Addio in disperate mani
occhi in grume sangue
e notti a divenire
in bassi cieli
stanze e lampadari
per eco di straziato canto
che il mattino per rumori
insegue a fruste di follia
che nel giorno ai raggi
brucia
Della caverna al petto
vuota in te spero memoria
per me sospeso strazio
a lenir per altre strade
l’abbandono
e nei capelli in spalle
di figure andanti
cerco flebile gioia
in somiglianze
strappate a sera
in silenziosi sputi
di finestre chiuse
su scaduta maschera
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Da:Soste precarie










