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Saturday May 26th 2018

All’Ufficio Postale.

Il povero vecchietto uscì stancamente dall’Ufficio Postale dove aveva ritirato la pensione. Era incavolato come un piccione dopo che è passato un operatore ecologico a togliere le briciole dalla strada. Si domandò se sarebbe arrivato a metà mese con quella miseria che gli passava lo Stato nonostante la vita di duro lavoro che aveva passato, si domandò anche che cosa aveva fatto di male nella sua esistenza per meritarsi un finale del genere.
Fu in quel momento che si avvicinarono i tre giovani. Lo presero e lo scaraventarono a terra, gli tirarono impietosamente una serie di calci impressionante dopodiché gli presero quei quattro soldi che aveva in mano fuggendo poi su due grossi motori.
Il povero vecchietto rimase a terra immobile e sanguinante. Fu soccorso dai molti presenti (o forse si dovevano chiamare assenti) ma lui, come in un estremo gesto d’orgoglio, si alzò da solo. Si pulì con un bianco fazzoletto di cotone e se ne andò senza dir nulla. Tutti rimasero allibiti, non capivano perché non facesse denuncia, forse, si dissero, aveva paura di qualche ritorsione di quei teppisti.
In realtà lui con quei teppisti ci voleva parlare e siccome aveva preso il numero di targa dei motori decise di andarli a trovare.
Il giorno dopo si trovava davanti all’indirizzo ottenuto con una richiesta alla Motorizzazione Civile. Era una casa popolare di dodici piani che lui sperò avesse l’ascensore. Fortunatamente ce l’aveva, visto che colui che stava cercando abitava all’ottavo piano.
Arrivato alla porta il vecchietto suonò il campanello. Passarono alcuni lunghissimi secondi fino a che non aprì un giovane ragazzo con la testa rasata, una specie di demo per muscoli e tatuaggi.
Il vecchietto si presentò e chiese di poter entrare, permesso che ebbe accompagnato da una sonora risata.
“Ehi, ragazzi venite a vedere chi c’è?”
Una fortuna insperata, c’erano anche gli altri due.
Il povero vecchietto non ci pensò due volte, tirò fuori la pistola e velocissimo sparò alle gambe dei tre che attoniti e doloranti caddero a terra. Poi prese il bastone che da tanto tempo lo sorreggeva e lo usò per frantumare quasi tutte le ossa dei suoi aggressori fino a che non ci furono più gemiti.

Il primario chiese al suo aiuto chi fosse l’uomo in coma profondo.
“E’ il vecchietto rapinato all’Ufficio Postale. Poveraccio gliene hanno date talmente tante, senza motivo, che non credo che si possa salvare. Quando è stato soccorso era praticamente un ammasso informe di carne ed ossa… Non capisco davvero il perché di tanta ferocia…”
Il primario guardò con tenerezza il vecchietto tenuto in vita dai vari macchinari che si trovavano nella stanza: “e quei tre? Possibile che non si possano rintracciare”
“Come no?-disse l’altro medico- qualcuno aveva preso il numero di targa e quindi la polizia è potuta risalire a loro ma quando sono andati a prenderli li hanno trovati massacrati da colpi di pistola e di bastone. Ci crede che è un caso stranissimo?”

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