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Saturday April 21st 2018

MASADA 12-11-2004

…le epurazioni si sa quando cominciano, non si sa quando………
Curzio Maltese sul licenziamento di Mentana: “Le epurazioni partono dai
nemici e si concludono con gli amici, partono dai troppo liberi e si
concludono con i non abbastanza servi”
————
…..no comment….
Per staccare la spina, la moglie di Arafat ha preteso 22 milioni di dollari l’anno, circa 4 miliardi di lire al mese. Non esiste nessun capo di stato che abbia un emolumento simile. La cifra verra’ presa dal tesoro segreto dell’Autorità palestinese controllato dal rais scomparso. Una montagna di denaro (circa 4 miliardi di dollari) che il leader palestinese avrebbe distribuito in conti bancari sparsi tra Tel Aviv, Londra e Zurigo e sul cui futuro per il momento non si ha nessuna certezza.
(Corriere)
Penso ai ragazzini stracciati della misera Palestina che lanciano sassi e vengono stroncati dai proiettili israeliani, penso ai campi dove i profughi vivono come randagi, e quella immensa quantita’ di denaro mi annichilisce.
————–
…Nato e Vangelo…un santo dei nostri giorni ribollenti e amari….
Pax Christi manda una lettera aperta ai Parlamentari della NATO per il convegno a Venezia. “Ovunque nel mondo nuove guerre stanno generando
terrore e terrorismo: esse hanno responsabili precisi, che prendono
decisioni a cui non intendiamo consegnare la nostra approvazione. Giorno
dopo giorno si svelano davanti a tutti gli effetti devastanti delle guerre
“umanitarie” o “preventive”: anche la Nato ha ignorato e superato
completamente il suo ruolo diventando ancella della strategia imperiale
della guerra infinita. Ci stanno ripetendo in questi giorni che voi
parlamentari non c’entrate niente con la svolta radicale della Nato che,
rispetto all’Alleanza difensiva del 1949, ha cambiato tutto tranne il nome,
diventando, senza alcuna discussione e
decisione dei parlamenti nazionali, un nuovo soggetto sovrano che si è
appropriato del diritto di far scoppiare guerre e conflitti ovunque e senza
più limitazioni agli “interessi” dei paesi membri. La Nato si sarebbe
dovuta sciogliere per raggiunto fine sociale quando nel 1989 è caduto il
muro di Berlino”, non sono queste le parole di un radicale pacifista, ma del
senatore a vita Giulio Andreotti…. Ma già la vostra Assemblea di Istanbul
contribuì a modificare obiettivi e finalità. Senza alcuna limitazione
geografica, nel 1999, si stravolse il concetto strategico della Nato,
decidendo che le sue forze armate possono intervenire ovunque nel mondo per
conseguire i suoi scopi, anche nei casi non previsti dallo statuto. Quale è
la vostra visione del futuro? Alla base di una alleanza militare vi è la
necessità di sapere da chi ci si deve difendere. Chi è il nemico oggi? Le
migliaia di vittime che qualcuno avrà pur sulla coscienza, gridano giustizia
e i popoli invocano un rafforzamento dell’ONU. Nemmeno il fiume di sangue
dei 100.000 morti in Iraq sta fermando la logica devastante delle armi. E
mentre Kofi Annan
condanna ancora una volta come “illegittima” quella guerra, voi parlamentari
vi accingete a coprire, se non a ratificare, i prossimi scenari di guerra
planetaria. Sapete bene che sono centinaia i miliardi di dollari spesi ogni
anno in armamenti. Le armi sono legate al sistema finanziario e servono a
mantenere i privilegi dei pochi contro i molti, gli esclusi dal banchetto.
Anche noi abbiamo un sogno. Che dall’assemblea di Venezia possa uscire a
chiare lettere la richiesta di un’inversione di tendenza. La Nato chieda ed
attui una forte riduzione delle spese militari e un maggior finanziamento
alla cooperazione internazionale e al sostegno delle politiche sanitarie
nei paesi poveri. La nostra coscienza di cittadini e l’assoluto imperativo
del Vangelo ci obbligano a non tacere.
Noi riteniamo che la guerra abbia ampiamente dimostrato nel corso dei secoli
di non essere uno strumento efficace per la soluzione delle crisi
internazionali e pertanto che essa vada superata in favore di altri mezzi
che nella risoluzione di conflitti escludano il ricorso alla violenza.”
——
…una sera come tante….
Sono uscita una sera dopo tanto, era una notte buia e gelida e pioveva a
dirotto. Sull’autobus un giovane completamente ubriaco sgolava canzonacce
inudibili su donne che si spogliavano e venivano violentate, urlava con
voce sgangherata agitando una birra, la rada gente stava ognuno chiuso in
se’ come se non vedesse. Accanto a me una signora ha detto che nell’autobus precedente un americano non voleva pagare il biglietto e,
richiamato dal controllore, ha fatto una scenata sugli italiani chiamandoli maiali e
nemici degli americani, sporchi italiani razzisti; forse per lui un
italiano per essere civile dovrebbe lasciare che qualunque americano faccia quel che vuole (Bush docet). La signora ripeteva flebilmente: “Ma il biglietto si deve pagare…”. Come sono scesa in Via Matteotti, un ragazzo su uno scouterone e’ passato come un razzo nella pioggia buia, scivolando sull’asfalto pieno d’acqua e ha tranciato una ragazza che stava attraversando, e’ caduto anche lui, si e’ rialzato dolorante ed e’ scappato con la sua moto, lasciando sulla strada il casco e pezzi di vela, la ragazza stava stesa a terra nella pioggia buia e sporca e non si rialzava, pochi passanti sono andati a coprirla cogli ombrelli, l’autoambulanza e’ arrivata e l’hanno stesa a fatica sulla lettiga, i soccorritori erano giovani e
sembravano impacciati e novizi, due erano ragazze piccoline e facevano
fatica a issarla; sull’asfalto e’ rimasto un casco nero, i frammenti di vetro e un ombrellino rosso segato in due che un passante ha allontanato con un calcio. A noi, pochi, che stavamo alla fermata dell’autobus impotenti ci e’ preso come uno scoramento, una voglia di piangere, un dolore allo stomaco, la gente era disgustata ma parlava sotto voce come se anche l’indignazione non avesse piu’ fiato. “A mia figlia-diceva una donna- l’ha abbattuta un maresciallo dei carabinieri, anche lui e’ scappato, ma lo hanno ritrovato. Non gli hanno fatto nulla. Era un maresciallo dei carabinieri”. Ha detto cosi’: “L’ha abbattuta”, come si trattase di un tiro al piccione. “Non c’e’ piu’ umanita’, bisbigliavano, “Non c’e’ piu’ giustizia”. ” Ormai ci possono fare di tutto”. Si parlava a bassa voce, come se anche protestare
fosse diventato pericoloso, fosse un diritto perduto.
Al cinema sono arrivata prima del mio amico e sono andata in bagno, una
ragazzina giovanissima stava vomitando nel lavandino. Le ho sentito la
fronte: scottava. Le ho chiesto se era incinta e le ho accarezzato il viso e
le mani. Era una studentessa inglese, prima di andarsene e’ venuta a
cercarmi di nuovo e mi sorrideva, era tenera e indifesa e avrei voluto
aiutarla.
La nostra amica non era venuta, la sua societa’ e’ stata assemblata con un’altra ei respira aria di licenziamenti, dopo una giornata convulsa a parlare per i sindacati correndo qua e la’ sotto la pioggia, e’ scivolata sull’asfalto ed e’ caduta, battendo la gamba.
Finalmente sono entrata nel piccolo cinema di essai, tutto nuovo e di velluto rosso, c’erano pochi studenti tutti molto giovani e silenziosi.
Il film era The Corporation. Ed e’ stata la botta finale.
————–
Mi scrive Monica:
Cara Viviana. A me ieri è successa una cosa analoga. 18.30. Piazza Maggiore. Fermata del bus. Un ragazzo bianco, non del tutto a casa, si avvicina a una ragazza di colore e le dice “mi vuoi?”, continuando con una serie di sproloqui osceni. Lei si spaventa e arretrando gli dice: “Sei scemo?”. Lui allora comincia a coprirla di insulti, gridando come un pazzo. Sono intervenuta, frapponendomi tra lui
e lei, cercando di calmare lei e cercando di parlare a lui. Il tipo era ubriaco marcio e faceva finta di non vedermi. Tutti a guardare e nessuno muoveva un dito. La situazione stava precipitando e questo punto è intervenuto un ragazzo di colore, grande e grosso, e il tipo si è allontanato. Gli altri tutti fermi e immobili. Ho provato una rabbia tale che mi sarei messa a piangere. Ma è mai possibile assistere immobili all’aggressione di una persona, non pensando che potrebbe capitare anche a te e trovarsi circondati da gente di merda che non muove un dito? Io continuerò ad intervenire a costo di prendermi una sberla.Tra l’altro il
tipo è salito sul mio bus e ti dirò che non ero per niente tranquilla. Baci.
Monica
(Monica e’ piccolina, forse un metro e mezzo, e pesera’ 40 chili. La immagino che fronteggia l’energumeno ubriaco, nell’anomia generale. Ah, Masada, Masada…
Lo so che e’ impossibile ma tentero’. Non potrei vivere altrimenti. Come tu hai bisogno di sempre piu’ ricchezza per esistere, io ho bisogno di sempre piu’ anima o sono perduto.
———–
…la cultura nonsolo….
quando ero nella mia prigione e mio padre mi aggrediva, trovavo conforto
solo nei pochi libri che c’erano per casa. La cultura. La cultura e’ una
cosa grandissima che mi ha salvato dalla pazzia o dalla disperazione.
Peccato che non ci fosse internet, perche’ avrei saziato anche quel bisogno
enorme di socialita’ che mi e’ rimasto dentro e che mi porto addosso anche
ora, perche’ nasciamo soli e moriamo soli e sentire qualcuno vicino e’ cio’
che rompe la morsa della solitudine e la rende meno dura, anche se e’ uno
che non conosci, anche se non lo hai mai visto in viso, e non si puo’
diventare persone se si e’ troppo soli. La cultura e’ un’oasi, un mondo
tranquillo, dove trovi pensieri tranquilli e dove le brutture del mondo sono
messe fuori. Io credo sempre che la cultura sia una bella cosa. Ma sono
troppo lucida per pensare che possa salvare il mondo. Il mondo non puo’
essere salvato della cultura ma dalla compassione.
———-
….l’indifferenza umana…….
Scrive Barbara: “Non so in che mondo siamo, ma sicuramente un mondo che
vuole spingerci alla chiusura in noi stessi, all’indifferenza verso l’altro
e verso tutto ciò che è fuori di noi e delle nostre 4 mura. In compenso in
questo clima c’è chi spadroneggia…si arricchisce e decide tutte delle /
sulle nostre vite. Non so che dirti, tranne che mi pare che la forbice sia sempre maggiore, non solo tra ricchezza e povertà, ma tra consapevolezza ed inconsapevolezza. Spero però che le persone consapevoli, quindi più difficilmente manovrabili, siano sempre di più e forse lo sono. Non certo di più delle inconsapevoli, ma credo più di un tempo.”
——
non ho bisogno di ricchezza
e tieniti il tuo potere
penso a una vita sobria
difficile da raggiungere
dove non distruggo il mondo
Penso che il cammino e’ difficile
e sono sconfortato
la mia debolezza mi preme
e sono in cerca d’anima
non credo che l’anima sia data
come un patrimonio di nascita
la cerco come il viandante
cerca la sua meta
e annaspo ad ogni passo
mentre cade la pioggia
Penso che l’anima la devo
costruire come una casa
Penso che faccio anima
ogni volta che faccio mondo.

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