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Saturday February 17th 2018

MASADA n° 130, 23-5-2005. Anima mia non temere

«Puo’ accadere che in seguito a un momento di stanchezza si preferisca che
un altro pensi in luogo nostro, decida e governi in luogo nostro. Questa
stanchezza interiore annienta la liberta’ che consiste proprio nell’assenso
dell’uomo alle proprie responsabilita’».
“Non tradire piu’ l’uomo. Il cristiano o e’ un resistente o non e’
cristiano!”

« Beati coloro che hanno fame e sete di opposizione».

“ Beati coloro che sono ribelli per amore”

(Padre Maria Turoldo)

Da sempre ci sono state due Chiese, una quella del governo per il governo,
che si allea con la peggiore reazione oscurantista. L’altra quella dell’uomo
e per Dio che si allea a chi soffre e a chi spera.
Questa e’ la Chiesa che amiamo. Questa e’ la Chiesa che vogliamo. Questa e’
la chiesa di Cristo.
Non la Chiesa del potere e dei mercanti del tempio che agiscono per lucro e
desiderio di predominio. Non la Chiesa di Ruini.
(V)

Don Mazzolari,

«Se questa e’ la guerra, se la guerra puo’ imbestialirci a tal segno, chi
domani parlera’ ancora di guerra, chi ci organizzera’ per la guerra – per
qualsiasi guerra – dovra’ essere messo al bando dell’umanita’ ”.

«(Il potente di turno) un giorno mi strappa dai miei, mi veste di una
divisa, mi fa andare in guerra e mi tiene per anni e anni inchiodato al piu’
terribile e disumano dovere di ammazzare e farmi ammazzare»

«I bollettini di guerra documentano la vittoria della bestia sull’uomo».

«Un popolo che ha il senso della propria responsabilita’, neanche ad un
santo deve affidare il proprio destino».

«Ho cercato in tutti i libri e in tutti gli uomini un esempio di liberta’
che si avvicini a quello del Cristo e del suo Vangelo e non l’ho trovato e
giudicherei un sacrilegio, se ci fossero cristiani che non portassero nel
cuore la passione della liberta’»

“La guerra non e’ soltanto una calamita’, e’ un peccato”, “Cristianamente e
logicamente la guerra non si regge”.

“Tradisce chi si rifiuta alla fraternita’ per obbedire ciecamente ai doveri
inventati dagli uomini».

«Il rispetto verso il pastore e’ un dovere, ma se un cristiano, per paura o
falsa riverenza, non vuol vedere nel pastore cio’ che è giusto vedere, e non
dice cio’ che e’ giusto dirgli, non e’ piu’ un cristiano, ma un idolatra. E
quel che e’ peggio, lo mette maggiormente in tentazione di tradire il
proprio mandato»

Don Milani:

“Non c’e’ nulla di piu’ ingiusto quanto far parti uguali fra diseguali”.

“I Gianni di oggi sono ancora piu’ poveri di cultura, piu’ impreparati a
capire la realta’ in cui vivono, piu’ esclusi dal possesso degli strumenti
necessari a cambiarla dei Gianni di un tempo”.

La scuola e’ l’arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da
un lato formare loro il senso della legalita’… dall’altro la volonta’ di
leggi migliori, cioe’ il senso politico. “
suo progresso tecnico
“Per un prete, quale tragedia piu’ grossa potra’ mai venire? Essere liberi,
aver in mano Sacramenti, Camera, Senato, stampa, radio, campanili, pulpiti,
scuola e con tutta questa dovizia di mezzi divini e umani raccogliere il bel
frutto d’esser derisi dai poveri, odiati dai piu’ deboli, amati dai piu’
forti”.

“E’ poi e’ superbia credere alla potenza della propria parola. Con le parole
alla gente non gli si fa nulla. Sul piano divino ci vuole la Grazia e sul
piano umano ci vuole l’esempio”

“L’obbedienza e’ un vizio al quale cedere fa sempre molto comodo”.

………………….
Padre Ernesto Balducci:

…nulla che non fosse male
mi rimase estraneo.

Ma fierezza mi conforta
fino a credere che mi perdonera’.
La fedelta’ mantenuta,
l’istinto, Dio, di te non tradito
l’aver mai tagliato
con le radici, mai rotto
con l’umile gente
o sceso a patti con l’Epulone, mai!
Prima ragione dei miei
amari conflitti
pur con la chiesa:
ragione
che mi rende difficile
accettare perfino
una sorte felice:
che mia madre
e la madre e il padre di Rigoberta
e l’ultimo campesino e il negro di Soweto
siano
in un paradiso dove
giustizia non sia fatta…

“Noi siamo, oggi, testimoni di un nuovo umanesimo nel quale l’uomo si
definisce per il suo senso di responsabilita’ dinanzi agli uomini e alla
storia intera”,

Fratello ateo, nobilmente pensoso
alla ricerca di un Dio che io non so darti,
attraversiamo insieme il deserto.
Di deserto in deserto andiamo
oltre la foresta delle fedi
liberi e nudi verso
il nudo Essere
e la’
dove la Parola muore
abbia fine il nostro cammino.
….
“Ogni illusione sulle magnifiche sorti progressive si e’ spenta – scriveva
due settimane prima della sua morte- Ogni giorno ho notizia di popoli che
attorno a me precipitano nella morte, bambini che, appena nati, senza ancora
avere aperto gli occhi alla vita, si ripiegano nell’inerzia oceanica della
morte …. L’aggressivita’ intrinseca alla stessa tecnologia ha
assottigliato le risorse energetiche e lo ha fatto con tracotanza faustiana
e dunque con criminale follia. Sono certo che nella psiche collettiva questa
estrema precarieta’ del futuro ha generato un collasso della gioia di vivere
e, di riflesso, una spinta all’aggressivita’ endemica”.

…e, poco prima di morire:
“Mi accorgo con gioia di avere a mia disposizione un tempo da vivere e da
riempire di significati”.
…………….
David Maria Turoldo:

Solo a sera m’e’ dato
assistere alla deposizione
della luce, quando
la vita, ormai
senza rimedio, e’ perduta.

Mio convoglio funebre
di ogni notte: emigrazione
di sensi, accorgimenti
delle ore tradite, intanto
che lo spirito e’ rapito
sotto l’acutissimo arco
dell’esistenza: l’accompagna
una musica di indicibile
silenzio.

Invece dovere
ogni mattina risorgere
sognare sempre
impossibili itinerari.

Ma ora a noi avanzano
Solo l’inverno e la notte
E senza scampo sono le nostre vite
In queste citta’ maledette.
La morte siede sugli usci delle case
o con gli zoccoli di cavallo va per le strade
in stridori di migliaia di trombe;
o volteggia trionfante
sul capo in risa di corvi a stormo.

Invece fiorito e’ il deserto, popolata
di uccelli e di alberi la tua solitudine.
Angeli danzano al canto nuovo.

Mio papa, padre del mondo, Giovanni,
ho visto le tue parole frangersi
sulle gemme delle mitrie
come luce dei fari
sul prisma dei paracarri:

Hitler e la Gestapo sono eterni,
ora le vedo quelle tue parole
gemme sull’arena.
….
Tutto deve ancora avvenire
nella pienezza:
storia e’ profezia
sempre imperfetta.

Guerra e’ appena il male in superficie
il grande Male e’ prima,
il grande Male
e’ Amore-del-nulla.
..
E i torturati
in grumi neri
inutilmente
urlano.

Solo parole, o papa:
parole, e di contro
la irreparabile morte
della Parola.
Le chiese, un frastuono
gli uomini sempre
piu’ soli
e inutili.

E il cielo e’ vuoto:
Dio ancor piu’ che morto
assente!

Ieri all’ora nona mi dissero:
il Drago e’ certo, insediato nel centro
del ventre come un re sul suo trono.
E calmo risposi: bene! Mettiamoci
in orbita: prendiamo finalmente
la giusta misura davanti alle cose;
e con serenita’ facciamo l’elenco:
e l’elenco e’ veramente breve.

Appena udibile, nel silenzio,
il fruscio delle nostre passioncelle
del quotidiano, uguale
a un crepitare di foglie
sull’erba disseccata.
………

“Per costruire la pace bisogna cambiare cultura; e tutti sappiamo che i
cambi di cultura sono lenti e difficili. Perche’ cambiare cultura significa
cambiare mentalita’…nel nostro mondo tutto e’ competitivo, tutto e’ fondato
sulla violenza e sulla sopraffazione. E’ competitiva la scuola, e’
competitivo il mercato, e’ competitivo il partito, e’ competitiva perfino la
religione, se non stiamo attenti.
Perche’ la tentazione c’e’: la tentazione di appropriarsi di Dio, invece di
essere noi proprieta’ di Dio. “
Spesso si discute se la guerra e’ giusta o e’ ingiusta. La guerra e’
impossibile!
Questa e’ la nuova categoria che dobbiamo tutti acquisire. Oggi in caso di
guerra non ci saranno piu’ ne’ vinti, ne’ vincitori.
E io ho imparato anche dall’ultima guerra mondiale che non ci sono
liberatori, ma soltanto uomini che si liberano. Infatti, Hitler non e’ stato
vinto, il nazismo non e’ stato vinto, il razzismo non e’ stato vinto. E’
stato solo emarginato, in attesa di esplodere ancora.
Non ci sono liberatori. Provate a chiedere a tutta l’America Latina se
esistono liberatori. …oggi la terra e’ una cosa sola, una nave sulla quale
siamo tutti imbarcati e non possiamo permetterci che affondi, perche’ non ci
sara’ piu’ un’altra arca si Noe’ a salvarci. Il mondo e’ uno, la terra e’
una; e tutti insieme ci salveremo o tutti insieme ci perderemo.
Deve scomparire il concetto di nemico, perche’ una civilta’ fondata sul
concetto di nemico, non e’ una civilta’, ma una barbarie. La civilta’ e’
solo quella della pace”
….

«Sta per arrivare un tempo in cui sara’ da ricordare chi diceva cosa.»
(Bruno Pischedda)

Brani tratti dalla SALMODIA DELLA SPERANZA di Padre Maria Turoldo.

Il dramma, composto nei giorni tragici dell’autunno del ’43 sotto i
bombardamenti, fu ripetuto, 60 anni dopo la liberazione, da Moni Ovadia nel
duomo di Milano davanti a una grande folla commossa. Scritto con furore e
dolcezza infinita, come una immaginaria celebrazione eucaristica, in cui
alle parole dell’officiante si sovrappongono i lamenti dei perseguitati e le
urla bestiali degli aguzzini, intreccia vita e rito e celebra la liturgia
della liberta’, in nome dello spirito cristiano della RESISTENZA.
La liberta’ e’ un fardello scomodo che richiede un pesante impegno e una
responsabilita’ che molti non vorrebbero. Per questo, scrive Turoldo: “Agli
Italiani peso’ anche essere liberi”.
http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=239379

Udite la voce del quarto animale:
un cavaliere dal piede al capo vestito di teschi, eserciti di belve chiama a
raccolta.
A lui e’ dato ogni potere sulle quattro parti della terra.
Dalle selve di tutta l’Europa
si e’ levato un gracidare di corvi a stormo.
Gridi di corvi a stormo fanno vibrare di bianco
il silenzio mortale delle strade,
il silenzio delle case vuote,
il silenzio impaurito delle campane.
Talloni di acciaio a milioni
continueranno a ritmare
il notturno stupore delle capitali morte.

PRIMO DITTATORE
Popolo mio, popolo che amo,
o popolo grande e sovrano,
popolo!
…Dacci la tua anima una volta per sempre.
La tua anima e’ un peso troppo grande
alle tue forze,
un lusso pericoloso.

PRIMO CORO
Parlano bene.
A che serve l’anima se abbiamo bisogno di pane.
….
DITTATORI
Cedi davanti a noi
come davanti alle leggi della vita.
Saremo noi per te i giudici del bene e del male.
……Ai primi che rinnegheranno la loro anima
saranno colmate le mani di tutti i tesori.
Questo e’ il vero, e’ il necessario,
e’ il tuo bene, o popolo.

SECONDO CORO
Uomini d’Europa,
uomini d’Europa,
questo non e’ vero, questo non e’ necessario.
Vere saranno le pene atroci
che dovreste soffrire,
necessaria l’aspra certezza
che siete tutti in inganno.

Un due’, un due’, un due’:
talloni di acciaio
a milioni sui selciati deserti.
Ormai pietra e’ divelta da pietra,
ogni casa e’ una tomba
ogni uomo e’ una bara.
Maggiore il vuoto oramai tra cuore e cuore
che fra la terra e gli astri.
……
MADRE
Siamo la semente gettata sotto terra.
Non tutti germineremo.
Ognuna di quelle scarpe ferrate
che passano sul nostro capo
puo’ calpestarci, fracassarci,
per caso, per malvagita’,
per il piacere di distruggerci.
…..
GIOVANE
Vi e’ nella nostra vita un momento nel quale chi è vissuto per un ideale
deve decidere di
abbandonare le parole.
……
PRIMO CORO
Dio, che sei verità e liberta’
facci liberi e intensi,
vestici della tua armatura.
….Signore,
che porti la spada e la gioia,
ascolta la preghiera di noi,
ribelli per amore.
….
DITTATORI
Siamo d’accordo sul principio
che per nessuno proviamo pena
o altro sentimento,
se non per il nostro grande popolo.
…..
Un’ignota fanciulla di Francia ha scritto sul muro della cella:
Mi hanno messo in catene,
ma il mio cuore e’ libero di sperare,
di credere in un avvenire radioso.
La’ se domani muoio
slegatemi i piedi.
….
Franz Mager, di Vienna,
di anni quarantasette, falegname,
giustiziato:
Ho dovuto morire perché la solidarieta’ umana mi era filtrata nel sangue,
perche’ stimavo superiore alla mia salvezza personale il rispetto verso il
mio prossimo,
verso i miei compagni di lavoro.
Non ho commesso alcun delitto contro lo Stato.
E non sono nemmeno un eroe, un martire,
sono soltanto ciò che sono sempre stato,
un uomo semplice, semplicissimo,
che ha dovuto morire perche’ non era adatto per questi tempi.
….
GIOVANE STUDENTE
A guerra terminata, vi esprimo il mio ultimo desiderio:
dovete prendere un orfano tedesco al mio posto.
…..
PRIMO CORO
Credo ogni uomo possa tornare fanciullo.
Credo ogni fanciullo sia messaggero di Dio.
Dobbiamo cessare di temere gli uomini
e volere solamente l’amore.
Ho certezza che Dio si riveli ogni giorno
ad ogni uomo veramente sincero.
Cessiamo tutti di essere sordi
alla piccola e silenziosa voce.

E udii una gran voce dal trono, che diceva:
«Ecco Dio si e’ attendato con gli uomini.
Essi saranno il suo popolo e Dio stesso sara’ il loro Dio.
Egli asciughera’ ogni lacrima dai loro occhi, e non sara’ piu’ morte, ne’
lutto ne’ grida ne’ travaglio;
perche’ le cose di prima se ne sono andate».
E disse:
«E’ fatto! Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine.
A chi ha sete, io daro’ della fonte dell’acqua della vita gratuitamente.
Chi vince, ereditera’ queste cose, e io saro’ Dio per lui e lui sara’ per me
un figliolo».
E vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo di prima e la terra
di prima se ne sono andati e il mare non c’e’ piu’.
……………………………………………………………………………………………………
(Risorgono antichi mostri: la violenza fine a se stessa, il male per il
male, la disgregazione delle comunita’, il razzismo, la xenofobia, il
fondamentalismo, le crociate, la religione usata come spada, la guerra
permanente, la legge del piu’ forte, lo spregio alla giustizia, il fascismo
dei mercanti che si unisce al fascismo dei governanti e al fascismo del
peggiore clero, il materialismo del potere in ogni atto di vita…
di riscontro si aggrava l’ignoranza dei popoli, l’ignavia e il torpore, la
resa a idoli di basso livello, il fanatismo becero e cieco, la sopravvivenza
solo materiale…
mentre i valori diventano parole vuote che vengono agitate come ingannevoli
simulacri, e, per idolatrare queste vuote parole, sempre piu’ si dimentica l’omo. )
V.

…………………..

If there is today a ‘political imaginer’….
If there is today a ‘religious imaginer’….
perhaps we have hope

………………………………………………..
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