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Tuesday January 23rd 2018

Omaggio a Jean Sénac

Algeria, 19 gennaio 2005

Questo omaggio a J. Sénac, vuole essere una personale ritrascrizione nella mia lingua di alcune sue poesie all’interno di versi cornice che ho costruito per l’occasione.
D.B.
A prefazione dell’omaggio
Sénac trasferiamo vostra poesia
non traduttori, liberamente
occhiando alta fantasia
per noi pochi solamente
fini concisi in nostri versi
stop, per tutti i dispersi.

§

(La transitor in spiaggia)

In lingua mia manifestar ti voglio
ed ecco quindi H Midett secondo cosi:
“ché son venusto ti si tende
amo l’impazienza
non scappar sotto tenda
a dar alla man leggerezza
fammi sentire. Vengo
mordi l’impaziente”.
In poesia fedelmente

§

Comme pouvais-tu ton corps voir
en Alger visionnaire poète?
Est-ce purété
qui te fais écrire:
“è momento che m’abattiate (mondieu, t’as dit
m’abbatiez) e uccidiate con me
vostra libertà, momento
di tradire vostri ossessionati godimenti.
Sole degli anni saccheggiati battuto
ritornerà
il mio cadavere”.
Et puis … ton nom
voyant, tu l’as vu, poète.

§

Cosi in Rire tu ci dici
“dico l’amore con dei salici il vento
silenzio ciò continua sullo scoglio…”
cosi io oso ti tradurre
“ …poesia (pierre) s’apre in mano per sogno produrre.”

§

d’innesto pensando
a cupi colori veloci visti
torna in lingua
parola notata fissa
esclamativa
“rosa, rosa bruciante nelle nostre voci convulsive”
si, si era ben desiderio
il nostro di cupo colore

§

E ancor poi dal Diwân
du môle rimanemmo rapiti
dai tuoi poemi sulla bocca scritti
che cosi volgiamo:
“Sono (mes poèmes) naviganti
su di un gonfio spazio
ed io stesso, riconosciutili, mi meraviglio
e li scrivo
e talvolta, quando m’ami,
sfiorano sangue suono (chantent).
Ingordo di me sulle tue labbra.
Oh vastità fortunata! Oh mattine!”
Jean, soglia di stupefazione!

§

In mia, Jean, tua cosi
da Lei nostra voluta:
“non legate poeti in lor versi.
Son irrequieti poignats, multiples.
E i loro scatti barocchi van dalla lira alla trippa”.
Deferentemente d’ammirato lettor
che di trippe non ci capisce
e che di esse in sua poesia
non scriver preferisce.

§

poeta poeti poeta
che solca e veleggia
altre rotte percorse già e
nuove
che legge e medita
“(lettore, eccoti ciò che ci unisce. Mano mia
che non traccia offerta. Possiedi questo foglio.
Inchiostralo. Ma un sol attimo nel suo biancore
Vivici – con me.)”
e s’innalza, s’innalza trascende per me che
lessi cosi il Poème du Lecteur in giusto (?) colore

§

Si ascolta poeta Sénac tradurre:
“non manco il godere (mes fêtes)
in balere vissuto e cine e bagni
dove (ma baroque) poesia
da sotto arrivava ad illuminarli deliranti.
Ce rire (questo stile) ci bandisce dalle antologie
A purificarci dal vostro mondo pavoni meteorici, vi nega”.
Mirto al poeta d’Epicuro.

§

Uomo che hai sete del padre
(sei forse Cristo?)
ho inserito, io, una pagina bianca

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