Se parli con gli animali essi parleranno con tee vi conoscerete l’uno con gli altri.Se non parli con loro non potrai conoscerli,e ciò che non si conosce fa paura.Quando qualcosa fa paura, l’uomo la distrugge.
Chief Don George ——————————————————————————–
Trofei di orso bruno: vietata l’importazione da Bucarest
Sondrio(g.mac.) Il Gruppo di Esame Scientifico dell’Ue ha deliberato che i cacciatori dell’Ue non potranno più importare nei loro Paesi trofei di orso bruno provenienti dalla Romania. Il parere era stato richiesto dall’Ungheria con il sostegno della Slovacchia, poiché questi due Stati ritengono che la caccia all’orso bruno in Romania non sia gestita né esercitata in maniera durevole. Resta chiaro che, trattandosi di un parere degli Stati e non di una posizione ufficiale della Comunità Europea in quanto tale, i Paesi membri sono liberi di aderirvi o no, almeno fino al momento in cui la Commissione europea non pubblicherà una decisone formale di divieto d’importazione di trofei di questa specie tramite la Gazzetta Ufficiale dell’Unione. Alla Romania, rimane ora la sola possibilità di dimostrare che la caccia all’orso bruno si svolge in base ad un Piano di gestione ben definito e che l’esportazione dei trofei è positiva e utile da un punto di vista della conservazione delle popolazioni di questo plantigrado, vuoi per i ricavi da reinvestire nella gestione degli habitat, vuoi per i benefici economici che ne derivano alle comunità locali.
Fonte La Provincia
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Anche Fido sotto l’ombrellone
Lettera ufficiale inviata ai sindaci: «Seguiamo l’esempio di Finale e Imperia»
La Lega del cane chiede una spiaggia attrezzata per quattrozampe
Ventimiglia Una spiaggia attrezzata per i nostri amici animali. La Lega per la difesa del cane ha infatti scritto ieri una lettera ai sindaci dei Comuni di Ventimiglia, Camporosso, Vallecrosia e Ventimiglia, nella quale richiede di attivarsi “al più presto” per dar corso a quanto previsto dalla legge 23 del Duemila.
«Premesso che la nostra città deve prevedere uno sviluppo turistico – spiega Danilo Roda, presidente del sodalizio della città di confine – per una serie di noti problemi, anche economici, è indispensabile che finalmente si provveda a delineare un pezzo di spiaggia libera ed attrezzata per metterla a disposizione di turisti (e non) che desiderano essere accompagnati sulla spiaggia dal proprio amico cane.
«Ci risulta che oltre ai diversi Comuni della Liguria che hanno già provveduto in merito per la prossima stagione almeno altri due importanti centri si adegueranno alla legge: e cioè i Comuni di Imperia e Finale Ligure. L’occasione di realizzare quanto da noi richiesto nel comprensorio intemelio – continua Roda – è favorita dal fatto che proprio in questi giorni si sta effettuando il maxi ripascimento sul litorale che va da Bordighera a Ventimiglia.«Dunque – conclude il presidente della Lega – ci saranno spiagge più ampie, molto più spazio per tutti. Quindi non si dovrebbe faticare poi molto a rintracciare un piccolo angolo sul litorale in ogni Comune dove poter andare in spiaggia con il proprio cane».
Fonte Il Secolo XIX Web
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Villani: Sulla caccia norme troppo restrittive
Nei giorni scorsi il candidato di Forza Italia Luigi Giuseppe Villani, ha incontrato un gruppo di cacciatori, che avevano richiesto un faccia a faccia per discutere di vari argomenti venatori e per fare il punto della situazione circa le proposte di modifica della legge quadro nazionale sulla caccia del ‘ 92 che sono state presentate dalla maggioranza. Villani ha sottolineato « come l’esigenza di un cambiamento della legislazione italiana in materia venatoria, per adeguarla agli standards ed ai parametri europei, sia motivata dai risultati degli studi effettuati nell’ambito del Parlamento europeo, a cura dell’Intergruppo caccia, pesca e ambiente, di cui fanno parte deputati di tutti i paesi membri. Tali studi con i quali sono state comparate le legislazioni vigenti, hanno dimostrato come il nostro paese abbia la legge pi ù restrittiva e penalizzante per l’attività venatoria, sia in termini di calendario che di specie e di pratiche consentite » . Questa situazione, secondo Villani, induce molti cacciatori italiani ad andare all’estero, anche in paesi confinanti, « per praticare tipi di caccia che potrebbero benissimo essere fatti anche da noi. Queste trasferte comportano esborsi sostanziosi di risorse economiche che potrebbero invece essere pi ù proficuamente impiegate in Italia. Basti pensare, ad esempio, ai molti vantaggi che potrebbero derivare alle nostre comunità locali, specie nelle zone appenniniche, da un turismo venatorio correttamente gestito tenendo in particolare considerazione la concreta possibilità di reinvestire gli introiti della caccia turistica nella cura degli habitat e delle specie di interesse venatorio che vi abitano » . Fonte Gazzetta di Parma
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Appello degli Amici della Terra
In Aula parte l’iter di una legge per la cacciaVerrà stravolta le Legge 11 febbraio 1992 n. 157, l’unica legge italiana di protezione della fauna selvatica, che recepisce tutte le Direttive comunitarie e convenzioni internazionali in materia di conservazione di uccelli e specie selvatiche migratorie
Giovedì 17 marzo la Camera dei Deputati discuterà in aula la proposta di Legge «Modifiche alla legge 157/1992, protezione della fauna selvatica e prelievo venatorio», nota come legge «Onnis» dal nome del relatore (on. Francesco Onnis). Tale proposta vuole modificare, stravolgendola, la Legge 11 febbraio 1992 n. 157 «Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio», l’unica legge italiana di protezione della fauna selvatica, che recepisce tutte le Direttive comunitarie e convenzioni internazionali in materia di conservazione di uccelli e specie selvatiche migratorie.
La proposta di legge, favorisce una caccia irresponsabile e distruttiva. Tra l’altro, la proposta:
-amplia la stagione venatoria, dando alle Regioni la facoltà di modificare il calendario venatorio e consentendo il prolungamento della stagione da agosto a febbraio;
-depenalizza i più gravi reati venatori, tra cui la caccia nei parchi, la caccia a specie protette e l’uccellagione;
-consente il libero spostamento dei cacciatori all’interno della propria Regione e in altre Regioni;
-autorizza la caccia a specie protette a livello internazionale.
Si tratta cioè di un grave assalto della lobby venatoria ad una normativa che da oltre dieci anni ha rappresentato un punto di equilibrio tra scienziati, ambientalisti, agricoltori e cacciatori. Ora, con un iter parlamentare a tappe forzate, tale lobby tenta di imporre modifiche contrarie alle Direttive europee e ai Trattati internazionali, mettendo a grave rischio la nostra fauna selvatica e le specie migratorie.
Gli Amici della Terra rivolgono un appello a tutti i cittadini affinché facciano sentire il proprio dissenso rispetto alle modifiche in discussione, scrivendo al Presidente della Camera e al Deputato eletto nel proprio collegio. I Deputati devono sapere che la maggioranza degli italiani non ama la caccia e già subisce con fastidio gli eccessivi diritti di cui godono i cacciatori.
Fonte Villaggio Globale
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Paura del cane, salta nel vuoto
SAN FRUTTUOSO Domenica notte in via Novaro. Il padrone del boxer si difende: «Sean è innocuo»Grave una ventisettenne precipitata nel cavedioHa visto un mostro e non Sean, Boxer di due anni addestrato e campione di agility, disciplina sportiva per quattrozampe. La paura per i cani le ha fatto perdere il controllo, completamente. E per sfuggire a quel nemico, per lei così minaccioso, non ha esitato a saltare una ringhiera, precipitando da un’altezza di quasi quattro metri. È in prognosi riservata all’ospedale San Martino Sheela M., 27 anni, residente in Vallesturla, dopo essere caduta in via Novaro a San Fruttuoso, in un cavedio del civico 9. Il terrore le ha fatto compiere un gesto innaturale, non calcolato. I medici ipotizzano che potesse essere sotto l’effetto di un qualche tipo di sostanza stupefacente. Questo potrebbe aver amplificato la percezione del pericolo. Ma la fobia generata dalla presenza di certi animali, come nel caso di cani di grossa taglia, può provocare reazioni spropositate.
Il fatto è successo domenica notte all’una e ieri mattina la padroncina di Sean, una trentenne che fa l’architetto, ancora non si dava pace: «Non è colpa del mio cane, non è colpa sua», ripeteva piangendo nell’androne del palazzo, interrompendosi solo per impartire gli ordini al suo boxer, letteralmente paralizzato sull’uscio di casa fino a quando il permesso di uscire e mostrarsi non gli è stato concesso.
Sheela non è stata azzannata e nemmeno aggredita dal cane. Le ferite che ne hanno provocato il ricovero in ospedale, nel reparto di medicina interna del San Martino, sono dovute alla caduta. Sul caso indaga la polizia, intervenuta con gli agenti di una volante, subito dopo i sanitari del 118 e i vigili del fuoco, che hanno recuperato la ragazza finita nel cavedio, con un’autoscala.Com’è andata? La giovane ferita ha raccontato agli agenti di essersi sentita minacciata dal cane che le veniva incontro, ringhiando, senza museruola e senza guinzaglio. La padrona di Sean ha dato tutt’altra versione.
«Siamo usciti di casa per la solita passeggiata. Era un po’ tardi e Sean non ce la faceva più. Doveva fare pipì e scalpitava – è il racconto della trentaquattrenne – Di giorno lo tengo al guinzaglio. Nel palazzo ci sono molte persone anziane e non ho mai voluto creare problemi. Di notte però sono più tranquilla. Non ho fatto a tempo ad aprire la porta di casa che il mio cane era già uscito, e di gran carriera».
Se il portone fosse stato chiuso nulla sarebbe accaduto. Invece qualcuno lo aveva lasciato spalancato, forse proprio i due giovani, un ragazzo e una ragazza, che stavano sulla pensilina di collegamento, tra il palazzo e via Novaro. È la ragazza ad avere la reazione più scomposta. Vede arrivare il boxer di gran carriera: «Ho sentito un urlo fortissimo, tanto è vero che anche mio padre, dalla camera da letto, si è spaventato ed è uscito. Non so chi dei due, se Sean o quella giovane, fosse il più spaventato. Sean si è messo a ringhiare e a quel punto la ragazza aveva scavalcato la ringhiera. Si è appesa come poteva ma non ha retto al suo stesso peso ed è precipitata a terra. Ero spaventatissima e anche il suo amico lo era, tanto che non ha mosso un dito. Ho subito chiamato il 118 e mio padre, che è arrivato subito dopo, ha chiamato la polizia».
È l’una quando sul posto arrivano le ambulanze della Croce rossa. Devono intervenire anche i vigili del fuoco. La giovane è finita in un cavedio, che rappresenta uno spiazzo a servizio di un’officina. Di notte non c’è possibilità di accesso, se non dall’alto. I pompieri recuperano lo giovane, in poco tempo, grazie a un’autoscala e la affidano ai sanitari del 118. «Quando i soccorritori sono arrivati la giovane si era arrampicata su un gabbiottino in muratura – continua la padrona del cane – non so come abbia fatto dopo essere precipitata da quell’altezza. Era evidentemente sconvolta, non so per quale ragione. Diceva che c’erano delle bestie, aveva ancora paura. Solo i vigili del fuoco sono riusciti a tranquillizzarla». Graziano Cetara
Fonte Il Secolo XIX Web
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Uccise il gatto, sospeso il porto d’armi
GAVARDO – IL TAR MITIGA I DECRETI DI QUESTORE E PREFETTO
GAVARDO – Il bellicoso signor Ernesto di Gavardo, i gatti e «gli animali altrui» proprio non li sopporta. Tant’è che a suo carico è pendente in tribunale un processo per l’uccisione di un gatto ed esplosioni pericolose in centro abitato (articoli 638 e 703 del codice penale; fino a un anno di reclusione). Ciò nonostante, anziché mettersi in stand by in attesa del verdetto, il nostro non ha affatto interrotto la difesa armata del suo territorio dagli intrusi a quattro zampe. Almeno a giudicare da un recente rapporto dei carabinieri che lo hanno segnalato alla Questura per l’uso di una pistola ad aria compressa utilizzata sia per sparare a un bersaglio fisso nel giardino di casa, sia per mettere in fuga i gatti. Un quadro, dicono questore e prefetto, che pone in dubbio l’affidabilità di Ernesto nell’uso delle armi. Inevitabili, perciò, il decreto amministrativo di revoca della licenza di porto d’armi per uso sportivo (tiro a volo) e l’ingiunzione a vendere tutte le armi in suo possesso, o a cederle a persona non convivente. Ernesto, assistito dall’avvocato Francesco Arrighi, si è rivolto al Tar per ottenere la sospensione subito, e l’annullamento poi, dei provvedimenti di Questura e Prefettura. I giudici amministrativi hanno parzialmente accolto il suo ricorso, ma allo stesso tempo tenuto conto anche delle ragioni con le quali questore e prefetto (difesi dall’Avvocatura dello Stato) hanno motivato i loro decreti. Così la licenza di porto d’armi non è stata revocata, ma soltanto sospesa in attesa dell’esito del processo penale. Le armi restano di proprietà del gavardese che non potrà per ora usarle perché in custodia dai carabinieri. (esseci)
Giornale di Brescia
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Lumezzane, sacrifici anche per i cacciatori.
L’assessore Seneci: «Decidiamoli insieme»
IL BILANCIO COMUNALE IMPONE DI RIDURRE LE SPESE
LUMEZZANE – Tempi di crisi in Valgobbia: per il sistema produttivo innanzi tutto; per le finanze comunali subito dopo; ed ora anche per i cacciatori. L’assessore alla Caccia ed alla pesca Carlo Seneci, visti i chiari di luna dei conti dopo i colpi inferti dalle società collegate, è costretto a tagliare gli interventi a sostegno di chi pratica il più vecchio degli sport, la caccia. Ma per garantire ai seguaci di Diana che si tratta di esigenze inderogabili di cassa, e non di scarso interesse per la caccia, spiega nel dettaglio la situazione finanziaria ed i tagli previsti. «Il bilancio 2005 del Comune di Lumezzane – dice Seneci – sarà approvato a fine marzo 2005, dopo una difficile “quadratura del cerchio” economico. Manca infatti all’appello quasi un milione di euro per la situazione delle aziende collegate, Lumetec e Lumenergia, che va sommato al giro di vite dei trasferimenti da parte dello Stato e ai costi crescenti in tutti i campi delle attività comunali». Da qui l’esigenza di «sacrificare molte delle disponibilità degli anni passati, proprio per non penalizzare altri servizi alle persone in condizioni di difficoltà. Ad esempio – spiega l’assessore – è stato scelto di non tagliare i fondi destinati all’istruzione e alle scuole materne e di tutelare in tutti i modi gli interventi verso disabili e anziani». A pagare questa politica dei tagli saranno dunque chiamati anche i cacciatori, considerato che l’esercizio venatorio, per quanto importante, non è comunque tra i bisogni primari della vita. «Ad oggi – spiega Seneci – le somme a disposizione nell’ambito della caccia non consentono la consueta distribuzione gratuita da parte del Comune di piante da frutto e da pastura: per quest’anno dovremo farne a meno. Abbiamo operato questa scelta poichè, tra le iniziative a favore della caccia e della pesca che il Comune mette in campo ogni anno, la distribuzione di piante era quella unanimemente giudicata meno utile anche dalla Commissione caccia, riunitasi lo scorso settembre».
Niente piante, dunque, almeno per quest’anno: e fin qui non ci sono problemi. Ma questo taglio non basta. L’assessore Seneci preferisce però considerare il problema dall’ottica opposta, cioè dalle iniziative che i cacciatori considerano irrinunciabili. Per deciderlo si rivolge alla Commissione Caccia e Pesca, in cui sono presenti tutte le associazioni del territorio, convocata «per ripensare insieme a come utilizzare meglio i fondi a disposizione in futuro». Alcuni punti l’assessore li ha già chiari: «Vogliamo andare avanti – dice – con il servizio di distribuzione dei presicci, che è molto apprezzato dai cacciatori e che l’anno scorso abbiamo gestito con successo insieme all’Anuu Gasparotto. Il centro è finanziato dalla Provincia di Brescia, e il Comune mette a disposizione gli ambienti, il proprio personale e l’organizzazione del servizio». «In questo senso – prosegue Seneci – pensiamo di migliorare le regole della distribuzione, approvando un apposito regolamento che garantisca la massima trasparenza nei confronti di tutti. Nel prossimo incontro con l’Assessore provinciale Sala, chiederemo anche se sarà possibile assegnare un ulteriore roccolo per i presicci al centro di Lumezzane». Poi ci sono altre proposte, che sono arrivate all’Assessorato dagli stessi sportivi, come quella di fornire ai capannisti lumezzanesi un tordo bottaccio da richiamo, o quella di organizzare iniziative che spieghino agli studenti delle scuole elementari quanto e come i cacciatori siano amici dell’ambiente, magari anche portandoli a vedere posti di caccia e roccoli». «L’Amministrazione comunale – conclude Seneci – ha particolarmente a cuore la tradizione venatoria, come parte integrante della realtà locale e vuole promuoverne lo sviluppo fin dall’età scolare. Di tutte queste cose vogliamo discutere e decidere insieme ai cacciatori e ai pescatori stessi, nella commissione, che è stata convocata per i primi del mese di aprile».
Fonte Giornale di Brescia
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Festa e dibattito a Offida sul prelievo sostenibile Cacciatori al passo coi tempi
OFFIDA – Grande festa per tutti i cacciatori offidani venerdì prossimo alle ore 21 presso il ristorante “La Fonte” di Offida. I presidenti delle associazioni venatorie locali: Federcaccia, Arci Caccia, Libera Caccia, Italcaccia ed Enalcaccia di Offida hanno infatti organizzato un incontro conviviale per fare il punto delle attività svolte e programmare le attività future. Il tema della serata sarà “Cacciatore al passo con i tempi” e verranno discussi i seguenti argomenti: gestione del territorio, caccia programmata, prelievo sostenibile, formazione e informazione.
Interverranno tra gli altri: il sindaco di Offida Lucio D’Angelo, l’assessore comunale allo sport Valerio Lucciarini, l’assessore provinciale alla caccia Massimo Marcaccio, l’assessore regionale Luciano Agostini, il dirigente del servizio Risorse Naturali della Provincia Pacifico Poli
Fonte Corriere Adriatico
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Un parco-cimitero per cani e gatti
Il progetto, approvato in commissione, verrà proposto al Campidoglio
di ELENA PABA
Un cimitero per cani ed altri animali nell’ambito di un vasto giardino pubblico. E’ la richiesta che, in base al progetto approvato dalla commissione municipale servizi sociali, verrà formulata al Comune per un’area tra Dragoncello ed Acilia. Non si pensa a un cimitero “monumentale”: è piuttosto un parco dove sia possibile anche sotterrare i “compagni” di tante famiglie, magari con una piccola lapide. Il presidente della commissione, Augusto Bonvicini, che ha ideato il progetto, spiega: «Io amo gli animali. Mi sembrava giusto pensare a un luogo dove farli riposare. Ma non è solo questo: ci sono tanti animali morti che restano abbandonati nelle strade, creando anche problemi sanitari. Cani randagi, ad esempio, uccisi dalle auto. Questo “cimitero” li toglierebbe dalle strade». Ma il progetto globale è ancora più grande: il cimitero sarà solo una parte del parco, su una superficie di circa 20 mila metri quadrati. La prima grande area verde custodita e curata dell’entroterra, dice Augusto Bonvicini: «L’entroterra ne ha bisogno: un’area verde dove i grandi e i bambini potranno giocare, dove ci saranno panchine per la sosta, un punto verde anche per il ritrovo degli anziani. E sono previste, inoltre, una pista ciclabile e una scuola per l’addestramento dei cani. La ditta che vincerà il bando dovrà farsi carico dei costi del progetto e dovrà intervenire ad ogni chiamata dei cittadini e prelevare gratuitamente il randagio ucciso, ma i servizi all’interno del parco, come la scuola per l’addestramento cani potranno essere a pagamento. E chi chiamerà gli addetti del parco per l’inumazione dovrà, ovviamente, farsi carico delle spese».
Il progetto, dopo l’esame del cosniglio municipale, verrà proposto al Campidoglio: è il Comune, infatti, competente per questo genere di opere ed è di prorpietà del demanio comunale l’area individuata.
Fonte Il Messaggero
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Sarà inaugurato oggi alle 15 il nuovo sportello Informanimali.
Ancona – La struttura, situata nella sede dell’Informagiovani in piazza Garibaldi, costituirà un punto di riferimento per attività che spaziano dalla raccolta di denunce di maltrattamenti ad animali alla promozione di campagne per la sterilizzazione fino all’avvio di pratiche per le adozioni dei cani che si trovano nei canili convenzionati.
In questa prima fase di operatività lo sportello sarà aperto martedì dalle 15 alle 17,30 sotto la supervisione di Maria Chiara Catalani, medico veterinario.
Fonte Il Messaggero
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CAVALLO SALVATO
Un elicottero dei Vigili del Fuoco ha salvato da sicura morte un cavallo che non riusciva più a uscire da un terreno fangoso. Il cavallo è stato imbracato, sollevato e spostato di qualche metro in un terreno asciutto e al sicuro. Il fatto è accaduto ieri pomeriggio, in contrada Colle di Sant’Eufemia, ed è durato dalle 17,20 alle 18,30.
Durante le ultime settimane l’elicottero dei vigili del fuoco è stato più volte impegnato nel soccorso di animali che, in montagna e in contrade sperdute dell’entroterra, erano rimasti isolati o impantanati nel fango a causa delle conseguenze del maltempo.
Foonte Il Messaggero
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Un’altra lupa trovata morta sui binari della ferrovia
di JOLE MARIANI
SAN VINCENZO VALLE ROVETO – Ancora un lupo ucciso, ed anche questa volta l’animale è stato probabilmente travolto da un treno in corsa. E’ accaduto in Valle Roveto. Una lupa di circa due anni è stata ritrovata morta sui binari della Avezzano-Roccasecca, nelle vicinanze della stazione ferroviaria di San Vincenzo Valle Roveto, probabilmente investita dal treno. Ad accorgersi dell’animale ormai senza vita è stato un abitante del luogo, che ha subito allertato la Forestale. La lupa si trova ora presso l’Istituto zooprofilattico di Teramo dove saranno eseguiti i vari accertamenti per stabilire le cause esatte della morte, che risalirebbe a due giorni fa. Il Comune di San Vincenzo Valle Roveto è compreso nell’area del pre-Parco nazionale d’Abruzzo, dove attualmente vivono una trentina di esemplari di lupo appenninico, zona dalla quale si sarebbe allontanato l’animale rimasto ucciso. La lupa, con ogni probabilità, sarebbe scesa a valle forse in cerca di cibo, non trovandone sulle montagne innevate. Non è la prima volta che animali protetti, come appunto il lupo, rimangano uccisi per cause accidentali oltreché per mano dell’uomo. Un caso analogo di lupo finito sotto un treno, si è verificato di recente nell’Aquilano, a Secinaro. Non si contano poi i tanti altri animali, come caprioli e cervi, che finiscono sulla superstrada del Liri o sulla statale 82 ed inevitabilmente vengono travolti dalle automobili.
Fonte Il Messaggero
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Un cucciolo per Natale: una scelta ponderata?
I cani, che passione
Prendersi cura dei nostri animali
Sono milioni le famiglie nel mondo che, soprattutto nel periodo natalizio, adottano un cucciolo per la felicità dei bambini. C’è una domanda, però, che sorge spontanea: è una scelta ponderata o solo l’influenza del Natale? Il vero problema è che appena le vacanze natalizie finiscono non sono altrettante le persone che continuano a prendersi cura con coccole e passeggiate dei nostri amici a quattro zampe. Bisogna pensare che anche gli animali sono degli esseri viventi e risentono la mancanza di affetto e di attenzioni: la maggior parte delle volte accade che i padroni pensino solo alle proprie esigenze e trascurano i loro piccoli amici dimenticando che gli animali non sarebbero capaci di tradire o far soffrire l’uomo. Arrivata l’estate, poi, presi dalla smania di andare in vacanza, decidono di affidare i propri animali alla strada non prevedendo che i cuccioli cresciuti in casa non sono abituati alla vita da randagi; si registra che un animale su dieci non sopravvive alla dura vita senza una famiglia. Naturalmente, ci sono anche persone, soprattutto anziane, che ricevono un cucciolo in regalo dai familiari per colmare la solitudine e condividono con loro gioie e dolori prendendosene cura come se avessero un figlio. Molte volte accade che i proprietari di animali domestici dedicano fin troppe attenzioni a cani e gatti che crescendo, manifestano un’indole forte e ribelle. È necessario, quindi, che i padroni sappiano educarli non con la violenza,ma con pazienza e perseveranza. rima di acquistare un animale bisogna pensare a quanto tempo gli si può dedicare e si è in grado di mantenerlo. Antonella Cea, Lara Jalongo
Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno
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DAL GIUDICE DI PACE
Si graffia per separare due cani E adesso chiede un risarcimento
Castelfranco – (e.c.) Si graffia un dito per separare due cani litigiosi e passa alle vie legali. Chiede 1500 euro per danni morali e 2027 euro di spese, ma se ne riparlerà a fine maggio.
Talvolta, una passeggiata pomeridiana con il proprio cane può avere conseguenze impreviste. Ne sa qualcosa M.B., castellano residente in via Forche, che nell’autunno dello scorso anno è stato protagonista di un episodio alquanto singolare.
Uscito per una passeggiata con il cane del figlio – un american stafforsdhire terrier, spesso ed erroneamente confuso con il Pit Bull, ma con un carattere decisamente più docile -, dopo aver raggiunto il campo da calcio situato a pochi passi da casa, si era avvicinato con l’animale (rigorosamente al guinzaglio) alla cagnetta di una signora per farli giocare. Non fosse che, qualche istante dopo, sul posto era giunto anche un meticcio di media taglia, privo di guinzaglio, di proprietà di G.D.. Questione di attimi e tra gli animali era scoppiata una rissa furibonda. Il meticcio infatti, forse aizzato dalla presenza di una femmina, aveva aggredito il terrier, il quale, senza farsi pregare, si era prontamente difeso, sopraffacendo l’aggressore. Allarmato per il proprio cane, dopo essere accorso sul posto, G.D. cercò di separare gli animali, procurandosi una ferita alla mando guaribile in pochi giorni. Tanto è bastato per denunciare l’incolpevole M.B. chiedendo un cospicuo risarcimento danni.
Fonte Il Gazzettino
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Fertilità: isolata ‘izumo’, la proteina della fecondazione
E’ stata battezzata ‘Izumo’, come il santuario giapponese dedicato al matrimonio. Perché e’ grazie a lei, la proteina della fecondazione, che si compie il miracolo della vita e lo spermatozoo riesce a penetrare nell’ovulo.
L’ha isolata Masaru Okabe, ricercatore dell’università di Osaka, in uno studio pubblicato su ‘Nature’. Le osservazioni nei topi indicano che Izumo sporge dalla ‘testa’ dello spermatozoo ed e’ necessaria per la sua ‘fusione’ con l’ovulo. Ma la proteina e’ presente anche negli spermatozoi umani, dove sembra funzionare come nei roditori.
”Era da molto tempo che si cercava questa proteina – spiega Okabe – perché si supponeva fosse un fattore ‘chiave’ per il successo della fecondazione. Era gia’ stata individuata la proteina che stimola l’apertura della membrana intorno all’ovulo, ma la sua controparte nello spermatozoo rimaneva misteriosa. Questa scoperta – e’ convinto lo scienziato – potrebbe portare alla messa a punto di nuove terapie contro l’infertilità’ e alla creazione di nuovi metodi contraccettivi non ormonali”.
Izumo e’ stata scoperta esaminando i possibili ‘bersagli’ di un anticorpo noto per la sua capacita’ di bloccare la fecondazione.
Successivamente e’ stato identificato il gene che regola la produzione della proteina Izumo ed e’ emerso che un gene equivalente e’ presente anche negli esseri umani.
Okabe e colleghi hanno quindi modificato geneticamente dei topi, in modo da eliminare dal loro Dna il gene per la proteina Izumo. Così facendo hanno ottenuto degli animali in perfetta salute, ma sterili. Ulteriori esperimenti hanno infine rivelato che anche la ‘versione’ umana di Izumo e’ necessaria alla fecondazione. Inibendola, infatti, gli spermatozoi non riuscivano piu’ a penetrare negli ovuli di criceto. (Red-Pac/Adnkronos Salute)
Fonte ClicMedicina
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Alzheimer: Giappone, allo studio test per diagnosi precoce
Un test non tossico per la diagnosi precoce del morbo di Alzheimer.
L’hanno messo a punto, sperimentandolo con successo nei topi, i ricercatori giapponesi autori di uno studio pubblicato su ‘Nature Neuroscience’. L’analisi permette di visualizzare la distribuzione cerebrale delle placche amiloidi, causa scatenante della malattia. E la speranza degli scienziati e’ che, in futuro, questo esame possa essere utilizzato anche nell’uomo per diagnosticare la patologia prima della comparsa dei sintomi clinici.
Finora, infatti, l’unico modo di isolare le placche amiloidi era quello di esaminare il tessuto cerebrale dopo la morte del paziente. Per questo motivo, ancora oggi, la diagnosi si basa sui danni cognitivi e comportamentali caratteristici della malattia. ”Invece – spiegano Takaomi Saido e Makoto Higuchi, del Brain Science Institute (Riken) di Wako – il nostro metodo permette di individuare le placche con una semplice risonanza magnetica e, dunque, sarà utile per diagnosticare l’Alzheimer prima della comparsa dei sintomi. Inoltre – aggiungono gli studiosi – potrà essere sfruttato per analizzare l’efficacia delle terapie nelle cavie di laboratorio”.
Per rendere visibili le placche amiloidi, i ricercatori hanno combinato il fluoro (utilizzato nella stessa forma chimica comunemente usata per ‘migliorare’ l’acqua potabile) a una sostanza che si lega alla proteina amiloide.
Il composto e stato dunque iniettato nel cervello di topi modificati geneticamente perché sviluppino il morbo di Alzheimer. I successivi esami di risonanza magnetica hanno mostrato i punti dove si erano accumulate le placche, riconoscibili grazie alla luminescenza emessa dal fluoro. Inoltre, nessuno degli animali ha subito effetti collaterali a causa del test, perché il composto fluorato e le radiazioni necessarie per la risonanza hanno una tossicità molto bassa. ”Tuttavia – concludono gli autori – il metodo deve ancora essere perfezionato prima di poter essere utilizzato nell’uomo”. (Red-Opa/Adnkronos Salute)
Fonte ClicMedicina
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Bocconi avvelenati, pi ù controlli
Forse l’incubo diverrà presto un triste ricordo: da alcuni giorni il Comune ha infatti dichiarato guerra ai bocconi avvelenati, che, specie negli ultimi mesi, hanno provocato la morte di decine di cani ( ma sono deceduti anche gatti e diverse specie di animali selvatici), tra atroci sofferenze fisiche, e altrettanto intensi dispiaceri per i padroni dei simpatici – e innocenti – amici a quattro zampe. La responsabile dell’Ufficio tutela animali del Municipio, Roberta Tagliati, interviene sul drammatico problema: « Quel che mi preme sottolineare è che per arginare il deplorevole fenomeno delle esche avvelenate, tutto ciò che era possibile è stato fatto. I controlli delle forze dell’ordine sono stati fortemente intensificati: il corpo dei vigili urbani, assieme al nucleo di vigilanza ambientale, ha verificato lo stato delle zone verdi della città, soprattutto laddove pi ù numerosi erano stati i ritrovamenti. Alludo al Parco Martini e alle aree verdi di via Pizzetti, di via Argonne e di via Pastrengo » . « Inoltre – prosegue la Tagliati – è nato un coordinamento stabile delle associazioni che, con grande generosità, avevano risposto all’appello lanciato dall’Assessorato Mobilità e Ambiente. è molto bello vedere che di fronte a simili emergenze ambientalisti, animalisti e cacciatori sono capaci di agire assieme, superando quegli steccati ideologici che continuamente rischiano di paralizzare l’azione politica. Dovremmo sempre ricordare, in questi casi, che alcuni veleni, per esempio la stricnina, non annullandosi nel tempo, generano una reazione a catena infinita. Ciò significa che una sola esca avvelenata può uccidere moltissimi animali. Abbiamo il dovere di vigilare perchè queste cose non succedano: è una questione di civiltà » . Ricordiamo che in seguito all’incontro del 23 febbraio e alle proposte di collaborazione tra le varie associazioni per intensificare il monitoraggio sul territorio comunale, è emersa la piena disponibilità di numerose associazioni. Tra quelle di carattere animalistico hanno risposto all’appello Timbuct ù cani & dintorni, Sos Angels, Sos Unità cinofile, Animal House, Club Amici miei, Lipu. Tra i sodalizi ambientalisti è giunto il « sí » di Legambiente – Gela, Guardie ecologiche volontarie, Guardie zoofile volontarie dell’Enpa. Anche le associazioni venatorie hanno dimostrato di voler collaborare: si tratta di Associazione nazionale libera caccia, Enalcaccia, Federazione italiana della caccia, Arcicaccia. In tutto si tratta di un elevato numero di volontari ( pi ù di 160!) disponibili anche nei giorni festivi e di notte. Insomma un vero esercito di amici degli animali che va ad affiancare la Polizia municipale e il nucleo di Vigilanza ambientale nel monitoraggio delle aree a rischio: e per gli avvelenatori è iniziato il conto alla rovescia.
Fonte Gazzetta di Parma
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I cigni tornano sul lago
Oggi la «cerimonia» con gli alunni delle scuole
Oggi si liberano i cigni sul lago
Oggi a Spinone al Lago è in programma un appuntamento che tradizionalmente segna l’inizio della bella stagione e la fine dell’inverno. È la «Festa di primavera», organizzata dall’Amministrazione comunale, nel corso della quale si procede alla liberazione dei cigni che popolano il lago di Endine.
Gli eleganti animali all’inizio dell’inverno erano stati rinchiusi in un recinto accanto a un locale pubblico del lungolago di Spinone, dove hanno potuto rifocillarsi grazie anche alla generosità dei passanti. Adesso è giunta l’ora di liberarli e permettere loro di tornare a solcare lo specchio d’acqua della Val Cavallina.La liberazione dei cigni rappresenta anche un momento di festa importante per i bambini di Spinone e degli altri Comuni rivieraschi: alla festa, infatti, saranno presenti gli alunni di Spinone, Ranzanico e Monasterolo che frequentano le elementari a Monasterolo e gli alunni delle elementari di Rova, località di Endine Gaiano; ci saranno anche i bambini più piccoli della scuola materna parrocchiale di Spinone al Lago.Ma nel paesino affacciato sul lago di Endine arriveranno anche i bambini della scuola elementare di Alserio, paese in provincia di Como da cui alcuni anni fa giunse la prima coppia di cigni. Questo il programma della giornata. Alle 10,30 ritrovo nel piazzale adiacente al bar «Miralago» sul lungolago di Spinone al Lago, dov’è previsto l’incontro tra gli alunni, gli insegnati e gli amministratori dei Comuni coinvolti nell’iniziativa.Dopo i discorsi delle autorità e dei rappresentanti delle scuole, alle 11,20 si terrà «Raccontando il cigno reale», una breve presentazione della storia e della specie di questo animale, a cui seguirà la liberazione. Alle 12 è previsto il rinfresco in riva al lago. Gli scolari rientreranno poi nello loro classi verso le 12,40. G. A.
Fonte L’Eco di Bergamo
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Manifestazione dei Verdi: sabato un’assemblea per discutere le nuove norme venatorie
“Lottiamo per una legge giusta sulla caccia”
FANO – “Preso atto delle pressioni esercitate dalle lobby venatorie per modificare in senso peggiorativo la legge nazionale sulla caccia, sponsorizzate da diverse forze politiche anche all’interno del centro sinistra”, i Verdi lanciano un appello a tutti i cittadini che vogliono una giusta regolamentazione della caccia, “affinchè non si dilati nel tempo, nello spazio e nelle specie cacciabili”.
“Non solo i Verdi la pensano così – spiega Gianluca Carrabs – anche i cacciatori potrebbero essere interessati ad una regolamentazione equilibrata, tanto che l’ Arci Caccia, responsabilmente si sta dissociando dalle richieste delle altre associazioni venatorie. Di fatti i contenuti di studi scientifici e sondaggi demoscopici vanno in direzione opposta rispetto a quella perseguita da partiti di destra e di sinistra che per motivi elettoralistici fanno a gara per accogliere le richieste del mondo venatorio più oltranzista, senza tener conto che uno sfruttamento selvaggio di ogni risorsa inevitabilmente ne comporta l’esaurimento .
Ecco perché i Verdi hanno organizzato per sabato 19 marzo alle ore 16 nella sede della III Circoscrizione di Fano un incontro con Gian Mario Spacca e le associazioni ambientaliste; sarà presente anche Grazia Francescano Presidente Europeo dei Verdi, dove si inviterà il nostro candidato presidente della Regione Marche a rappresentare con equilibrio, anche in sede nazionale, le diverse sensibilità presenti sul tema della caccia; a tener conto che il rispetto della fauna selvatica è un valore che va difeso al di là della forza d’urto di una lobby molto organizzata, portatrice di intereressi particolari. Bisogna rispettare l’interesse diffuso, – ribadisce Carrabs – quello della stragrande maggioranza dei cittadini, che certamente non gradisce una regolamentazione spregiudicata della caccia, non in linea con lo spirito della legislazione europea, sulla quale è stata impostata la legge attualmente in vigore a livello nazionale. Solo con una massiccia presenza all’iniziativa saremo in grado di dimostrare che i cacciatori oltranzisti sona una sparuta minoranza rispetto ai tanti cittadini che vogliono tutelare l’ambiente, gli animali e un giusto equilibrio della potestà legislativa che non deve mai essere a servizio di nessuno in particolare, ma di tutti i cittadini”.
Fonte Corriere Adriatico
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Lo sportello funzionerà una volta alla settimana
Apre “Informanimali”
SENIGALLIA – Alle ore 15 di oggi aprirà ufficialmente lo Sportello Informanimali, nella sede dell’Informagiovani, in piazza Garibaldi n° 1. Qui infatti si raccoglieranno le denunce di maltrattamenti ad animali, si promuoveranno campagne per la sterilizzazione, si avvieranno le pratiche riguardanti le adozioni dei cani che si trovano oggi ricoverati presso i canili convenzionati. Un’altra finalità è quella di diffondere una cultura del rispetto tra gli stessi detentori di animali, lanciando campagne di informazione atte ad incentivare l’uso della paletta per la raccolta degli escrementi con l’obiettivo di mantenere pulita la città.
Nella prima fase di operatività il personale impiegato presso lo Sportello sarà a disposizione un giorno alla settimana, il martedì dalle ore 15 alle 17,30
Fonte Corriere Adriatico
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Lo propone Berluti
Aree verdi Giro di vite all’ingresso di animali
FANO – Con l’arrivo della primavera più affollati, specie nelle ore più assolate della giornata, appaiono i parchi e i giardini della città, ma i problemi non mancano: un giro di vite in merito alla salvaguardia di tali aree, dalla invasione dei cani, randagi e non, è stato richiesto al sindaco dal consigliere comunale della Margherita Sauro Berluti, che solleva l’esigenza di tutelare specialmente la salute di bambini e bambine che frequentano le aree verdi per i loro giochi all’aria aperta. Il problema è divenuto così emergente che ormai si sta consolidando l’impossibilità degli stessi di frequentare detti spazi per le loro scarse condizioni igieniche.
A tutt’oggi, infatti le ordinanze che vietano l’accesso ai cani emesse dalla amministrazione comunale, l’ultima delle quali risale al 4 marzo 1997, vengono sistematicamente disattesi dai possessori dei cani, senza che nessuna sanzione venga elevata nei confronti dei trasgressori. Berluti richiede che i vigili urbani facciano rispettare in maniera più rigorosa le disposizioni che coinvolgono tanto il randagismo quanto gli animali domestici; in più per salvaguardare i parchi dall’ingresso dei cani randagi, i quali oltre a sporcare, possono rendersi pericolosi, il consigliere comunale della Margherita richiede la costituzione di una pattuglia integrata da un vigile veterinario e un vigile urbano, per incentivare l’opera sia di prevenzione che di repressione. I proventi delle eventuali multe dovrebbero essere impiegati per sostenere le spese per l’acquisto dei contenitori – distributori di sacchetti e palette e a favore della gestione dei canili comunali.
Fonte Corriere Adriatico
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Animali: 19 specie di albatros a rischio estinzione
300.000 uccelli marini vittime di catture accidentali
ROMA – Piu’ di 300.000 uccelli marini, tra cui circa 100.000 albatros, uccisi ogni anno dal fenomeno delle catture accidentali (detto ‘bycatch’). e soprattutto 19 specie di albatros minacciate di estinzione a causa della pesca con i palangari (lenze lunghe 130km con piu’ di 10.000 ami). La denuncia e’ contenuta in un report di 19 Organizzazioni Intergovernative per la Gestione delle Aree di Pesca. Sotto accusa le commissioni che gestiscono la pesca nell’Oceano Indiano e Atlantico.
Fonte Virgilio
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CACCIA/ RONCHI: IL PREMIER SOGNA UN PAESE DA INCUBO
“Con questa pdl non ci saranno più nenanche animali selvaggi”
Roma – Edo Ronchi, responsabile Politiche della sostenibilità dei Ds, aderisce all’iniziativa di Legambiente e dell’Arcicaccia “contro la proposta di legge delle destre che liberalizza la caccia selvaggia”. Ronchi invita ad immaginare “la realizzazione del sogno” di Silvio Berlusconi: “Più che un sogno, mi pare un incubo”.
L’esponente Ds, in una nota, decsrive “un Paese pieno di autostrade congestionate dal traffico, costruzioni abusive condonate ovunque, televisioni sempre con lo stesso telegiornale, un bel po’ di centrali a carbone ed anche qualche centrale nucleare in costruzione e a tavola tante varietà di cibi geneticamente modificati. E non ci saranno neanche animali selvaggi, in questo paese, perché saranno stati tutti sterminati per catturare qualche voto di cacciatori sprovveduti”.
Fonte Virgilio
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TUMORI: TEST SU UOMO PER MOLECOLA ATTIVA CONTRO 94 VARIANTI
ROMA – Una nuova ‘arma intelligente’ contro il cancro che nei modelli animali ha vinto 94 tumori diversi e’ appena entrata nella prima fase di sperimentazione sui pazienti. E’ la molecola sviluppata da Prem Reddy del Fels Institute for Cancer Research alla Temple University School of Medicine. Si chiama ‘ON01910′, funziona spegnendo un enzima chiave per la moltiplicazione delle cellule, inoltre, e’ spiegato sulla rivista Cancer Cell, e’ riuscita a uccidere tumori resistenti a tutte le terapie oggi in uso e non e’ tossica. Il principio attivo ON01910 inibisce la produzione della ‘polo-like chinasi 1′ (Plk1) che e’ in eccesso in molti tumori come di pancreas fegato e seno, stimolandone la crescita. Questi e altri tumori, inoculati in modelli animali, sono stati eliminati dall’azione di ON01910, ha riferito Reddy, sia da sola che in combinazione con farmaci gia’ in uso, inoltre la sua azione mirata la rende priva di effetti collaterali. “La molecola – ha detto Reddy – agisce a tre livelli: ON01910 blocca l’invasione delle cellule tumorali, impedisce l’angiogenesi, induce il tumore alla morte”. Essendo una cura mirata contro uno specifico gene che aiuta molti diversi tumori a crescere, ha aggiunto Reddy, non ha effetti collaterali sulle cellule sane ed il fatto che sia cosi’ sicura ha permesso di iniziare un ciclo di sperimentazione clinica su 56 pazienti con tumori in stadio avanzato e con metastasi, al momento seguiti presso i centri medici della Johns Hopkins e del Mount Sinai. ON01910 dovrebbe essere vantaggiosa per trattare quei tumori che sono ormai resistenti alle cure convenzionali, ha concluso Reddy.
Fonte Farmacia
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Caltagirone, tre gattini salvati dai vigili urbani e dall’amore dei bimbi
CALTAGIRONE. (sc) Tre piccolissimi gattini meticci, nati da appena un giorno, sono stati ritrovati alla periferia della città dagli agenti della polizia municipale, che si sono subito presi cura di loro cercando di individuare chi potesse salvarli da una morte sicura, considerato che erano stati abbandonati. E grazie alla disponibilità e alla sensibilità di Antonio Ticli e della sua giovane famiglia, i tre “micini” hanno trovato subito chi li potesse custodire in attesa che qualcuno si faccia avanti per adottarli. Ticli, titolare del negozio di animali “Cucciolandia” in via Tapinelle, assicura che i tre micini godono di ottima salute “grazie alle lampade infrarosse che li riscaldano e il latte in polvere utilizzato per nutrirli” ma soprattutto grazie all’amore di Miriam Trupia, 8 anni, Desireè Trupia, 10 anni, e Federica Ticli, 11 anni (nella foto). Per richieste di adozione telefonare allo 0933-50589.
Fonte Il Giornale di Sicilia
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Università, allarme randagi Il Comune: “Lavoriamo per un canile a Bellolampo”
L’Università:”Abbiamo chiesto l’intervento al canile municipale”. Niente posti nei rifugi”Troppi i cani in viale delle Scienze”Dagli studenti una richiesta di aiuto Branchi di cani randagi all’assalto di studenti e personale dell’università, ma la soluzione potrebbe essere un canile a Bellolampo. Dall’ufficio tecnico dell’ateneo arriva al Coimune un’ennesima richiesta di intervento. Il dirigente Nino Catalano ha scritto nuovamente al settore Igiene e sanità. Uno scambio epistolare che, dice, è in atto ormai da quattro anni. Ma “poich‚ le aggressioni continuano a verificarsi – scrive – e considerato che, oltre agli ovvi motivi di igiene, tale situazione determina un costante pericolo per l’incolumità degli utenti e dei lavoratori”, si chiede un intervento immediato “per procedere alla cattura degli animali e al ricovero presso idonee strutture”. Il problema è che oggi come quattro anni fa il canile municipale e gli altri rifugi non sono in grado di accogliere cani: non c’è più disponibilità di gabbie. Anche il progetto per un canile al carcere di Pagliarelli sembra finito in soffitta per un po’. La direttrice Laura Brancato ribadisce che, finch‚ nella casa circondariale resteranno le unità cinofile, non sarà possibile ospitare altri cani di diversa provenienza. All’ufficio di Igiene e sanità del Comune non resta che ricordare, nella risposta, le ormai note difficoltà di accoglienza dei randagi e la legge regionale 15 del 2000, secondo cui i cani, “su disposizione del sindaco e d’intesa con le autorità sanitarie, possono essere riammessi sul territorio, ove non vi sia sufficiente recettività presso il canile”. La “priorità Parco d’Orleans” resta, ma occorre trovare una soluzione. E una speranza arriva dall’assessore alla Sanità Antonino Nascè: “Questa settimana avremo un incontro per progettare un nuovo canile a Bellolampo. Le esigenze sono tante e questa potrebbe essere una buona soluzione”. Al. Tu.
Fonte Il Giornale di Sicilia










