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Monday January 22nd 2018

MASADA 26-1-2005, n° 57, Italia, Italia….

Nel suo discorso dell’incoronazione, George W. Bush ha pronunziato 48 volte
la parola libertà.

Storiella italiana:
Al supermercato una mamma col suo bambino. Il bambino è terrificante e
disturba tutti ma la mamma, ispirata dalla libertà del neoliberismo di Bush
gli lascia fare di tutto. Il bambino arraffa tutto quel che gli capita a
tiro e lo lancia nel carrello. Arrivati alla cassa, la cassiera è stanca a
un po’ lenta e il bambino comincia a inveire e la chiama con tutti i più
brutti nomi del mondo. La cassiera si ferma e chiede alla madre di far
smettere il suo bambino. Ma la madre dice: “Io sono cresciuta alla scuola di
libertà di Bush e ho educato il mio bambino a fare tutto quello che gli
pare”.
Il signore dietro di lei, prende dal carrello un barattolo di yogurt, lo
apre e lo spiaccica sopra la testa del bambino. La madre si altera, ma lui
calmo fa: “Anche io sono stato cresciuto alla scuola di una madre che amava
la libertà e ora a me va di spiaccicare questo yogurt sulla testa di questo
bambino”.
Il terzo della fila dice: “Io sono stato cresciuto alla scuola dei Salesiani
ma lo yogurt al signore glielo pago io”.

(Da ‘Il signor Rossi e l’impero del male’ di Paolo Rossi)


Sirchia ci inonderà con un suo opuscolo illustrato da Forattini in cui si
insegna agli Italiani a usare meno medicine.
Quante medicine si pagheranno con un opuscolo mandato a tutte le famiglie italiane?

Cristiana: “L’altra notte non riuscivo a dormire. Ero andata a letto
piangendo dopo aver visto la pubblicità progresso contro l’uso di
medicinali inutili, anticipata alcuni giorni prima da un discorso di
Berlusconi. Mi sentivo presa in giro… ho sempre pensato che i farmaci
avessero più effetti collaterali che benefici… e adesso “dipendo” da loro.
Devo prenderli. Che mi piaccia o no. Ma quello che più mi offende che a
dirlo con la solita poca diplomazia sia stato il nostro Presidente del
Consiglio che ricorre alle cure per l’illusione di apparire più magro o più
capelluto. Cose dal mio punto di vista inutili, ma non evidentemente dal
suo. Dal mio punto di vista ancora più inutili adesso che i medicinali li
devo prendere per forza. Quella notte ho scritto questa lettera aperta, mia
sorella vorrebbe che la inviassi ai giornali, ma mi vergogno. Non delle mie
idee, ma di una eventuale speculazione che ne potrebbero fare. Tocca due
punti cari a me: tutto è relativo (per me farmaco inutile è quello che per
lui è necessario per essere più apprezzato) e il problema delle
ospedalizzazioni “veloci”. Tutte le volte che mi hanno dimesso mi hanno
sempre detto: abbiamo bisogno di questo posto letto, devi andare via,
oppure: per questo intervento sono previsti solo tre giorni, devi andare
via. Eppure in quei tre giorni potevano guardare con più attenzione i miei
esami, ma il primario deve essere manager della corsia, far quadrare il
bilancio e certe attenzioni non se le può più permettere… oppure devo
pensare che le mie analisi non sono state neppure degnate di uno sguardo?
E allora ho scritto a Berlusconi.

Illustrissimo Signor Presidente
Le scrivo questa lettera aperta riferendomi al Suo intervento riguardo all’abuso
di farmaci che taluni effettuano nel nostro Paese. Fermo restando che sono
della Sua stessa opinione, e cioè che esiste una mentalità molto radicata
all’autocura e al ricorso di farmaci, che forse sarà perfino spronata se i
così detti prodotti di banco si potranno trovare in futuro anche al
supermercato come in altri Paesi Europei, Le volevo fare la seguente
considerazione: come tutti i cittadini italiani sanno nello scorso anno Lei
si è sottoposto a vari interventi di chirurgia plastica e rifacimento
cutaneo. Di sicuro per effettuare tali interventi avrà dovuto prendere
antibiotici, antinfiammatori, antidolorifici, e non ho idea di cos’altro. Io
ho una malattia ai reni, e ogni giorno devo aprire la scatola dei
medicinali 14 volte. Lo devo fare per cercare di far durare il più a lungo
possibile i miei organi danneggiati, trascurati da medici e primari dell’Asl
che non avevano tempo di guardare in passato le mie analisi del sangue con
adeguata attenzione, ma purtroppo preoccupati di seguire il protocollo che
per ogni intervento prevede solo un tot di tempo di ospedalizzazione, e poi
dimissioni. Ho 31 anni e molto probabilmente la malattia si protrae da più
di dieci.
Illustrissimo Presidente del Consiglio, come già Le ho accennato, sono d’accordo
con la Sua idea che se gli italiani facessero meno ricorso ai farmaci
starebbero anche meglio, risparmierebbero loro stessi e con loro il nostro
Stato, ma non Le sembra che la predica venga dal pulpito sbagliato? Le
auguro sempre di dover ricorrere all’ospedale solo per interventi di
lifting.
Cordialmente
Cristiana Stefanini
—-
Un ragazzo di 16 anni dello Sri Lanka si è trovato nella furia dello
tsunami, i genitori sono in Italia, ma a lui non è dato ricongiungersi
grazie alla solidarietà della legge Bossi-Fini. Le famose radici cristiane!
E ci aggiungiamo anche il famoso Crocifisso brandito dai leghisti!

Alessandro Cè (leghista”: “Viviamo l’epoca del sonno della ragione, della
morte dello spirito, del trionfo del dio denaro”
Ma veh, e loro chi sono? Le Valchirie?

Corrado Augias: “Scampìa è uno scivolo verso il delitto: non c’è un negozio,
un luogo di aggregazione comune… non c’è prevenzione”

….mafia…..
100 miliardi di euro il guadagno minimale presunto della mafia. Ne puoi
comprare di politici! L’intromissione nelle amministrazioni pubbliche è
incalcolabile. Nel mercato le marche di prodotti che non sono di
imprenditori mafiosi non sopravvivono.
A Gioia Tauro falliscono 40 imprese, i fallimenti sono dovuti alla strettoia
incrociata di mafia coi tassi usurai delle banche. Ma cresce il silenzio
politico e dei media sulla mafia. La mafia è una parola, se non se ne parla
non esiste. Berlusconi ha anche smesso di parlare di occupazione. Del resto
ci sono zone d’Italia dove gli unici che ti danno lavoro sono i mafiosi. All’università
di Roma nell’unica cattedra sulla mafia esistente si arriva a mala pena a
Falcone; la Moratti riterrebbe non politicamente corretto parlare della
mafia attuale, cassata, insieme a Darwin.
—–
La riforma berlusconiana della giustizia ha liberalizzato il crimine
finanziario, favorendo anche delitti mafiosi. Ovviamente nulla è stato fatto
per razionalizzare o velocizzare i processi o per rendere tassative le pene.
L’81% degli autori dei reati resta ignoto, quel 19% che è preso può sempre
sperare, se ha abbastanza soldi rubati, alla prescrizione. Beh, qui siamo
ormai all’Hara Kiri del diritto.

Riccardo Orioles:
“Certo, Cuffaro ha tutto il diritto di protestare contro Report perché
“diffama la Sicilia”. Sarebbe stato rimproverato dai mafiosi se non l’avesse
fatto. Mica è una novità. Quando uccisero Giuseppe Fava il sindaco Munzone
proclamò commosso: “Vi giuro sul mio onore che a Catania la mafia non
esiste”. Munzone, Cuffaro e gli altri sono semplicemente il personale
politico di questo strano sistema di governo della Sicilia, basato parte sul
clientelismo e parte sull’omicidio. Fanno il loro mestiere. Non servirebbe a
niente bruciare per tre volte di seguito lo stesso locale dello stesso
commerciante che si rifiuta di pagare il pizzo, se poi la tv ne deve fare un
eroe. Dunque bisogna ordinare ai politici di far casino contro la tv, non
tanto per ottenere la “trasmissione riparatrice”, quanto per lanciare chiaro
e forte l’avvertimento: di mafia, nella televisione italiana, non se ne deve
parlare. L’avvertimento è reso eloquente dal fatto che la Sicilia, a parte
la Colombia e a parte le zone di guerra, è il luogo dell’occidente in cui
sono stati uccisi più giornalisti: almeno 8. La gentilissima signora
Gabanelli di Report e i suoi stimabili collaboratori – questo è il
messaggio – non vorranno certo essere il numero 9, 10 e così via. Quando
Claudio Fava risponde – col
disprezzo che merita – al portalettere dell’apparato, non sono due politici
in cortese dibattito: da un lato c’è il giornalista sfuggito a un attentato
mafioso, figlio di un altro giornalista ucciso dagli imprenditori mafiosi.
Dall’altro c’è’ Cuffaro, Munzone, i vecchi e nuovi cavalieri, Ciancimino:
tutto il sistema che governava, e governa, la Sicilia. Par condicio.”

L’Italia è stata richiamata 113 volte da Strasburgo per la lentezza dei
processi. C’è chi sulla lentezza dei processi ci campa. E chi ci governa.

Vigna: “ L’abitudine alle morti che vengono non solo dai fatti di mafia ma
anche dalle guerre disabituano al rispetto alla vita”. Giusto. Ma intanto,
anche Vigna, col cavolo che ha rifiutato sette mesi di mandato in più per
fare le scarpe a Caselli?! Prorogano Vigna e restringono i termini di età
per impedire l’elezione di Caselli, con legge apposita. Se questi sono i
custodi, chi ci salverà dai custodi stessi?
E Caselli manda gli ispettori…. Quando Caselli non sa che pesci prendere per
far valere l’ingiustizia manda gli ispettori…
—–
I possessori di bond argentini perderanno tutto perché il governo ha
respinto l’avara offerta pari al 30%, i risparmiatori gabbati sono 450.000
per 15 miliardi di dollari.

A un anno dal crak della Parmalat è precisa intenzione di Berlusconi
depenalizzare falso in bilancio e bancarotta fraudolenta, la riforma del
credito è in realtà un’altra manovra capziosa per salvarsi da ulteriori
processi. Al momento la maggioranza non è riuscita a depenalizzare del tutto
il falso in bilancio (reato da 30 anni di carcere all’estero), ne ha solo
ridotte le pene. In base all’intelligenza che lo contraddistingue, il
centrosinistra ha consentito l’attacco alla Banca d’Italia sperando di
ottenere l’aggravamento delle pene per reati finanziari. Gli è andata buca.
Berlusconi non ha ottenuto tutto quello che voleva, ma ha atterrato Fazio e
ora governerà gli istituti di credito. Sono anni che Berlusconi gli fa il
gioco delle tre tavolette a questi e abboccano ancora con patti scellerati.
Adesso le competenze bancarie passeranno all’anti-trust, di gente come
Pilati e Guazzaloca.. in pratica a Berlusconi, la BI perde la sua autonomia
e diventa succube del leader. Lui studia da imperatore. E si vede. Ignari, i
centrosinistri, litigano. Il popolo li guarda, sinistramente.
—–
Da Adelaide
” Meglio sentire una corda che si spezza, che non aver mai teso l’arco”.
(Von Heidenstam C.)

Da Alessio:
“Insegnami la strada, col tuo arco di speranza: è là che lancerò il mio
stormo delirante di frecce.”
(Pablo Neruda)

Tafano:
“Credo che l’humanitas sia assolutamente un discorso politico. Non è forse
la politica una cosa fatta dalle persone e per le persone? Questo esisteva
nell’antica Atene, malgrado i difetti che potesse avere una democrazia agli
albori. Oggi c’è la politica del politico per il politico, per il
dirigente, per l’industria… non certo per mia madre pensionata che mette
le zucchine nel caveau in banca e 50 euro in frigo! In Italia c’è questa
dicotomia della politica: quella di chi la fa e quella di chi la subisce. Ad
Atene ‘politico’ era il cittadino che si interessava di tutto quello che
riguardava la polis, la comunità. In questo senso anche noi siamo tutti
politici, forse.”
(Almeno lo saremmo se ci lasciassero fare)

Adelaide:
“Io continuo a intendere intendo l’humanitas come Terenzio: “Sono un essere
umano e nulla di ciò che accade ad un altro essere umano lo ritengo estraneo
a me”.

Tafano: “Non dobbiamo adattarci ad un’idea di politica che non
condividiamo. La politica che faccio-voglio io è quella dell’uomo per
l’uomo, e non accetto un’idea di politica limitata alla gestione e
spartizione del potere finalizzata all’economia ed alla conservazione dello
stesso. Bella l’idea embrionale della democrazia greca, della polis, della
partecipazione del cittadino… cittadino? Ma le donne? e gli schiavi?”

Mario Ferrandi: “C’è un concetto di politica diffusa e fatta per le persone
che rientra nel mio pensare ed agire politico, questa è politica! Ed è anche
pensiero, ed è essere persone. Non solo “La mia libertà finisce dove
comincia la libertà altrui”, ma soprattutto “La felicità altrui è
condizione per la mia felicità”… “Capisco che due decenni di esposizione
ipnotica al Pensiero Unico Neoliberista lascino il segno. Negli anni in cui
il ceto politico barcollava gli italiani e i lavoratori in particolare hanno
avuto boom economico, conquiste sociali di ogni tipo, case popolari,
presalari per gli studenti, pensioni agganciate agli ultimi stipendi a 60
anni, le terme pagate, le 150 ore e il diritto allo studio, risparmio
tutelato dallo stato, nessun intervento militare in nessuna guerra, le
spiagge libere, le colonie e i nidi gratis per i bambini, il collocamento
pubblico al lavoro, la malattia pagata, tredicesima e liquidazione,
contratti nazionali di lavoro, stesso salario a Ragusa e a Bolzano, diritti
sindacali ubiquitari e tutto il resto che fa civile una nazione. In 20 anni
di neoliberismo abbiamo perso tutto, incluso la sovranità nazionale; non
abbiamo più una moneta, il controllo dei confini, un esercito nazionale di
leva a presidio della democrazia, la possibilità stessa di pensare una
politica industriale, energetica e fiscale nazionale a tutela dei nostri
interessi, turaccioli coloniali che galleggiano verso la riduzione del paese
a una landa commerciale di calciatori, veline e zanza, una gioventù
sfigurata dai telefonini e dai centri commerciali e i poveri ghigliottinati
ai quadrivi dai cassonetti della caritas. Però, eh, oh, c’è la libertà e la
globalizzazione. Nel ’73 partivamo con furgoni wolkswagen scassati per
andare in Afghanistan e venivamo accolti e ospitati come amici dalla
Yugoslavia a Mazar el Sharif, oggi mio figlio se volesse rifare il tour
verrebbe fermato dai posti di blocco Unofor in Bosnia 200 chilometri dopo
Trieste, in compenso abbiamo tutti gli spazzolini rotanti a pila cinesi da
5 euro. Bzzzzzz…….

Qualcuno disse:
“L’autoritarismo ha bisogno di obbedienza, la democrazia di DISOBBEDIENZA”
—-
(Da Cacao):
“L’Italia e’ l’unica nazione europea a posizionarsi tra le prime cinque al
mondo per superficie e per numero di aziende biologiche.”
—-
Monzemolo parlando dell’industria italiana all’estero
«A due anni dalla scomparsa, l’assenza dell’Avvocato Agnelli contrassegna, e
rende più acuta, la sensazione della mancanza di una vera classe dirigente
in Italia, intesa come insieme di persone responsabili in grado di guidare a
tutti i livelli il Paese e di rappresentarlo degnamente all’estero: compito,
quest’ultimo, che sembra ormai affidato al solo presidente Ciampi».
Purtroppo concordiamo. Da troppo tempo l’Italia è in mano a sciacalli,
personaggi obliqui foraggiati dallo stato e tangentisti. Il ritorno in
gloria dei socialisti di de Michelis in seno alla Cdl non ci tranquillizza.
All’estero come industrie non esistiamo. Gli obietta Gasparri: “Come non
esistiamo? All’estero abbiamo Fini.” Ah, ecco, mi pareva.

Il settimanale francese Marianne ha pubblicato la classifica dei personaggi
più detestati dai francesi. La buona notizia sarebbe che c’è un italiano tra
i primi cinque. E’ Berlusconi.
(Fonte: Carta)
Perché non fare una classifica del più odiato dagli italiani?
—-
(Da Cacao)
Sondaggi: “Che cosa vi piace del vostro lavoro? Il 44% del campione
intervistato via internet dal network europeo Monster risponde: “Niente”.
(Fonte: Tgcom)
Chissà se il sondaggio considerava anche le casalinghe, i disoccupati e i
precarizzati?

Da aprileonline:
“….l’elenco dei temi che NON verranno discussi nel l’eventuale futuro
“congresso”: “la pace e come mantenerla, la giustizia sociale e come
raddrizzarla, i diritti e come sostenerli, un salario e come ottenerlo, la
salute pubblica e come pagarla, una scuola sensata e come edificarla”.
Eh, andiamo bene!
—-
Riccardo Orioles:
*(..anche ai politici diamo la possibilità di cambiare nome a piacere).
“Insomma, nessuno è contento più del proprio nome. Figuriamoci trovarne uno
per un gruppo politico che stia bene a tutti. Alla fine, per reminiscenza
scolastica, qualcuno ha cominciato a dire: “l’Innominato”. “Vota
Innominato”, “Innominato per le riforme”, “Per un’Italia migliore:
Innominato!”. Il simbolo è un cerchio bianco, con niente dentro.”
*“Spuntano bestie strane, come quel Vendola in Puglia, che non sono
rassicuranti per nessuno. L’avessero eletto come gay: vabbe’, stiamo
diventando moderni anche noialtri. L’avessero eletto come comumnista feroce:
vabbe’, un momento di distrazione. Il guaio è che l’ha eletto un partito
complicatissimo, e precisamente la fusione (al termine di un processo durato
almeno quarant’anni) fra l’antica base cattolica “campagnola” (Dossetti,
papa Giovanni, Tonino Bello) e i communisti pepponisti (da Di Vittorio in
poi). Insieme, questi due sono la maggioranza tradizionale del paese. Non
hanno mai “fatto politica” (ci pensavano i vescovi e i segretari)
direttamente, ma da qualche anno in qua hanno preso questo vizio, e
naturalmente alla fine si sono ritrovati insieme. Questa, probabilmente, è
“la” sinistra, non solo una componente di essa. Potrebbe perfino governare
(stavolta senza segretari e vescovi) il paese.”
*Fassino: “Vogliamo un leader forte, con un’investitura forte”. Noi, qua a
Testaccio, avremmo Romoletto Mandrione detto Ercolino. Però lui vorrebbe
sapere, dopo l’investitura forte, chi glielo ripaga er motorino?
*Feste. Festa alla regione Lombardia per festeggiare la fine della
sanguinosissima lotta fra Bossi (“Dicci’ ladrona, ci candidiamo da soli”) e
Formigoni (“Lista civica, alla faccia di Berlusconi”). “Senza la Lega”,
“Meglio soli che con questi qui”. Difatti si presenteranno insieme, agli
ordini di Berlusconi. A Formigoni, per il calamento di braghe, toccano venti
deputati. A Bossi le poltrone che già ha, e che si tiene strette. E la lite?
Teatrino per i gonzi. (E il vino, e i tarallucci? Li finanzierà la regione).
(Grazie Riccardo, riccardorioles@libero.it)
—-
Ticonzero: “Il Livorno che vince sul Milan è una goduria assoluta. E
Lucarelli ha pure preso una traversa su punizione a un minuto dalla fine!
Bellissimo lo striscione in curva: “S-SIRVIO OKKIO AI KAKA’ KAKA’
CAVALLETTI”
I tifosi del Livorno hanno abbandonato le bandane e per sbeffeggiare il
premier Berlusconi si sono affidati al treppiede. ‘Spinelli compraci Dal
Bosco”.
In un altro settore della curva è esposto un segnale stradale di pericolo
con la scritta ‘Lancio cavalletti’. Ironia anche su Galliani: in uno
striscione si avverte il presidente di Lega: ‘Hai la forfora’.”

Carnevale di Viareggio: Berlusconi conduce la barca Italia ma è assediato da
pirati color amaranto. Appello ai tifosi del Livorno: “Popolo amaranto siete
invitati il girono della partita con il Milan a venire allo stadio con un
bel e grande cerotto sul collo…per salutare il Berlusca.

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