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Tuesday January 23rd 2018

MASADA, 29-1-2005, n° 60. Armi, nucleare, scorie e mafia

tutto va bene
tutto va bene
il bene è virtuale
la paura necessaria
non facciamo il passo dell’oca
ma chi rompe il passo
è cacciato dalla fila
il passo dell’oca ha ceduto
alla lambada
che è anche meglio
per mettercelo in quel posto
la libertà ha ceduto
alla casa delle libertà
che non è esattamente
la stessa cosa
visto che camminiamo
sopra un ponte sottile
sopra fauci aperte
che non ci piacciono affatto
la notte è sempre più nera
perché è nera dentro
mentre i megafoni gridano
le ballerine ballano
le luci sbarbagliano
e ci impediscono di vedere
i poveri che muoiono
le grida che soffocano
i maiali che ridono
i militari che avanzano
i criminali che governano

Armi, scorie tossiche, nucleare, affari neri, mafia…questo è peggio di un regime. E’ un pessimo regime.
—-
Perché si sta tirando di nuovo fuori il nucleare?

Insomma il nucleare è una follia, non lo si fa più da almeno 30 anni, nessun paese civile pensa oggi al nucleare, ci vogliono investimenti pazzeschi, non se ne vedono i vantaggi prima di 30 anni, ha scorie che nessuno vuole e che si disintegrano in 240.000 anni, non si capisce dove saranno messe e chi controllerà armato queste scorie per migliaia di anni, il nucleare costa allo stato una esagerazione persino se le centrali sono già fatte, quelle francesi ricevono continue sovvenzioni dallo stato francese, altro che vantaggio! E poi gli italiani si sono già espressi chiaramente contro queste centrali, per cui rimetterle in corsa sarebbe anche antipopolare a meno che non sia solo il solito diversivo….Uno si chiede a questo punto: ma chi lo vuole veramente il nucleare? E allora, quando la domanda sembra ovvia, perché, stante i fatti, la proposta appare cretina, se non è il solito sasso buttato nello stagno per deviare l’attenzione, bisogna allargare il contesto.
Per trovare la risposta a una guerra che massacra un paese straniero ma costa la strage anche della gioventù dello stesso paese che aggredisce e porta più deficit di bilancio di quanto porti dollari dal petrolio, bisogna allargare il contesto. E cercare la risposta in un contesto più ampio dove non siano i pro e i contro ragionevoli e civili ad avere il sopravvento ma interessi molto privati e molto poco ragionevoli e civili. Bisogna trovare la risposta in un contesto criminale. Tutto le cose che nella realtà ordinaria sembrano assurde, diventano spiegabilissime in un contesto criminale, la guerra come gli OGM come, anche, il nucleare.

Dobbiamo partire dal presupposto che quando, in un paese come l’Italia, una società a delinquere e una setta vietata dalla legge concordano di mettere al potere un gruppo di persone il cui unico scopo è di massimizzare il potere personale, riciclare proventi sporchi e finalizzare tutto a un profitto privato, qualunque proposta politica o economica sia avanzata avrà solo lo scopo di massimizzare un potere personale, riciclare denaro sporco e finalizzare tutto a un profitto privato, nell’interesse sia di chi governa che di coloro che li hanno mandati al potere e ce li mantengono.

Gli altri saranno convincibili con la pubblicità.

“Con la loro influenza diretta, continua e pervasiva i mezzi di comunicazione e, in modo particolare, la televisione, da strumento principe per il controllo sull’esercizio del potere da parte delle istituzioni, delle forze politiche e delle singole persone abilitate ad esercitarlo, stanno diventando essi stessi il principale e diretto strumento di conquista, di esercizio e di condizionamento del potere politico. Di fronte a fenomeni di questa portata non è permesso restare passivi.”
(Romano Prodi)
—-
E dunque parliamo un po’ di contesti criminali.
—-
«Esiste una potente organizzazione dedita alla consumazione dei sequestri di persona, con richiesta di altissimi riscatti per fini eversivi …. I mandanti dei sequestri vanno ricercati negli ambienti politici delle trame nere e in ambienti insospettabili; questa organizzazione si è servita e si serve delle non meno potenti organizzazioni mafiose siciliane e calabresi …. Sequestri di persona, attentati, omicidi, tutto fa parte di un’identica strategia intesa a determinare il caos scardinando i poteri di difesa dello Stato al fine di instaurare nuove condizioni di potere e di dominio…».
Queste parole sembrano di oggi ma compaiono nel rapporto del vicequestore di Trapani Giuseppe Peri, nel 1977, a sette procure (Trapani, Marsala, Agrigento, Palermo, Torino, Roma e Milano). Pochi giorni dopo Peri veniva trasferito e moriva due anni dopo di infarto mentre mani provvidenziali archiviavano il suo rapporto in 40 cartelle che fu definito sprezzantemente “un sogno di mezza estate”. Ora quel sogno trapanese è diventato il mezzogiorno politico italiano. Peri aveva trovato, dietro orrendi delitti, gruppi dell’estrema destra romana, mafiosi siciliani eccellenti e un terzo livello che attingeva a insospettabili politici. «Una centrale eversiva di cui fanno parte individui al di sopra di ogni sospetto inseriti nell’apparato statale ai vari livelli». Lo scopo non è solo il denaro ma il potere, la destabilizzazione della Sicilia e la presa feroce del potere sulla Sicilia. Oggi vediamo che lo scopo in realtà non era la Sicilia ma l’Italia.

“Claudio Fava: “Peri aveva scoperto, nell’elenco dei piduisti, i nomi di Varchi e Cassata: il primo era il capo di gabinetto del questore Aiello a Trapani, e fu uno dei più accesi sostenitori del suo trasferimento “punitivo” a Palermo; l’altro, giudice istruttore presso il tribunale di Marsala, archiviò definitivamente il rapporto Peri.”
http://www.claudiofava.it/siciliani/memoria/capire/capire16.htm

Andreotti viene liberato dall’accusa di presunto appoggio alla mafia siciliana provata prima del 1980, dopo è stato prescritto per scadenza dei termini processuali. Insomma prima era mafioso ma non perseguibile, dopo era perseguibile ma il processo non ce l’ha fatta a condannarlo per limiti di tempo. E Comunione e Liberazione applaude.
Nei fatti, per tutto il periodo andreottiano, la Sicilia fu assoggettata alla mafia e le persone scelte da Andreotti per mantenerla in questo stato di assoggettamento furono persone della mafia. I successori non cambiano una virgola. I siciliani si adeguano. Se questa è la democrazia italiana, anche noi abbiamo bisogno di ‘liberatori’.

Alle elezioni politiche del 2001 la Sicilia risponde dando a Fi 61 candidati su 61. Vittoria piena e completa.
La strategia del terrore ha funzionato.

Alle giustificate obiezioni al successo siciliano della Cdl “il picciotto Totò Cuffaro non poteva non intervenire e manifestare il suo sdegno per l’ingiustificato accanimento contro la regione dei 61 seggi su 61, dicendo: “E’ uno scandalo, è una vergogna, è un’ignominia!”
(Matteo)
http://onan.splinder.com/

Ma appena Report denuncia lo scandalo delle elezioni siciliane scatta unanime la censura della maggioranza, in prima fila gli esponenti siciliani di Forza Italia, il presidente della Regione Cuffaro (accusato di favoreggiamento mafioso), il sindaco di Catania Scapagnini (ex dottore di Berlusconi), e tutti uniti non per combattere la mafia ma il giornalismo anti-mafia. Per difendere la “loro” Sicilia “diffamata e offesa” con “vecchie storie”, frutto di pregiudizio politico, usando per forza d’abitudine gli argomenti, il linguaggio, le frasi fatte di un Totò Riina o di tanti mafiosi. E recentemente a Ballarò ecco l’agrigentino senatore La Loggia ripetere puntualmente lo stesso spot pro-Sicilia ma, vedi caso, non anti-mafia. Totò Cuffaro, altro agrigentino, chiede una trasmissione ‘riparatrice’ per lavare l’onta della Sicilia, onta che non consiste nel proteggere la mafia ma nel denunciarla. A Report abbiamo visto “l’incredibile impotenza delle forze dell’ordine, le strane fughe a un passo dall’arresto di Bernardo Provenzano, che dev’essere da trent’anni l’uomo più fortunato del pianeta oppure uno che ha buoni informatori nelle istituzioni….” (frase di Repubblica)
—-
Scrive Repubblica. “La censura a Report è l’ultimo episodio di una lunga storia di televisione di regime, cominciata nel 2001 con la vittoria di Berlusconi e il proclama bulgaro contro Biagi e Santoro, proseguita con l’epurazione della satira e dell’informazione indipendente, fino alla grottesca sospensione del Molière di Paolo Rossi. Ma è anche l’episodio più grave e triste, nella sua cinica prevedibilità.”
http://www.repubblica.it/2004/j/sezioni/spettacoli_e_cultura/censuratv/report/report.html

… e ora Forza Italia propone di abolire il reato di favoreggiamento alla mafia!!!! Lapalissiano! Meno ovvio che qualcuno, oltre alla mafia, ancora, la voti. Lo sa l’elettore di essere colpevole di favoreggiamento?
Quanti reati vedremo depenalizzare ancora in nome della libertà dei criminali da questa ‘casa della libertà’? Ma di quali libertà stiamo parlando? Queste sono evasioni!
Come direbbe un camorrista: “ e’ pezze’e’mafia so’ pezzi e’ core”. Ma gli elettori italiani di cosa sono pezzi?
—–
….e dobbiamo tollerare anche che sia legale un partito il cui fondatore, Dell’Utri, è stato condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa? Dobbiamo passare dal concorso esterno al concorso eterno?!?
E questo dell’Utri, compiacente il ridanciano Cattaneo, attacca in televisione chi attacca la mafia?
Ma di cosa altro hanno bisogno gli elettori di Forza Italia? Di avere la mafia in casa? Ma c’è già. Ce l’hanno già. Già fatto. Devono solo svegliarsi dal coma. Questa è l’Italia, non la pia casa dei risvegli.
—-
“Parlando in ricordo di Giovanni Falcone, Luigi Ciotti espresse inquietudine per il fatto che in Sicilia ben 61 seggi su 61 fossero conquistati dalla Casa delle libertà. C’è chi se n’è adontato, considerando quelle dichiarazioni un imprudente attacco politico. Non è così. È, piuttosto, la realistica preoccupazione di chi conosce l’intreccio tra mafia e sistema politico e i pericoli connessi con l’affermarsi di un sistema di potere omogeneo e chiuso in se stesso. È una storia che il nostro paese ha già conosciuto. “ “Il fatto che Forza Italia abbia mirato una parte delle sue campagne elettorali su una piattaforma di specioso garantismo (attacco alla legislazione premiale sui pentiti, alle disposizioni sulle condizioni di detenzione e sicurezza nelle carceri, allo stesso concetto di associazione mafiosa) dimostra ancora una volta il primato della proposta politica.. molti dei temi che secondo gli inquirenti palermitani sono stati oggetto di illecita, sotterranea e inefficace trattativa tra Cosa Nostra e Andreotti nel corso degli Anni Ottanta, sono adesso parte del palese, ufficiale e legale programma di Forza Italia, rivolto al popolo italiano e dunque anche alle lobby mafiose”.

http://www.narcomafie.it/editoriali/edit_6_2001.htm

Copio testualmente da una pagine del sito di Forza Italia.
Elezioni amministrative
da “L’Italia che ho in mente” (parole di Berlusconi)

L’annullamento della sovranità popolare
Il tradimento del voto degli elettori
I metodi di sempre: la denigrazione e la persecuzione degli avversari politici
L’occupazione del potere
Il conformismo dei mezzi di informazione
L’intimidazione dei singoli cittadini
L’esautoramento dei poteri del Parlamento
La differenza tra il dire e il fare della sinistra
Siamo in una democrazia minore
Convincere gli elettori della Lega
La nostra ricetta per lo sviluppo
La nostra ricetta per il fisco
I nostri valori
Fatevi apostoli della libertà

(Dovrebbero essere i titoli degli interventi, ma diventano il vero programma del governo Berlusconi. Un umorismo involontario. E’ grottesco! Al momento credevo che fosse un sito satirico invece è il programma di FI per le amministrative)
Controlla da te su http://www.forza-italia.it/silvioberlusconi/italiachehoinmente/capitolo07.html

Commissione antimafia, 1985:
«L’eversione mafiosa, anche se meno scoperta di quella terroristica, è particolarmente pericolosa poiché combina la violenza con l’insinuazione nei pubblici poteri, coinvolgendo spezzoni di apparati statali o esponenti del sistema politico istituzionale… la lotta ai poteri criminali non può essere condotta solo con gli strumenti dell’azione giudiziaria o di polizia. occorre: la promozione economico-sociale nelle grandi regioni meridionali e la necessità di operare per il risanamento del sistema politico».
Oggi la mafia occupa pezzi del potere politico e statale e distorce le regole dell’economia. Non si può più parlare della mafia che “utilizza” i poteri dello Stato. Oggi la mafia è ‘stato’, con un proprio progetto politico che mira al controllo diretto della nostra democrazia. La mafia oggi è la politica.

www.claudiofava.it/siciliani/memoria/capire/capire13.htm

La capacità economica della mafia è enorme, questo immenso patrimonio deriva dal crimine, dal mercato della droga, delle armi e dunque della guerra, e oggi trova un campo di smisurati guadagni nelle discariche e negli spostamenti di scorie tossiche.
—-
Sapete che esiste un ‘custode dei beni mafiosi’ che lo stato retribuisce con pochi euro?
E che dei beni sequestrati alla mafia solo una parte infinitesima è stata messa sul mercato o utilizzata a fini sociali, e riceve grandi riguardi da parte di uno stato che non si perita di svendere beni artistici o demaniali, servizi pubblici o beni di interesse fondamentale?
“Gli ossequi solo a vossìa.”

Sembra adesso che vi sia un attacco contro le persone di Provenzano. A essere prudenti potremmo pensare che sono in corso lotte tra gruppi mafiosi, come è sempre stato, e che il gruppo Provengano sia al momento svantaggiato per cui il gruppo più potente può darlo facilmente in pasto alla polizia e così liberarsene. Si elimina un virus per farne trionfare uno peggiore. Noi da che parte stiamo?

Sappiamo però anche che dal ‘club’ Provengano si sono staccate schegge impazzite di mafiosi che vogliono sottrarsi. Siamo sicuri che stia avvenendo attualmente una lotta contro la mafia e non piuttosto una spedizione punitiva contro quelle schegge impazzite?
In fondo questa lotta alla mafia è così strana. Riina, che non veniva preso mai, non si era mai allontanato da casa sua. Lo cercavano da altre parti, mentre lui continuava tranquillo la gestione del territorio dal proprio salotto.
E poi a un mafioso, basta dichiararsi pentito al momento della cattura e la cattura diventa un incidente di percorso, buono solo per le telecamere, per male che vada ci sono i permessi domiciliari, i patteggiamenti, le fughe, i viaggi premio….
—-
Leggiamo da Il libro nero della Repubblica:
“ La malavita romana può definirsi mafia dei colletti bianchi per il suo ruolo di riciclaggio di ingenti somme di denaro in immobili, pellicce e gioiellerie, ristoranti e locali notturni gestiti attraverso un reticolo di società a responsabilità limitate. Il * Jackie ‘O”, notissimo locale notturno della capitale, può considerarsi la base logistica dell’organizzazione Gli assegni sono riciclati con la compiacenza di funzionari del Banco di Santo Spirito e della Banca del Cimino (un giro vorticoso di decine e decine di miliardi. )….L’organizzazione è in grado di investire negli appalti di grandi opere edilizie in Sud America e in Africa grazie al venerabile Licio Gelli e nell’acquisto di grandi alberghi a Milano e a Roma.
http://www.rifondazione-cinecitta.org/mala-politica.html

Com’è che troviamo sempre gli stessi soggetti: poteri politici romani, mafia, estremismo di destra?

Com’è che ci sono state tante attenzioni particolari per il venerabile Gelli? Mai carcerato, in fondo…

Il sogno della mafia: il ponte sullo stretto di Messina. Fedele Berlusconi esegue. “Tra le possibili cause dell’accelerazione del processo di ‘mafiosizzazione’ e concentrazione dei poteri criminali nell’area dello Stretto di Messina, trova sempre più credito l’attesa suscitata dal sogno trentennale di realizzare un’infrastruttura per l’attraversamento stabile dello Stretto, oltre 14.000 miliardi di lire d’investimenti per un ponte di appena tre chilometri di lunghezza “
“Gli investigatori confermano la possibilità di un’intesa ‘ndrangheta-Cosa Nostra per la suddivisione degli appalti relativi al Ponte dello Stretto, una compartecipazione affaristica in linea all’impostazione data a Cosa Nostra in Sicilia dagli uomini affiliati a Bernardo Provenzano, incline alla trattativa ‘politica’ con le istituzioni dello Stato ed al recupero del coordinamento regionale delle organizzazioni mafiose.”
Boemi ex procuratore aggiunto di Reggio Calabria: “Gli investigatori confermano la possibilità di un’intesa ‘ndrangheta-Cosa Nostra per la suddivisione degli appalti relativi al Ponte dello Stretto, una compartecipazione affaristica in linea all’impostazione data a Cosa Nostra in Sicilia dagli uomini affiliati a Bernardo Provenzano, incline alla trattativa ‘politica’ con le istituzioni dello Stato ed al recupero del coordinamento regionale delle organizzazioni mafiose.”
http://www.terrelibere.it/mafiaponte.htm

Ma sentiamo l’etica di chi sta da quella parte.
Ferrara dice che ‘l’Intelligenza è giustificare le ragioni del più forte”
La frase è gravissima, analizzatela bene. Si può pensare a qualcosa che sia più servile e opportunista di questo?
Chiede la Sabina Guzzanti: “E allora Gramsci in carcere era un coglione?”

Ferrara: “Quando Fidel Castro ha vinto il referendum con il 99% dei voti è stato un buffone. Non esiste il 99% dei voti. Falli meglio gli imbrogli elettorali! Non esiste. Non siamo mica in Sicilia: 61 seggi su 61. Saddam ha vinto le elezioni riscuotendo il 100% dei suffragi. Neppure un solo iracheno votante gli era contro! Che un leader occidentale trionfi così se li sogna. Però andiamoci piano. In Italia, alle scorse elezioni, in Sicilia, uno schieramento ha conquistato 61 seggi su 61. Che gran cosa la democrazia!”
http://www.adolgiso.it/newsletter/newsletter_025.asp

Beppe Grillo:
“La censura sviluppa la creatività. Non abbiamo dei veri nemici, abbiamo della gentina. Noi dobbiamo solo incoraggiarli ché implodono da soli. Il problema, se mai, saranno le scorie…”
…..no, no, purtroppo è anche peggio, abbiamo a governare proprio le scorie. Abbiamo quelli che credono che l’intelligenza sia stare dalla parte del più forte! Poi parlano delle radici cristiane!!!! Mi meraviglio che per chi ha le royalties!

Ivano Fossati:

Ah, che sarà che sarà
quel che non ha governo
né mai ce l’avrà
quel che non ha vergogna
né mai ce l’avrà
quel che non ha giudizio
……
“Nella rete degli affari mafiosi troviamo di tutto, dal forte interesse al programma (peraltro non realizzato) di Berlusconi delle Grandi Opere, al suo successo nell’allentamento dei controlli sui cantieri e i subappalti, al mercato della lauree all’università di Messina… e sempre la solita collusione: neonazisti, affiliati della destra estrema, feroci associazioni criminali e massoni per incettare soldi e potere da una parte e bloccare i processi di democratizzazione del paese dall’altra. Mafia, P2 e politici al potere si mescolano. Qualunque magistrato abbia indagato su reati di strage, crimini ad alta valenza e terrorismo interno si è trovata davanti le commistioni tra loggia eversiva P2 (e i suoi deliranti progetti di presa dello stato) e mafia. Messina, che è la centrale del crimine e dell’eversione, ha sviluppato un’alta concentrazione di logge ufficiali e deviate in sincronia col processo mafioso. In passato è stata la stessa direzione investigativa antimafia a sottolineare che la massoneria sia stata “il canale di collegamento con ambienti politico-affaristici di altissimo livello, normalmente non alla portata delle cosche tradizionali”. (Insomma la P2 come ponte tra cosche e governo.) “Nell’area dello Stretto hanno operato importanti iscritti alla P2 di Licio Gelli, tra cui ex questori ed ex comandanti dell’Arma e il nucleo più numeroso del sud Italia di appartenenti all’organizzazione militare segreta Gladio.. (vedi Cossiga) è possibile affermare che molti dei segreti della storia della Repubblica passino da Messina. Alcuni dei protagonisti della stagione delle bombe nell’università negli anni ‘70, sono stati condannati per le grandi stragi politico-mafiose del ’92-’93, mentre altri sono stati indagati all’interno dell’inchiesta, oggi archiviata, sui cosiddetti ‘Sistemi criminali’, i mandanti coperti della strategia destabilizzante degli ultimi anni, tra massoneria, servizi segreti ed alta finanza… ci sono relazioni tra questi criminali e i maggiori gruppi finanziari ed industriali che concorrono alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.”
http://www.terrelibere.it/mafiaponte.htm

Chi crede a questo punto che il fenomeno mafia riguardi solo la Sicilia è uno stolto.
—-
……ma come fa un paese a considerarsi civile quando la sua massima autorità politica appare nelle carte del processo per la strage di Capaci?
—–
(Hanno messo Taormina a dirigere la commissione che doveva trovare la verità sull’assassinio della giornalista Ilaria Alpi e del suo autista, avvenuti misteriosamente nel marzo 1994 in Somalia mentre Ilaria stava investigando sulle compromissioni di politici italiani nei traffici di armi e di scorie tossiche).
—-
Torino. 29 01 2005: Francesco Lauria. “Sia chiaro ho un amico parlamentare (1992-1994) che si è ritirato per alcuni anni dalla politica attiva perché in possesso di materiale sul caso Alpi-Hrovatin. Oltre a lui aveva un altra persona che è stata uccisa. Nel mio piccolo io ho rischiato un processo molto grave per il mio impegno sul caso del giornalista ucciso in Georgia dai servizi segreti di Putin Antonio Russo. (http://europaplurale.org e http://comunicazionego.supereva.it). Bene ora la commissione d’inchiesta guidata da Taormina perquisisce, intimidisce, non fa nulla per la verità. Solo Rai news 24 e l’Espresso tengono duro. Da parte mia penso che tra Udine e Trieste si gioca la matassa e che il problema del traffico di armi e di rifiuti tossici sia il motivo dell’esecuzione. Non abbiamo paura informiamoci ed informiamo. Ne va della libertà di tutti noi. Ne va della ricerca della verità. “
—-
La Commissione su Ilaria Alpi ha oltrepassato i suoi poteri con una perquisizione di un giornalista di Rainews24 che aveva raccolto dati sul caso, per quanto egli si sia sempre mostrato collaborativo, la perquisizione ha il sapore di una intimidazione. Come avviene in USA anche in Italia abbiamo al potere gruppi alimentati dai traffici abusivi di armi, dai grossi guadagni delle scorie tossiche, che hanno familiari già immessi nel business delle discariche abusive (armi e scorie sono uno dei più grossi business di questi tempi per la criminalità organizzata e per quella politica) e che ora spingono di nuovo per il nucleare in vista di altri guadagni conseguiti con sistemi altrettanto illeciti.
—-
“Oggi nessuno può più invocare la mancata conoscenza di quanto succede. Così come nessun imputato può più rispondere alla domanda del giudice sull’appartenenza alla mafia con le parole del nazista H. Hess nel 1970: “Non so che significa”.
http://www.narcomafie.it/editoriali/edit_6_2001.htm
—-
“Qualche mese fa le Monde è uscito con una vignetta di Berlusconi che presentava la sua squadra. Da una parte un gruppo di ciechi col bastone e i cani: “I miei elettori”. Dall’altra un pugno di ceffi con coppola e occhiali da sole: “I mie collaboratori”. La battuta è stata ripresa da tutte le televisioni del mondo, tranne una (indovina quale). Davvero un bel colpo d’immagine, altro che “La Piovra”.
(Curzio Maltese)

Sabrina Guzzanti che fa il verso a D’Alema:
“Quante volte lo devo dire? Non si può mettere un leader di sinistra a capo di un partito di sinistra. E’ un passo indietro, la gente non capirebbe. Ci sono i problemi: il lavoro, i giovani, le guerre, l’ambiente… E le assicuro che capita anche a me di pensare: forse bisognerebbe fare qualcosa. Naturalmente non ci penso mentre sono a fare politica, evidentemente sono impegnato, la politica è un’altra cosa.”

E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco, al cardinale
diventan tristi se noi piangiam

(Dario Fo)

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