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Monday December 11th 2017

Natale

Pescatore era ubriaco fradicio. Milano intorno a lui era una lastra dighiaccio pericolosa come una lama di coltello. … (continua)Pescatore era ubriaco fradicio. Milano intorno a lui era una lastra dighiaccio pericolosa come una lama di coltello. non c’era più nessuno ingiro; i milanesi erano già in preda delle famiglia e del “panettùn”, deiregali costosissimi, delle speranze che qualche parente lontano avesseoptato per regalar loro qualcosa acquistato in corso Buenos Aires. I rifugierano affollatissimi la notte di Natale, non si riusciva sempre ad entrare.Pescatore camminava stancamente in Piazza S.Babila l’orologio rintoccava lamezzanotte. Era natale anche a Quarto Oggiaro. Nessuno in giro. Pescatore sisbagliava: Accasciata per terra accanto alla chiesa c’era Cinzia. La vide edisse:-“Ragazza non star ferma lì; morirai dal freddo.”. Cinzia in silenziolo seguì. Si fidò di lui. Cinzia normalmente non si fidava di nessuno. Maera Natale. Suo padre era lontano duemila chilometri. Non avrebbe potutodirle:”Ora bambina mia giochiamo”; non le avrebbe fatto del male.Camminarono per un po’ fino ad un cantiere abbandonato. Pescatore entrò;Cinzia per un attimo esitò. Pescatore la guardò senza rimprovero; la suamano indicò l’ingresso: “Prego madamigella. Almeno qui fa meno freddo; c’èuna caldaia che funziona e la parete è calda.”. Cinzia si fidò ancora.Pescatore era brutto, ubriaco, lurido e sporco. Eppure somigliava in quelmomento più di chiunque altro a Babbo Natale. Le offriva un posto caldo. Nonavrebbe rifiutato. La disperazione di Cinzia si allontanò un po’ da lei comeper magia; non sarebbe morta per quella notte; forse avrebbe perfino vistonascere il nuovo millennio. Pescatore sistemò con cura una coperta chechiamare tale sembra troppo gentile; si trattava d’uno straccio consunto cheuna volta era forse stata una coperta militare di quelle marroni col lerighe bianche; ora era di uno strano giallognolo uniforme. Fece unospropositato inchino e consentì a Cinzia di accomodarsi per prima; tiròfuori dalle tasche un cero rubato in chiesa e lo accese con uno zolfanello;posò sulla coperta un fiasco di vino intonso; due piccoli panettonimarchiati croce rossa; una voluminosa pagnotta secca. Si sedette a fianco aCinzia. La guardò fissa negli occhi e esclamo:-“Buon Natale Principessa. Ilbanchetto è assai umile ma accettalo; è tutto quello che può offrirti questopovero viandante.” Cinzia non divorò il panettone e anche il vino lo bevvecon calma; sembrava non aver fame né sete. Dimostrò la classe di una veraPrincipessa delle fiabe. Pescatore fece lo stesso; ogni morso del piccolopanettone, ogni sorso di vino era importante; non perché era Natale, maperché poteva essere anche l’ultimo in quella disperata situazione. Finironoil pasto; Cinzia si tolse un lurido fiocco dai capelli; lo annodò al polsodi Pescatore e disse: “Questo è il mio regalo, cavaliere dei miei sogni”Egli tirò fuori dalla sacca una vecchia giacca di pelle recuperata in uncassonetto; era della misura di Cinzia. Gliela donò. Era il più bel regaloche Cinzia avesse avuto in tre anni. Era l’unico regalo che aveva avuto.Cinzia sorrise; era uno splendore. Baciò pescatore sulle labbra; lo strinsea sé senza timore alcuno; non era suo padre, non lo sarebbe mai stato; eraBabbo Natale. Fecero l’amore. Lo fecero vestiti perché spogliarsisignificava morire. Lo fecero dolcemente, Cinzia sopra Pescatore a condurreil gioco più dolce che le fosse mai capitato; niente cinghia a romperle laschiena; nessun dolore provocatole dalla violenza. Poco dopo Pescatorevenne, Cinzia contemporaneamente ebbe il primo orgasmo della propriaesistenza.D’improvviso dei cani; son pericolosi tutti insieme la notte. Pescatorecercò di scacciarli, si risolse però alla fine a fuggire. I randagi sifermarono a consumar poche briciole di pagnotta. Pescatore e Cinzia erano dinuovo fuori al freddo. Correvano senza fiato; i cani forse non si sarebberoaccontentati. Pescatore cadde fragorosamente inciampando in un tombinosemiaperto. La tibia gli si spezzò con un dolore sordo. Cinzia lo trascinòin un vicolo e l’abbracciò. Pescatore le disse: “Vai via ragazza. Salvatialmeno tu; non posso continuare.” Cinzia non lo ascoltò; lo strinse piùforte che poteva, piangendo. Anche le lacrime si congelavano sul viso quellanotte gelida come la morte.Disse sottovoce nelle orecchie di Pescatore:”Tiamo. Non posso lasciarti così.”Il mattino di Natale Milano si svegliò come in un giorno qualunque. In unangolo due barboni, solo due barboni perché a Milano non hanno nemmeno unsesso quelli come loro, vennero ritrovati morti assiderati in un angolo d’unvicolo di Quarto Oggiaro. Non fecero nemmeno notizia sui giornali. A chiimporta? Buon Natale.

Ricardo Antonio Piana

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