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Saturday April 21st 2018

MASADA 10.11.2004

……Madre Terra….. e i colori del mondo…..
I mapuche, nativi americani, dal 92 sono stati espropriati delle loro terre, Benetton e’ uno dei nuovi proprietari. Ha offerto ai Mapuche 6.178 acri di terra. Gli indios hanno risposto: «Non potete donarci ciò che è nostro»
(Indymedia)
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…..inquinamento in bottiglie….
I volontari di Greepace hanno compiuto un blitz da fantascienza sulla Coca Cola. Vestiti da spaziali hanno bombardato una sede della multinazionale sparando con delle balestre bottiglie di plastica contenenti una petizione. 10.000 persone avevano risposto all’appello dell’associazione per chiedere all’azienda di rinunciare ai vuoti a perdere in plastica per distribuire la bevanda solo in bottiglie di vetro riciclabili, come contributo a ridurre gli scarti in una città oppressa dal problema dei rifiuti.
(http://www.greenpeace.org.ar/)
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…i bambini dimenticati…..
Per motivi ignoti e idioti la legge italiana non prevede adozioni di bambini rumeni per quanto il governo rumeno lo chieda.
(www.anassor.com)
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…l’accanimento terapeutico di questa sinistra…..
Cesare Salvi (cfr. La Repubblica, 30-08-’03) :
“Il fallimento del comunismo è sotto gli occhi di tutti. Ma pensavo che l’approdo fosse quello del socialismo e non l’insostenibile leggerezza di un progetto ulivista”.
Rossana Rossanda (cfr. Il Manifesto, 05-09-’03):
“Con le proposte di partito riformista unico si va verso la liquidazione formale del più grande partito della sinistra italiana. Nella sostanza essa è già avvenuta per passaggi successivi dalla svolta ad oggi, con gli scivolamenti semantici progressivi a proposito del riformismo, che doveva ridurre il potere del capitale sul lavoro ed oggi consacra l’opposto, e sulla transizione che designava il passaggio dal capitalismo a forme di socialismo ed oggi
indica il processo inverso”.
Preve: La data della sconfitta della sinistra potrebbe il 1999, con la criminale guerra contro la Jugoslavia orwellianamente ribattezzata “operazione di polizia internazionale” (come se le bombe “guerresche” fossero diverse dalle bombe “poliziesche”), fatta dal cinico..D’Alema contro le Nazioni Unite (che non la
consentivano) e contro la Costituzione italiana (che non la consentiva).
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… e parlano di cristianesimo, di valori….e la chiamano civilta’ superiore…
….la colonizzazione parte dai barbari….
Lettera di un insegnante di Milano:
Come insegnante che per anni è stato tra i promotori delle iniziative interculturali cittadine nelle scuole di Milano (dai menù etnici alle sfilate per il capodanno cinese, islamico…) mi aspetto da tempo che scoppi il problema degli “invisibili”. L’ipotesi di istituire classi di soli studenti islamici è solo la risposta (sbagliata) ad una situazione che sta ampiamente degenerando. Alle migliaia e migliaia di figli di immigrati il Ministro della Istruzione ha già deliberato il loro abbandono e la loro emarginazione; anche nel testo della Riforma Moratti gli studenti di origine straniera scompaiono. La già avvenuta eliminazione dei distacchi di docenti su intercultura e alfabetizzazione ha tolto ogni ponte tra alunni stranieri e istituzione, tra altre culture e scuola. Consolati e Associazioni culturali delle comunità etniche non hanno avuto accesso ai fondi della Legge 40 / 98 che prevedeva la salvaguardia di lingua e cultura d’origine, fondi che la Regione ha avocato a se. Il Comune di Milano/Assessorato all’Educazione ha chiuso quel poco di sperimentazione nelle scuole che con fatica i docenti avevano concordato con le Associazioni di Comunità…Nella metropoli milanese la classe dirigente fa finta di non vedere e quindi decreta l’invisibilità di oltre 28.000 studenti di origine straniera ( e con un trend di crescita marcato)…
Ma i 28.000 invisibili, un quarto della popolazione studentesca, sono di carne ed ossa e prima o poi occorre farci i conti o i problemi esplodono. Ciò che più frana è la gestione delle differenze, in particolar modo le differenze culturali e religiose: abbiamo una classe dirigente totalmente incapace a gestirle e di una marcata rozzezza e provincialismo culturale. Pretendono che 28 000 studenti di origine straniera accettino l’azzeramento totale della loro cultura (dove se ne parla ora nelle scuole?), siano culturalmente totalmente italianizzati (o colonizzati?) e, naturalmente, non siano abbastanza italianizzati da avere il diritto di voto. Contraddizione. Vogliono una scuola di “mercato”, che rispona ai bisogni dell’utenze: ma se questa utenza è immigrazione straniera, niente più scuola di mercato. Contraddizione. Pretendono che nella scuola laica si possa parlare di religione cristiana e crocefissi, ma che non sia possibile farlo per chi di religione islamica o altra religione. Contraddizione. Si propongono valori di cittadinanza ed uguaglianza universali e poi si pretende che sia insegnata solo la cultura e tradizione giudaico-cristiana.. Contraddizione. Dalle nostre scuole escono studenti di origine straniera che possono sapere tutto dei Promessi Sposi ma nulla sul principale loro poeta o letterato. Stiamo assistendo ad un plagio ed a una colonizzazione culturale vergognosa. Eppure in diversi Stati Europei i programmi prevedono ore destinate alla conservazione di lingua e cultura d’origine. Eppure a Milano si è sperimentata con grande successo la conoscenza e la relazione tra culture diverse nelle scuole: nell’ambito del progetto “Il mondo in un piatto di …feste” coinvolgendo centinaia di scuole, Associazioni di Comunità etniche, e numerosi Consolati, prima che Ministro dell’ Istruzione ed Ente Locale ne decidessero l’affossamento.Ora gli alunni stranieri, in particolare i neo arrivati, giacciono in stato di abbandono nelle classi, per quanta buona volontà ci possano mettere gli insegnanti (quando ce la possono mettere). In questo quadro, come non pensare che cresca e si rafforzi la tendenza a scuole etniche? Se non è riconosciuta minimamente la propria diversità culturale e/o religiosa, la scuola etnica diventa l’unico modo per salvarsi dalla colonizzazione e dal plagio culturale. Il problema è quindi diverso: come rendere accettabile, forse anche attraente, la scuola pubblica per le altre etnie, quali elementi culturali possono essere accolti e/o condivisi. Il problema non riguarda solo gli islamici, ma può riguardare tutte le altre etnie man mano che si afferma un bisogno ed una ricerca di identità culturale. Penso al prezzo che questa classe dirigente monoculturale sta facendo pagare per esempio alle donne, alle famiglie di immigrati cinesi, che non volendo far perdere ai figli la tradizione culturale e di valori, sono costretti a staccarsi dai figli piccoli e mandarli in Cina a studiare. Cosa è riuscita ad offrire Milano e la sua classe dirigente, come ha gestito questo bisogno e questa differenza? Le scuole avrebbero potuto fare, ma è stato impedito. Occorrerebbe che ci fosse la volontà politica di inviare segnali di riconoscimento e relazione con le differenze: ore settimanali dedicate alla lingua e cultura d’origine, a disposizione di tutti gli interessati, unità didattiche interculturali per tutti gli studenti, corsi di alfabetizzazione nelle scuole, e tanti altri segnali di disponibilità, per esempio come ha fatto la regione Campania, promuovere come giornata di festa le date più significative delle altre culture. Così gli immigrati potrebbero cominciare a sentire anche propria questa scuola. Ma, come sappiamo, manca la volontà politica. Così ora sorgono i problemi… e possono non essere piccoli se si mettono insieme le famiglie dei 28 000 invisibili, i Consolati, ed il mondo della scuola. Potrebbe poi non essere più sufficiente per qualche Assessore farsi fotografare con alunni stranieri in braccio e scoprire tardivamente che nella riforma della Scuola c’era stata qualche dimenticanza.
Ambrosi Luigi, insegnante.
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…il rifugio culturale….
Scrive mtsm:
..i valori per cui hanno votato i famosi “cristiani rinati” sono imbarazzanti. Molto imbarazzanti. Assomigliano infatti a quelli di Osama Bin Laden. Dio, Patria, Famiglia. Terra e Sangue. No alle cellule staminali, alla clonazione, ai matrimoni fra gay. E per di più entrambi “astemi”. C’è di che scrivere le “vite parallele” di Bush e Bin Laden. Provo a dirlo più chiaramente: l’Islam è una parte, non del tutto trascurabile, dell'”Occidente”. Le due culture, e relativi “valori” che si oppongono sulla scena mondiale sono la “civiltà” (le virgolette sono un’obbligo) Giudaico-Cristiana e quella dell’Islam. Calcolo mentalmente la distanza fra le due capitali delle diverse civilizzazioni. Gerusalemme e La Mecca. Sono più vicine di Manhattan e S.Francisco. Riflessione: Stiamo parlando della stessa merda? (shit in US English) Risposta: Si’…D’Alema parla dell’ “uso legittimo della forza”. L’ultima volta che avevo sentito una ossimoro del genere era alla fine degli anni ’70. Da un “leader” di Lotta Continua. L’unico rifugio sono le traduzioni dal latino e dal greco che mia figlia, adolescente, diligentemente mi sottopone per un paterno aiuto. Traduco con gioia riscoprendo una lingua che sicuramente mi appartiene, godendomi le sfumature, gli ablativi assoluti, i duali, l’apud che regge l’accusativo. Finalmente mi sento a casa. Ecco forse solo questo ci resta. Marcare la distanza che ci sepra dai barbari. Da coloro che parlano lingue gracidanti. Siano esse l'”americano” o l’arabo.
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www.lamiaspesaperlapace.it
CHI COMPRA VOTA “Votate ogni volta che fate la spesa, ogni volta che schiacciate il telecomando, ogni volta che andate in banca, sono voti che date al sistema.” (Alex Zanotelli, missionario)
“A più di un anno di distanza, la guerra in Iraq continua; ora ci sarà il lento cammino verso la normalizzazione, la ricostruzione e la democrazia … così ci dicono. Questa guerra non l’abbiamo fermata. Nonostante le mille manifestazioni e i milioni di bandiere della Pace che hanno sventolato dai nostri balconi, non siamo riusciti a far prevalere le ragioni della vita ed il Diritto Internazionale. Siamo convinti di una cosa però: che chi ha avuto interessi in questa guerra, che ci ha guadagnato e ci guadagnerà non avrà più il nostro supporto economico. Perché se le guerre si fanno per motivi economici, per conquistare nuove immense fonti di risorse naturali o nuovi mercati per continuare a fare affari, allora noi lanceremo un messaggio forte e chiaro: “I vostri prodotti sono ottenuti anche favorendo una politica che crede nell’idea di “guerra preventiva” Noi non ci stiamo”. Ecco perché, aderendo alla campagna nazionale promossa dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, proponiamo ai cittadini di: 1. eliminare dalla spesa alcuni prodotti di multinazionali che hanno avuto un ruolo determinante nella campagna elettorale e/o rifornito gli eserciti delle Amministrazioni dei paesi che stanno adottando politiche di guerra; 2. aumentare i consumi di prodotti del Commercio Equo e Solidale.
Il nostro è un messaggio di Pace Preventiva, per scongiurare che altri conflitti vengano innescati nel mondo nel nome della sicurezza e della libertà. Il nostro è un messaggio che chiede a chi detiene la maggior parte della ricchezza di adottare comportamenti più etici in tutto il processo produttivo, compreso lo scaffale del grande centro commerciale in cui andiamo a fare la spesa: noi, i consumatori, abbiamo un grande potere ogni volta che acquistiamo un prodotto piuttosto di un altro. E se facciamo sapere le motivazioni che ci portano a determinate scelte, allora dovranno ascoltarci … e cambiare.
Vogliamo “far girare un’economia” sana, nei principi e nel pieno rispetto della dignità umana, un’economia che non getti le basi della disuguaglianza, dello sfruttamento e dell’ingiustizia che poi portano inevitabilmente a tensioni che si vuol fare credere che possano essere risolte solo con le guerre. A tutti coloro che ripudiano la guerra come mezzo per la risoluzione dei conflitti internazionali, che chiedono il pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione italiana, che trovano aberrante l’idea di guerra preventiva diciamo: Aderisci subito come individuo! Aderisci subito anche come gruppo di appoggio! “La mia spesa per la Pace” è una Campagna che nasce in un preciso ambito territoriale, la provincia ovest di Milano ed è a livello locale che conta di avere risultati visibili in termini di diminuzione delle vendite dei prodotti di cui si consiglia il non acquisto e di aumento delle vendite dei prodotti del Commercio e Equo e Solidale. Dal luglio 2004, il sito internet della Campagna è stato aperto all’adesione da parte di gruppi di altre parti d’Italia, interessati a portare avanti la Campagna nel proprio territorio. Per ovvi motivi, al momento è nettamente preponderante la quota di adesioni raccolta nella provincia di Milano (puoi vedere qui il quadro territoriale delle adesioni). Ciò dimostra che è possibile ottenere risultati significativi: se in tutta Italia si fossero raccolte adesioni come nei paesi dove la Campagna ha avuto maggior successo il numero totale di aderenti sarebbe superiore a 900.000! Tutta la documentazione relativa alla Campagna, compresi i materiali di approfondimento e per la diffusione, è disponibile sul sito www.lamiaspesaperlapace.it.
Fate girare la voce tra le vostre conoscenze e tra i gruppi affini con i quali avete contatti! Pensiamo globalmente – Agiamo localmente… Campagna “La mia spesa per la Pace”
(www.lamiaspesaperlapace.it)
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….contro Darwin avanti tutta…..
Sta per aprirsi a Roma un convegno antievoluzionista di 4 giorni, ha il permesso di Veltroni, il messaggio augurale di Ciampi e si svolgera’ in parte all’Angelicum, un prestigioso semionario cattolico internazionale, e’ organizzato dall’ “Istituto Bhaktivedanta”, emanazione della simpatica conventicola saltellante degli Hare Krishn. Ci chiediamo cosa ci azzecchi l’antidarwinismo busciano con i domenicani, Veltroni e Ciampi. Da sempre gli Hare Krishna contestano furiosamente Darwin e qualunque altra cosa sappia di evoluzione, cui sostituiscono, al posto della teoria di Jahvé che impasta il fango, quella di Vishnu che impasta il burro, traendo l’intero universo da una zangola per il latte. Al convegno partecipera’ il gotha dell’irrazionalita’ pura peraltro ignora ai piu’: zoroastriani, sikh, ufologi, mormoni, pararcheologi, assessori in vena mistica e pseudopolitici massonici. Insomma una specie di convegno dello Stargate internazionale.
(http://www.mcremo.com/cremo.htm)
Come disse Goya? “Il sonno della ragione genera mostri”.
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…i cloni dei cloni….
Sembra che Mentana fosse troppo a sinistra, per cui sara’ sostituito alla guida del tg5 da Carlo Rossella. Nell’edizione delle 20, Mentana, da’ l’addio al Tg5: ‘…L’azienda mi ha comunicato che voleva cambiare. Mi dispiace”. Dopo 13 anni di onorato servizio… ma bisogna essere piu’ realisti del re, l’intelligenza non conta, e Pionati e Fede docent. Resistera’ Ferrara, abbarbicato alle sue due sedie, si dice che perche’ non gli siano sottratte passi la notte a 8 e mezzo e dorma seduto. Dunque Canale 5 ha un tg ragionevole che batte tutti i record di ascolto e percio’ si convoca il direttore e gli si dice seccamente di levarsi dai piedi. Editti bulgari, il Signore comanda, i cloni ubbidiscono. Ora la corsa a compiacere il boss diverra’ spasmodica, anche sulla RAI, visto che, come si sa, e’ licenziabile per proclami bulgari. Non sono piu’ i tempi di Bernabei che almeno bastava andare in parrocchia. Il re e’ capriccioso, il re e’ sadico, il re non vuole intelligenza e cultura ma solo cieca e sperticata lode. Il re nel telegiornale ci si specchia e si vuol vedere con tutti i capelli.
Ha detto Mentana: “Nulla e’ per sempre, e’ anche le cose piu’ belle e’ giusto che finiscano. Solo i pazzi credono di essere indispensabili.” Lo ricordino i Bondi e gli Schifani. Il re e’ capriccioso. il re da’, il re toglie, il re si affeziona solo a se stesso. E i resti del re non li vuole nessuno, sono infetti. Nulla e’ piu’ precario di un regno dove solo il re e’ inamovibile. Panorama passera’ a Calabrese, che lascia il Messaggero. Roma capitale ha un solo giornale locale e quello e’, naturalmente, del re, come la Nazione, il resto del Carlino, tutti i giornali locali d’Italia….Il re, si sa, passa dalla cronaca e dallo sport, carnes e cincenses. Ma quella frase non mi si leva dalla mente: “Nulla e’ per sempre, solo i pazzi credono di essere indipensabili” Anche le bandane?
Leggo sui muri di Bologna: Costanzo maiale, Costanzo fascista…! Sara’ il prossimo! O la tessera lo difendera’.
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….la citta’ dell’utopia, u-topos, in nessun luogo…ma noi vogliamo qualche luogo…
Il sindaco di Altinopolis, in Brasile, ha educato per quattro anni i suoi concittadini alla pace e alla non violenza. Con risultati sorprendenti: in quattro anni la microcriminalita’ e’ calata del 90%. Gli unici problemi per la polizia sono le liti tra marito e moglie (giuro!) (Fonte: Internazionale)
Bush ha educato all’aggressivita’, all’egoismo e alla violenza 300 milioni di americani, dopo 4 anni gran parte del mondo presenta i sintomi della stessa infezione: non la civilta’ dell’utopia: la civilta’ dei topi.
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… come ti tasso anche il respiro…
Non sapendo come tartassare gli Italiani, i bravi scagnozzi della Cdl hanno osservato che l’anno scorso sono partiti circa 27 miliardi di Sms dai telefonini degli italiani, 70 milioni di messaggini al giorno, e cosi’ hanno fatto la bella pensata di tassarli per 2 centesimi, 40 lire, l’Erario incasserebbe 540 milioni di euro, 1.080 miliardi. Non male. L’hanno chiamata la tassa degli innamorati perche’ i pensionati esse-emme-essono poco. Appena Siniscalco avra’ capito bene cosa puo’ vendere alle corporation e cosa tassare, non ci restera’ nemmeno il respiro, venderanno o tasseranno anche l’acqua piovana, come hanno fatto in Bolivia dove il governo ha venduto l’acqua alla Monsanto anche quella che cade dal cielo, finche’ la popolazione non si e’ ribellata con morti e feriti. Intanto si sta cercando di vendere la nostra agricoltura e il nostro allevamento ai brevetti delle corporation. Quando tutto sara’ finito, ci tasseranno anche la pipi’.
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…l’Africa di Casa nostra…
Zanotelli ha passato 30 anni a Nairbo, in Kenia, nelle smisurate baraccopoli della fame, ora si e’ stabilito a Napoli. I rifiuti per le strade ci sono gia’ e dall’inizio dell’anno si sono visti 150 morti ammazzati. Per quanto gli accecati fans di FI lo neghino, la miseria cresce e aumentano i barboni. Persino Siniscalco ha dovuto ammettere che un grande numero di famiglie itaiane non arriva piu’ alla fine del mese. Il sorriso pieno di denti di Berlusconi sta diventando oltremodo sgradevole. L’esibizione delle sue ville, pure.
Zanotelli chiede un’etica nuova un atteggiamento nuovo, cheide una nuova ‘tenerezza’.
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…. sul rispetto dell’uomo che esprime se stesso…..
Riccardo Venturi:
“…..non esistono “lingue gracidanti” o “di barbari”. Non esistono e non possono esistere. Esiste l’inglese di Rachel Corrie, o di Pete Seeger, o di William Shakespeare. Esiste l’arabo di Nagib Mahfuz, di Umm Khaltum o, più semplicemente, del Corano. “Corano” vuol dire “recitazione cantata”. Qur’an. Esiste l’inglese dei ragazzi di Bogside come esiste l’arabo di quelle due adolescenti palestinesi che ho visto stasera a un reportage della TV svizzera. Allegre, un po’ truccate, in jeans e keffiah, sculettanti. Parlavano un po’ della morte di Arafat, e sorridevano esprimendo la loro vita di ragazze in mezzo alla bufera. L’arabo è una lingua bellissima. Rimpiango di non averla mai imparata a dovere. E non esistono lingue “barbariche”. Non esistono neanche i “barbari”, che maledettissima parola. Nata proprio nel greco, ove “barbaros” significava “balbettante, balbuziente”. Chi non capisce la lingua dell’altro, lo qualifica automaticamente di balbettante. Nega la sua lingua, e quindi la sua stessa esistenza. Il concetto di “barbaro” nasce da questo; tranne poi, nelle parole di un alessandrino di secoli e secoli dopo, un greco di altri tempi ritrovatosi a vivere in una modernità in cui non abitava dentro, si parla di “aspettare i barbari” (perimenondas tous varvarous, nella pronuncia greca moderna) che potrebbero rappresentare una soluzione alla nostra indolenza, alla nostra apatia. Si chiamava Kostandinos Kavafis.
Scriveva: “E che fanno i Senatori riuniti nel senato? Perché non legiferano?” “E perché mai dovrebbero? Quando arriveranno i barbari le faranno loro, le leggi.” La sua poesia termina con i barbari che non arrivano, invece. “Peccato. Sarebbero stati forse una soluzione” (mia kapia lysis). Bella la parte in cui dici che l’islam è una parte, non del tutto trascurabile, dell’ “Occidente”. Bella ma non del tutto vera. L’islam è una cosa che differisce dall’ “occidente” proprio in una cosa fondamentale, che noi non possediamo: l’importanza data al suono di ogni singola parola. Per l’islam, e in particolare per gli arabi, la parola ed il suo suono sono assolutamente tutto. Perché ogni parola promana da Dio, e Dio ha parlato in arabo. Non esiste una cosa del genere, dalle nostre parti. Neanche nell’America che, in gran parte, crede fermamente che Dio sia americano e che parli in inglese. Ma, del resto, quei “valori” per cui sembrano aver votato gli americani, sono “valori” condivisi un po’ ovunque, in questo famoso occidente. Dio, Patria e Famiglia: identici al “Dios, Patria, Hogar” che era il motto dei cattolici franchisti spagnoli. Tierra y sangre: senti come suona bene anche questo, nell’armonioso castigliano, o in rumeno (tara si sânge, si pronuncia “tzara sci suìnge”), o in qualsiasi altra lingua occidentale. Ah, questi valori…Queste industrie, che siano dell’automobile o della guerra. In realtà, ciò che fa più morti in assoluto in questo mondo, e dal quale credo promani tutto il resto, è il cosiddetto lavoro. Un’altra parola pericolosissima, funesta. Corrispondente a un “valore” altrettanto pericoloso, funesto e foriero di ogni sorta di disgrazia, di ingiustizia, di ipocrisia. Lavoro uguale a morte e schiavitù. Labor, in latino: “vacillare sotto un peso gravoso”. Douleia, in greco: “schiavitù, servaggio”. Trabajo, in spagnolo: “tortura consistente nel legare qualcuno a tre pali (tripalium)”.
Inutile, totalmente inutile andare a cercare dei “valori” secondari per i quali gli americani (e non solo loro) votano. Se si vuole lottare, se si vuole veramente opporsi, se si vuole far sì che il castello crolli veramente dalle fondamenta e non ai piani alti che possono essere agevolmente ricostruiti o restaurati, è necessario andare a colpire tutti i veri valori-cardine della società. Il lavoro in primis. Dio, in tutti i suoi aspetti. Il capitale, il mercato e le sue leggi. Il resto sono fànfole, come diceva Fosco Maraini. Non serve a niente parlare di “culture” e di “civiltà”. Gerusalemme non è solo Sharon o Nethanyahu. La Mecca non è solo Osama bin Laden. Stiamo attenti a questo tipo di discorso, molto attenti anche se in preda ai fumi dell’alcool. Stiamo attenti a qualificare di “stessa merda” due espressioni dell’umanità, anche se non ci piacciono affatto. Si rischia di porsi su una sorta di piedistallo, anche se non voluto. E cosa ci sarebbe, poi, su questo piedistallo? Non c’è nulla. E non c’è nessun piedistallo, più che altro. Ci siamo noi, poveri cristi, ai quali, ora più che mai, tocca un compito al tempo stesso impossibile ed affascinante: quello di credere, e di lottare, per l’utopia delle utopie. Credere che si possa agire erodendo alla base l’immensa impalcatura eretta da secoli e secoli di società. Un’impalcatura trasversale che sorregge tutto un palazzo universale che non sarebbe difficile , almeno in teoria, far crollare. Basterebbe imparare da dei minuscoli animaletti chiamati tarli. Alzi la mano chi di voi ha mai visto un tarlo. Ci vuole quasi il microscopio. Eppure, rodi rodi, son capaci di buttare giù un armadio pesante tonnellate, bucherellandogli le zampe di legno. Piano piano. Ma senza cedere di un milionesimo di millimetro. E che importa che cosa c’è dentro, quell’armadio?
Ci sono dentro i “valori”? Bene. Rodiamo,…. e scaviamo piccoli tunnel. Scrunch, scrunch.
Meglio sentirsi a casa in tutto il mondo, come diceva Pietro Gori:
Nostra patria è il mondo intero,
nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ed un pensiero
nostra patria è il mondo intero,
nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta.
Meglio sentirsi a proprio agio in tutte le lingue e i linguaggi del mondo, soprattutto in quelli che ci appaiono gracidanti o “barbari”. Anche se non li capiamo. Meglio non marcare distanze, ma cercare delle vicinanze con chiunque, in qualsiasi parte del mondo, sia disposto a condividere la nostra opera di piccoli, insignificanti tarli. Meglio rimboccarci le maniche… non coltivare disperazioni e disillusioni di cartapesta, oppure più artificiali dei “paradisi” di Baudelaire. In vino non c’è veritas, c’è solo un’inutile ebbrezza momentanea. Siamo invece chiamati ad essere lucidissimi e ottimisti. Proprio, e soprattutto, mentre attraversiamo le tenebre. “El sueño de la razón produce monstruos”.
————
.. incrudelisce la barbarie, zanne e coltelli, petrolio e sbudelli……
No, i barbari ci sono, ci sono e avanzano, sono quelli che non ci difendono dai mostri del cuore, che proiettanno l’ombra fuori e la chiamano ‘nemico’, che portano l’uomo verso la sua disperazione, che hanno la sola cultura dell’arricchimento e hanno innalzato l’idolo di Mammona e lo chiamano Dio, Allah, Jahwe’… sono loro i ‘barabaros’, i balbettanti.
Dove sei uomo illuminato che devo scagliarti fuori dal mio cuore e non vedo che tenebra?

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