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comunità di poesia e lotta dal 2002
Monday April 23rd 2018

Notiziario animalista

Gli animali hanno propri diritti e dignità come te stesso.
E’ un ammonimento che suona quasi sovversivo.
Facciamoci allora sovversivi: contro ignoranza, indifferenza, crudeltà. Marguerite Yourcenar
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GSul sito di Bairo – alla pagina http://www.bairo.info/messaggi.html sono pubblicati cinque messaggi:1) Tradizione secondo Francesco
2) I maghi di Striscia la notizia
3) Uno nessuno e centomila
4) Uomo oggetto
5) Armonioso binomioPer aderire ai messaggi sopra elencati basterà compilare il modulo di adesione con nome, cognome e città una sola volta
La firma sarà considerata valida per tutte e cinque le proposte.
Fonte: mailing list Gruppo Bairo
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Sesso fatale… per lo scarafaggio
Le apparenze ingannano.
Uno scarafaggio avvelenato: il profumo era quello di una femmina
pronta per l’accoppiamento, ma era una trappola.
Ci hanno messo quasi trent’anni ma alla fine ce l’hanno fatta. Un’équipe di studiosi della Cornell University di New York, coordinata dal professor Wendell Roeloefs, è riuscita a individuare una sostanza chimica che attira irresistibilmente i maschi dello scarafaggio più infestante e pericoloso del mondo, la blatta grigia o, come la chiamano gli entomologi, Blattella germanica. La sostanza è contenuta in un feromone, cioè un richiamo chimico emesso dalla femmina per segnalare che è pronta per l’accoppiamento.
Adescamento a distanza. È talmente efficace che i maschi la percepiscono anche da centinaia di metri: per questo si pensa di utilizzarla come esca per attirarli in trappole piene di microrganismi altamente contagiosi e letali (per gli scarafaggi naturalmente). Un’idea già utilizzata con successo per combattere altri insetti infestanti, ma che con la blatta grigia non è mai stato possibile mettere in pratica.
Femme fatale. Per trovare la composizione chimica del feromone, e quindi la sostanza che fa letteralmente impazzire i maschi, la ricerca è stata lunghissima. Anche perché gli scienziati non capivano con quale organo le femmine la producessero. Roelefs e la sua squadra alla fine hanno capito che si trattava di una ghiandola sulla punta dell’addome. A quel punto hanno isolato il feromone e hanno verificato in che modo le antenne dei maschi rispondevano ai suoi vari componenti chimici. Alla fine è stata isolata una molecola che può essere facilmente prodotta artificialmente e può essere utilizzata per realizzare le tanto sospirate trappole.
Fonte: Focus
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Allestita dal Wwf nelle campagne
Un’oasi naturalistica dove vive il gatto selvatico
Per festeggiare i vent’anni dalla fondazione la sezione del Wwf si è regalata una piccola oasi naturalistica, il Parco agricolo ambientale di Piolanas. L’area protetta è nata nel 1989 grazie all’iniziativa di Giovanni Piredda, tra i soci fondatori del Wwf nel Sulcis. Ambientalista convinto aveva messo a disposizione ottanta ettari della sua azienda di famiglia per farne un’oasi naturalistica. Così è nato il parco. Nel corso degli anni i soci del Wwf hanno arricchito l’area. Hanno tracciato sentieri e sistemato cartelli con l’indicazione di sentieri e itinerari. In più hanno messo a dimora alberi ed essenze tipiche del Mediterraneo. Ora lungo i sentieri si trovano i peri selvatici secolari i macchioni di lentisco e gli olivastri pluricentenari tipici di quell’area. Nell’oasi cresce anche la flora tipica di altre aree. In un angolo del parco, per esempio, sono state impiantate le essenze che nascono spontaneamente lungo la costa. In un altro fazzoletto di terra si trovano quelle tipiche della montagna. Il parco che si trova a metà strada tra Carbonia e Iglesias, è raggiungibile attraverso la strada provinciale per Villamassargia. Nell’area vivono tante specie di animali selvatici. Una delle più rare è il gatto selvatico. Cacciatore infallibile e spietato trova prede e protezione tra i cespugli di mirto e le praterie di asfodeli. Anche la martora vive tranquilla nel piccolo paradiso terrestre. Non è difficile neppure avvistare i rapaci che volteggiano nel cielo cercando di avvistare le gallinelle d’acqua che nuotano in piccoli specchi d’acqua. «Ma non ci sono solo flora e fauna da ammirare – spiega Lara Corona, presidente della sezione del Sulcis-Iglesiente dell’associazione ambientalista ?. Il parco agricolo ambientale di Piolanas custodisce anche le arenarie più antiche d’Italia risalenti a milioni di anni». La piccola oasi naturalistica, è stata visitata da decine di scolaresche nel corso degli anni. «Presto per loro creeremo strutture particolari ? spiega Piredda ? recuperando gli edifici di vecchie corti e medaus tra i quali esiste ancora una pinneta, la capanna tipica dei pastori». Domani il parco sarà a disposizione di tutti gli appassionati e dei curiosi. Guidati dagli esperti del Wwf potranno compiere un tuffo in una natura mozzafiato. Marco Venturi
Fonte: L’Unione Sarda (Carbonia)
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Canile, si inaugura l’ambulatorio
(gne) Sarà inaugurato giovedì prossimo, alle ore 10,30, l’ambulatorio veterinario che si trova all’interno del canile municipale di contrada Ciavolotta. Al taglio del nastro parteciperanno il sindaco Aldo Piazza, l’assessore alla Sanità Salvatore Infurna. L’ambulatorio realizzato in collaborazione tra l’amministrazione comunale e l’Azienda Sanitaria Locale, servizio di veterinaria, consentirà di effettuare a regime gli interventi di sterilizzazione dei randagi, nonch‚ l’inserimento di microchip er il riconoscimento degli animali e per l’istituzione dell’anagrafe canina, oltre alla cura degli animali traumatizzati. Anche se i primi interventi sono stati eseguiti, adesso, l’ambulatorio prenderà a funzionare regolarmente. Si sblocca così il servizio di cattura che è interrotto da circa un anno a causa della presenza eccessiva di randagi all’interno della struttura. Sono centosessanta gli animali accuditi nel rifugio dai volontari dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali), che gestisce la struttura. G. Ne.
Fonte: Giornale di Sicilia (Cronaca Provincia di Agrigento)
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Cavalla e puledro a spasso: denunciato proprietario
(gium) La voglia di “gironzolare” di una cavalla e del suo puledrino sono costati al proprietario una denuncia per pascolo abusivo. E’ accaduto a M. L., 65 anni, nicosiano, deferito alla procura della Repubblica che a suo carico ha aperto un fascicolo. Tre giorni fa il proprietario di un fondo in contrada Itria ha chiamato la polizia, segnalando che sul suo terreno aveva avvistato, tranquillamente intenti a pascolare, due animali che non gli appartenevano. Gli agenti della volante che sono intervenuti hanno constatato che effettivamente sulla proprietà dell’uomo che aveva telefonato si trovava una cavalla con il suo piccolo. Gli agenti hanno accertato che probabilmente i due animali provenivano da un terreno vicino e che avevano sconfinato utilizzando un punto non recintato tra le due proprietà. I poliziotti hanno rintracciato il proprietario dei cavalli e lo hanno informato dell’accaduto. M. L. ha recuperato i due esemplari e li ha riportati sul suo terreno. L’episodio sembrava concluso, ma il giorno successivo al commissariato si è presentata la persona che aveva chiesto l’intervento degli agenti. L’uomo ha spiegato che cavalla e puledro erano nuovamente sulla sua proprietà e gironzolavano indisturbati. Ha aggiunto che poich‚ il proprietario non si cura di evitare gli sconfinamenti ha deciso di denunciarlo per pascolo abusivo. Cavalla e puledro sono stati nuovamente recuperati da M. L. che, per evitare altre denunce, dovrà provvedere a chiudere il passaggio utilizzato dei due animali.
Fonte: Giornale di Sicilia (Cronaca Provincia di Enna)
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Donna assalita dai cani
LIPARI. (bl) Una donna, M.C. di quarantanove anni, è stata assalita da una decina di cani randagi, è finita a terra ed è rimasta contusa. E’ accaduto l’altra sera – intorno alle 22 – ad una signora di Pianoconte, che stava passeggiando nella via principale (il corso Vittorio Emanuele) quando all’improvviso è stata rincorsa da una decina di cani randagi randagi. Raggiunta, è finita per terra terra. E stata soccorsa da alcuni passanti e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale. I medici le hanno riscontrato un trauma cranico e uno stato di choc. Ma le sue condizioni non sono gravi. I familiari hanno preannunciato la denuncia ai carabinieri di Lipari e sono anche intenzionati a richiedere i danni al Comune. Nonostante le continue segnalazioni fatte dai cittadini eoliani, infatti, non si è ancora riusciti a stroncare il fenomeno del randagismo. E i cittadini sono preoccupati anche per il rischio infezioni e soprattutto per i bambini che potrebbero essere coinvolti in qualche “assalto” ad opera dei cani randagi, visto che “passeggiano” tranquillamente per le vie del centro e anche nell’area portuale di Sottomonastero. B. L.
Fonte: Giornale di Sicilia (Cronaca Provincia di Messina)
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La storia Un gatto in Vaticano dopo due secoli
Con tutto il da fare che avranno in questi giorni per risistemare l’appartamento apostolico, dove si sistemerà Benedetto XVI, c’è da augurarsi che trovino il tempo per pensare all’angolo che ospiterà il gatto del Papa. Qualcuno ha fatto cenno alla predilezione per i gatti del nuovo Pontefice. E c’è da essere certi che almeno di uno non vorrà fare a meno. Potrà tenergli compagnia negli alti silenzi della nuova casa, mentre la sua mente rincorrerà le auliche spire di tutti i teologi della storia.
Non si ha notizia di animali che in tempi recenti abbiano allietato la solitudine papale. Pio XII sembra avesse dei canarini, con i quali si dilettava in cinguettanti conversazioni. Per trovare un gatto in giro per i palazzi apostolici bisogna risalire fin a Leone XII, nel 1823. Quando Annibale Della Genga divenne papa, assumendo il nome di Leone XII, aveva 63 anni: era un uomo ammalato, triste, solitario. La sua devozione al distacco dal mondo era totale: sembrava che Roma dovesse trasformarsi in un convento. Furono chiusi tutti i teatri, cessati i balli, vietate le feste campestri.
Questo tipo di Papa dovette far fronte a sollevazioni e attentati diffusi in tutto lo Stato della Chiesa. Per reprimere le teste calde Leone XII incaricò il cardinale Agostino Rivarola, un genovese che non scherzava: il porporato scatenò infatti una durissima repressione e fece fuori 513 “disturbatori”. Nell’anno giubilare, il 23 novembre 1825, dopo un processo sommario, in piazza del Popolo.
Leone XII, che si disinteressava a tutto questo, aveva un amico con il quale conversava volentieri e che lo andava a trovare sovente. Si trattava dell’ambasciatore di Francia, un reazionario della più bell’acqua: François-René de Chateaubriand, anch’egli un tipo solitario. Col papa doveva trovarsi a perfetto agio. Ed è lui, nel suo straordinario diario, noto come Memorie d’oltretomba, a far cenno al gatto del Papa. Gatto che si chiamava Micetto. «Sua Santità – annotava Chateaubriand – mi ricevette in udienza privata.
Leone XII, alto, con un’aria insieme serena e triste, porta una semplice sottana bianca. Vive senza sfarzo e se ne sta in uno studio povero, quasi senza mobili. Non mangia quasi niente; si nutre, con il suo gatto, di un po’ di polenta. Sa di essere molto malato e si vede deperire con una rassegnazione che assomiglia alla gioia cristiana: metterebbe, come Benedetto XIV, la bara sotto il letto… Ha per compagno un grosso gatto grigio-fulvo a strisce nere trasversali, nato nel Vaticano nella loggia di Raffello: Leone XII lo ha allevato in un lembo del suo abito». Quando, il 1° febbraio 1829, il Papa morì, il gatto fu ereditato da Chateaubriand, il quale però non dice a quale titolo. Lo portò con sé i Francia, per la gioia della sua amante Juliette Récamier che presentava l’illustre felino giustamente come “il gatto del Papa”. «Cerco di fargli dimenticare l’esilio – scriveva ancora Chateaubriand – la Cappella Sistina e il sole della cupola di Michelangelo, sulla quale andava a spasso lontano da terra, ignaro della sontuosità in cui la sorte lo aveva fatto nascere e vivere». Giuseppe Marcenaro
Fonte: Il Secolo XIX Web
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«Lo sporco di cani e piccioni rovina via XX Settembre»
Sono un cittadino savonese, nato in questa città. Da quando sono in pensione amo molto le passeggiate mattutine. Ma quello che ho visto a Savona di recente mi sconvolge:
1) Passeggiavo lungo via XX Settembre lato tribunale, mi sono messo il fazzoletto sulla bocca per la puzza che emanavano gli escrementi e l’urina dei cani, le aiuole ne erano piene e anche i marciapiedi.
2) Tutti i marciapiedi sono sporchi di escrementi di colombi, sono passato sotto il portico di via Paleocapa e gli escrementi mi sono caduti in testa, i marciapiedi sono sporchi di urina, carte, ecc… Una volta passava la macchina a lavarli, ora non si vede più;
3) I giardini di via Amendola non sono mai controllati, non esiste il vigile di quartiere, i vigili comunali non si vedono mai; le panchine sono tutte sporche di cacca di colombi, i bambini e i pensionati non si possono sedere, ci sono i cani che sporcano nella aiuole, pur non essendo quella un’area canina;
4) I vigili fanno le multe a macchine che sono parcheggiate lungo la strada per fare una commissione di cinque minuti; in via dei Mille ho assistito per tre volte a una lite tra un vigile e un fruttivendolo.
Il nostro sindaco dovrebbe fare delle lunghe passeggiate a piedi per constatare di persona come sono sporche le strade della nostra città. E poi si pretende il turismo delle navi che approdano al porto. Ma come si fa a presentare ai turisti una città così sporca? La gente scappa invece di visitarla.
Sono un cittadino che ha sempre pagato le tasse e vorrei che la mia città fosse un po’ più pulita. A. P.
Fonte: Il Secolo XIX Web
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Marciapiedi imbrattati dai cani giro di vite del sindaco Tabbò
Albenga Strade e marciapiedi più puliti, guerra aperta agli ‘insozzatori’ a quattro e soprattutto a due zampe, ma anche veri e propri servizi igienici pubblici riservati proprio ai cani.
Il nuovo sindaco Antonello Tabbò inaugura il suo mandato con una crociata contro la sporcizia, e ieri mattina ha convocato il vicecomandante vicario della polizia municipale (a proposito, uno dei nodi più delicati che dovrà sciogliere sarà proprio quello della guida dei vigili) e ha raccomandato il massimo rigore nei confronti di tutte quelle infrazioni piccole e grandi che contribuiscono a sporcare le vie cittadine. In particolare Tabbò punta l’indice contro molti proprietari di cani non proprio educatissimi che lasciano che i loro amici a quattro zampe depositino le loro deiezioni (termine un po’ più elegante di quello tanto caro a Cambronne, ma dal punto di vista pratico e olfattivo cambia poco) un po’ ovunque e neppure provvedono a raccoglierle. E attenzione, perché ad andare incontro a sanzioni pecuniarie non saranno solo i titolari dei quadrupedi colti in flagrante, ma anche tutti quelli che verranno fermati per i controlli e non saranno in grado di mostrare paletta, sacchettino e tutto il necessarie per ripulire il selciato. In compenso, però, l’amministrazione sta pensando di dare ai cani la possibilità di espletare i propri bisogni senza costringere i loro amici bipedi a spiacevoli interventi di pulitura oppure ad andare incontro a multe salate. Alcune ditte specializzate hanno già inviato le loro proposte per i wc canini.Oltre ad occuparsi degli animali, Tabbò si interessa anche delle piante decretando lo stop immediato alle operazioni di potatura. Terminato lo sfrondamento dei tigli secolari di Viale Martiri della Libertà i giardinieri si fermeranno per evitare che la potatura nel periodo primaverile, quello della ‘rinascita’ della vegetazione, comprometta la salute e lo sviluppo delle piante. Ovviamente le cesoie torneranno in azione tra qualche mese, quando tra l’altro bisognerà trovare soluzioni un po’ più efficaci di quelle sin qui adottate per liberare le strade dalle auto in sosta che proprio in Viale Martiri hanno complicato non poco il lavoro dei giardinieri, a dispetto dei cartelli di divieto di sosta. «Neppure la rimozione è un rimedio efficace – fanno sapere dalla polizia municipale – perché il tempo necessario a rimuovere le auto in sosta vietata spesso supera quello previsto per i lavori». L. Reb.
Fonte: Il Secolo XIX Web
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ATTENTATO AL MATTATOIO DI SELARGIUS, IN SARDEGNA. L’ENPA – CHE SCOPRI’ IL TRAFFICO DI MAIALINI – CONDANNA IL GESTO
– – Una esplosione ha devastato nella notte tra domenica e lunedì il mattatoio di Selargius, in Sardegna. Lì, due anni fa, le Guardie Zoofile dell’Enpa bloccarono un camion stracarico di maialini proveniente dalla Germania. Sul posto, a seguito dell’attentato, sono ancora in corso i rilievi dei carabinieri della compagnia di Quartu e quelli del Ris (Reparto investigazioni scientifiche). Tra le piste c’è quella dell’eco-terrorismo.
L’attentato è stato duramente condannato dall’Enpa. “Condanniamo gesti di questo tipo – ha dichiarato il coordinatore regionale della Protezione Animali in Sardegna, Emanuele Deiana –, vigiliamo sulla tutela degli animali e chiediamo solo il rispetto della legge”.
Due anni fa, proprio davanti al mattatoio privato, le Guardie Zoofile dell’Enpa bloccarono un camion stracarico di maialini. Molti animali erano già morti a causa delle cattive condizioni di trasporto. Il tir era stato seguito fin dalla sua partenza, in Germania, da alcuni animalisti tedeschi in contatto con le Guardie Enpa della Sardegna. Finì con una pesantissima condanna ai due conducenti del mezzo pesante da parte delle autorità tedesche.
I carabinieri indagano per scoprire i responsabili dell’attentato. La pista dell’eco-terrorismo è quella più seguita dagli investigatori: a supporto ci questa tesi ci sarebbero infatti molti altri attentati simili – ma meno devastanti – ai danni di macellerie e allevamenti della zona. L’Enpa condanna il gravissimo gesto e conferma l’intenzione di utilizzare tutti gli strumenti legislativi a disposizione per proteggere gli animali da allevamento.
Fonte: Comunicati Enpa
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PUBBLICATA LA NUOVA GUIDA AI PRODOTTI NON TESTATI SU ANIMALI. L’AUTRICE E’ UNA VOLONTARIA ENPA
Un preziosissimo strumento per il consumatore che ama gli animali e per chi fa del consumo critico una scelta. Dopo la prima, fortunata edizione del 2001, è stata aggiornata e ripubblicata la “Guida ai prodotti non testati su animali”. L’autrice è Antonella De Paola, insegnante che da anni si batte per l’affermazione dei diritti degli animali e per la diffusione della cultura vegetariana, volontaria della Sezione Enpa di Savona.
Pubblicata da Edizioni Cosmopolis ( http://www.edizionicosmopolis.it ), la Guida contiene centinaia di informazioni su aziende classificate in base al livello di etica della produzione e al benessere degli animali e sui prodotti di uso comune.
Cosa c’è dietro l’etichetta? Per commercializzare un prodotto, ci sono animali che hanno sofferto a causa della sperimentazione? A queste e ad altre domande risponde Antonella De Paola, che nel suo prezioso e puntuale lavoro passa in rassegna tantissimi prodotti e ne indica le caratteristiche. Il punto di vista è, ovviamente, quello di chi ama gli animali e non tollera l’idea di consumare prodotti commerciali testati su cavie ma anche su cani e gatti. La “Guida ai prodotti non testati su animali” è un manuale per il consumatore critico: sono elencati cosmetici, prodotti alimentari, prodotti per il bucato, surgelati, carne, carta igienica, marmellate. Insomma, tutto ciò che si trova sugli scaffali di un supermercato è stato “vivisezionato” e classificato. Il libro di Antonella De Paola è un’ottima guida per l’animalista ma anche per chi – pur non impegnandosi per gli animali – non sopporta la sperimentazione su esseri viventi. Ma è, inoltre, un modo efficace per orientare eticamente i consumi in modo da convincere le piccole e le grandi aziende a non provocare violenze e sofferenze agli animali, spesso senza alcuna reale necessità.
E’ etica anche l’iniziativa editoriale: come è successo per la prima edizione, i diritti d’autore saranno interamente devoluti al canile di Cernavoda, in Romania. Con i diritti della prima versione della “Guida”, spiega Antonella De Paola, sono state finanziate circa 3000 giornate alimentari e cinquanta sterilizzazioni in Romania.Antonella De Paola
Guida ai prodotti non testati su animali
Edizioni Cosmopolis (( http://www.edizionicosmopolis.it )
Seconda edizione
Pagine: 232
Costo: euro 16,00
Fonte: Enpa
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NUOVO CANILE A FROSINONE, IL PROGETTO RISCHIA DI SALTARE. LE PREOCCUPAZIONI DELL’ENPA
Rischia di saltare il progetto che prevede la realizzazione del nuovo canile comunale di Frosinone nei locali dell’ex mattatoio. La Commissione Patrimonio dell’Amministrazione Provinciale non ha ancora confermato l’assegnazione dell’edificio alla Società “Multiservizi Frosinone”, responsabile della realizzazione del canile consortile. Mentre era in corso la riunione della Commissione Patrimonio, i volontari di Enpa, Sinistra Ecologista e Randers hanno tenuto una manifestazione per chiedere alla Provincia di accelerare l’iter per la realizzazione del progetto. La Commissione ha deciso di rinviare ogni decisione di quindici giorni. I timori delle associazioni circa l’ingresso, nella scena, di imprenditori interessati alla struttura, era dunque fondata: proprio a causa delle offerte ricevute dai privati, l’assegnazione della sede è slittata di due settimane.
«L’offerta dei privati potrebbe indurre la Commissione a cambiare idea sulla sorte dell’ex Mattatoio», ha dichiarato al quotidiano “Il Messaggero” la presidente dell’Enpa di Frosinone, Nives Campanelli. «Ma vorrei ricordare – ha aggiunto – che a Frosinone non esistono altri spazi idonei alla fabbricazione di un canile, che deve, per legge, rispettare, fra i tanti parametri, anche una certa distanza dai centri abitati. Intanto da pochi giorni sono arrivati all’Enpa altri trenta cuccioli che non riusciamo a dare in affidamento».
La gestione del randagismo, nella provincia laziale, rappresenta una emergenza. Per l’Enpa bisogna superare in tempi rapidissimi l’attuale situazione. A Frosinone, infatti, ben 91 Comuni sono convenzionati con cinque strutture all’interno delle quali il numero dei randagi morti è elevatissimo. Nel corso del 2004, ben 432 cani sono morti nei cinque rifugi.
Fonte: Enpa
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DUE PICCIONI VIAGGIATORI SOCCORSI DALLA PROTEZIONE ANIMALI. APPELLO DEI VOLONTARI DI SAVONA
Il maltempo ha messo in difficoltà un gruppo di colombi viaggiatori che, presumibilmente partiti dal Sud Italia, erano diretti in un Paese del Nord Europa. Un esemplare molto grande (quasi come un pollo) è planato, attraverso una finestra aperta, nella Prefettura di Savona; un altro, anch’esso imponente, è finito direttamente in un bar di Via Piave. Gli animali sono stati soccorsi dai volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali e ricoverati presso la sede. Dopo le visite veterinarie di rito, una consistente alimentazione e qualche giorno di riposo, verranno rimessi in libertà per raggiungere le loro destinazioni.
Si tratta di animali muniti di anello che nessuno, per nessun motivo, può trattenere, detenere o uccidere; chiunque ne trovasse altri, come pare sia accaduto nel quartiere savonese di Lavagnola, è pregato di consegnarlo alla sede dell’Enpa. Anche i soggetti rinvenuti morti dovranno essere consegnati, in modo da prelevare l’anello e inviarlo all’organizzazione incaricata, che agisce sotto il controllo del ministero della Difesa. Nell’era dei computer e dei satelliti infatti una vecchia legge, nata nel secolo scorso quando i piccioni venivano usati per l’“intelligence” militare, disciplina ancora oggi il possesso e l’uso di questi animali.
Fonte: Enpa
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POMPIERI A QUATTRO ZAMPE: ENPA E VIGILI DEL FUOCO ORGANIZZANO UNA MANIFESTAZIONE A GENOVA
Barbara, Blu, Lady e Zara: sono solo alcuni dei “pompieri” a quattro zampe; animali bravissimi a salvare l’uomo in condizioni di emergenza. Sabato 30 aprile, a Busalla (Genova), in località Portogrande, l’Enpa genovese e i Vigili del Fuoco terranno una manifestazione. I protagonisti saranno Barbara, Blu, Lady, Zara e altri cani addestrati per salvare l’uomo. Sono agili, dinamiche, di buon carattere e sempre serene e tranquille: Barbara e le sue compagne hanno ricevuto un “addestramento” con i fiocchi, ognuna di loro è affiancata da un esperto Vigile del fuoco. Sono di razze diverse: si va dal rottwailler alla giovane labrador. Sabato 30 aprile ci sarà un piacevole incontro con loro e i loro tutori; nel corso della manifestazione si terrà una dimostrazione di salvataggio umano. L’Enpa di Genova invita chi ama gli animali: occorre partecipare numerosi perché i cani meritano rispetto, così come meritano rispetto i loro tutori. Questi ultimi, infatti, ogni sera, al posto di rinchiudere i cani nel canile del reparto, portano gli animali nelle loro abitazioni. L’Enpa di Genova ringrazia il Comune di Busalla per il patrocinio concesso e per la merenda che sarà offerta ai ragazzi presenti. La manifestazione avrà inizio alle 10,30 di sabato 30 aprile.
Fonte: Enpa
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PISOGNE. Oggi e domani una esibizione di animali allenati per i salvataggi in acqua
Cani bagnino, spettacolo alla Darsena
Una nuova festa per l’Associazione volontari «Santa Maria Assunta»
A Pisogne l’Associazione Volontari Santa Maria Assunta organizzato in località Darsena un’esercitazione che vedrà al lavoro un buon numero di cani addestrati ad operare in acqua. Si tratta degli aderenti alla scuola italiana cani da salvataggio (Sics) di Seriate, che sul lago d’Iseo ha trovato l’ambiente ideale per allenarsi e nel contempo per dare dimostrazione di quanto cane ed uomo in sinergia sappiano fare non solo nella ricerca di dispersi su macerie, ma anche in caso di rischio di annegamento.
Diversi gli scenari che nella due giorni pisognese verranno simulati: dall’avvio dell’azione di soccorso dalla riva fino al lancio delle unità cinofile da un elicottero. Insieme da terra opereranno anche la Procivil Camunia, di concerto con Cri e Protezione civile di Ghedi.
«Una manifestazione che serve da esercitazione per gli esperti – spiega l’assessore Gabriele Bettoni – ma anche da dimostrazione per il pubblico, affinché si renda conto di quanto lavoro c’è dietro un’azione di salvataggio». Il campo base è allestito fin da oggi al Lido Goia, mentre il programma della due giorni prevede per domani la preparazione dei cani «a secco», vale a dire fuor d’acqua, per poi lanciarli nell’immersione e nel salvataggio. Alle 21 ci sarà pure un’esercitazione in notturna. Nella mattinata di lunedì infine altre cinque esibizioni con diverse modalità (cane da solo guidato da terra, cane ed addestratore, collaborazione tra più unità cinofile) e nel pomeriggio il saluto di commiato dei partecipanti. Anche lo scorso anno Pisogne aveva ospitato un’altra manifestazione del genere, ma solo per un giorno. d.ben.
Fonte: BresciaOggi
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Pesanti multe a chi non ha paletta e sacchetto
Padroni di cani nel mirino
FANO – Molti sono stati gli appelli e molte le proteste contro una generale inosservanza delle disposizioni che obbligano i proprietari di cani a munirsi di paletta e sacchetto per rimuovere gli escrementi dei loro animali. Ciò ha convinto l’assessore all’Ambiente Fabio Gabbianelli a intervenire decisamente. Con l’approssimarsi della stagione estiva, sarà intensificato da parte della Polizia Municipale il controllo sul territorio comunale (giardini pubblici, strade, marciapiedi, zone limitrofe al centro), per evitare che chi porta a passeggio il proprio cane, continui a disattendere le norme in vigore. Si parla espressamente dell’omessa raccolta delle deiezioni degli animali, nonché di verifica del possesso delle attrezzature idonee alla raccolta degli escrementi solidi. L’ordinanza afferma anche che non saranno considerati idonei all’operazione i fazzoletti di carta e i fogli di carta o stoffa. Il controllo delle forze dell’ordine sarà esteso alla verifica del rispetto della legge sull’obbligo della iscrizione dei cani all’anagrafe canina, alla asl n° 3 (entro 30 giorni dalla nascita o dall’acquisizione del possesso dell’animale) e della applicazione del relativo microchip da parte del Servizio Veterinario dell’azienda sanitaria o veterinari privati autorizzati mediante convenzione. Si ricorda che sarà sanzionato con 40 euro il mancato possesso dell’attrezzatura di raccolta, con euro 51,6 la mancata raccolta degli escrementi depositati sul suolo pubblico, con euro 77 la mancata iscrizione all’anagrafe canina e con euro 86 la mancata applicazione sull’animale del microchip identificativo.
Fonte: Corriere Adriatico
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Gli irresponsabili che abbadonano bocconi avvelenati
Una domenica di febbraio in compagnia del mio amico Franco e il cane di mia figlia, (uno splendido Labrador di tre anni) percorrevo un sentiero tra le colline di Collagù a ridosso di Premaor e Campea di Miane.
Senza che me ne accorgessi, Rajha (questo il nome del cane) ha ingoiato un boccone avvelenato che probabilmente era indirizzato alle volpi, e in un quarto d’ora è morto tra violentissime contrazioni del corpo e ululati di dolore impressionanti. Si dice, parlando con alcuni cacciatori, che però si dissociano da questa pratica, sia l’unico modo per fare selezione di questi animali visto che ce ne sono troppe e anche ammalate, non si possono cacciare, e quindi sono una minaccia per gli altri animali selvatici. Io non voglio fare la morale a nessuno ma credo che questa sia una cosa da irresponsabili per non usare altri aggettivi più corposi, e purtroppo non sono casi isolati ma molto frequenti e approfitto di questa occasione per sensibilizzare tutti coloro che fanno delle passeggiate sulle colline con i loro cani a tenere l’animale al guinzaglio e a fare molta attenzione a tutto quello che annusa, specialmente in questo periodo, che sembra sia il più delicato per questo tipo di trattamento. Dopo una settimana passata a rimpiangere questo splendido amico che per tre anni mi ha accompagnato in tutte le passeggiate tra le mie amate colline, gli ho dedicato una poesia che si intitola :”Un raggio di sole”. Gianpietro De Conto
Fonte: Il Gazzettino di Treviso
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Soresina. Terrore in via Carducci. Caccia vana di carabinieri e vigili a due feroci animali
Azzannato dai pitbull
Cagnolino strappato alla padrona: si è salvato

di Stefano Sagrestano
SORESINA — «Uno spavento tremendo. Avrebbero potuto uccidere il mio cane». Greta è ancora scossa da quanto accaduto giovedì poco dopo mezzogiorno. Due pitbull scatenati, sbucati all’improvviso, hanno aggredito il suo Carlino a pochi metri da casa sua, in via Carducci, dietro ai giardini. Lo hanno azzannato trascinandolo per decine di metri e solo l’intervento di un coraggioso residente che abita nella via ha permesso di evitare che i due cani completassero l’opera uccidendo il carlino. «Come ogni giorno ero uscita a portare a spasso Fiorello — racconta Greta, 17enne che vive con la famiglia in via Genala —. Eravamo a pochi metri dai giardini quando questi due pitbull ci hanno raggiunto. Sono arrivati dai giardini. Mi hanno colta di sorpresa, hanno azzannato il mio cane strappandomi il guinzaglio e lo hanno trascinato via. Mi sono spaventata moltissimo, ho temuto più per lui che per me, ed ho cominciato ad urlare. Sono fuggita verso casa, ma a quel punto è uscito un signore che abita nella via con una scopa in mano ha cominciato a gridare e a colpire i pitt bull sino a quando questi non si sono dati alla fuga. Fiorello è riuscito a tornare verso casa da solo. In tanti anni che lo porto ai giardini non mi era mai capitata una cosa del genere». Il Carlino ha subito solo ferite superficiali. E’ probabile che a salvarlo sia stato il fatto che questa razza di cani ha una pelle molto spessa e grassa, e dunque il morso dei pitbull non ha affondato nella carne procurando solo alcune lesioni alla pancia. «Giovedì pomeriggio lo abbiamo portato subito dal veterinario — continua Greta — e già oggi (ieri ndr) sta meglio, anche se è molto spaventato». La ragazza e la madre hanno segnalato il caso ai carabinieri che con l’aiuto della polizia locale si sono messi a caccia dei due pitbull ma senza successo. Le ipotesi sulla possibile provenienza dei cani si sprecano. «Ai giardini dei loro padroni non c’era traccia» aggiunge Greta. Potrebbero essere di proprietà di qualche forestiero, oppure di qualcuno che abita in città. «Sono stata da gente di Soresina che ha cani di questa razza — conclude Greta — ma ho verificato che non si trattava dei due che hanno aggredito Fiorello. Resta la preoccupazione per quanto accaduto. I giardini sono frequentati ogni giorno da parecchie persone, compresi molti bambini. L’idea che due pitbull aggressivi possano scorrazzare in libertà in pieno centro non lascia tranquilli.
Fonte: La Provincia di Cremona
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Grumello. Commerciante nei guai. L’ombra di un traffico di animali razziati
Cavallo rubato, una denuncia

GRUMELLO — Tocca Grumello, e un ignaro appassionato locale di equitazione, un’indagine dei carabinieri che allunga anche sul Cremonese l’ombra del traffico di cavalli rubati. Un’inchiesta che, per il momento, ha portato gli uomini dell’Arma alla denuncia per ricettazione di un 45enne commerciante residente in provincia di Rovigo. Tutto accade e si sviluppa nell’ultimo mese. Un grumellese acquista un cavallo a Rovigo. Lo compra regolarmente, e torna a casa con tanto di documentazione e certificati veterinari. Insomma, un’operazione che, almeno apparentemente, è assolutamente regolare. Ma che nasconde, al contrario, passaggi illeciti. Passaggi che emergono qualche tempo dopo, quando il grumellese decide di vendere l’animale. E’ proprio all’atto della vendita che l’acquirente si accorge delle anomalie nei documenti. A quel punto scattano gli accertamenti. Se ne occupano sia i carabinieri di Pizzighettone che quelli di Rovigo. Viene ricostruito tutto il passato dell’animale, sino ad arrivare al commerciante di Rovigo: denunciato a piede libero, dovrà rispondere alla magistratura di ricettazione. «Il cremonese — hanno assicurato ieri i militari — è assolutamente vittima, del tutto incolpevole. Noi, continuiamo ad indagare». Indagano perchè hanno il sospetto, legittimo, che dietro il cavallo rubato si nasconda un traffico ben più ampio. (mac)
Fonte: La Provincia di Cremona
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L’INIZIATIVA All’associazione San Francesco che si occupa delle bestiole duecento scatolette e dodici chili di bocconcini
Crocchette e carne dai Donatori
Le decine di mici del gattile ringraziano la sezione “Valesani” per il ricco pacco regalo
Feltre – Ben duecento scatolette di carne e una dozzina di chili di crocchette. Un dono corposo, questo, che la Sezione Donatori di Sangue di Feltre “Gino Valesani” ha voluto fare all’associazione S. Francesco e ai tanti gatti abbandonati di cui si prende cura quotidianamente. «Desideriamo esprimere la nostra più profonda gratitudine – afferma la presidente della S. Francesco, Cristina Gasparo – al caposezione del sodalizio Mario Zasio e a tutti i suoi soci. Con questo gesto hanno dimostrato grande sensibilità a favore di quanti non hanno voce per chiedere aiuto». Proseguono nel frattempo, da parte dei componenti dell’associazione protezione animali, i confronti con gli amministratori locali per realizzare un gattile sul territorio di uno dei 13 comuni della Comunità Montana Feltrina. Una struttura che vada a sostituire i locali messi a disposizione dall’Ulss 2, insufficienti. «Al momento – aggiunge – attendiamo la conferma dello stanziamento necessario da parte della Regione Veneto. Dopodiché la conferenza dei sindaci della Cmf affronterà la questione».
E a proposito di sostegno, sono sempre tanti i mici desiderosi di essere adottati. È il caso, ad esempio, delle due sorelline grigie tigrate di circa 1 anno (già sterilizzate). Sono rimaste sole e, ora, vorrebbero tanto poter continuare a vivere ancora insieme. Non mancano, in questo periodo, le tante cucciolate. «Lanciamo un appello – conclude la presidente Gasparo – affinché le persone non abbandonino i piccoli, come capita puntualmente ogni anno, destinati così a morte certa». Per l’adozione: 3292150766 o 3495554930.
Fonte: Il Gazzettino di Treviso
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Trovato il metodo per congelare un corpo a comando, senza danni
Topi ibernati e risvegliati. Prossimo è l’uomo

Lo studio apre la strada a nuove cure per infarto e cancro
MILANO—L’idea, per quanto ancora lontana, è quella di ibernare i pazienti per curare meglio alcune malattie. Niente a che fare con la leggenda di Walt Disney, che lo vorrebbe congelato, dopo la sua morte nel 1966, in attesa di una rinascita, ma un’ipotesi scientifica su cui lavorare per risolvere emergenze mediche.E anche per aiutare gli astronauti del futuro, impiegati in lunghe missioni spaziali, magari verso Marte. Un gruppo di ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, guidati da Mark Roth, sono riusciti a indurre nei topi un sonno profondo grazie a un gas, l’acido solfidrico, quello che ha il tipico odore delle uova marce o delle bombette puzzolenti. Questa sostanza, prodotta normalmente dalle cellule, è tossica, ma a piccole dosi è capace di ridurre il consumo di ossigeno nell’organismo.
IN LETARGO — Animazione sospesa, chiamano gli esperti questa condizione che si verifica in natura quando gli animali, dai rettili ai mammiferi, vanno in letargo. «E’ una situazione — spiega Marco Biggiogera dell’università di Pavia—caratterizzata da una riduzione del metabolismo, della temperatura e del consumo di energia. Che può essere utile ottenere per conservare più a lungo un organo da trapiantare, per esempio, o, in futuro, per proteggere il cuore in caso di infarto o il cervello dopo un ictus. Si tratta di due situazioni in cui l’afflusso di sangue e di ossigeno ai tessuti è diminuito e che trarrebbero giovamento dalla riduzione del metabolismo». I topolini dell’esperimento americano, pubblicato sulla rivista Science, si sono risvegliati dopo sei ore, quando sono stati esposti all’aria fresca, e non hanno riportato danni apparenti ai loro organi. Mentre si trovavano «in letargo», la frequenza del loro respiro si è ridotta da 120 atti a meno di 10 al minuto, la temperatura è scesa da 37 gradi a 11, in funzione della temperatura ambiente. «Ma gli animali che vanno in letargo naturalmente — precisa Manuela Malatesta dell’Università di Urbino — arrivano, se sono piccoli come il ghiro, a temperature di 3-4 gradi centigradi. Quelli più grandi, come l’orso, arrivano fino a 24-26 gradi. I meccanismi che inducono il letargo non sono ancora chiari e sono più di uno. Per esempio esistono enzimi e geni che si attivano o inattivano a seconda della temperatura ». Certi interventi chirurgici sull’uomo, del resto, vengono eseguiti in ipotermia: l’abbassamento della temperatura riduce il consumo di ossigeno e di conseguenza protegge i tessuti che, durante l’operazione, possono non essere sufficientemente irrorati dal sangue.
RIVOLUZIONE—La rivoluzione terapeutica, che si può ipotizzare grazie all’«ibernazione a comando», non riguarderebbe soltanto l’infarto e l’ictus, ma anche la cura dei tumori perché potrebbe permettere al paziente di sopportare dosi elevate di radiazioni o di chemioterapici senza danni per i tessuti sani. Le cellule neoplastiche, infatti, crescono indipendentemente dall’ossigeno e sono più resistenti alle radiazioni rispetto alle cellule sane che non vivono senza ossigeno: se si ibernano queste ultime privandole dell’ossigeno, si rendono meno vulnerabili alla radio o alla chemioterapia. L’obiettivo della ricerca è ora quello di trovare una sostanza capace di indurre l’ibernazione senza effetti collaterali. «Negli animali è stata isolata una sostanza chiamata Hit, capace di indurre ibernazione, spiega Manuela Malatesta. «Noi a Pavia stiamo conducendo esperimenti con il Dadle, una sostanza simile agli oppiacei — precisa Bigioggera che con Manuela Maltesta e Carlo Zancanaro dell’Università di Verona ha redatto per l’Esa, l’Agenzia spaziale europea, un rapporto sui sistemi di ibernazione —. Se riuscissimo a provocare sonno negli astronauti, ridurremmo il loro consumo di energia, evitando di sovraccaricare le navicella con generi alimentari». Adriana Bazzi
Fonte: Corriere della Sera
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“Quell’elefante ha fame”
SANTARCANGELO – “I barriti dell’elefante non sono disperati, ma semplicemente richiami alimentari. Per chi non conosce il circo è facile equivocare sui barriti di un elefante”. La direzione del circo Ringland, arrivato a Santarcangelo martedì scorso, intende fare alcune precisazioni. Nel mirino Animal Liberation e le segnalazioni di alcuni cittadini residenti nell’area limitrofa al tendone. “Innanzitutto – spiegano i responsabili del circo – non si tratta di più elefanti ma di uno solo ed è rimasto caricato sul proprio automezzo solo il tempo necessario agli incaricati per poter installare sull’area del circo la scuderia e il plancet in legno per ospitare l’animale. Il nostro elefante è parte integrante della famiglia, gioca con i nostri figli e come i nostri figli è viziato”. E chiudono: “Dove sono i signori animalisti quando piove o nevica e quando abbiamo difficoltà a reperire l’acqua o peggio ancora quando i nostri figli umani trovano le proprie abitazioni mobili piazzate tra siringhe e preservativi?”.Ma intanto, Animal Liberation, come promesso, ha presentato il proprio esposto in Procura e notificato la situazione segnalata dai santarcangiolesi alla Ausl, al Corpo forestale e alla Polizia provinciale. L’associazione animalista insiste inoltre sul fatto che tra gli animali ci sarebbero anche 5 tigri e 1 ippopotamo “costantemente rinchiusi in un container. Solo i due dromedari e la zebra si sarebbero visti ieri pomeriggio sotto un piccolo tendone, in un recinto minuscolo”. All’amministrazione comunale, invece, non risultano reclami contro il circo. Ma, ha annunciato l’assessore all’Ambiente Fabrizio Nicolini “domani (oggi, ndr) effettuerò personalmente un sopralluogo per capire la situazione”. Lucia Paci
Fonte: Corriere Romagna
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Mucche maremmane doc nella tenuta di Ciampi
Trecento bovini di razza pregiata allo stato brado: ognuno di loro ha il pedigree
Nell’oasi di Castelporziano la fattoria modello dove si sperimenta il metodo di rintracciabilità
ASSUNTA FATONE LA TUTELA della salute pubblica nella Tenuta presidenziale di Castelporziano. Una fattoria modello, inserita in un’oasi naturalistica di 6.000 ettari di rara bellezza, in cui vengono allevati allo stato brado più di 300 capi bovini della pregiata razza maremmana. Sullo sfondo, l’antico castello dove sono allocati gli uffici, più nascosta la residenza del Presidente della Repubblica. È uno degli allevamenti curati dalla Società consortile CoAnAn – formata da Italia Lavoro S.p.A. (Agenzia del Ministero del Welfare per le politiche attive del lavoro), AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, Ente strumentale del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali), IZSAM (Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”, Ente strumentale del Ministero della Salute) e CIRIAF (Centro Interuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento da Agenti Fisici dell’Università degli Studi di Perugia) – che sperimenta i suoi metodi innovativi, “con il compito principale di realizzare sull’intero territorio nazionale un’azione sistematica per la sicurezza alimentare e la tracciabilità dei capi bovini – sostiene Massimo Ferlini, amministratore delegato di CoAnAn -, attraverso l’implementazione dell’anagrafe zootecnica. Il tutto – continua Ferlini -, secondo politiche e strategie unanimemente individuate dalla Commissione Europea e dai Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole”. Tramite la “rintracciabilità” dei singoli animali, è possibile conoscere l’intero percorso della fettina, certificato dallo svezzamento dell’animale fino allo stabilimento di macellazione e all’esposizione sul banco del punto vendita. Qui, facendo passare l’etichetta riportata sulla confezione sotto il lettore di codici a barre dei cosidetti “totem”, si interroga la banca dati CoAnAn e vengono mostrate tutte le informazioni sulla tracciabilità della fettina. La carne proveniente dall’allevamento di Castelporziano è distribuita sul territorio nazionale, certificata e garantita. I totem sono già attivi nei supermercati Coop di molte regioni del Nord Italia, in testa Emilia Romagna e Veneto, e saranno distribuiti anche nel Lazio entro l’estate prossima. Quello di Castelporziano è tra i più grandi e certo il più qualificato allevamento della razza maremmana nel Lazio e in Toscana: qui i cinque tori selezionati per la riproduzione arrivano a pesare in età adulta fino a 1.400 chili, da qui le cento fattrici partoriscono un’ottantina tra manze e vitelli ogni anno. «L’anno scorso – dice Guido Pezzali, responsabile dell’allevamento a cui sovrintende, con l’aiuto di tre butteri – abbiamo mandato alla macellazione una cinquantina di capi ‘trattati’ con il metodo di tracciabilità sviluppato da CoAnAn. Non è vanto esagerato definire di classe ‘A’ il nostro allevamento che, più che di carne, è produttore di riproduttori selezionati: possiamo, infatti, certificare il pedigree di ogni capo, che quel vitello nasce da una certa vacca e da un certo toro». A Castelporziano, spiega Pezzali, gli animali sono tenuti allo stato brado su poco più di 300 ettari, il 5 per cento dell’intera Tenuta, con un’alimentazione a pascolo su prato per tutto l’anno. Integrazioni alimentari vengono praticate solo con fieno e unicamente in caso di penuria alimentare (in periodi invernali molto freddi o in estati troppo calde). Costante il controllo veterinario, anche se raramente si presentano problemi: è l’effetto positivo della mancanza di ogni tipo di stress (“l’animale mangia quando vuole, si riposa quando ne sente la necessità”), a fronte di una vita libera e all’aria aperta.
Fonte: Il Tempo
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Salvato un gatto ferito con una fiocina da sub
ZIBELLO La cattiveria umana, spesso e volenieri non ha proprio limiti. Ne sa qualcosa un povero gatto di colore bianco e grigio che, negli ultimi giorni, è stato ritrovato a Zibello con una fiocina conficcata nella schiena. Non si sa dove, nè tantomeno da chi sia stata colpita la bestiola che, con tutta probabilità è rimasta per giorni in quelle condizioni, sopportando un dolore impressionante. Per fortuna è stato trovato da Angela Stecconi e Aldo Bertozzi che, nonappena si sono resi conto della presenza del micio ferito che si aggirava nel loro quartiere, fra l’altro con gravi difficoltà di movimento, lo hanno avvicinato e, dopo averlo preso, si sono subito precipitati alla volta della clinica veterinaria del dottor Ezio Concari a Busseto. Le condizioni del gatto erano davvero molto gravi, tant’è che la ferita, molto larga e profonda presentava già segni di avanzata infezione. Concari è riuscito a togliere la fiocina ed a salvare il gatto. L’ani male, che ancora sta fortemente soffrendo delle conseguenze arrecategli dalla ferita, si sta lentamente riprendendo, tant’è che ha iniziato a mangiare ed ha subito instaurato un ottimo rapporto con chi lo ha salvato, vale a dire con Angela Stecconi ed Aldo Bertozzi, manifestando pi ù volte, ed in vari modi, il suo affetto, e quindi la sua gratitudine verso di loro. Dalla sua condizione di probabile randagio si è anche trovato, cosí, una nuova casa nella quale troverà calore ed affetto e sarà difeso dalla cattiveria di chi, puntualmente, e senza un briciolo di cuore, fa del male a chi è pi ù debole. Il fatto in questione è anche stato prontamente segnalato alla stazione carabinieri di Zibello ed agli stessi uomini dell’Arma è stata consegnata la fiocina incriminata. Si tratta del classico strumento generalmente utilizzato per la pesca subacquea e quindi, vi è la concreta possibilità che chi ha compiuto questo gesto abbia presto un nome ed un cognome. A tal proposito occorre ricordare che, per il maltrattamento degli animali, sono previste, dopo le ultime leggi, pene molto severe. E’ inoltre utile evidenziare che, chiunque fosse informato di quanto accaduto, è pregato di mettersi in contatto quanto prima coi carabinieri. Paolo Panni
Fonte: Gazzetta di Parma
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Donna allatta due tigrotti
YANGOON (Myanmar) – Abbandonati dalla loro madre naturale, due cuccioli di tigri del Bengala sono stati adottati da una donna birmana che li allatta al seno, proprio come fa con suo figlio che ha sette mesi. Tre volte al giorno, la donna offre il suo latte a due tigrotti nati nello zoo di Yangoon, capitale del Myanmar, già Birmania. Per una volta la storia si capovolge: Romolo e Remo furono cresciuti da una lupa. Questa volta è una donna che accudisce due animaletti. I guardiani del giardino zoologico di Yangoon avrebbero voluto crescere i cuccioli con il biberon come fanno con tutti gli altri animali appena nati, ma i tigrotti hanno rifiutato la tettarella. Sembrava non fosserci soluzione; i veterinari erano disperati. D’altronde la madre naturale, ospite dello zoo da alcuni anni, sembrava non volerne sapere dei suoi piccoli e non c’era modo di convincerla a cambiare idea. La soluzione è giunta per caso, dalle parole di un guardiano che ha proposto l’insolito scambio accettato con incredulità dai veterinari dello zoo.
Fonte: Quotidiano della Calabria
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MOSTRE: SNOOPY AL PRIMO ‘PET PRIDE’
L’obiettivo e’ unire il gioco al rispetto per gli animali
(ANSA) – ROMA, 23 APR – Arriva in esclusiva ‘Snoopy & Friends’ la mostra dedicata interamente a Snoopy in tutte le sue trasformazioni.
L’esposizione e’ stata organizzata in occasione del Pet Pride 2005 ad Alba Adriatica, evento che mira ad avvicinare bambini e non al mondo degli animali. Ci saranno centinaia di cani e gatti,incontri con esperti e un casting per la ricerca dell’erede del commissario Rex.
Fonte: Libero News
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I piccioni inquilini sporcaccioni
RIMINI – Ormai hanno preso pieno possesso del palazzo e i risultati si vedono.
Sono i piccioni che hanno colonizzato il palazzo in Corso d’Augusto adiacente a quello che ospita il Coin, da tempo disabitato. Così sui davanzali delle finestre gli uccelli posano indisturbati i loro escrementi che ormai hanno creato un vero e proprio tappeto. Ed oltre ad essere uno spettacolo indecoroso, si lamentano alcuni cittadini, capita spesso che il guano atterri sui passanti.
Fonte: Corriere Romagna
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Un “letargo” chimico ci salverà da ictus e infarto
Rallenta l’azione devastante di queste patologie e rimedia all’eventuale scarsa tempestività delle cure
Seattle – In futuro le persone che hanno subito un infarto o un inctus potranno essere messe letteralmente in “letargo”, in attesa che il personale specializzato intervenga per risolvere la situazione. Lo afferma un gruppo di studiosi Usa che recentemente è riuscito per la prima volta a indurre uno stato di tipo letargico nei topi (mammiferi cioè che normalmente non subiscono tale processo). A ottenere questo risultato sono stati Marck Roth e i suoi colleghi dell’Universtità di Washington (a Seattle). Tutto ruota attorno a un composto chimico normalmente presente nell’ambiente naturale, e cioè il solfuro di idrogeno (noto soprattutto per il fastidioso odore che conferisce alle uova marce); tale sostanza viene inoltre prodotta in quantità minime dall’organismo di molti animali, uomo incluso, all’interno del quale svolge un ruolo centrale nella regolazione della temperatura corporea.
Roth e il team hanno esposto alcune cavie di laboratorio a dell’aria contenente una quantità irrisoria della sostanza in questione (cioè circa 80 parti per milione), facendo così sprofondare questi animali in un vero e proprio letargo della durata media di sei ore (caratterizzato tra l’altro da un repentino abbassamento della temperatura, da un forte rallentamento della respirazione e del battito cardiaco, oltre che da una riduzione del tasso metabolico di ben il 90 per cento); in sostanza gli studiosi hanno interferito pesantemente (ma senza particolari effetti collaterali) con il metabolismo dei topi, trasformando così temporaneamente questi mammiferi in animali a sangue freddo. Le potenziali applicazioni di tale scoperta sono a dir poco innumerevoli: si pensi ad esempio alla possibilità di indurre un letargo artificiale nelle persone che hanno appena subito un infarto o un ictus, evitando loro molti dei danni provocati da tali condizioni patologiche (o meglio dalla scarsa tempestività delle cure mediche). Il lavoro di Roth potrebbe inoltre interessare tutti quegli studiosi che stanno cercando di realizzare un sistema di ibernazione ad uso dei futuri astronauti che si dirigeranno verso mondi lontani.
Fonte: Libero
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Fido fa bene al cuore
di Pier Paolo Flammini
Prosegue il “Pet Pride” ad Alba Adriatica: questa mattina mostrate le informazioni riguardo una ricerca condotta dall’Eta Meta Research. I risultati? Sembra che chi abbia in casa un animale domestico affronti la vita con più serenità.
ALBA ADRIATICA (TE)– In occasione del Pet Pride 2005 in corso ad Alba Adriatica sono state mostrate alcune ricerche relative al rapporto tra gli uomini e gli animali domestici. Le indagini, condotte da Eta Meta Research.
Queste indagini hanno permesso di sapere che sono circa 310 milioni gli animali domestici presenti nelle famiglie europee (quasi un animale ad abitante) e addirittura il 93% dei proprietari di animali fanno almeno un regalo l’anno ai loro animali. In Italia, tra l’altro, sono presenti otto milioni di gatti e sette milioni di cani.
L’indagine, presentata ad un incontro pubblico presso il Comune di Alba Adriatica, alla presenza, tra l’altro, di rappresentanti della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Teramo e dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo, ha analizzato le risposte di 50 psicologi, 15 etologi e 30 veterinari.
Tanti gli aspetti positivi evidenziati dall’aver vicino a sé un animale domestico: essi contribuiscono a combattere l’insicurezza, la timidezza, persino la diffidenza (si parla di vera e propria pet therapy). Chi prende un animale domestico con sé lo fa soprattutto per bisogno di sicurezza personale (secondo il 25% degli esperti), qualcuno cerca in loro di trovare quell’istinto di sopravvivenza che si è un po’ perso negli uomini (secondo il 47% degli intervistati). Infatti, per il 57% degli intervistati la presenza di un animale domestico in casa aiuta l’uomo ad imparare a sopravvivere.
Dunque conviene, di questi tempi grigi e desolati, trascorrere le giornate in compagnia di gatti, uccellini, tartarughe e cagnolini: fa bene al cuore. E sembra che gli italiani cerchino di trattare sempre meglio “Fido” e compagni, se è vero che la spesa per il cibo dei cani è aumentato del 22% in cinque anni.
Fonte: San Benedetto Oggi
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Il lieto fine
Cucciolo salvato da un ragazzino ritrova la proprietaria
di MICHELE CICCONI
PERUGIA – Vita da cani, ma una volta tanto con un lieto fine.
Questa è la storia di un cucciolo maremmano, che era stato trovato, solo e abbandonato, da un ragazzino, mentre vagava senza meta nei pressi di Colle Umberto. Era in mezzo alla strada e l’aveva appena scampata da una macchina che stava per investirlo. Il ragazzino si è subito intenerito, ha preso in braccio il cucciolo, e se lo è portato a casa.
Consulto con la mamma, e conclusione: non può trattarsi di un randagio, è troppo ben tenuto e ben nutrito, per essere un cane senza padrone. E inizia il tam tam: Sos per un cucciolo tipo maremmano, cercasi padrone.
L’appello è rivolto anche al Messaggero, che collabora alla ricerca. Passa qualche giorno. Nessuno si fa vivo. Poi una bella mattina la sorpresa. Telefona in redazione la mamma del ragazzino: «Grazie, il cucciolo ha ritrovato la sua padrona, che, nel riabbraccoarlo, era emozionata e commossa». Ma non solo per il cucciolo ritrovato.
C’è dietro questo caso, infatti, una delle purtroppo ricorrenti e brutte storie di ”vita da cani”. Il piccolo maremmano era stato rubato, una notte, insieme alla madre e a tutta la sua cucciolata. Disperazione della proprietaria e ricerva vana. Fino a che un bel giorno l’Sos è arrivato a destinazione. Con il lieto fine, ma solo per il cucciolo salvato dal ragazzino.
Della madre e del resto della cucciolata, infatti, non si è saputo più niente. Ci sarà una speranza anche per loro?
Fonte: Il Messaggero
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Cancro in agguato
Sos staminali, pericolose quelle adulte

Madrid – Le cellule staminali prelevate da individui adulti potrebbero provocare il cancro. E’ quanto emerge da uno studio spagnolo condotto da un team dell’Università Autonoma di Madrid e diretto da Antonio Bernad. Le staminali sono cellule ancora indifferenziate e in grado quindi di trasformarsi in qualunque tipo di tessuto; negli ultimi anni esse hanno suscitato un grandissimo interesse scientifico e commerciale, in quanto a partire dalle staminali potrebbe essere possibile mettere a punto terapie innovative per la cura di numerose malattie degenerative (come Alzehimer, Parkinson e distrofia muscolare). Bernad e colleghi hanno coltivato in laboratorio staminali adulte prelevate da grasso umano, facendole riprodurre tra le 90 e le 140 volte. Gli studiosi si sono così accorti che le staminali più “vecchie” (cioè quelle che derivavano da un numero molto elevato di suddivisioni) tendevano a produrre la telomerasi (un enzima capace di garantire loro una sorta di immortalità) e diventavano cancerose. Ad analoghe conclusioni è giunto un team di studiosi danesi dell’Ospedale universitario di Odense.
Fonte: Libero News
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CASTIGLIONE DEL LAGO (PG)
Missione all’estero per Rex
Sono andati anche in Slovenia i cani poliziotto della Finanza
di DANIELA BILLI
CASTIGLIONE DEL LAGO (PG) – Si fa conoscere non solo in tutta Italia, ma adesso anche all’estero il Centro di allevamento e addestramento cani della Guardia di Finanza di Castiglione del Lago. Nei giorni scorsi la sezione cinoagonistica del reparto, comandato dal tenente colonnello Paolo Mazzieri, si è recata in Slovenia, invitata dagli organizzatori di una manifestazione cinofila per una dimostrazione di agilità e obbedienza, nonché per la simulazione di interventi operativi.
L’inseguimento di un’auto che non si ferma all’alt della Guardia di Finanza, la prontezza del cane poliziotto nel saltare all’interno dell’auto per bloccare il conducente della vettura, non è stato che un piccolo assaggio del livello di addestramento avanzato dimostrato dai campioni della sezione cinoagonistica. La squadra inviata in Slovenia era rappresentata da sette uomini del reparto e nove cani.
E’ stata alla fine lungamente applaudita dal numeroso pubblico presente alle due giornate della manifestazione slovena. E’ la prima volta che la sezione cinoagonistica si reca in un paese straniero per partecipare ad una iniziativa internazionale del settore addestramento cinofilo.
Molti sono invece gli appuntamenti ai quali il centro della Finanza prende parte in Italia, ottenendo quasi sempre importanti risultati, come nella recente partecipazione, a fine marzo, alla cinquantesima esposizione canina di Reggio Emilia, che raccolgie adesioni anche dall’estero.
Il successo di pubblico e l’apprezzamento da parte dei giudici cinofili ottenuto in quell’occasione dalla sezione, sono stati evidenziati anche in una lettera inviata al reparto dal Comando di Reggio Emilia.
Al Centro, che ha sede a Castiglione del Lago fin dagli anni Cinquanta, oggi sono ospitati più di 180 cani (perlopiù pastori tedeschi), veri e propri cani poliziotto sullo stile ”commisario Rex”. Bisogna riflettere sul fatto che quello che durante le simulazioni può sembrare un gioco, nella realtà permette di mettere a segno numerose e importanti operazioni di prevenzione e repressione dei reati.
Fonte: Il Messaggero
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Giornata mondiale animali cavia: 250 dimostrano contro esperimenti
BERNA – Almeno 250 persone hanno manifestato pacificamente oggi a Berna per l’abolizione degli esperimenti sugli animali, nel quadro della Giornata internazionale degli animali da laboratorio che si terrà domani. Ogni cinquanta secondi una cavia muore nei laboratori svizzeri, hanno sottolineato gli organizzatori della manifestazione.
I metodi di ricerca “scientificamente seri” non hanno bisogno di ricorrere agli esperimenti su animali, ha detto la Comunità antivivisezionisti svizzeri. L’associazione qualifica come “criminale” il ricorso a circa 650mila cavie da laboratorio in Svizzera e a 10 milioni nei paesi dell’Unione europea. Per questo motivo gli organizzatori non chiedono solo l’abolizione degli esperimenti, ma anche il riconoscimento della medicina naturale.
Fonte: Swiss Info
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Sanzioni per chi non raccoglie escrementi dei cani
Con l’approssimarsi della stagione estiva e a salvaguardia dell’ambiente, sarà intensificato il controllo sul territorio comunale da parte della Polizia Municipale al fine di impedire ai proprietari dei cani la mancata raccolta degli escrementi solidi. Saranno oggetto di controllo anche l’attrezzatura utile per la pulizia del suolo pubblico, consistente in paletta e sacchetto, i quali non dovranno consentire la dispersione del contenuto; non saranno, invece, considerati idonei eventuali fazzoletti e fogli di carta o di stoffa. Ai trasgressori, verrà applicata una sanzione di 40 euro per il mancato possesso dell’attrezzatura di raccolta e di 51.6 euro per la mancata raccolta di escre

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