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Tuesday January 23rd 2018

I viaggi di Latticina Piececow

Una vita fatta a pezzi e pezzetti: «È stata un esempio per tutte noi, una che ne ha viste e passate tante. Era più avanti di tutte, e prima di tutte ha dovuto fare i conti con un mondo che non funziona. Mu-uuu».
Latticina Piececow, cioè mucca pezzata dal destino scritto nel nome, era uno splendido esemplare bovino d’alpeggio, nata e cresciuta tra i pascoli verdi naturali delle campagne svizzere, e adeguatamente rifinita in quelli verdi sintetici di CowGrowing, cittadina statunitense non ben localizzata ma che ha dato i natali ad alcune personalità di spicco della scienza mondiale: John Alfred Bacon, autore della duplicazione in provetta della pancetta; Terry Burger, inventore della pressa bovina inversa, che da una mucca ti tira fuori sette tori; Frank Cabrero, origine latina, che collaborava con Terry Burger riacchiappando i tori neoformati che volevano scappare; Janet Wilson, che non aveva scoperto nulla ma era così carina che serviva come sponsor di tutte le invenzioni.

La rifinitura di Latticina passava attraverso varie fasi: MilkingGym, TBA (Training Bovino Avanzato), lezioni di lattofinanza creativa tenute da un lattobacillo, ed una fastidiosissima elettrostimolazione delle mammelle. Ma il momento più difficile è stato quando la si è dovuta abituare a mangiare bene. Infatti, l’erba naturale che aveva ingurgitato fino ad allora non era nutrizionisticamente valida. La prova scientifica l’ha fornita Henry B. Grasser, tramite un esperimento inattaccabile: nessun nutrizionista ha mai preso in considerazione di mangiarsi l’erba svizzera, ma al massimo si fumava quella panamense. Si è quindi proceduto, nei laboratori di CowGrowing, ad elaborare un mangime sintetico con parti equilibrate di micronutrienti, macromolecole, fibre, oligoelementi per sfamare Latticina. Dopo due settimane di sciopero della fame e di ricotta acida, Latticina si è dovuta piegare alla scienza. In meno di tre giorni ha assunto dimensioni a metà tra Giuliano Ferrara e un tir articolato, non evacuava alcun rifiuto biologico, e soprattutto produceva molto più latte (vero) di quanto (finto) ne ha venduto Tanzi. Facevano schifo entrambi, ma sembra per motivi diversi, e non scientificamente correlabili.

Infatti il latte di Latticina Piececow aveva un vago odore di plastica bruciata, con un sentore di rancido, ed un certo retrogusto al limone marcito. Le sue qualità nutrizionali, testate da cromatografie ed elettroforesi varie, facevano a pugni con il rifiuto alla consumazione anche dei topi nascosti dentro il laboratorio. Fatta una rapida valutazione medico scientifica – cazzo di mucca, ci è costata tre milioni, e da tutto il latte che ha tirato fuori ci avremmo guadagnato centocinquanta volte tanto – si decise di immettere sul mercato il prodotto “Hot Cow Milk for Strongest Humans”, yogurt al formaggio da mettere nei cornetti assieme al ketchup. Dopo una serie di denunce alle autorità giudiziarie per avvelenamenti, si riunisce nuovamente la commissione medico scientifica, che dopo una seconda rapida valutazione – cazzo, siamo in perdita – decide per Latticina Piececow il destino di viaggiatrice.

Durante il suo primo viaggio è stata a consolare tutti i soldati americani sparsi per il Medio Oriente.
Per prima cosa è stata mandata in Afghanistan, dove è stata ricevuta da un gruppo di alleati talebani che si erano tagliati la barba. Non è stata troppo ben accolta, visto che i problemi di rene di Bin Laden sconsigliavano l’assunzione di grosse quantità di proteine, ed allora i talebani le hanno impedito l’accesso a Kabul. Sarebbe stata di grande supporto alle truppe alleate, che visti i tempi stanno cominciando a farsi crescere la barba per sembrare talebani.
E’ poi andata in Iraq. Ma il viaggio è stato alquanto problematico, visto che il camion si è impantanato in undici buche con dentro ventidue sosia di Saddam e fuori quarantaquattro generali a gridare “we got him”. Nonostante le difficoltà tecniche, è comunque arrivata a Baghdad, dove l’hanno accolta con esplosioni di gioia per l’arrivo della civiltà occidentale, come confermano le fonti ufficiali della Cia. Latticina si è ritrovata in un allegro territorio pacifico, con spettacoli pirotecnici ogni tre ore, numeri da circo ogni sera, eppure varietà religiosi pluralisti un paio di volte a settimana. Ha portato il suo famoso yogurt “Hot Cow Milk for Strongest Humans”, per l’occasione ribattezzato “Saddam Venom”, ulteriore prova della cattiveria del tiranno, e base di partenza per credere al ritrovamento di armi di distruzione di massa. Ha inoltre portato alcuni hamburger di extralusso, cioè così preziosi che se ne mangia uno in sette, possibilmente senza esagerare. Sembra che si rischi di impazzire per la felicità, e ci si rincoglionisca come ubriacati dalla contentezza. E non sembra il modo migliore per continuare a fare la guerra.
Ha cercato poi di fare un giretto in India, per vacanza, ma era troppo modesta per farsi adorare. Allora è finita in Siria, preventivamente.

In contemporanea, Latticina Piececow girava il mondo con Tanzi ed i Tanzys, traduzione di comodo di lattofaccendieri nel dialetto delle isole Cayman. Venivano infatti vendute azioni sicure sul latte che la sicura nipote di Latticina sicuramente produrrà quando le condizioni saranno sicure, e tutto avverrà sicuramente. O quasi. In particolare erano nate alcune aziende associate, la catena CowBond, che ufficialmente producevano latte, ufficiosamente soldi, e realmente non esistevano proprio. Le sedi erano in tutto il mondo, globalmente diffuse e localmente insediate, ma così bene che non le vedeva nessuno. Latticina era così virtualmente moltiplicata, e rivenduta a tutti quelli che credevano in lei, nella qualità, e nel sano buon latte. Quelli ancora vivi pare siano rimasti senza soldi, e meditino il suicidio per non morire di fame. O quasi.

Ovviamente Latticina ha girato anche in Europa. Sostenuta dalla lattoconvenzione di Maastricht, che non era quella delle quote latte e dei trattori padani, ma la regola per cui su ogni mucca europea c’era una barriera protezionista all’interno dell’Europa ed il libero scambio con gli Stati Uniti, Latticina ha girato il vecchio continente in lungo e in largo, restando sempre uguale e consumandosi pochissimo.
Qualche problema lo ha avuto in Italia, dove non si riusciva a convincere Bossi che Tremonti non stava attuando una politica antipadana. Inoltre, da fonti confidenziali bovine, sembra che il ministro Pisanu temesse un attentato con bistecche esplosive impazzite, e Berlusconi non sapeva se era più comunista Latticina o la stampa conservatrice europea. Tutto sembra si sia risolto con l’intervento dell’opposizione responsabile, con D’Alema che si è fatto un risotto al latte, e Fassino che ha distribuito polpette al sugo a tutte le manifestazioni dove lo contestavano. In effetti, il consumo stavolta c’è stato. E Latticina non era ancora stata invitata alle verifiche politiche periodiche del centrodestra.
Un altro soggiorno interessante è stato in Inghilterra. Superate le iniziali difficoltà dovute alle segnalazioni sbagliate per la terza via, Latticina è finalmente arrivata a Londra. Ricevuta con tutti gli onori da Tony Blair, dalla Regina e dal Principe Carlo (che dichiara di avere in passato avuto una relazione con Latticina, o forse col cugino), è stata subito rispedita in Medio Oriente. Quando gli inglesi hanno saputo che già ci era stata assieme agli americani, si sono tranquillizzati. – Non cambia nulla – hanno pensato gli analisti – fanno sempre a modo loro, e a noi non ci dicono un cazzo, e pensare che gli abbiamo pure falsificato i risultati.

Dopo l’Inghilterra, infatti, Latticina è tornata a CowGrowing per una messa a punto. Le cose erano molto cambiate, in quanto i laboratori cittadini erano stati trasferiti in Indonesia, mentre adesso c’erano solo dei robot che lavoravano ad un progetto segreto, “Anthrax Today”. Terry Burger aveva portato con sé la sua pressa bovina inversa, Frank Cabrero faceva la controfigura nei film latinoamericani di moda, Janet Wilson si era gonfiata volontariamente e sgonfiata accidentalmente più volte, fin quando non aveva trovato la protesi giusta fatta cogli avanzi dello Yogurt di Latticina. Anche tutti quelli che lavoravano nei vecchi laboratori erano spariti, chi perché incapace a competere adeguatamente, chi perché morto a quarant’anni, chi perché saltato su una bomba democratica in tempo di pace. Nessuno era in grado di mettere a punto Latticina Piececow, ed allora è stata spedita al più vicino McDonald così com’era, senza fregarsene troppo.

Eggià, perché Latticina Piececow questi viaggi non li ha mai fatti, intera. Durante le ultimi fasi della rifinitura, quando cioè aveva doppiato il tir articolato e si avvicinava a Giuliano Ferrara, ha cominciato a dare segni di scompenso. Tremava, si muoveva male, sembrava quasi impazzita. La commissione medico scientifica, riunita in sessione segreta, dopo un rapidissimo consulto notturno – cazzo, la mucca pazza – aveva deciso di macellarla il prima possibile. Invertito così il comando della pressa bovina inversa, da Latticina Piececow (il cui nome ha assunto nuovo significato a pezzi) è venuta fuori tanta carne da farci il giro del mondo. Bastava non dire che era impazzita. Per il latte, invece, ci ha pensato Tanzi, che coscienziosamente non butta mai via niente.

Nessuno aveva però notato che anche John Alfred Bacon, il capo laboratorio, quello della pancetta clonata, aveva iniziato a non stare bene. Nessuno aveva notato la sua assenza, visto che il personale del laboratorio veniva cambiato ogni quindici giorni, in onore al libero mercato della forza lavoro. Dava anche lui un po’ fuori di matto, ma il fatto che lo fosse già abbastanza di suo contribuì a far passare il tutto inosservato. Al momento del ritorno a CowGrowing degli avanzi di Latticina, lui era già morto. Le memorie della moglie, Fran Bacon, cuoca di pancetta clonata, sono molto importanti per capire meglio cosa successe:

Il mio Jonny era un vero e proprio genio. Purtroppo, però, durante alcuni suoi esperimenti su scimmie africane per insegnare loro a fare i muratori, aveva avuto una disavventura. Disperando di non riuscire a concludere l’addestramento, e fidando nella genetica, cercava di accoppiarsi colla suddetta scimmia, per trasmetterle i geni del nonno muratore. Sembra che la scimmia fosse di facili costumi, e lo abbia contagiato con una malattia venerea sconosciuta.
In seguito, durante il suo lavoro con le mucche, aveva dovuto abbandonare la sua attività fisica, e stava leggermente ingrassando. Sgridato in merito da Janet Wilson, che ci teneva molto, decise di fare una terapia d’urto, innovativa, che sarebbe potuta diventare una scoperta scientifica importantissima, e soprattutto un brevetto d’oro. Si sottopose quindi a dodici cicli di poverostronzioterapia ad alto dosaggio, al fine di accelerarsi il metabolismo. L’esperimento ebbe successo, poteva infatti gareggiare con una centrale nucleare, anche nelle scorie radioattive. Però, subdolamente, iniziò a manifestarsi anche la sua malattia.
Ormai consapevole del poco tempo rimastogli, Jonny decise di sfruttare al meglio il suo metabolismo accelerato. Decise così di accoppiarsi con il suo capolavoro, Latticina Piececow, sperando di aumentare ulteriormente la produzione lattea […]

Infatti, una volta che gli inglesi ripeterono i test che avevano truccato, si scoprì che Latticina non era per nulla pazza, cioè non aveva la famosa encefalite spongiforme. Bensì una forma stranissima di neurosifilide terziaria, a rapidissima evoluzione. Che, scientificoprobabilisticamente, gli era stata attaccata da John Albert Bacon. E non sarebbe stato necessario abbatterla, ma curarla con un banalissimo antibiotico, che però il governo americano progettava di proteggere con misure protezionistiche. Motivo per cui il laboratorio di CowGrowing se ne era disfatto, con lo slogan “adesso la patata bollente non bolle più nella nostra pentola”. Dallo slogan si capisce subito che lo staff del laboratorio non aveva mai preso parte ad una manifestazione.

Saputo della notizia e dell’onore recuperato di Latticina, il collettivo bovino autoorganizzato delle reduci di CowGrowing ha organizzato una marcia solenne negli Stati Uniti, che ha impressionato l’intera stampa mondiale. Tranne Libero, il Foglio e il Giornale, che avevano sostenuto un collegamento terroristico tra le mucche, i tranvieri milanesi, Prodi, Moretti, eppure il sosia di Saddam che fa da consigliere a Dabliù. Alla guida della marcia di moltissime mucche globalizzate interrazziali c’era però un umano, John Bacon Junior, figlio del capo laboratorio. Subito l’industria mondiale fu tentata di accaparrarselo, per fargli dirigere il programma “Anthrax Today”, e magari riprendere l’idea della poverostronzioterapia. Ma il giovane medico aveva altri progetti. Dopo essersi sposato con Jennifer, la figlia di Janet Wilson (previo accertamento di non fratellanza), sarebbe partito come volontario per l’Africa. Assieme alla moglie, alla scimmia che aveva sifilidato il padre, e alla copia clonata di Latticina Piececow, rialimentata ad erba vera di pascolo e ridiventata una mucca normostazza d’alpeggio, disponibile a sopportare anche un ultimo viaggio al caldo africano pur di seguire chi le aveva ridato una parvenza di bovinità naturale.

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