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Monday February 19th 2018

le radici dell’odio

LE RADICI DELL’ODIO

“Non vi è frontiera del Medio Oriente che non sia stata tracciata o negoziata a Londra. Il Medio Oriente moderno è letteralmente made in England” (Sergio Romano, Corriere della Sera 9 luglio 2005)

Chi crede che il colonialismo sia una pagina del passato, magari quasi folcloristica, e che nulla ha a che vedere con la Storia moderna, deve ricredersi e deve cercare di comprendere le radici dell’odio dal punto di vista di chi il colonialismo ha subito.
Vi sembrerà impossibile, ma già nel 1920, ad una rivolta sciita contro l’occupazione coloniale si rispose con massicci bombardamenti aerei e, secondo alcuni cronisti, con uso di gas-asfissianti, e a Kerbala, città santa degli sciiti, fu proclamata la “Jihad” contro la Gran Bretagna. E non parliamo di preistoria, in quel tempo Winston Churchill era ministro delle colonie inglesi.
Nel periodo che va dagli anni venti alla fine della 2° guerra mondiale la “vocazione civilizzatrice” britannica si espresse con la creazione di Stati prima inesistenti, con l’insediamento di governi fantoccio, il tutto gestito con trame di servizi segreti, corruzione e repressione militare.
Per non perdere l’allenamento, nel 1947 in Iraq una rivolta antiinglese, ma filotedesca, fu stroncata con l’aviazione.
Mentre la politica imperiale inglese “colpisce ancora” nell’appoggiare la traumatica formazione dello Stato di Israele, arriviamo a quei fatti che sono direttamente all’origine dei problemi attuali, ossia l’ascesa al potere di Saddam Hussein in Irak nel 1979, mentre in Iran, nello stesso fatidico anno, l’ayatollah Komeini prende il potere facendo cadere il maggior alleato degli Usa nella zona: lo scià Reza Phalevi.
Ed ecco materializzarsi in quell’area, dopo un secolo di strapotere colonialista, il neo-colonialismo Usa che mette a libro paga il dittatore Saddam, lo riempie di armi moderne e gli fa scatenare una guerra contro l’Iran che durerà 8 anni, con un milione di morti, guerra per procura per colpire un paese che aveva rinnegato l’interessata amicizia degli Usa (leggi per il petrolio).
Questa ennesima, e mai abbastanza condannata, ingerenza coloniale, nell’area che produce il 70% del petrolio mondiale, finì con il bel risultato di aver creato un dittatore super armato, libero di scatenare le sue ambizioni e, il 2 agosto 1990, l’esercito irakeno invade il Kuwait (altro paese inventato dagli inglesi).
Si offre così agli Usa, su un piatto d’argento, la possibilità di intervenire militarmente nell’area, come “LIBERATORI” contro un dittatore da essi incoraggiato e armato.Un capolavoro! E siamo alla 1° guerra del Golfo di Bush padre, con le truppe anglo-americane di nuovo insieme, felici di poter finalmente sperimentare sul campo nuove armi, visto che quelle vecchie le avevano ammollate a Saddam. Naturalmente bombardamenti a tappeto, e comunque sul campo non c’è storia contro una schiacciante superiorità tecnologica, ma ci si ferma prima di arrivare a Bagdad, forse intuendo i problemi che poi avrebbe trovato Bush figlio.
Seguono lunghi anni di sovranità limitata per Saddam, con il controllo Usa dei cieli e un odioso e inutilmente crudele embargo, esteso alle medicine, che causerà la morte (dati Unicef) di mezzo milione di bambini.
La seconda guerra del Golfo, scatenata nel 2003 dopo una campagna mediatica a base di notizie false, omissioni, bugie, è ancora in corso, è storia dei nostri giorni e ne vedremo gli sviluppi, anche perché si sta già allestendo un palcoscenico ostile all’Iran che, secondo gli Usa, non ha diritto a possedere una sua tecnologia nucleare ed è una “minaccia” per l’Occidente.
Questo ripassino di storia, che non fa mai male, per poter fare qualche riflessione.
-Non si capisce perché si definiscono terroristi coloro che si vendicano di soprusi, invasioni, bombardamenti, massacri, durati quasi un secolo. E soprattutto perché non ci sia una ovvia accusa di terrorismo contro chi queste violenze ha esercitato per primo, non provocato, a freddo, per dei calcoli di predazione economica.
Se si cercassero le “radici dell’odio”, se si parlasse del colonialismo come il più orrendo dei delitti, all’origine di tutte le tensioni internazionali oggi esistenti, e si facessero nomi e cognomi dei responsabili, si porrebbe la prima pietra perché le bombe di Londra non si ripetano più.
Ma “l’idiozia petrolifera” di Bush e Blair tira dritto. Incuranti di portare verso il radicalismo più di un miliardo di musulmani, parlano di vittoria contro il terrore, senza voler ammettere che, per far sparire il terrorismo, basterebbe abbandonare per sempre quelle terre e le relative basi militari, e dichiarare che il petrolio è “semplicemente” proprietà privata dei popoli mediorientali, che hanno la facoltà di farne ciò che vogliono.
Ma anche il Papa è sceso in campo, e l’impressione è che si schieri con Bush che vuole farne una guerra di religione e di civiltà, per contenere l’Islam, che poi è la cortina fumogena dietro cui si nascondono i guerrafondai. Ci mancava pure il “pastore tedesco”!
Vorrei concludere queste mie riflessioni rivolgendomi ai nuovi governanti iraniani: per favore, non continuate con questa avventura nucleare. Anche se in punto di diritto avreste tutta la legittimità per avere una potenza nucleare, per fronteggiare la potenza nucleare israeliana (creata dagli Usa), non offrite questo pretesto a Bush per muovervi guerra. Organizzate, invece, non un esercito tradizionale, ma un intero popolo, non con armi di attacco, ma di difesa. Addestrate 70 milioni di persone e fornitele di armi modernissime anti-carro e anti-elicottero, armi leggere da spalla da tenere in casa, e preparatele alla guerriglia di resistenza. Il Vietnam vinse la guerra contro gli Usa con un popolo in armi, e nessuno sano di mente attaccherebbe un paese così organizzato.
Siate lungimiranti, possedere qualche bomba atomica significa avere la tentazione di usarle e ciò potrebbe fare il gioco dei militaristi Usa che sarebbero legittimati a dare una risposta così devastante da fare dei paesi petroliferi una provincia del Texas. Sono sicuro che i generali del Pentagono tifano per il nucleare iraniano e temono la costituzione dell’esercito popolare di difesa.
Lasciate al trio Bush, Blair, Sharon il ruolo di colonialisti aggressori. Resistete.
-E ascoltate le parole del vecchio saggio indiano “Hopi”: gli uomini dell’oro nero sono molti, sono come un mare immenso e non possono essere esiliati, come accadde per noi. Se i soldati bianchi non ritornano da quelle terre, l’oro nero luccicante dell’avidità avvelenerà le loro menti e molti potrebbero annegare in quel mare-.

Avevo appena finito di scrivere queste mie riflessioni quando ho letto l’intervista al regista inglese Ken Loach sull’ultimo numero de “L’Espresso” a pag. 35, che mi ha scaldato il cuore, e di cui propongo qualche frammento.
Domanda del giornalista: perché dopo anni di coesistenza pacifica con la comunità musulmana questo atto di sfida deliberata?
Risposta di Loach: “ il danno non risale ad oggi. Il danno lo ha fatto Tony Blair quando ha deciso di seguire Bush in Iraq. Lì si è creata la rottura, era impossibile che qualcuno della comunità musulmana non reagisse.
Non possiamo da un lato accettare con tranquillità l’uso della tortura, come si fa a Guantanamo, e poi scandalizzarci per atti di terrorismo.”
Domanda : La sola risposta possibile è la politica?
Risposta : “Una buona politica. Risolviamo il conflitto israelo-palestinese, ritiriamoci dall’Iraq, rimuoviamo le cause di povertà e di ingiustizie che affliggono il mondo musulmano: sono certo che tutto questo rappresenterebbe un’eccellente risposta al terrorismo e al fondamentalismo”.
(18.7.05)

Un’altra boccata d’ossigeno arriva oggi 21 luglio dal Sindaco di Londra Ken Livingstone, laburista, che dice “Il terrorismo colpa della nostra politica in Medio Oriente” E aggiunge: “chi ha seminato bombe a Londra è un vigliacco e un assassino, ma lo ha fatto anche perché da 80 anni, dai tempi di Lawrence d’Arabia, gli occidentali assetati di petrolio manipolano i destini del Medio Oriente. E se la Gran Bretagna avesse dovuto sopportare ciò che sopportano alcuni popoli arabi, avrebbe prodotto anche essa i suoi attentatori suicidi. Abbiamo sostenuto governi impresentabili, ne abbiamo rovesciati altri che non erano amici, negli anni 80 gli americani hanno addestrato Osama Bin Laden insegnandogli come uccidere e fabbricare armi contro i Russi. Non hanno mai pensato che, una volta costruito il personaggio si potesse rivoltare contro i suoi creatori”.
(Ken Livingstone, Sindaco di Londra, Corriere della sera 21 luglio 2005)

Se si è in buona fede e non si hanno disegni inconfessabili, come Bush e Blair che invocano “Asse del Male”, “guerre di religioni” o scontri di civiltà”, è facile arrivare a conclusioni condivisibili da tutti, estirpando per sempre le “radici dell’odio”

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