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Monday January 22nd 2018

MASADA 54, 21-1-2005, n° 54, Censura & censura

Altri tre orrori sotto gli occhi:
-un’altra bella botta di censura televisiva su Paolo Rossi
-la legge che censurerà col carcere ogni notizia dal fronte
-la legge sulla tortura legalizzata
——
“Quando si è assediati, il tempo diventa spazio
pietrificato nella sua eternità
Quando si è assediati, lo spazio diventa tempo
che ha fallito il suo ieri e il suo domani.”

(Poema di Mahmoud Darwish scritto a Ramallah nel gennaio 2002)
—–
Parafrasando C. Caprara:
Il presidente va dal medico dicendo: “Dottore, dovunque mi tocchi mi fa male. Mi tocco lo stomaco e mi fa male, la testa e mi fa male, il ginocchio e mi fa male’. Dovrò riformare tutto quanto il mio organismo?”
Il dottore lo visita e poi risponde: “Voi state bene, è il vostro dito che è rotto.”
…signor presidente, è il vostro pensiero che è malato, senza di voi tutto il resto potrebbe funzionare perfettamente.”

“Sono una piccola ape
furibonda”
(A. erini)

(Hans Magnus Enzensberger: )
“Ai tempi del fascismo non sapevano di vivere ai tempi del fascismo”.

“Quale che sia la censura, essa mi sembra una mostruosità, qualcosa di peggio dell’omicidio: l’attentato contro il pensiero è un crimine di lesa anima. La morte di Socrate pesa ancora sul genere umano”
(Gustave Flaubert)

—-
Tra le notizie più censurate del 2003 che dovevano fare notizia e non lo hanno fatto ci sono state:

– Il piano di Rumsfeld per provocare attacchi terroristici
– Le 8mila pagine rimosse dal rapporto Iraq all’Onu
– La nuova minaccia coloniale all’Africa
– Il progetto statunitense di dominio globale
– Lo smantellamento dei sindacati
– Lo scontro euro/dollaro fra le ragioni della guerra all’Iraq
– Le responsabilità Usa nel colpo di stato in Venezuela
– L’attacco alle libertà civili in nome della guerra al terrorismo
– Le violazioni degli accordi internazionali da parte di Washington
– Il peggioramento dei diritti umani in Afghanistan…
—-
Edvino Ugolini
Eredità

Il fumo si leva dalle macerie
scheletri di esseri umani
si profilano dietro
la sconfitta dell’umanità.
Da adesso l’uomo
non può più fingere
il giudizio dei nostri figli
peserà come un macigno
sul nostro futuro.

Unter dem Pflaster liegt der Strand

Sotto il selciato la spiaggia
Sotto la morte la vita
Sotto tutto questo marcio la speranza
Sotto la repressione la libertà
Sotto i soprusi le idee
Sotto l’indifferenza l’amore
Sotto la fine l’inizio.
—-
E’ chiaro perché la tv del padrone ha censurato Paolo Rossi: addirittura citava Moliere!?!? Essere colti va bene, ma addirittura Moliere…!!!?? E’ arcinoto che Moliere è un famoso terrorista ante litteram. Tutti coloro che fanno teatro irridendo ai vizi capitali creano riferimenti imbarazzanti col padrone. Via dunque L’avaro di Moliere, ma anche il Riccardo III di Shakesperare e la Divina Commedia di Dante per non parlare di Pirandello, Brecht poi è addirittura rosso e ce l’ha con la guerra e i pirati!
Volete fare uno spettacolo? Fatelo sulle canzoni di Apicella cantate dal Silvio, o di Dell’Utri che recita la parte della vittima nell’Apologia di Socrate; questa sì che è cultura! Abbiamo Toni Renis, Califano…Invece Rossi va a fare uno spettacolo sui ciarlatani che la fanno da padroni e proprio in casa Rai, non è educato, come dire: non si parla di corda nella casa dell’impiccato, che diamine! Naturalmente si è detto che Rossi aveva detto 3 volte c.. e 4 volte c… E’ per preservare i bambini si immagina. Alle due di notte! Come se i bambini fossero molto preservati in tv. Familiarizzano coi bordelli, le prigioni, le bombe e le insanità, guardano addirittura in diretta gente come Tremonti che è fortemente destabilizzante anche per un adulto forte. Come ci verranno su questi bambini? Prima gli regalavano il piccolo chimico, ora il piccolo torturatore con tanto di elettrodi veri per torturare il gatto.
Abbiamo solo due tabù in Italia e cominciano tutti per c. A ruota libera sul resto, sono ammesse castronerie, cacciabombardieri, caciare, cacofonie, cadaveri, caffari, cafoni, cagnacci, calabrache, camarille (congreghe di persone che esercitano indebite ingerenze politiche), camerati, campanilismi, canaglie, cancan, canee, capitalisti, caporali, carcerieri, carnalità, cartolarizzazioni, .. Non sono ammessi però i c.c., a meno che in bocca a Sgarbi o a leghisti a scegliere. I leghisti si sa hanno il c. duro e ci tengono a dirlo. Il padrone li lascia fare perché sono flokloristici, ma agli altri il padrone, che è molto educato, e parla col mignolo alzato, non lo consente.

Karl Kraus : “Le battute che i censori capiscono, giustamente le censurano”
—-
“Soffocare la voce dei comici significa reprimere ogni barlume di intelligenza e di spirito critico che possa illuminare e svegliare le coscienze intorpidite dei cittadini.”
Da ilmaredelcoloredelvino

Non c’era nemmeno una parolaccia che cominciasse per c nel Ballarò sulla mafia, criticato anch’esso. Al c & c. dobbiamo aggiungere anche maf come parola proibita?
Quelli come dell’Utri hanno detto che Ballarò squalificava la Sicilia. Molto opportuno. Si fa ma non si dice. E’ il nuovo trend alla Cicchitto. Inaugurato da Totò Riina.
Come per i magistrati, non è male il reato, ma chi ne parla. Chi parla di me peste lo colga.
Sotto il fascismo era reato anche dire che il pane era cattivo, Ma ci arriveremo, ci arriveremo, basta non disturbare il manovratore.
—-
Ma vi rendete conto che siamo in uno stato che ha paura di Celentano???!!

E abbiamo un governo che aveva segnalato le due Simone alle CIA come spie!!!
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Naturalmente le censure sono di molti tipi e anche la sinistra non scherza. Come altro si deve leggere lo sgomento, il corri-corri alla frenata, la critica immediata e violenta, dopo la vittoria di Vendola! Hanno paura che un po’ di democrazia ci dia alla testa? Dopotutto stiamo parlando di vedere chi piace al popolo a livello regione o magari municipio, non stiamo proponendo il re dei re!

Mario Ferrandi: “Quando a Milano gli elettori acclamavano la candidatura di Dario FO (che
avrebbe fatto vedere i sorci verdi al polo) la federazione DS è INSORTA”.
Contro ben altro dovrebbero insorgere!

Signori miei, avete così tanta paura della democrazia da chiamarla caos? Non vi basta quello attuale?
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VIVA VENDOLA!!!!
Mai le segreterie di partito lo avrebbero candidato!
Questa è la migliore notizia degli ultimi 20 anni. Come dice mio marito: “Godo, come un orgasmo” (e non è nemmeno di Rifondazione!)
Ma se in democrazia la voce deve essere del popolo, perché il popolo non dovrebbe aver voce per qualsiasi tipo di candidatura, anche a sindaco? E perché Fassino dovrebbe essere tout court il vice di Prodi? Perché non Bertinotti o Cofferati o una persona scelta da Prodi stesso su indicazione popolare? Il fatto è che i soldi di Berlusconi, e i suoi potenti e nascosti alleati, hanno pieni poteri, la figura senza soldi e senza partito di Prodi no.
Ma ora le segreterie di partito, Diliberto compreso che è un ex di Rifondazione, si sono spaventate e la vedo dura per altre primarie, insomma la democrazia è un bel progetto basta non farla, basta che siano i soliti noti a gestire pieni poteri a pugni ben stretti. E non importa se questa gestione li ha già portati alla sconfitta. Chi stringe non molla, e in malora il paese! Se i boss delle segreterie allentassero la presa uncinata, il popolo della sinistra ci metterebbe un attimo a rovesciare le dirigenze e le candidature ufficiali e a raggiungere la vittoria! La realtà è che la pratica democratica è annichilita ogni volta che qualcuno va democraticamente su un cadreghino, dopodiché non lo lascia più, alla faccia dei diritti democratici e si alleva una corte di cloni. Ma, quando si parla di democrazia allargata o di democrazia attiva, sorgono mille se e mille ma, nessuno è meno democratico dei nostri democratici, e il popolo è ciurlato sempre nel manico. Quelli come D’Alema vorrebbero un candidato moderato che prenda voti anche dalla destra, per scegliere poi qualcuno così annacquato che perderà anche i voti della sinistra, sarebbe come se un medico per curare una malattia cercasse una medicina che piacesse alla malattia. La ricetta è sbagliata ma il medico insiste nell’errore, ma ora: errare è umano, dalemare è diabolico.
Marina Minicucci dice: Credo che la vittoria di Nicky Vendola in Puglia sia una delle più belle notizie degli ultimi anni. Forse la più bella, perché dischiude un mondo di speranze per le nostre future sorti politiche che molti di noi faticavano ad avere ancora…Vendola è uno dei rarissimi politici (si contano sulla punta delle dita) onesto, coraggioso, capace, intelligente e con un forte legame con la base. I pugliesi hanno dimostrato di riconoscere ciò che è bene per loro. Le primarie funzionano! La base è molto più avanti di chi la governa e la distanza fra i cittadini e i propri rappresentanti è siderale!”
Insomma, se a decidere i candidati saranno solo Fassino, D’Alema, Rutelli, Mastella e & la sconfitta è assicurata. Credete che dire questo serva? Io no.
Continua la Minicucci: “ La nostra classe dirigente avrebbe dovuto progredire in qualità, insieme alla qualità di vita di noi governati, invece ‘plus ça change plus se la meme chose’ (vedi Gattopardo, sembra che si cambi qualcosa ma non si cambia niente)… Siamo intrappolati in un sistema marcio e il modo per uscirne non è quello di starci dentro in modo più o meno ragionevole ma di spezzare il cerchio. Uscirne appunto. La soluzione, come ogni rompicapo che si rispetti non è all’interno dello schema ma fuori dallo schema.” Insomma vorrebbero che ancora una volta andassimo a votare costretti da ricatto, scegliendo il meno peggio, non sanno quanto ciò ci avvilisca e sia per noi disonorevole. C sarà mai un minimo di decenza?
Io non credo. Le candidature ormai sono fatte. E saranno state fatte al solito vecchio modo. E soprattutto saranno state fatte da chi le elezioni le ha perse e si sarebbe dovuto licenziare prima.
La Minicucci: “La democrazia non si decreta ma si costruisce e vuol dire ‘governo del popolo’. Il popolo deve dire con forza, ora e subito, che non andremo mai più a votare un candidato che non sia scelto dagli elettori. Se avremo questo coraggio riusciremo a spezzare il perverso cerchio e riconquistare davvero un’Italia migliore, uno schieramento decente e la nostra dignità di cittadini consapevoli, maturi e non ricattabili. Solo se avremo questo coraggio le cose nel nostro paese potranno cambiare. In caso contrario, il felice episodio pugliese, sarà l’ennesima occasione perduta”.
—-
Adelaide:
“Il regista Faenza non ha potuto effettuare le riprese del film su don Puglisi a Brancaccio, il luogo dove si sono svolti i fatti, perché gli è stato fatto capire che in caso contrario qualcosa di poco piacevole sarebbe potuto accadere durante le riprese. Il regista ha incontrato alcuni politici per cercare di passare qualche “strettoia”, come l’ha definita lui e questi gli hanno fatto capire che un film sulla mafia avrebbe dato disturbo. La mafia sembra non esserci perché non ha motivo di palesare la sua presenza con atti eclatanti, vive benissimo indisturbata da anni, si è mimetizzata e gode di ottima salute. Il fatto che Floris ne abbia parlato in maniera ‘forte’ ha scosso le coscienze di chi si era adagiato sugli allori, non parlare del sistema mafioso non è la stessa cosa che averlo sconfitto ma la gente comune si convince di questo. Non parlarne dà sicurezza, la gente del nord si sente al sicuro perché le è stato fatto credere per troppo tempo che la mafia è relegata entro i confini della Sicilia. D’altronde poi si è incorso nell’errato uso di definire mafiosa qualsiasi altro tipo di criminalità. Lo strozzinaggio ad esempio, molti non sanno che è in crescita e che spesso non è ad appannaggio della mafia, ma di biechi esseri, addirittura alcuni imparentati con il malcapitato, che svolgono questo atto criminoso in società o da soli. In cuor mio non volevo più parlare della mafia, è troppo faticoso parlarne non da professionista della carta stampata o da magistrato, un tempo pensavo che le parole di una persona comune potessero ricevere ascolto, proprio perché l’esperienza della mia normalità potesse dire: guardate, la mafia è continuamente sotto i nostri occhi, allerta, non pensate solo alle grandi manovre politico economiche, pensate alle piccole imprese, ai piccoli artigiani…. ai preti di periferia, alla gente comune. Invece ho riscontrato in poche persone un vero ascolto, per la moltitudine continua ad essere solo “cosa nostra”. Da preferire vederla in un libro,in un film… ovunque possa essere rappresentata lontana dalla quotidianità di tutti, tranne che quel film o quel programma non ci costringono a vederla accanto a noi. La Sicilia violentata dal silenzio del governo, più che dalle parole di Floris. Con questo ho chiuso. Ora mi occuperò di punto croce e filet.
—-
Detto Navajo: “E’ impossibile svegliare un uomo che pretende di essere addormentato”
—-
La censura televisiva è solo un modo per imbavagliare la protesta e l’informazione.
La tv italiana si presenta ‘sostanzialmente’ come una enorme scoreggia; la volgarità da casino o da caserma è così conclamata, nelle espressioni, nei contenuti, nelle finalità, nei personaggi, nei testi, nei disvalori.. che non credo che due c… in più o in meno possano migliorarla o peggiorarla.
Non capisco poi perché ci si scandalizzi se uno dice c, quando tale oggetto, il cui nome dovrebbe essere pudicamente impronunciabile per norme di galateo, e’ l’icona che la tv ci mostra più spesso, maschile o femminile al punto che ci vengono anche quotidianamente presentate anche facce a c.. Voglio dire siamo talmente una repubblica del c. che ormai manca solo sui francobolli! Questo ipocrita pudore del linguaggio mi sembra vagamente inopportuno. Piove a dirotto e ci si lamenta di due gocce? E non mi sembra nemmeno che le parolacce di Sgarbi su Mediaset o su Rai o di emeriti leghisti o polisti (ma ben più gravi sono i contenuti dei loro discorsi) abbiano sortito mai alcuna censura. E le frasi che questo premier ridanciante sono perfettamente omologate al suo prodotto. Giustamente Luttazzi ci mostrava una tv che ci dava da mangiare m.. Si può essere troppo educati per dirlo ma questi sono i fatti. La m. dei fatti è molto più grave della m. del linguaggio. L’ipocrisia massima è far finta di essere dei puritani del bello stile di fronte a massacri ben più sostanziali…. Insomma che si uccida la cultura, l’educazione, la verità, il buon senso, la legge e la costituzione tenendo il mignolo alzato mi sembra grottesco. E che questo Cattaneo che ha congedato l’Annunziata dicendole che la prendeva a calci in c. e che poi si è ben guardato dal ristrutturare le macerie del consiglio di amministrazione, venga a fare censure di linguaggio mi appare cosa ben peggiore. Va bene che, come disse quello, non ci sono fenomeni morali ma interpretazioni morali dei fenomeni, ma questo tipo di morale mi pare pruriginosa.

“La censura risparmia i corvi e tormenta le colombe.”
Decimo Giunio Giovenale

Censure molto più gravi
Mentre si finge di preoccuparci della qualità più o meno fine delle parole, per salvaguardare le orecchie degli ascoltatori da suoni cacofonici, sta per essere votata definitivamente una legge di censura sulle notizie provenienti da fronti bellici. Alla Camera sta per essere approvata una legge per cui si applicheranno anche in tempo di pace articoli del codice militare in tempo di guerra e le si applicheranno anche ai civili, punendoli duramente se inviano notizie dal fronte. Tale legge penalizzerà non solo soldati e giornalisti ma anche le ONG e i volontari o i privati che dessero notizie, per esempio dell’Irak, a qualsiasi titolo, facendo cadere una cortina di silenzio o menzogna su ciò che accade nei territori in guerra e rendendo ancora più assurda a fasulla l’informazione ufficiale. Tanto varrebbe allora delegarla a Giovanardi o a Castelli o Ferrara, che stanno già compiendo prodigi di falsificazione della verità. Non abbiamo nessuna speranza nell’anima di questo parlamento. Questa immonda maggioranza è ormai venduta al diavolo e vota qualsiasi cosa le venga presentata, perché non ha altra scelta che o conservare il potere o sparire. Ormai è chiaro a tutti che non c’è in essa più alcuna ombra di dignità di senso morale, di senso dello stato, di spirito democratico, questa maggioranza parlamentare mostra ormai solo un rapace proposito di mantenere il potere ad ogni costo. Purtroppo quando si imbocca la via dell’inferno, si imbocca una via di non ritorno, in cui si può solo persistere nell’errore aggravandolo. Perciò ritengo che le protesta di Zanotelli o altri puri come lui resteranno vane e che anche questo abominio riuscirà a passare. So che l’opposizione non ha e non avrà mai i voti per opporsi e temo fortemente che le leggi elettorali saranno coartate per non mettere a rischio in alcun modo l’attuale governo, per cui se avremo ancora elezioni saranno una farsa, a noto con disappunto come anche sulla scandalosa censura da fronti di guerra l’opposizione, come al solito, si sia spesa poco, troppo presa in giochi spartitori.
Per cui avremo presto anche l’applicazione degli articoli 72 e 73 del Codice Penale Militare di Guerra che prevedono che:
“Chiunque si procura notizie concernenti la forza, la preparazione o la difesa militare, la dislocazione o i movimenti delle forze armate, il loro stato sanitario, la disciplina e le operazioni militari e ogni altra notizia che, non essendo segreta, ha tuttavia carattere riservato,
per esserne stata vietata la divulgazione dall’autorità competente, è punito….con la reclusione militare (cioè in un carcere militare) da 2 a 10 anni. Mentre chi diffonde o comunica tali notizie è punito con la reclusione militare da cinque a 20 anni.”
Sarà un giochetto, poi, allargare anche ad altri ambiti non militari queste pene, censurando duramente col carcere qualunque espressione informativa non omologata al regime.
Cito dal messaggio di Lilliput e Articolo 21:
“L’obiettivo di questa revisione dei codici penali militari è, di fatto, quello di offrire un contributo normativo alla costruzione del nuovo ordine (o disordine) globale e alle teorie della guerra permanente. Normare l’emergenza bellica per normalizzare la guerra. Inoltre è alto il rischio di una definitiva decostituzionalizzazione del concetto di “tempo di pace” e “tempo di guerra”, sino a una integrale perdita di senso di quanto stabilito dall’art. 11, il cui valore quale principio fondamentale della nostra Costituzione è stato già pesantemente messo in discussione da altri atti posti in essere da questo e da altri governi e precedenti assemblee parlamentari del nostro Paese. Bisogna allora tentare di *invertire la rotta* e tentare di recuperare un’altra idea di codice militare, incardinato sui principi costituzionali, che riconosca la centralità del parlamento (e non di un
governo delegato) e che soprattutto sia in grado di *fare i conti con quel ripudio della guerra che è parte integrante della Costituzione repubblicana* e oggi anche della coscienza politica di tanta parte dell’opinione pubblica (italiana e internazionale).
Risulta, quindi, urgente reagire alla sistematica compressione delle garanzie costituzionali (basti pensare alla violazione dell’art. 11 della Costituzione), affermando e *salvaguardando con forza la libertà di informazione* ed il diritto ad informare ed essere informati, soprattutto riguardo a fatti di forte drammaticità e peso civile, nei quali *una corretta informazione è principio della capacità di controllo e valutazione dell’operato delle istituzioni a governo del Paese.*

Il dott. Cardoso in Sostiene Pereira: “La smetta di frequentare il passato, frequenti il futuro!”
—-
Giorgia manda:
LE TELESTREET: UN COVO DI TERRORISTI!
In un’ANSA del 18 gennaio compare la fatidica notizia: “Gli occhi delle forze dell’ordine sul fenomeno delle cosiddette ‘Telestreet’, ‘tv di strada’ o ‘tv di quartiere” nella quale si cita la Relazione al Parlamento del ministero dell’Interno che, nel capitolo dedicato a “terrorismo ed eversione”, parla di queste emittenti non autorizzate. Insorge, e per fortuna, il deputato dei verdi Mauro Bulgarelli che ha per lo meno il buon senso di affermare pubblicamente: “E’ un fatto davvero sconcertante che il ministero dell’ Interno abbia deciso di inserire le ‘telestreet’ nel capitolo ‘terrorismo ed eversione’ della relazione al Parlamento sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica”.
”Siamo di fronte – spiega Bulgarelli – ad un ulteriore tassello della campagna di criminalizzazione dei movimenti varata dal ministro Pisanu. Nella relazione le tv di strada vengono definite ‘vicine all’
area dei centri sociali’ e inserite in un progetto complessivo denominato ‘Global network”’. Per Bulgarelli “queste esperienze, autogestite e senza fini di lucro, dovrebbero essere incentivate e
finanziate dallo Stato e non presentate come pericolosi covi di terroristi”

http://www.ostinatiperlapace.org/ostinati/indices/index_1828.html
Un altro piccolo passo verso la grande censura mediatica, dunque. E vai così.
—-
E intanto, senza troppe critiche o censure, l’incoronazione di Bush, la cerimonia più costosa del secolo, sta per avere inizio. 100 miliardi di dollari. Uno sproposito per celebrare l’uomo che ha intenzione di distruggere il mondo. La cifra che costa al momento la guerra in Irak, una cifra spaventosa che il costo del petrolio non ha coperto e che Bush spende in una volta sola per celebrare se stesso.
Nel culmine dell’euforia, il ripetutamente eletto ha dichiarato che, siccome ormai ogni americano ha il suo gruzzoletto, si può pensare ormai ad abolire lo stato sociale. Come ha detto Martino: “Lo Stato sociale è come “un mulo, che non ha motivo di essere orgoglioso dei suoi genitori e non ha speranza di avere figli”. Meglio ammazzarlo!
Tremiamo al pensiero delle imitazioni di casa nostra.
Dopo il calo della disoccupazione, il controllo del caro vita, la riduzione delle tasse, l’esportazione della democrazia e le grandi opere, se Berlusconi si imbatte anche nella possibilità di abolire lo stato sociale, siamo fritti!

Altro che sproloquiare su c & c!
——–
Ennio Flaiano
“Coraggio ! Il meglio è passato!”

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