di una notte di mezza estate’, ma io pensavo solo che avrei mangiato della cioccolata. Ma il venditore rifiuto’ i miei soldi, perche’ si poteva averla solo con la tessera annonaria, una stecca al mese, e io non ce l’avevo. Un’anziana signora mi offri’ la sua. Non sara’ viva oggi, ma quella donna mi sta dicendo dalla sua Londra devastata dal dolore e dal sangue che quando la morte chiama abbiamo solo i nostri gesti di semplice solidarieta’, abbiamo solo la certezza della nostra pieta’.”
(Ariel Dorfman)
….
“Si vive nella pace
Si muore nella guerra
Non c’e’ la tua guerra
Non c’e’ la tua morte
Ogni guerra e’ la mia guerra
Ogni morte e’ la mia morte
Perche’ una verita’ cosi’ semplice
non deve essere capita?”
(V)
….
“Il rifiuto del terrorismo e’ strettamente legato al rifiuto della guerra.
Senza di questo, il terrore non si puo’ battere.
Togliamo ai terroristi il terreno di cultura: la guerra.
Disprezziamo la loro barbarie.”
(Gianni d’Elia)

C’e’ un solo modo per essere diversi dai terroristi: non fare quello che loro stanno facendo.
C’e’ un solo modo per non vivere da bestie. Vivere da uomini.
….
Tempo di guerra -di GABRIELE POLO
Viviamo in guerra. Non sappiamo bene quando e’ iniziata, se nel 1991 in Iraq o in Jugoslavia, nel 2001 a New York o in Afghanistan, oppure nel 2004 a Madrid. Sappiamo che ha trasformato tutto il mondo in un unico fronte, che ha la sua prima linea, lunghissima come mai prima nella storia, dall’Europa all’India; che ha ragioni economiche ma anche profonde matrici identitarie; che costruisce le sue ideologie, benedette persino da un papa; che e’ combattuta da militari in divisa e da guerrieri nell’ombra; che chi la dirige – da una parte e dall’altra – cerca legittimita’ soprattutto nell’avversario, al punto da esserne il necessario corrispettivo. Non siamo in grado di dire chi la sta vincendo, ma sappiamo bene chi la sta perdendo: le vittime in carne e ossa, ma anche la civilta’ politica di cui ci vantiamo essere culla. Sara’ bene chiamarla col suo nome: guerra. Smetterla di pensare che esista una sua versione legale da cui ricavarne una illegale chiamata terrorismo. Che differenza c’e’ tra chi muore nella metropolitana di una grande citta’ occidentale mentre va al lavoro e chi nella capanna di un piccolo villaggio mentre prepara il pane? Il distinguo semantico, basato sulla diversita’ tra le sue forme belliche, serve solo a rinsaldare i campi d’appartenenza da quando il diritto internazionale e’ stato liquidato, da quando la politica si e’ trasformata in esercizio della forza, da quando c’e’ chi bombarda in nome di democrazia e liberta’ e chi assassina in nome di religione ed emancipazione. E sara’ bene affermare che in questa guerra globale democrazia e fede sono diventate parole vuote, schermi che celano volonta’ di dominio, che servono ai G8 per blindare il proprio potere, ai tanti bin laden per i rispettivi affari di famiglia. Gli attentati di Londra, dopo quelli di New York, di Madrid (ma anche di Bali o di Nairobi) dimostrano che questa guerra non si vince ne’ con la repressione, ne’ con i controlli di polizia: si puo’ pretendere di chiudere a chiave una citta’ – occidentale, africana, orientale – di monitorare minuto per minuto la vita dei suoi abitanti? Non si puo’. I tanti morti in Iraq, Afghanistan, Palestina, ci dicono che nessuna liberazione puo’ arrivare dal tritolo: si puo’ pretendere di terrorizzare un esercito occupante dotato di tecnologie inarrivabili? Non si puo’. Alla fine – da una parte e dall’altra – la guerra serve solo a riprodurre se stessa e a dimostrare un’efficienza bellica che si annulla reciprocamente: e’ produzione di morte per mezzo di morte.
Questa guerra non la vincera’ nessuno: chi lo promette – qualunque lingua parli – fa solo propaganda, pure scadente. Gioca sulla paura, sull’affidarsi delle potenziali vittime. Imbroglia, senza sapere dove lo portera’ l’avvitamento della spirale che ha messo in moto, perche’ tutte le guerre sono iniziate per essere brevi e vittoriose, ma sono diventate lunghe e devastanti, anche per i «vincitori».
Chiamiamolo col suo nome questo nostro tempo che puo’ sembrare un viaggio nel lontano passato delle bande mercenarie, quelle che terrorizzavano molto gli inermi, poco le schiere nemiche. Diciamolo pure che siamo in guerra, ma non per arrenderci a una rassegnata paura, arruolandoci tra i propagandisti dell’occidente ferito o tra i vendicatori del sud martoriato. Ammettiamo la realta’ di un’era storica terribile, cosi’ diversa dalla contemporaneita’ in cui siamo nati e cresciuti, ma per praticare il piu’ coraggioso dei gesti, la diserzione di fronte al nemico

Che chi ha messo queste bombe sia fuori da un ogni senso umano sembra evidente.
Che le bombe non attacchino altro che cittadini innocenti e’ altrettanto evidente.
A Madrid e a Londra c’erano indifferentemente religioni, etnie e nazionalita’ diverse, sono citta’ multietniche, quel che risultava colpito non era un popolo ma la gente comune, non ricca, i lavoratori, quelli che si fanno fa un mazzo cosi’ ogni giorno per andare a lavorare e sopravvivere.
Che i vantaggi di questi attentati siano riscossi proprio dagli otto potenti e’ chiaro. In fondo questi attentati sono stati utilissimi affinche’ non si parlasse dei veri problemi, e in Inghilterra hanno permesso agli otto di bypassare proprio quello per cui si erano riuniti. All’interno di ogni stato i media hanno parlato solo di Londra, mettendo in ombra i problemi economici interni, la crisi di credibilita’ dei governi, la crisi delle economie, o, come in Italia, i problemi connessi con la criminalita’ al potere che difende se stessa (vedi la salva Previti).
Direi che tutto e’ stato ad hoc. Tutti gli 8 potenti hanno tirato un sospiro di sollievo. Questa notizia scaccia tutte le altre e da’ loro un alibi per perseguire in politiche scellerate.
Gli attentati hanno abilitato gli estremisti interni a invocare trucemente a ruota libera altre guerre, altre vendette, altre riduzioni della democrazia, malefiche leggi speciali, stato di guerra permanente e bestialita’ consimili.
Apparentemente chi ci guadagna sono gli speculatori della guerra o i vendicativi per DNA, che certo democratici non sono e umani nemmeno e trasudano odio e sangue a ogni respiro.
Ci hanno guadagnato i possessori di petrolio, visto che il titolo e’ schizzato in Borsa.
Ci hanno guadagnato quelli che temevano uno spostamento di Blair verso l’Europa in senso anti-Bush, tant’e’ che Blair aveva dichiarato la sua intenzione di formare un gruppo di 7 contro Bush, isolandolo sul clima, e la cosa si e’ congelata.
Ci guadagna Bush, ci guadagna la CIA, ci guadagnano gli speculatori della Borsa, ci guadagnano questi indegni governi, le lobbye delle armi, quelle del petrolio, ci guadagnano tutti i fascismi, tutte le ipocrisie, tutti i malvagi…. ce n’e’ di gente che ci guadagna.
Non si capisce proprio un terrorista cosa ci guadagni. Sembra essere l’ultimo in questa sequela di iene.
Mentre si vede benissimo cosa ci guadagnino i nostri governi ipocriti e anche certi imbecilli che aizzano a nuove vendette e da questi atti ricavano la conferma che la loro imbecillaggine e’ giustificata. Il malvagio cerca sempre conferma della sua malvagita’ e la trova sempre nel male, di cui si alimenta e di cui il mondo e’ pieno. Ma non sara perpetuando il male col male che lo limiteremo.
Dunque, se si deve vedere cui prodest, e’ lucidamente ovvio che questi attentati non giovano alla causa della liberazione dei paesi attaccati e della loro resistenza.
Se poi pero’ entriamo nel regno delle faide permanenti, chi odia e vuol realizzare la sua vendetta, non si preoccupa, io credo, delle dietrologie, colpisce e basta e cerca di colpire nel modo piu’ infame, piu’ eclatante e vistoso. Un bambino e’ meglio di un soldato. Un treno meglio di un esercito. Le speculazioni ulteriori non lo interessano. Interessa solo colpire il piu’ duramente e vistosamente possibile, cosi’ che il colpito perda la faccia e la sicumera, e mostri la sua enorme intrinseca debolezza. Se una morale c’e’ e’ solo che nessuno e’ in salvo.
Gli attentati alla fine rivelano in modo lampante che questi grandi padroni del mondo non sono niente, non possono niente e non valgono niente. Gli attentati li distruggono moralmente nella loro presunzione di superiorita’ e superbia.
Ma, per realizzare attentati come quelli di Madrid o Londra, non occorre nemmeno che ci sia una grande organizzazione e strategia, possono esserci anche dei cani sciolti, un pugno di cani sciolti molto determinati, che delle nostre considerazioni sociali, politiche o economiche se ne sbattono.
Per chi ha visto i bombardamenti dei mercati, delle feste nuziali, degli ospedali, delle scuole .. in Afganistan o in Irak o in Palestina o in Cecenia o nel Curdistan o in Congo o in qualunque parte del mondo dove la ferocia del potere si e’ manifestata, per chi e’ pieno di odio e di vendetta, credo che tutto quello che noi diciamo, il nostro elucubrare, sia indifferente o stupido, ucciderebbe comunque, anzi colpirebbe proprio bambini e donne, lavoratori e vecchi, per rendere esattamente pan per focaccia, uccidere nello stesso brutale modo con gli occidentali hanno ucciso. Sono decine di anni che noi facciamo a loro questo e ci deve essere un piacere particolare nel far vedere ai padroni del male che possono anche per una volta subirlo. La prima cosa che si dimostra e’ che essi non sono in salvo, non sono invulnerabili, non sono potenti, la seconda e’ quanto male fa il male che essi hanno fatto, perche’ solo subire la sofferenza di persona sul tuo popolo fa capire cosa sia la sofferenza che hai inferto agli altri popoli.
Questi attentati sono turpi, ma se anche si moltiplicassero, ancora sarebbero nulla di fronte al male che e’ stato fatto dall’Occidente, in decine e decine di anni, con totale disprezzo della liberta’, della vita, della sovranita’, del rispetto, della liberta’ degli altri popoli. Se ancora e ancora questi attentati fossero ripetuti sarebbero solo pallidi esempi di quello che e’ stato commesso dalle infami potenze al mondo.
Credo non ci sia nemmeno bisogno di tirar fuori Al Qaeda o grandi organizzazioni terroristiche. Quello che i cosiddetti alleati hanno fatto supera ogni livello di ferocia. L’odio che hanno seminato e’ talmente grande che non saranno i 70 morti di Londra o i 180 di Madrid a far pari.
Sangue chiama altro sangue e quello che i grandi della Terra hanno fatto, coi loro eserciti assassini, le prigioni illegali, la tortura, la fame, gli embargo, le bombe, le rapine, la turpe complicita’, o i colpevoli assensi e’ talmente mostruoso che se ne pagheranno le conseguenze per molto e molto tempo e non sara’ certo seguendo gli imbecilli che invocano nuove stragi e nuovo sangue che riusciremmo a ricomporre il mondo, le turpi Oriane Fallaci senza cuore e senza cervello, che stanno abbassando la Terra al suo lato piu’ bestiale.

I risultati del malefico piano di Bush sono stati:
– un paese dilaniato dalla guerra civile con migliaia di morti e migliaia di feriti, invalidi, pazzi.. la gioventu’ migliore di tre stati distrutta
– il prezzo del petrolio piu’ che raddoppiato
– l’economia mondiale in ginocchio
– la ripresa degli armamenti nucleari su vasta scala
– la distruzione del diritto internazionale e dell’ONU
– le capitali europee a rischio di attentati
– un miliardo e trecento milioni di islamici che ci odiano diffusi in ogni dove
– il peggioramento di tutte le economie e la distruzione di qualsiasi futuro
-somme incalcolabi impiegati nel mercato della morte e sottratte alla vita.

Cio’ non si chiama esattamente un successo ma una rovina.

A questo punto ci aspetteremmo da parte di chi ha compiuto o appoggiato un simile misfatto una qualche autocritica, un qualche ripensamento, ma questo non avviene affatto. Il male non ripudia se stesso. E a questo punto ci aspetteremmo da parte di una opposizione seria che la sua chiara dichiarazione fosse: “Appena saliremo al governo, ritireremo immediatamente le truppe dall’Irak”. Ma nemmeno questo e’ successo. L’imbecillita’ e’ in tutti gli schieramenti e non ripudia se stessa.

……………………………………….
I morti mi fanno paura
perche’ i morti non sono umani
non sono piu’ esseri umani
maschi, femmine,
non sono piu’ storie, esistenze,
diventano cadaveri
congelati, lasciati da una parte
i cadaveri mi fanno paura
racchiudono dentro paure
cose sconosciute,
racchiudono la morte
ma soprattutto nascondono l’ignoto
quello che non sai e che un giorno scoprirai
senza neppure avere il tempo
di decidere
ti troverai non piu’ essere umano,
ma cadavere
in un cimitero
dentro un anima, dentro uno stomaco,
diventerai una paura
un’altra volta ancora
le paure sono fantasmi, mostri, ti si avvinghiano, a volte
ti aiutano a vivere
a volte non ti permettono di farlo
le paura sono la morte, la morte e’ un cadavere
il cadavere sono io, congelato nelle mie paure
che non voglio guardare fino in fondo
i cadaveri mi fanno paura
non hanno piu’ la possibilita’ di difendersi,
ma nascondono un grande potere
quello di spaventare e di tenerti legata a terra
volare sarebbe bello peccato che le paure ti leghino
fino a non permetterti di prendere il volo
cadere e’ troppo rischioso
meglio essere terrorizzati che morire
certo che vivere terrorizzati non e’ un gran vivere
mi piacerebbe volare, ma i cadaveri mi insegnano che non lo possiamo fare,

(Lorenza)

Viviana
vivianavivarelli@fuoriradio.com

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