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Sunday February 25th 2018

MASADA n° 133 – 4-6-2005 – L’odio per gli zingari

Lo confesso: ho paura degli zingari, e non riesco a considerarli persone.
Non posso considerare persona chi considera me come preda.

Non sono giovane e non ho molta forza, per cui mi tengo con cura alla larga
dagli zingari, odio essere assillata quando mi puntano insistenti, odio
essere trattata come una preda, essere inseguita a scopo di furto, essere
toccata da mani sporche e aliene con cattive intenzioni, essere incalzata
dalla loro predoneria, sono stata derubata tante di quelle volte e tante di
quelle volte ho sentito di ragazzini presi decine di volte per mattina per
borseggio e portati alla piu’ vicina sede di polizia e poi rilasciati,
perche’ le pessime leggi che i potenti hanno per favorire se stessi vietano
che si incarceri per pene sotto i due anni, e dunque se pure una zingara mi
entrasse in casa, mi coartasse, mi imbavagliasse e mi derubasse non
potrebbero farle niente, e questi leghisti che tanto sbraitano basterebbe
che eliminassero il divieto di carcere sotto i due anni e che introducessero
norme di tutela e di aiuto degli emarginati, specie bambini, (e potrebbero
farlo benissimo visto che hanno il ministero del lavoro e quello della
giustizia) per farmi stare piu’ tranquilla, mentre le loro volgari piazzate
urlanti mi lasciano inebetita e insicura e da questo io misuro la loro
enorme malafede….
E intanto vedo che nessuna forza pubblica si cura di questi neonati drogati
che dormono per terra anche di inverno, di questo accattonaggio continuo che
pure e’ vietato da legge, di questi ragazzini sporchi e non assistiti che
non vanno a scuola e brancolano scalzi per le nostre citta’ e che ora
qualche genitore rom, dicono, vende anche ai pedofili, di queste spose
bambine costrette a vagare tutto il giorno per le citta’, sempre incinte o
con figli piccoli appresso, di questi bambini che non vanno mai a scuola e
non ricevono cibo a sufficienza, e sono sporchi e mal tenuti e vengono
addestrati al furto e non impareranno mai nessun lavoro e gireranno ai
limiti delle citta’ come randagi…, odio la strafottenza di questi uomini
rom che trattano cosi’ le loro donne e i loro figli, odio essere assediata
ai semafori dalle loro faccette sporche, stare in apprensione quando in
autobus sale un’intero branco di rom urlanti e si intrufola fra la gente,
odio le ragazze avvolte in scialli con neonato al collo e ragazzini sporchi
al fianco che ti si attacca ai vestiti e non sai come difenderti, odio
quando in un negozio entra un piccolo gruppo di ragazzini e si sparpaglia
dappertutto e il negoziante non sa come controllarli, e piu’ volte ho
sentito ragazzetti minacciare gli esercenti con vera faccia tosta di vetrine
spaccate o bici rubate se non daranno loro quel che chiedono, odio vedere
vestiti semi nuovi regalati buttati per strada e vedere lo stesso i bambini
seminudi e sporchi, sono allibita quando bambini sotto i cinque anni, nudi
dalla vita in giu’ sono buttati nei cassonetti per razzolare qualcosa con le
donne che raspano qualche vecchio cesto di lattuga e qualche resto di cibo,
mentre gli uomini non lavorano e girano con strafottenza fumando pieni di
bracciali d’oro, mi agito quando qualche ragazzetto arriva nella mia
terrazza o sta di piantone davanti alla mia casa o fa strani segni sul mio
marciapiede o sul quadro dei campanelli….

Eppure tutte queste sono persone. Per cui la cosa che odio molto di piu’ non
sono i rom ma i nostri presunti amministratori che sanno solo amministrare i
privilegi di chi di diritti ne ha anche troppi e ruba in modi molto piu’
sottili e pervicaci dei rom. Mentre queste persone, questi emarginati sono
chiusi in un doppio anello, il mio odio di preda che si difende e l’incuria
di uno stato che li costringe a perseverare nel loro angolo di non integrati
rifiutando di considerarli persone.

I rom, come ogni essere umano, avrebbero bisogno di un posto decente dove
stare, con luce e acqua corrente, gabinetti e bagni, con abitazioni
prefabbricate o bungalov, e magari terra da coltivare, una scuola vicina,
assistenti sociali che li aiutano, servizi sanitari, un controllo sui figli
e una scuola affinche’ siano puliti, vaccinati, educati, sfamati, salvati
dai pedofili o dal furto, una parrocchia che li cura, qualcuno che rispetti
le loro tradizioni e li riconosca come popolo.

Uno stato civile reintegra i suoi figli piu’ deboli e li aiuta. Ci sono
paesi dove di zingari non se ne vedono, in Turchia e’ vietato
l’accattonaggio e gli zingari hanno il compito di vendere i fiori per la
strada. Ma non augurerei a nessuno la brutalita’ della polizia turca.

Quello che e’ successo a Milano e’ bestiale, peggiore di tutte le mie
piccole paure, indegno di uno stato civile. E io profondamente me ne
vergogno.

A Bologna qualcosa di simile e’ successo per i migranti che erano ospitati
in baracche di metallo presso la tangenziale e stavano li’ senza far danno,
pigiati in tanti in ogni cubicolo, con le loro file di panni stesi e le loro
vecchie auto in rovina, in un posto marginalizzato, inabitabile per il
frastuono della tangenziale. Poi un giorno sono arrivate le ruspe e hanno
distrutto tutto, baracche, cose e vecchie auto, senza rispettare nemmeno il
primo diritto di ogni societa’ capitalistica che e’ il rispetto della
proprieta’ privata. Non hanno permesso nemmeno lo spostamento delle cose,
hanno distrutto tutto con ferocia cieca e inconsulta, nella civilissima
Bologna, cosi’ come e’ successo a Milano. Bestie. Bestie che dovrebbero
essere incarcerate per la loro bestialita’. Non i rom ma chi ha dato questi
ordini di distruzione.

E questo assessore Guido Manca che “si compiace” del suo cuore di pietra! La
civile Milano!!?? ”Non abbiamo nessuna intenzione di aprire nuovi campi
nomadi”, afferma l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Guido
Manca. ”Quello che chiediamo fortemente e’ la necessita’ di eliminare gli
insediamenti abusivi” Dunque: non vuole dare ai nomadi un luogo o una
possibilita’. Vuole solo distruggerli. Ma questo e’ nazismo!

Ma non e’ lo stesso Guido Manca, capo dei servizi tecnici del Pio Albergo
Trivulzio, primo grande caso di tangentopoli, che poi divenne capogruppo di
Forza Italia nel consiglio comunale di Milano?

I grandi ladroni si’, pure al governo, quelli piccoli a morte?!? E’ questa
la filosofia della Lega? Ma filosofia e’ una parola grossa. Dovremmo dire: e’
questo il rozzo pensiero dei nuovi padroni? O forse anche pensiero e’ una
parola grossa?

Di fronte agli atti di piccola ruberia degli zingari, quello che e’ stata
perpetrato contro di loro dai civili governi e’ ben peggiore. Si parla
sempre largamente dell’olocausto ebraico, ma nessuno parla dell’olocausto
gitano.

In Svezia dal 34 al 75 gli zingari subirono una sterilizzazione forzata.
Applicazioni analoghe di eugenetica si ebbero nella civilissima Svizzera

“Mi hanno portata via da mia madre poco dopo la mia nascita … I primi sei
mesi di vita, li ho passati in un centro pediatrico per ritardati mentali.
Li’ ho vissuto le prime torture psichiatriche di un bambino jenische…
Quando per la prima volta ho chiesto al mio tutore, il dottor Siegfried, chi
fossero i miei genitori, mi ha detto…: tua madre e’ una puttana, tuo padre
un asociale. E questo, me lo sono portato dietro per dieci anni. Finche’ ho
capito il significato di quelle parole: i miei genitori erano zingari “,
dice Mariella Mehr.

Come varie centinaia di altri figli di nomadi, Mariella fu stata tolta di
forza ai suoi genitori. Nella sua famiglia, tre generazioni sono state
vittime di questa politica di sedentarizzazione forzata… L’Opera di soccorso
svizzera ‘Enfants de la grand-route’ fu un agghiacciante esempio di
discriminazione e persecuzione di una minoranza che non condivide il modello
di vita della maggioranza e che fu tacciata di tare ereditarie e nomadismo
criminale. In Svizzera 600 bambini furono strappati alle famiglia e chiusi
in manicomi, carceri o orfanotrofi, definiti “inferiori”, “psicopatici”,
“deficienti” o “mentalmente ritardati “, al fine di “sradicare il nomadismo”.
Questi fatti efferati continuarono fino al 1972 con risultati bestiali,
torture fisiche, sterilizzazioni forzate e l’aiuto del clero che spesso
abuso’ sessualmente dei bambini.

L’eugenetica, creata dagli inglesi Galton e Pearson nel 1907, per migliorare
la razza, imponeva di eliminare gli inividui tarati, cosa che porto’ allo
sterminio di 500.000 zingari. Lo psichiatra svizzero Ernst, presidente della
Società di Igiene razziale tedesca, fu coautore della legge di
sterilizzazione obbligatoria di ritardati mentali congeniti,
maniaco-depressivi, schizofrenici, epilettici, ciechi e sordi per cause
ereditarie, alcolisti gravi, portatori di malattie ereditarie e genitori
giudicati inadatti. Questa bella teoria castro’ 400.000 persone nel ‘33, e
nel 39 applico’ anche l’eutanasia ai malati mentali. Queste pratiche furono
applicate in 30 paesi tra cui Germania. Svizzera, Francia, Svezia, Norvegia,
Danimarca e Finlandia. Soltanto nella spopolata Norvegia si ebbero 40.000
castrazioni. Paesi che giudichiamo civili come la Svezia usarono queste
pratiche fino al 1975! Su donne e adolescenti “!

Nell’Italia fascista, dalla fine del 1940 a tutto il 1944, piu’ di 6.000
zingari, vennero internati dalle squadre fasciste in campi di concentramento
italiani e tedeschi.

A questo punto, di fronte a questi efferati delitti di stato, i furti degli
zingari diventano una sciocchezza.

Dovremmo considerarli insieme ad altri grandi nomadi perseguitati e
repressi, come gli aborigeni australiani e i pellirosse americani, che sono
stati analogamente distrutti con eguale ferocia dai cosiddetti popoli
civilizzati per la loro difficolta’ ad omologarsi alle loro culture, ma la
nostra educazione e le nostre letture di bambini ci hanno portato a
parteggiare per i poveri indiani mentre nessuna forma educativa ne’ della
chiesa ne’ dello stato ci hanno insegnato a considerare un rom uguale un
essere umano perseguitato.

Che queste cosiddette culture civili apprezzino e difendano i furti dei
potenti, le malversazioni dei furbi, il malaffare dei politici, le laide
speculazioni laiche o religiose, i grandi sistemi mafiosi, la criminalita’
organizzata, i colonialismi rapaci, le aggressioni militari di interi
popoli…. ma ci aizzino ad aggredire gli emarginati non e’ ne’ ne’ civile ne’
cristiano. La piccola persona debole come me sentira’ lontane e
indecifrabili le razzie delle multinazionali, come le invasioni di interi
stati o le ladronerie dei malgoverni o lo strapotere dei militari, ma
sentira’ come un pericolo tangibile, vicinissimo, il ladruncolo gitano che
vuol rubarmi il portafoglio.

E in fondo colui che aizza il mio piccolo odio proprietario non fa che
servire alla causa piu’ grande di allontanare il mio giusto sdegno dai veri
predoni del mondo. Quelli stessi leghisti che arrivano con Borghezio a
Bologna per incitare gli istinti peggiori della gente davanti al Ferrhotel
contro i migranti o a Villa Spada contro i marocchini stupratori e quegli
stessi Forzisti che a Milano distruggono con compiacimento le povere
baracche di extracomunitari e rom, sono gli stessi pronti a dividersi le
spoglie con i grandi mafiosi di stato, con i grandi invasori internazionali,
con i grandi arricchiti di denaro sporco, con le grandi massonerie
internazionali o le rapaci chiese politiche! Pranzano coi banditi grossi e
aggrediscono gli emarginati piccoli! Bella etica da furfanti!

Solo da una trentina di anni i civili paesi europei hanno abbandonato la
feroce e barbara repressione di una minoranza, il cui torto maggiore non e’
l’accattonaggio o il furto ma la non integrazione, la non omologazione. E
ora che potremmo guardare a loro con occhio diverso e piu’ civile,
contemperando i loro eccessi ma lasciano loro una possibilita’, emergono i
liquami velenosi delle nuove destre che ripropongono castrazioni, campagne
di odio, distruzioni di accampamenti, senza la minima proposizione utile.

Per questo noi, che temiamo gli zingari in ragione della nostra debolezza ed
eta’ e in difesa dei nostri beni personali, siamo allibiti e sconvolti non
dagli zingari ma dalla presenza nelle istituzioni di persone pericolose come
questo assessore Manca di Milano di FI, che si compiace ed e’ soddisfatto
del danno materiale e umano che ha compiuto, degno della peggiore SS, mentre
il cattolicissimo Formigoni tace consenziente e il Papa, tanto sensibile
alle sorti dell’embrione, nulla dice e nulla fa con la sua chiesa
spettacolare per rispettare e considerare tutti questi che sono, comunque,
esseri umani.

Poesie rom:

Padre,

lo sguardo concedimi con gli occhi di chi non

vuol vedere

per svanire indelebile, completamente diluito

tra le ali del popolo invisibile.

(Santino Spinelli)

Figlio del vento

Imé ©havó tri bravàl,
dat di bar drom…
Bar ©iar mrú dummó a liá,
dox di graÒt zoralé
ta Òukuàr gilipé di ©iliklé
mri khàn a Òunjé.
Tarné rukh a ningirié
mru drom baró,
ta paní ta ©ikká
ta thèm ta khàm
ta dùt ta tatipé
andré li divès miré;
ni ‘ngiràt siné mrù khèr,
Òunasinèm baró!
U tit ta kaná a simm
kirem tikunuró
ta kalá mur kirdé
kiàl la©©é
ki li firiddià
ki li Òungengr a Òtarènm,
sàr andré ni Òtaribbé!
Ni Þungalí gilí
di ©ilikló bi nàv
ki firìd a karèmm;
ni ©ilikló bi nàv
ta bi kakiá
kirèl pi ta naÒel,
ni dàb andré
u nuÒt tru kuwìt.
Sàr ni panuró ta pirèl
maÒkaràl ki lèn a ©iá,
ta na ninguá ta làv li rìv
pi ta kiràl miré.
U paní ningirdó
ki bravàl tri li dàt
aká ningiriammàng li suné miré.
Ni vèl a cil0i ningaddí
ta aká imé a ©ijom
sàr ma sin´ni bandìer.

Io figlio del vento,

padre di lungo cammino…

Vaste distese erbose la mia schiena ha toccato,

fiati di poderosi cavalli

e dolci cinguettii di uccelli

le mie orecchie hanno udito.

Verdi alberi hanno guidato

il mio inteminabile cammino,

e acque e terre

e cieli e sole

e luce e calore

nei miei giorni vissuti;

una tenda era il mio nido,

mi sentivo libero!

Il tetto or mi protegge

mi rimpicciolisce

e queste pareti

così ben costruite

con le finestre

in fiore mi imprigionano,

una gabbia di sbarre!

Un rauco cinguettio

di uccello senza nome

alla finestra mi attira; un uccello

sconosciuto

con ali deturpate

tenta un volo,

un tonfo nel

vuoto silenzio.

Come una goccia che cade

nel fiume galleggio,

non riesco a toccare le sponde

per proclamarle mie.

Le acque spinte

dal vento dei padri

qui hanno portato i miei sogni.

Una vela e’ stata ammainata

e qui, io l’ho piantata

come fosse una bandiera.

Viviana
vivianavivarelli@fuoriradio.com

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