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Friday May 25th 2018

MASADA, 28.1.2005, n° 59. Lo stupro elettorale

democrazia

vennero nel cuore della notte
abbatterono le porte
percossero le figlie
sequestrarono il padre
violarono a terra la madre senza le vesti
infangarono i simboli sacri
poi mentre uscivano ridendo
uno sparse benzina e le dette fuoco
col suo accendino ridendo
……
—-
Diremo anche di questo papa, come dicemmo di Pio XII: sapeva dei massacri, vedeva le ingiustizie, aborriva le guerre, ma la sua voce si levò in modo troppo vago e indifferenziato per produrre un vero moto di coscienza nei cristiani e anche in parte del suo clero verso precisi capi politici? In fondo non si trattò di reale opposizione al male e di difesa del Cristo vivente ma di una dualpolitik che calcò la mano solo sui poveri africani sconvolti dall’AIDS, sulle donne che abortivano o volevano un figlio, sugli infelici migranti del mondo, ma non sconvolse troppo la vita dei potenti, non si oppose mai chiaramente contro le vere fonti del male.
—-
Domani le sconce elezioni in Irak.
Parte la macchina massmediatica sulla cosiddetta democrazia, la parola più rinnegata e vilipesa del nostro tempo, la parvenza ferocemente vuota, la maschera di sangue, la menzogna issata sui vessilli, così come furono vuoti di senso religioso e insanguinati i carnai delle crociate o i roghi dell’Inquisizione o i socialismi sovietici. Quando il diavolo imperversa, agita i cenci dei valori divenuti miraggi satanici e ne fa uso per accecare gli imbecilli e trascinare i corrotti.
Un giorno ci chiederanno: tu da che parte stavi? Cosa preferivi credere? Quanto si impegnasti nel cambiare? E allora i conti in banca, le sporche garanzie, le alleanze fetide, i piedistalli di potere, la propaganda menzognera non conteranno più nulla. Avranno tutti costoro paura per la loro anima? O sono ormai così ciechi e perduti da radicarsi solo sulle loro illusorie sicurezze, più atei degli atei, perché privi anche di una coscienza morale?
La democrazia imposta con le armi. Mai parola suonò più tetra e funerea per un popolo! La democrazia imposta sulle punte dei mitragliatori, sulle torture di Abu Graib, sugli squadroni della morte di Negroponte, è come l’amore imposto da uno stupratore che fa scempio del tuo corpo e della tua anima. Altrettanto aborrita da coloro che la subiscono, altrettanto odiosa.
150.000 soldati con i mitragliatori puntati su un popolo per imporre non la democrazia irachena ma la democrazia americana, quella che in Cile bombardò la casa rosada di Allende, quella che silurò il DC9 di Ustica nel tentativo di uccidere Gheddafi, quella che protegge il muro di Sharon, che tortura 1000 persone senza processo a Guantanamo, quella del Salvador, del Guatemala, dell’Honduras, del Vietnam, la feroce assassina democrazia americana, dei brogli elettorali, della protezione ia peggiori e più sanguinari dittatori della Terra, della CIA, quella che dice agli americani poveri: ormai avrete bene il vostro gruzzolo in banca, dunque si può eliminare lo stato sociale, quella che spende per l’incoronazione del suo leader quanto in due anni di guerra per aggredire un altro paese, quella che gli impone democraticamente gli OGM per ingrassare la Monsanto e gli ruba così oltre al petrolio anche le semenze, quella che rifiuta di ridurre la proliferazione atomica, l’inquinamento dell’aria, la violenza dei brevetti, quella che ha dichiarato 61 guerre preventive al mondo e ha dichiarato di volersi introdurre in ogni angolo del mondo ..Non c’è mai stato nulla che somigliasse a un Anticristo quanto il promotore di questa terrificante antidemocratica democrazia americana.
Così ci si aspetterebbe che da tutte le religioni, da tutti i partiti democratici, da tutte le persone civili del mondo sorgesse unanime un rifiuto a ‘questa democrazia americana’ e ai suoi orrori. E invece il silenzio è fitto e colpevole, denso e criminoso, come una palude nera in cui affondano tutte le nostre speranze, una complicità sottesa da persone vili e irresolute.
Per questo ripetiamo la nostra domanda: credete di avere fatto abbastanza? Credete di esservi opposti abbastanza? Credete, in fede di uomini liberi e religiosi ed etici, di esservi espressi abbastanza chiaramente?
Pensate davvero sia possibile tollerare che ‘questa’ democrazia americana si diffonda per il mondo?
—-
In questa tenebra della verità risuona particolarmente odiosa la propaganda dei partiti di governo e il loro martellamento sui nostri soldati ‘costruttori di pace’ e sul nostro intento di aiutare la democrazia irachena, mentre addirittura non si è permesso agli iracheni in Italia di votare e si taglia agli islamici ogni parola, tentando di distruggere anche i loro luoghi di culto. L’ipocrisia è talmente smaccata e proterva che ogni volta che costoro dicono ‘democrazia’, ‘libertà’, ‘pace’, sentiamo la fitta di una pugnalata come se colpissero al ventre i nostri affetti più cari.
Ma il silenzio del centrosinistra così complice, così vile, così omologato, ci fa ancora più male. Ed è allora che avvertiamo il dolore di un futuro che non cresce, di una speranza che non sale, di una pace che non cammina. E quando anche un membro della Chiesa ripete in una cerimonia funebre la menzogna governativa del ‘costruttore di pace’, una menzogna che tutti i fatti hanno smantellato, ci sembra che anche Cristo sia morto, rinnegato e torturato e ucciso ancora una volta dai mercanti del tempio e dai loro sicari.

Mi chiede Rosalba. “Ma questi non si dimetteranno mai?”
Ci sono molti vizi che rendono l’uomo disumano e bestiale in quanto gli tolgono ogni sembianza umana, ogni faccia d’onore, ogni traccia d’anima, ma questi che sono attaccati al potere hanno il vizio peggiore che li contiene tutti, e, non avendo faccia d’onore, sembianze umana, e traccia d’anima vivono solo per quel potere e sono peggio di tossici irrimediabili, perché i tossici raramente possono essere disintossicati ma dal gusto del potere questi non si disintossicheranno mai.

L’ultima poesia di Rachel Corrie

Questo è un momento perfetto
è un momento perfetto per molte ragioni
ma soprattutto perché tu ed io
ci stiamo svegliando
dalla nostra complicità sonnambula, tonta, ciucciadito
con i maestri dell’illusione e della distruzione.
Grazie a loro, da cui fluiscono queste benedizioni
dolorose,
ci stiamo svegliando.
Le loro guerre e torture,
i loro diavoli e confini
estinzioni di specie
e malattie nuove di zecca
il loro spiare e mentire
in nome del padre, sterilizzando semi
e brevettando l’acqua, rubando i nostri sogni e
cambiando i nostri nomi,
i loro brillanti spot pubblicitari,
le loro continue prove generali
per la fine del mondo.
Grazie a loro, da cui trasudano questi spaventosi
insegnamenti,
ci stiamo svegliando.
E come il cielo e la terra si incontrano,
come il sogno e la veglia si mescolano,
come il paradiso e gli inferi si intersecano,
notiamo il fatto esilarante e scioccante
che tocca a noi decidere
-tocca a noi decidere, a me e a te come
costruire un mondo nuovo di zecca.
Non in qualche lontano futuro o luogo distante
ma proprio qui ed ora
Così sono radicalmente curiosa, compagni miei
creatori;
sul serio in delirio:
visto che tocca a noi
costruire un Mondo Nuovo di zecca,
da dove cominciamo?
Quali domande ci alimenteranno?
Eccotene una:
nel Mondo Nuovo
saprai con tutto te stesso
che la vita è pazzamente innamorata di te-
la vita è selvaggiamente
e innocentemente innamorata di te.
Nel Nuovo Mondo
saprai al di là di ogni dubbio che migliaia di alleati nascosti
stanno dandosi da fare per farti diventare
quella bellissima curiosa creatura
cui sei destinato per nascita.
Ma poi arriva la domanda fatale:
l’amore con cui la vita eternamente ti inonda
non è stato corrisposto al suo meglio,
ma c’è ancora modo per mostrarsi più espansivi,
se la vita è selvaggiamente
e innocentemente innamorata di te,
sei pronto a cominciare ad amare la vita così
come essa ti ama?
Nel Nuovo Mondo, lo farai.

Arianna :

La donna è tutta velata.
Solo le mani nude.
Cammina tenendo il suo bambino per mano.
Non la guardo per pudore e rispetto.
Ma la sto ad osservare all’interno dei miei occhi.
Ci incrociamo.
La sento ridere, leggera, serena, e il bimbo le risponde.
Tutto quel velo, quel paramento non sono un peso.
La invidio.
Qui, ognuno se ne va in giro a viso scoperto, si fa per dire,
con la sua eterna maschera che nasconde il profilo più vero, più umano.
Disabituati alla semplicità della vita
si costruisce giorno per giorno un pesante elmo,
un’immagine, che alla fine soffoca e deturpa.
E poi può sembrare strana,
fuori luogo, fuori tempo,
una donna che cammina velata
in una città tanto moderna, aperta, evoluta, libera.
————————————–

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