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Monday January 22nd 2018

WE ARE THE WORLD

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Gandhi affermava che la grandezza di una civiltà, si poteva giudicare da come trattava gli animali, perché una volta si aveva poco rispetto di loro, al contrario d’oggi, che si rischia di leggere testamenti, dove l’eredità è ceduta ad un cane o ad un’associazione che si occupa di salvaguardare i diritti degli animali stessi. E se un tempo, queste tenere bestiole, vivevano allo stato brado, con tutti i rischi connessi, ora, consumano i loro anni in comode cucce, con ripetuti controlli medici e cibi in scatola (naturalmente c’è sempre l’eccezione). Tutta questa menata per dire cosa, che le date sono cambiate, e se in passato come indice di riferimento per valutare l’essere umano, si consideravano gli animali, adesso l’evoluzione di una nazione, si misura secondo come tratta i bambini.
Si sente parlare spesso d’animali stipati in piccoli spazi, malnutriti, maltrattati, privati della loro dignità, ma basta sostituire il soggetto, per renderci immediatamente conto, che il comportamento dell’uomo sui bambini, non differenzia molto, da quello praticato sulle bestie.
Secondo l’ultimo rapporto Unicef, i bambini nel mondo sono 2,2 miliardi e oltre 1 miliardo vive in povertà. A Manila rovistano tra le discariche, in cerca di cibo. In Sierra Leone e nella Repubblica Domenicana del Congo, impugnano un AK47. A Mosca, a Bombay a Cuba, si prostituiscono nelle strade. A Rio de Janeiro mendicano cibo. A Botswana sono resi orfani dall’Aids. Ogni giorno muoiono 29.000 bambini per malattie prevenibili. Oltre 2 milioni di minorenni sotto i 15 anni sono sieropositivi. La malnutrizione, in molti paesi africani, li rende vulnerabili alla tubercolosi. E ancora:
Ø Bambini nei Paesi in Via di Sviluppo (PVS) che vivono in case prive di servizi igienici: 1 su 3
Ø Bambini nei PVS che vivono in case prive di acqua potabile: 1 su 5
Ø Bambini nei PVS che non hanno accesso all’assistenza sanitaria: 1 su 7
Ø Totale dei bambini morti nel 2003: 10,6 milioni
Ø Speranza di vita media per un bambino che vive in Giappone: 85 anni
Ø Speranza di vita media per un bambino nato in Zambia: 33 anni
Ø Percentuale dei bambini sottopeso alla nascita in Sudan: 31%
Ø Percentuale dei bambini sottopeso alla nascita nella Repubblica di Corea: 4%
Ø Totale dei bambini nati in Canada nel 2003: 319.000
Ø Totale dei bambini uccisi in Ruanda nel 1994: 300.000
Ø Percentuale di decessi infantili tra i 3,6 milioni di persone uccise in guerra dal 1990: 45%
Ø Aumento medio del tasso di mortalità infantile tra 0 e 5 anni durante una guerra “tipica” di 5 anni: 13%
Ø Numero dei bambini in Belgio: 2 milioni
Ø Numero dei bambini sfruttati nell’industria del sesso: 2 milioni
Ø Costo di produzione di una mina antiuomo: meno di 3 dollari
Ø Costo di bonifica di una mina antiuomo: fino a 1.000 dollari
Ø Numero stimato di nuovi contagi da HIV nel 2003: 5 milioni
Ø Numero di contagi tra individui con meno di 25 anni: 2,5 milioni
Ø Numero dei bambini orfani a causa dell’AIDS: 15 milioni di questi 8 su 10 vivono nell’Africa Sub-Sahariana
Ø Percentuale di persone affette da HIV/AIDS che vivono nei PVS: oltre il 90%
Ø Percentuale di persone affette da HIV/AIDS che necessita di trattamenti con farmaci anti-retrovirali ma che non vi ha accesso: 93%
Ø Telefoni ogni 100 persone in Svezia: 162
Ø Telefoni ogni 100 persone in Bangladesh: 1
Ø Percentuale di spesa pubblica destinata alla sanità dai governi dei paesi industrializzati: 15%
Ø Percentuale di spesa pubblica destinata alla sanità nell’area dell’Asia Meridionale e del pacifico: 1%
Ø Spesa militare globale nel 2003: 956 miliardi di dollari
Ø Costo addizionale annuo necessario per finanziare gli Obiettivi di sviluppo del millennio: 40-70 miliardi di dollari
Ø Paesi che hanno ratificato la Convenzione sui diritti dell’infanzia: 192
Ø Paesi che non hanno ratificato la Convenzione sui diritti dell’infanzia: 2
Quando calamità naturali come il terremoto di Bam, gli uragani devastanti che si abbattono ripetutamente sui Carabi, il depredante maremoto che ha colpito il sud est asiatico, e la devastante alluvione in Bangladesh, feriscono Paesi, di per sé svantaggiati, le associazioni di volontariato, agiscono nell’immediato, assicurando la disponibilità d’acqua potabile e servizi igienici. Distribuiscono aiuti di prima necessità quali medicine, attrezzature di base per interventi di pronto soccorso, kit per ostetricia e chirurgia, vestiti e cibo. Assistono i bambini. Li riuniscono alle proprie famiglie, mettono in piedi scuole e ambienti sicuri per loro. Haiti, che è uno dei paesi più poveri del mondo, paga il prezzo più alto. Due giorni di pioggia, sono in grado di sommergere l’80% della città, con oltre tre metri d’acqua. L’uragano Jeanne, ha colpito 30.000 bambini, distrutto 400.000 abitazioni, e prodotto 20.000 sfollati.
Il direttore Generale dell’Unicef ha affermato che dal Congo alla Liberia, dallo Sri Lanka alla Columbia, bambini e bambine continuano a soffrire per le brutalità della guerra. Le violenze sessuali, sono strumento per terrorizzare e devastare intere comunità. I bambini soldato sono impiegati in 20 conflitti, sia da parte delle forze governative, che di quelle dell’opposizione. Sono stuprati, costretti ad uccidere i propri familiari. Usati come informatori e spie. Almeno 60 governi tra cui Australia, Regno Unito, Austria, Germania, e Olanda, continuano a reclutare legalmente bambini dai 16 ai 17 anni. In Liberia si stima che vi siano oltre 15.000 bambini soldato. Nel 2003 i paesi i cui territori risultavano infestati dalle mine antiuomo erano 82. Nel Darfur la situazione non è diversa. Da anni feroci combattimenti insanguinano la regione sudanese. Centinaia di persone, in particolare donne e bambini, sono prive dell’accesso a pozzi d’acqua potabile. In Uganda, gli scontri tra esercito regolare e ribelli, ha creato oltre 1,6 milioni di sfollati, l’80% dei quali sono donne e bambini. Alle drammatiche condizioni igieniche e sanitarie, si aggiunge il diffondersi d’epidemie quali il colera. In Uganda, ogni 1.000 bambini nati vivi, 80 muoiono entro il primo anno d’età, 141, prima del quinto anno d’età, con oltre 180.000 bambini, che, ogni anno, non raggiungono i cinque anni.
Un’altra conseguenza delle guerre, sono le mine antiuomo, e chi è maggiormente esposto ai rischi, sono i bambini. Spesso questi ordigni infernali, sono scambiati per piccoli giocattoli. In Somalia, da un rapporto del 2003, il 55% delle vittime degli ordigni è costituito da bambini. Produrre una mina costa 3 dollari, mentre, una volta interrata, trovarla e distruggerla costa 1.000 dollari.
A Bangkok l’anno scorso si è aperta la conferenza internazionale. Nel mondo esistono 38 milioni di sieropositivi, ma solo il 10% è curato con i nuovi farmaci. In India 5,1 milioni di persone sono contagiati dal virus. L’Africa è il continente più colpito, (25 milioni di sieropositivi), l’Asia è il nuovo epicentro dell’infezione, a preoccupare è la Cina, dove si stima, che nel 2010 saranno 10 milioni gli infettati. L’unico modello di rivincita è la Thailandia, dove grazie all’uso del preservativo e una corretta prevenzione, ha diminuito il numero dei contagi, cosa che non accade in Africa, perché s’incontrano, da parte della popolazione, resistenze culturali.
Quando in Ruanda si pose fine al genocidio (1994), 95.000 bambini erano rimasti orfani. Oggi la loro situazione dopo dieci anni, non è migliorata. I sopravvissuti vivono una situazione d’estrema instabilità:
– In Ruanda 101.000 bambini vivono in 42.000 nuclei familiari. La guerra, li ha posti di fronte ad una dura realtà, invece di vivere l’infanzia, si ritrovano a fronteggiare da soli le difficoltà della vita, perché i loro genitori sono stati uccisi durante gli scontri, oppure dall’Aids.
– Su 200.000 donne sopravvissute agli stupri del 1994, l’80% è risultato positivo al test dell’HIV. Si stima che nel 2010 saranno più di 350.000 i bambini resi orfani da questa malattia.
– Oltre 400.000 bambini non hanno accesso alla scuola.
– Il Ruanda ha il più alto tasso di mortalità infantile. Un bambino su cinque non raggiunge il quinto anno d’età.
Un numero in costante crescita, è l’uso di bambini per alimentare il commercio sessuale, che coinvolge più di due milioni di minori. Un terzo delle vittime della prostituzione si trova in Cambogia. In Lituania è coinvolto tra il 20 e il 50% dei bambini compresi dai 10-11 anni. In Moldavia il 30% sono bambine, usate nei bordelli o nei film pornografici. In Messico vi sono più di 16.000 bambini, vittime della prostituzione. Oggi, molti paesi hanno approvato leggi, che rendono illegale organizzare viaggi all’estero per scopo di intrattenere rapporti sessuali.
Nei Paesi in Via di Sviluppo, si sta diffondendo l’uso di bambini, nei lavori domestici. Si stima che siano circa 5 milioni i bambini che lavorano come domestici in Asia meridionale, in Brasile 559.000, a Haiti 250.000, in Kenya 200.000, in Indonesia 700.000.
I bambini sono il mondo, ma un bambino su 12 nel mondo, non raggiunge i cinque anni di età. Il rapporto 2005 redatto dall’Unicef, mostra che, 55 dei 59 conflitti armati svoltisi tra il 1990 ad oggi, ha procurato la morte a 3,6 milioni di bambini. I bambini sono divenuti il bersaglio di attentati terroristici, basti ricordare l’attacco alla scuola di Beslan, in Russia. L’impatto delle guerre, sul sistema sanitario, è catastrofico. Una guerra dura in media cinque anni, in questo periodo, il tasso di mortalità tra i bambini che hanno un’età compresa tra 0-5 anni, aumenta del 13%.
Da novembre, un gruppo di volontari, ha dato il via in Africa, la più grande campagna di vaccinazione antipolio nella storia. Entro il 2005 saranno immunizzati 80 milioni di bambini in 23 Paesi.
Secondo dati forniti dall’associazione Mani Tese, sono oltre 10 mila i bambini italiani e stranieri coinvolti in attività illecite nostrane o internazionali o arruolati alla mafia. Oltre tremila deportati dall’Albania in Italia e Grecia, si vendono o elemosinano per le strade. Nel nostro Paese, una prostituta albanese su tre ha meno di 18 anni. Le ragazze russe finiscono in Germania. Sulle strade di Londra, finiscono ragazzine latino-americane e asiatiche. Di fronte a questo quadro dolente, è consentito chiederci, quanti sono i bambini che alimentano il mercato illegale delle adozioni e degli organi, un numero spaventoso, e difficile da commisurare.
Sono situazioni di vasta portata, che dovrebbero farci riflettere. I bambini sono il mondo. Sulle loro spalle poggia il futuro di una società. Perché si continua a calpestare e violare i più sacri dei diritti umani?

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