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Thursday February 22nd 2018

MASADA n° 131-31-5-2005. C’e’ qualcosa che ci fa paura

”Se non passiamo da un sistema di valori basati sull’amore per il denaro e
il potere a uno basato sull’amore per la compassione e la generosita’, ci
estingueremo in questo secolo.
Abbiamo bisogno di un terremoto che apra gli occhi all’umanita’ ”. (Patch
Adams)

I tempi sono foschi. L’evoluzione spirituale dell’Occidente sembra essersi
bruscamente arrestata. A capo dei governi e delle chiese non sono saliti i
migliori. Alla minaccia delle guerre senza fine si accompagna funebremente
la marcia inarrestabile dei potenti economici che cinicamente piegano le
sorti del pianeta alla loro disumanita’. In questi giorni bui le chiese
rigettano la loro funzione educatrice e salvica per presentare nuovi
totalitarismi dimentichi di ogni pietas, e invece di lanciare ponti per la
pace e la tolleranza ribadiscono propositi di divisione e scellerate guerre
ideologiche che allontaneranno molti fedeli. I partiti si equivalgono, e
procedono imperterriti a eterne lottizzazioni, perpetuando immeritati
privilegi, dimentichi di qualsivoglia funzione sociale.
Dio ha guardato la Terra e ha distolto gli occhi pieni di orrore.

Fermo restando che questo pontificato e’ agli inizi ed e’ prematuro
valutarlo, dobbiamo pero’ dichiarare che ogni suo atto e’ suonato come una
campana a morto per le speranze che cattolici e agnostici nutrivano verso i
valori di Concilio Vaticano II.
Se c’e’ stato un papa molto amato, su cui nessuno ha alzato critiche e
obiezioni e che ha svolto il suo pontificato alla luce dell’amore e del
Vangelo, unificando uomini, popoli e religioni, quello e’ stato papa
Giovanni.
Non Voitila. E tanto meno Raztinger.
Angelo Giuseppe Roncalli arrivo’ come una voce nuova per aprire la chiesa al
mondo e ai tempi e renderla piu’ democratica, tollerante e amica di ogni
forma di sofferenza, egli rappresento’ la luce del cambiamento e la voce
dell’affetto e fu sostanzialmente quel cuore di cui troppo spesso la Chiesa
e’ stata mancante.
Voitila tradi’ da subito il mandato del Concilio, ma seppe farlo con
abilita’ e intelligenza, dando nel contempo al mondo un gigantesco
personaggio, un sole vorticante che sapeva parlare alle folle e trattare coi
potenti, un uomo del mondo e della storia, un gigante nel bene e nel male,
che aveva l’abilita’ del grande protagonista e il fisico delle immense scene
planetarie, il piu’ grande attore drammatico di tutti i tempi, che seppe
recitare su scala mondiale il ruolo della pace.
Dico ‘recitare’ perche’, poi, le sue dichiarazioni non si tradussero mai in
direttive precise obbliganti per la gran parte della sua Chiesa, la quale
resto’, nei fatti, aliena dal movimento pacifista, e soprattutto perche’ i
moniti papali non si tradussero mai in cambiamenti politici di quei
governanti che pure lo applaudivano ma che continuarono imperterriti a
tramare per la guerra.
Proprio per questo gap tra le enunciazioni di Voitila e la condotta del
clero e dei governi, abbiamo avuto il chiaro paradosso di un pontificato che
ha unito il massimo di dichiarazioni pacifiste col massimo di guerre in
corso. E questo gap e’ cosi’ impressionante da dover significare qualcosa.
Quando la parola non si traduce in azione e non fa cambiare le condotte
umane, quella parola e’ vuota, anche se sembra grandiosa, ed echeggia come
puro suono.
Dopo questi due giganti (il gigante del cuore e quello della scena), viene
Raztinger.
A Ratzinger manca il cuore di Roncalli ma manca anche le phisique du role
di Voitila.
Egli si presenta da subito nella veste negativa e inquietante dell’Inquisitore,
del capo del Sant’Uffizio, del disciplinatore, il promotore della guerra, il
sobillatore della politica, il maestro della divisione, un capo che lavora
ossessivamente per il potere.
E’ molto difficile non dico amare ma persino stimare un personaggio cosi’.
E, se le cose continueranno male come sono cominciate, ci faranno vedere uno
dei peggiori papi della storia della Chiesa.
Esordisce nel suo primo discorso con un Sillabo, un elenco di condanne al
progresso e alla cultura moderna, ribadisce l’assolutismo e il totalitarismo
papale, prosegue sferrando la piu’ grande battaglia ideologica contro lo
stato, calpestando la legge che vieta boicottaggi elettorali e coercizioni
politiche da parte di ministri del culto, dichiara senza mezzi termini che
e’ lo stato che deve sottostare alla Chiesa e che non rispettera’ la laicita’
della nazione che lo accoglie e in cui esistono pure patti del Concordato
che delimitano le rispettive competenze, lancia il suo anatema contro la
scienza rivendicando anche in questo campo una supremazia assoluta, riporta
la morale sessuale indietro nel tempo, marcando nuovi e vecchi peccati,
riafferma il suo disprezzo verso il mondo femminile che intende rimettere
nei vecchi recinti fondamentalisti e ribadisce altresi’ il divieto di
qualunque preservativo o contraccettivo nella martoriata Africa.
Eletto il 20 aprile, in poco piu’ di due mesi il danno sociale, religioso ed
etico prodotto da Ratzinger e’ gia’ imponente. I suoi pronunciamenti non
hanno toccato una volta l’amore, la sofferenza, la compassione, l’aiuto agli
umili, la pace, i valori evangelici. Ogni volta egli si e’ espresso secondo
una dichiarazione di guerra, o di condanna, o di supremazia.
Difficile guardare tutto questo con simpatia.
Difficile dire che era di questo che il mondo aveva bisogno.
E ora il Compendio del Nuovo Catechismo. Solo una mente perversa puo’ aver
generato alcuni passi di questo testo impositivo e categorico, che compendia
in 178 pagine le 700 del suo piu’ Grande Catechismo.
Papa Giovanni aveva dichiarato che non si poteva assolutamente ridurre una
grande religione dello spirito come il Cristianesimo a un insieme di
formulette fisse, il che ci sembra profondamente giusto, e aveva respinto
come un’anticaglia del passato l’uso del latino, che non e’ solo una lingua
morta ma un modo per fissare una divisione elitaria nella Chiesa, tra chi
esercita il potere del Libro e chi puo’ solo ubbidirlo, chiedendo alla
Chiesa di aprirsi ed evolvere per adattarsi ai tempi nuovi.
Ratzinger predispone, al contrario, un ferreo ritorno a situazioni
totalitarie e assolutistiche di stampo medievale, che potrebbero compiacere
un Lefebvre e, col Compendio del Nuovo Catechismo, riduce una delle piu’
grandi religioni del mondo a 270 frasette secche, da imparare a memoria,
come un codice militare rigido, pensando alla reintroduzione del latino come
lingua ufficiale della Chiesa, mentre di ribadisce la condanna di ogni
relativismo culturale.
Concilio Vaticano II e’ cosi’ morto e sepolto, una disposizione ben piu’
autoritaria e retriva si sta imponendo in modo coercitivo al mondo cattolico
e ogni dichiarazione del nuovo Papa e’ un chiodo che sigilla la chiusura
delle possibili aperture di Roncalli.
Con una diffusione micidiale di centinaia di migliaia di copie, l’Italia e’
stata invasa dal Nuovo Catechismo che occupa ossessivamente ogni sito.
Mangiando un hamburger o bevendo una Coca, dovremmo imparare in modo succube
il deciso pensiero di Ratzinger, piu’ spesso simile al Mein Kampf che a una
rilettura dei Vangeli, decisamente impegnato in una dichiarazione del potere
piu’ che in un rilancio dell’amore.
Dunque: NO al divorzio, NO all’aborto, NO alla procreazione medicalmente
assistita, NO alla masturbazione, NO alla contraccezione, NO ai rapporti
prematrimoniali, NO alle convivenze, NO all’eutanasia, NO ai rapporti gay e
lesbici (sono uno stupro), NO alla droga.
SI’ alla guerra (giusta), SI’ alla pena di morte (quando necessaria), SI’ ai
diritti dell’embrione (anche calpestando i diritti della donna), SI’ al
latino come lingua della Chiesa.
Il papa ha sulla Chiesa e sui suoi fedeli “potesta’ piena, suprema e
universale”.
Si dice, in questo Catechismo, che la guerra e’ legittima ove non ci siano
possibilita’ diverse di mantenere la pace e si siano esperite tutte le altre
vie.
Ben spicciativo modo per trattare una delle piu’ grosse piaghe dell’umanita’
! In un tempo in cui si e’ codificato il diritto di praticare l’invasione
permanente da parte dei signori del mondo!
E chi giudica questa legittimita’ della guerra? Il governo neocon americano?
I reggenti della Corea del Nord? I politici del Pakistan? O forse il pessimo
Sharon? O le ciniche multinazionali, che ormai surrogano i governi del
mondo? Forse le multinazionali delle armi che ormai stanno condizionando la
vita del pianeta?! Le guerre fatte dopo l’11 settembre sarebbero dunque per
la Chiesa tutti attacchi legittimi?! Forse che le invasioni all’Afganistan e
all’Irak non sono state presentate come legittime spedizioni di pace e di
democrazia? O non si sono piuttosto calpestate come superflue le norme del
diritto internazionale e degli organismi di tutela del mondo, come l’ONU?
Persino Hitler invase la Polonia dopo aver simulato di essere stato vilmente
attaccato? Nessun invasore si presenta come tale. Non cessa mai l’orgia
delle guerre giuste e sante, della santa lotta del Bene contro il Male.
Tutti gli invasori avvallano presunte ragioni etiche, difese di spazi
vitali, esportazioni della democrazia, liberazione di popoli oppressi,
amore per la vita, atti a favore della pace…
Implacabile, il catechismo di Ratzinger sorvola su queste minuzie
internazionali e, non pago delle conseguenze letali delle invasioni esterne,
legittima anche l’ uso della pena di morte all’interno, purche’ comminata
dalle autorita’ precostituite.
A ben vedere nello Stato Pontificio, dal 1796 al 1864, il boia pratico’ 516
esecuzioni e la pena di morte resto’ in vigore fino al 1968 e fu considerata
legittima dalla Chiesa fino al 1992 ! La Chiesa e’ cosi’ inflessibile sugli
embrioni che non sono ancora persona, ma non vede alcuna contraddizione nell’appoggiare
quegli stati come l’America o la Cina che ancora uccidono i condannati o nel
mantenere nel proprio codice la pena di morte!
Un articolo vieta la tortura, che e’ pena minore, ma il divieto non e’ cosi’
tanto sottolineato quanto quello della contraccezione o dell’aborto, e ci si
chiede quali siano i pesi e le misure di fronte ad Abu Graib, Guantanamo, o
leggi come quella italiana che legittima la tortura purche’ eseguita una
sola volta (e non si capisce se ciò vuol dire da un solo poliziotto o fatta
in un modo per volta sul corpo del prigioniero, magari uno stupro solo, un
pestaggio mortale solo, una sola applicazione di elettrodi ai genitali).
Ora, ove viene legittimata la pena di morte, si indebolisce anche il divieto
della tortura, sempre che sia applicata dalle autorita’ istituzionali, e
forse allora anche in Pakistan le autorita’ di villaggio avranno ragione,
quando ordinano lo stupro di gruppo su una giovane indifesa violentandola
ripetutamente e trascinandola nuda per il paese, e anche la lapidazione
islamica dell’adultera sara’ legittima se applicata da autorita’
costituita.., tutto quello che un governo istituzionale compie contro la
persona umana e’ garantito dal potere che si autolegittima. Anche il
sequestro dell’imam Omar trascinato dalla CIA, fuori dall’Italia per
torturarlo in pace altrove con la connivenza del governo Berlusconi, sarebbe
forse legittimo.
Ma che Vangelo e’ mai questo? Che strano mondo e’ mai questo? Dove il
potere, qualunque cosa faccia, riceve la sua legittimazione anche dall’autorita’
religiosa?
E’ veramente un capolavoro questo fine Catechismo! Cosi’ leggeremo, al
Tabacchi o al Grill dell’autostrada, in questo mirabile Compendio, al n°
492, l’elenco dei principali peccati contro la castità: adulterio,
masturbazione, fornicazione, pornografia, prostituzione, stupro, atti
omosessuali. E la pedofilia?
Qui saltano agli occhi cose grosse come travi.
La pedofilia non c’e’ !!! Ma non aveva detto Gesu” «È meglio per lui che gli
sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto
che scandalizzare uno di questi piccoli»? Il fine teologo Ratzinger la
pedofilia se l’e’ dimenticata ?!!!
Il recente rapido perdono ai preti americani rei di aver violentato
centinaia di minori con risarcimenti miliardari, questo perdono cosi’ veloce
concesso sarebbe forse dovuto al fatto che la Chiesa considera la pedofilia
un peccato minore?!
Come l’usura, del resto, a cui il catechismo, guarda caso, non fa cenno. Il
vescovo di Napoli puo’ dormire tranquillo. E mancano anche le pesanti e
criminali speculazioni bancarie che possono anche rovesciare qualche governo
e mandare in fallimento qualche stato. E anche l’arcivescovo Marcinkus puo’
dormire tranquillo.
E poi perche’ equiparare la masturbazione a uno stupro? Ma come si fa a dire
che questi precetti escono da un fine teologo? Nessuno che sia di questo
pianeta riuscirebbe a equiparare uno stupro a una pratica masturbatoria.
Davvero Ratzinger pensa che la violenza brutale con cui si vìola una corpo
femminile di qualsiasi eta’, magari di una bambina, sia la stessa cosa dei
giochetti che si fanno al proprio pene, anche se quella creatura puo’ anche
restare psichicamente segnata a vita, mentre nessuna masturbazione ha
prodotto piu’ che un lieve mal di testa.
E leggeremo anche che allo stupro sono equiparati atti omosessuali tra
adulti consenzienti, che in verita’ possono trovarvi piacere senza
danneggiare nessuno, mentre lo stupro….
Anche don Milani, che pure era un illuminato, diceva: “Lo stupro? E che sara’
mai? E’ solo un pezzetto di pelle di nessun conto!” E’ stata l’unica cosa
che non gli abbiamo perdonato, e che Dio punisca la sua bestemmia! Quando i
preti parlano delle donne e’ come se parlassero dei polli. Si puo’ tirar
loro il collo senza un’ombra di misericordia. Forse perche’ esse sono ancora
bestie senz’anima?
In quanto alla masturbazione, che proprio essa sia stata considerata dalla
Chiesa per duemila anni uno dei peccati piu’ gravi non puo’ che riempirci di
sgomento. Perche’ questo silenzio sulla pedofilia e questa virulenta
condanna della masturbazione?
“Atto contro natura”, “la piu’ comune causa di pazzia”, “ne’ la peste, ne’
le guerre, ne’ il vaiolo, ne’ un gran numero di flagelli analoghi si sono
mai rivelati disastrosi per l’umanita’ dell’abitudine a masturbarsi”…le
deprecazioni non si contano.
Ora, se c’e’ un peccato su cui Gesu’ e’ molto chiaro, quello e’ la mancanza
di ospitalita’ (lo sappiano i leghisti che sbraitano con i crocifissi contro
i migranti islamici), Sodoma fu distrutta perche’ aggredi’ i tre angeli
viaggiatori invece di ospitarli, Gesu’ condanno’ la durezza del cuore.
Gesu’ condanna la pedofilia, condanna l’inospitalita’, condanna l’aggressione
allo straniero, ma non condanna mai l’omosessualita’ o la masturbazione.
Ora, se proprio vogliamo trovare un atto conforme a natura, anzi
naturalissimo, quello e’ il piacere che persino un neonato trova nel
manipolare il proprio corpo, lo vediamo a pochi mesi che passa dalla
manipolazione del piede a quella del piccolissimo membro, provandoci gusto.
Freud, che era ossessionato da turbe sessuali, e vi associava un senso
fortissimo del peccato molto poco ebraico e piuttosto cristiano, chiamava
per questo il neonato un “perverso polimorfo”, osservando tuttavia come la
pulsione del piacere fosse la prima che la natura esprimeva nell’uomo. Nel
tempo la Chiesa ha tentato in ogni modo di demonizzare questa pulsione
naturalissima propriocettiva minacciando il masturbante di ogni calamita’,
la cecita’, la follia e soprattutto l’inferno.
Dopo questi panorami da tregenda, ecco Ratzinger equiparare la masturbazione
allo stupro!!! C’e’ in questo qualcosa di paranoico e delirante, che
echeggia la cupezza di Jorge de la Burges, il cieco bibliotecario de ‘Il
nome della rosa’, l’uomo incapace di ridere che voleva punire con la morte
chiunque ridesse, cercando di estirpare il piacere dal suo convento.
Quando la natura ci dona, in mezzo a tante difficolta’, qualche labile
piacere naturale che non fa danno a nessuno, l’ossessione di una cupa Chiesa
sessuofobica e delirante e’ pronta a demonizzarlo per ricordare all’uomo che
“e’ nato solo per soffrire”.
Ricordarglielo o imporglielo?
….
Per divagarci da tante innaturalita’ e mostruosita’, giriamo pagina e
leggiamo, altrove, che il 26% dei giovani si stordisce con gli spinelli. Di
fronte a questa “fine teologia”, e all’etica da Nuovo Mondo di questo
Compendio Catechistico, questi giovani che evadono dalla realta’ col fumo
riusciamo perfettamente a comprenderli.

“.. e Dio lascera’ che la Bestia scorazzi su questa Terra” (Apocalisse).
….
Nella proposta di Fini lo spinello dovra’ diventare il maggiore reato,
aggiungendo un 25% di prigionieri alle carceri italiane.
….
Da Cacao….dal libro “Nuoce gravemente ai luoghi comuni – Manuale di
autodifesa intellettuale”, di Michael Zezima.
“Stiamo vivendo tutti dentro un sogno. Solo in un sogno Bill Clinton
potrebbe essere un progressista, Hillary Clinton una femminista e Al Gore un
ambientalista. Solo in un sogno la meta’ degli esseri umani sul pianeta
potrebbe avere il cellulare e la restante meta’ non aver mai fatto una
telefonata. In un sogno, anziche’ nella realta’, ci potrebbero essere 80
milioni di possessori di armi che causano 1.500 incidenti mortali e 700.000
medici che causano 120.000 morti, ottenendo il risultato che statisticamente
i dottori siano 9.000 volte piu’ pericolosi degli uomini armati. Solo in un
sogno potremmo avere MTV, la CNN, Madonna, Michael Jackson, Michael Jordan,
il forno a microonde, la tv via cavo, il computer, la sperimentazione su
animali, gli antibiotici, il Prozac, il Viagra, il Ritalin, e le guerre che
son buone e fan bene”. Ma quando si sta dormendo non ci si rende conto
dell’assurdita’ di quel che si sogna.
….
L’Okei Corral tra Ciampi e Ratzinger e’ stato molto chiaro. Ciampi ha detto:
“Rivendico la laicita’ dello stato e ne sono fiero” (Il che significa: non
immischiarti nella sfera di competenza statale”. Ratzinger ha risposto: “La
Chiesa ha tutto il diritto di difendere le sue impostazioni anche dentro lo
stato” (il che vuol dire: “Continuero’ ad immischiarmi nelle faccende di
Cesare”). L’incredibile relatore sul Tg1 ha invece riferito che il messaggio
di Ciampi aveva voluto significare “Non c’e’ solo la religione nello stato”
e Ratzinger gli aveva risposto: “Non c’e’ solo laicita’ nella chiesa”.
Insomma pari sono. Non e’ arduo vedere come questo modo di riferire le cose
praticamente ne rovescia ogni senso. Nella realta’ due poteri si sono
sfidati, nella finzione del tg1 due poteri si sono mescolati. Non si poteva
essere piu’ scorretti e in mala fede! Ormai l’informazione ha ceduto il
posto alla confusione delle menti.

Abbiamo intrapreso guerre di religione, bruciato vivi eretici, torturate
streghe, fatto pogrom di ebrei, impiccato neri, estinto indios, sterminati
pellirosse, giudicate inferiori le donne, demonizzato i gay o i migranti,
fatta l’apologia alla superiore razza occidentale, predicata la superiorita’
della propria religione o razza o specie o genere o gruppo o classe…. c’e’
sempre stato qualche pretesto per cui un gruppo si e’ dichiarato superiore a
un altro.. e ogni volta si sono tirate in ballo motivazioni religiose,
etiche, ideologiche, sociali per coprire lo squallore del potere che
prevarica per aumentare se stesso. Oggi categorie come comunista, donna,
gay, iracheno, terrorista, relativista culturale, extracomunitario,
meridionale, illuminista… sono di nuovo agitate come alabarde per aprire
nuovi fronti di battaglia, creare nuovi nemici, perche’ il potere famelico
ha bisogno di nemici per avvalorare se stesso e le proprie brame di potere.
Non e’ che il ritorno di Satana, in fondo, il grande separatore. Non importa
se si mette le vesti del presidente clown, o del generale dell’esercito piu’
grande del mondo, o del capo del WTO, o del Papa tanto religioso o del
grande predicatore neocon, il suo sguardo e’ maligno o orrendamente vuoto e
quello che predica e’ sempre la divisione e la guerra, mai l’amore.

Gli esseri umani appartengono tutti alla stessa specie: l’Homo sapiens, una
specie unica. Non ne esistono sottospecie o razze. La biologa Ruth Hubbard
spiega: “Il 75% dei geni conosciuti e’ identico in tutti gli uomini”.
Dell’altro 25% si sa che esiste in piu’ di una variante, ma tutte le
varianti compaiono in tutti i gruppi.
Il presidente della societa’ Human Genome Sciences, dottor William
Haseltine, ha dichiarato che “soltanto lo 0,25% delle nostre informazioni
genetiche di base si puo’ ascrivere a quelle che vengono definite
‘differenze di razza’”.
Perche’ allora parlare di ‘comunista’, ‘islamico’, ‘lesbica’, ‘ultras’? In
termini biologici sono sbagliati. Ogni altro e’ esattamente uguale a noi.
Eppure piccole differenze provocano repulse, condanne, guerre,
disuguaglianze, eccidi, strazi…
Il razzismo non ha mai avuto una base biologica, ha sempre avuto una base
culturale, politica. La natura non e’ mai razzista. Razziste sono le
religioni, i partiti, la politica, l’economia. Il razzismo e’ la
giustificazione dei potenti per perpetrare abomini: guerre religiose,
crociate, genocidi, colonialismi, tratta degli schiavi, dipendenza delle
donne, sterminio degli Indiani, olocausto ebraico…. Dividere gli uomini e
metterli gli uni contro gli altri in base a differenze e’ uno degli
strumenti prediletti del potere. C’e’ chi vince perche’ fa campagne contro i
comunisti, chi contro i gay e chi contro gli extracomunitari. Ci sono i
razzismi politici, quelli religiosi e quelli economici. Ma sempre il
razzismo giustifica la violenza che si vuole imporre. Ogni volta che un
potere sceglie di unificare una massa sparsa contro un capro espiatorio,
dice di farlo per difendere dei valori. Oggi sono di gran moda la democrazia
e i valori della famiglia, ma anche la difesa della vita va alla grande. Si
parla sempre troppo di etica quando si predicano l’odio, la divisione e la
discriminazione. In nome dell’etica si calpesta l’uomo e lo si getta contro
il suo simile, facendo diventare questa Terra un luogo anche peggiore. Ogni
volta si eccita il lato irrazionale dell’uomo, la sua parte bestiale,
viscerale, allontanandolo dalla ragione.
L’odio massifica l’uomo, eppure ci sono 15 milioni di piccole variazioni
genetiche, che fanno di ognuno un essere unico e irripetibile che avrebbe
diritto a essere se stesso, individuarsi per il bene di tutti, e non
confondersi in una “massa oscura animata dall’odio”.
Chiunque insiste sulle differenze creando oggetti da attaccare e’ un
corruttore. In lui si manifesta il diavolo. Un corruttore puo’ essere
ridotto all’impotenza se ci si rifiuta di essere corrotti, se non si cade
nella sua istigazione all’odio, se non si e’ ottenebrati dalla veste
astratta dei valori che sbandiera, solo cosi’ possiamo evitare di essere
asserviti a una politica o a una religione che ci comandano, resistendo e
lavorando sugli elementi unitivi dell’umanita’, quelli che ci fanno vedere
tutti come i membri di una famiglia comune, non come gruppi separati da
respingere in nome di una presunta superiorita’ etica o assolutezza morale.
Se ognuno di noi potesse guardare l’altro come la madre vede il suo bambino,
gli uomini non potrebbero essere che fratelli. Ogni bambino ride allo stesso
modo, ogni bambino piange allo stesso modo, tutti gli uomini hanno gli
stessi bisogni, le stesse paure, gli stessi desideri, il dolore fisico e
quello morale sono uguali per tutti. Se il mondo vivesse di piu’ i valori
della buona madre e meno quello del padre-padrone saremmo tutti piu’ sereni
e vivremo con maggiore sicurezza.
Qualche volta, vedendo le ricadute vergognose della chiesa, della politica e
dell’economia, disperiamo. Ma, come ci ricorda Hitchens, “anche se le macine
dell’evoluzione lavorano lentamente, macinano in modo estremamente fine”.

La cupa vittoria di Ratzinger, l’arida persecuzione di Ruini, l’ossessiva
nocivita’ di Bush, il nero governo delle destre abbarbicato al potere, l’ipocrisia
che si adatta alle nuove bandiere, la corruzione presente in tutti i campi,
nella maggioranza come nell’opposizione, la legge piegata all’ingiustizia,
la criminalita’ in combutta coi potenti ….tutto questo squallore ci pare di
averlo visto mille volte nelle peggiori pagine della nostra storia, come un
serpente che non muore mai.
La Chiesa della politica e del potere ha distrutto la Chiesa del Vangelo. Il
potere e l’amore non possono stare abbracciati. L’uno soffoca l’altro. E’come
se Cristo fosse di nuovo messo sulla Croce e di nuovo il truce soldato
affonda la lancia nel suo costato e prepara spugne intinta di aceto per le
nostre labbra.
Avevamo sete e fame di giustizia. Dobbiamo vedere il serpente che alza la
testa e finge di carezzare i bambini con sguardo saettante.

haiku

“pensavo d’aver visto
un bagliore di speranza ma era
qualcosa che avevo nell’occhio”.

Viviana
vivianavivarelli@fuoriradio.com

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