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Monday April 23rd 2018

GLI UOMINI OSCURATI

Non avremmo mai creduto di veder risorgere i cadaveri e i mostri del fondamentalismo religioso. L’Europa ha avuto lunghi periodi di fanatismo con rivolte dentro lo stesso cristianesimo, interpretazioni sovversive dei testi sacri o ribellioni all’autoritarismo papale, sia per sostanza teologica che fiscale che territoriale. Ma pensavamo che la Rivoluzione Francese, l’Illuminismo, il Positivismo, insomma tutto lo spirito moderno, pragmatico e razionale, universalistico e democratico, laico e liberale, scientifico e logico, fosse un antidoto sufficiente al dogmatismo oscurantista e alle sue fosche crociate e avesse realizzato un passo avanti nella mentalità occidentale, da cui non più recedere, un dato di fatto come aver debellato la polio o la lebbra, e invece assistiamo alla pandemia di vecchi virus velenosi. Ci eravamo illusi di vivere in un mondo nuovo, dove i fondamentalismi fossero retaggio di popoli arretrati sulla via della civiltà, emarginati dalle conquiste della ragione e dal progresso. Vedere che adesso, nel mondo di internet, del dna, delle staminali, delle navette spaziali… i corsi e i ricorsi della storia riportano avanti un oscurantismo culturale e delle coscienze è un incubo inaccettabile. Pensavamo che l’archetipo del nemico, come collante per dominare i popoli, si fosse usurato nella guerra fredda e che la caduta del muro di Berlino significasse il crollo delle barriere tra le diversità; avevamo sperato nell’ecumenismo di papa Giovanni, in Mandela, Gandhi, Martin Luther King, nel pacifismo, nei Movimenti, nella democrazia…. Ma nella psiche umana ci sono abissi insondabili che hanno eruzioni fisiologiche incontrollate o manipolabili. E poi, quando si parla di razionalità, progresso, cultura o scienza… ci si rivolge alla punta dell’icesberg, alla parte più colta e moderna della società civile, quella che legge giornali e libri, che riflette, viaggia e si confronta, che conosce e si evolve, più aperta e flessibile, pronta all’evoluzione e alla crescita, mentre la grande massa sottostante resta oscura e involuta, conservatrice e reazionaria, non si muove nella storia, ma può, pur tuttavia, dominare numericamente la democrazia travolgendola verso il basso. Sulle oscure e lente pulsioni di questa massa emarginata dai luoghi della cultura e del progresso, della civiltà e della democrazia, conta la demagogia spregiudicata dei governi autoritari che della sua ignoranza si pasce, perché senza di essa non vivrebbe.
Una nuova barbarie culturale avanza nei luoghi del potere e, odiando cultura e libertà, si avvale facilmente delle tendenze più viscerali degli ‘uomini oscurati’ per realizzare sogni di dominio e distruzione. Che la religione si presti a questo disegno infame non è cosa nuova, anzi la religione, essendo potente strumento di manipolazione ideologica, sempre più strumentale che finalizzata, irrazionale che illuminata, faziosa che ecumenica, ha sempre inventato nuovi nemici da odiare, negando il suo intrinseco significato di ‘religare’, unire, mettere insieme, armonizzare.., riducendosi ad essere più spesso una religione ‘contro’ che una religione ‘per’, il che la distrugge nel suo stesso valore fondativo e nella sua necessità etica. Del resto nessun spirito religioso può sopravvivere senza contaminarsi, se non si coniuga alla lucidità della ragione, all’universalismo del rispetto, alla necessità del confronto. Là dove lo spirito religioso si allea col potere o si finalizza al potere, esso muore prima di nascere. E’ allora che il formalismo religioso e il fanatismo dogmatico surrogano etica e spirito e che l’anima si crea alibi che confortino la materia e diano alla sua avidità avvallo e pretesto.
Ci dissero che Andreotti si comunicava con l’ostia santa ogni mattina, ciò non gli impedì di essere in ottimi rapporti con la mafia e di accettare, con non so quale spirito cristiano, le sue stragi e i suoi efferati delitti, concedendo che intere parti del paese sottostassero ai suoi immondi ricatti. Ci dicono oggi che Bush cominci la giornata con la preghiera e la termini con l’esame di coscienza. Sappiamo che usa internet per creare catene di preghiere perché Dio dia agli americani la vittoria contro gli sporchi paesi dell’Islam. Ci chiediamo quale coscienza cristiana sia quella che perpetra la morte di migliaia di persone senza batter ciglio né provare rimorso. C’é in alcune religioni una parte pura e costruttiva che porta l’uomo ad amare gli altri e a servire il mondo, e una parte oscura che porta ad odiare e dominare distruggendolo. Esiste nell’Islam il sufismo come esiste la Jihad armata, c’é nel cristianesimo il Vangelo come il cupo Dio dell’Antico Testamento. Ma non c’è traccia di Vangelo nel nuovo integralismo cristiano, anzi non c’è traccia alcuna del Cristo. Cristo avrebbe avuto in abominio questo fervore falsamente religioso che scatena guerre ingiustificabili e riempie di sangue il mondo, e avrebbe chiamato ‘bestemmia’ l’abuso militare del nome di Dio, così come era abuso scrivere ‘Gott mit uns’ sulle cinture naziste.
Nei paesi occidentali, ormai disabituati ai toni integralisti, l’abissale volto inculturale delle country rurali desta grande ribrezzo. Questo stile non è mai morto nella tradizione americana. Noi non riusciamo nemmeno a capire come nello stato che pretende di essere lo sceriffo del mondo ci sia una amministrazione che pesca nel torbido di questo sottofondo e lo alimenti per imporre modelli integralisti, che i nostri stupidi cloni si affrettano a ripetere. Non riusciamo nemmeno a capire come si possa chiamare ‘spirito religioso’ questo ammasso di ignoranza, stupidità, irrazionalità, che fuoriesce col Ku Klux Kan, col conservatorismo americano, col maccartismo, con la propaganda della guerra fredda, le atrocità della CIA… e che diventa oggi, con Bush, crociata, missione, obbligo di seguire un molto ‘opportuno’ Dio degli eserciti nella sua marcia dominatrice.
Il giorno dopo l’attacco alle Torri, nella cattedrale di Washginton, Bush disse che sarebbe stato il braccio di una nazione mossa dall’ira di Dio. Una bestemmia vivente! Così la sfida imperialista americana si è data una giustificazione religiosa, invocando il dio delle mura di Gerico e la prerogativa di popolo eletto, mentre uccideva per la seconda volta il Cristo dell’amore. Questa non è religione, è eresia! Siamo ancora ai 102 padri pellegrini del Mayflower e ora la missione non è colonizzare il West ma il mondo intero, una missione religiosa in cui la parola democrazia è come l’ostensorio di Torquemada. Ieri i pionieri impugnavano la Bibbia, oggi i discorsi di Bush. La guerra non è più nemmeno una esportazione di democrazia, è una guerra santa, una santa guerra per il controllo dell’acqua o del petrolio o dei luoghi strategici, in perfetta sincronia con i propositi di Israele. L’unica anima che vi appare è quella mercantile. Bush dissotterra dalla oscura psiche del suo popolo un mito potente e inquietante di cui il mondo intero faceva volentieri a meno. Non diversamente, nella conquista del West, ognuno si sentì investito di un compito messianico. Questo è il mito dell’America, amplificato dalle congregazioni protestanti conservatrici, dai telepredicatori… Bush stesso è il principale telepredicatore, capo fanatico di una chiesa che vuol diventare padrona del mondo.
Che esponenti della chiesa di Roma o politici nostrani pseudocattolici siano afferrati dallo stesso raptus e che persone atee e materialiste come Ferrara o Pera si ritrovino a difendere queste aberrazioni è perlomeno antistorico e paradossale. Eppure il calo del sentimentalismo religioso era ben noto in USA come da noi. Ma negli ultimi vent’anni l’America ha visto un enorme aumento delle congregazioni protestanti evangeliche, che si sono consolidate con l’appoggio della destra capitalista americana, diffondendo questa miscela di avventurismo finanziario, conservatorismo, patriottismo religioso…un mix equiparabile solo alle filosofie social-politico-religiose di Hitler. In questo mix l’America non è più una nazione ma una vocazione.
Quando un Rumsfeld, segretario alla difesa, analizza il concetto di ‘guerra giusta’ in chiave filosofico-religiosa, non presenta alcuna differenza con l’integralismo di un bin Laden.
La più grande conquista dell’Occidente: la separazione tra stato e chiesa è annullata di colpo da un presidente che passa da una guerra all’altra agitando il nome di Dio e viene riconfermato dalla turba dei suoi fedeli.
Il termine FONDAMENTALISMO nacque all’interno del protestantesimo americano nella seconda metà dell’800, in polemica col darwinismo e la teologia liberale. A Niagara Falls, nel 1907, se ne posero i principi. Per lo meno il mondo cattolico aveva conosciuto il Modernismo e l’enciclica ‘Pascendi’ aveva stabilito i rispettivi campi di scienza e fede, ma il fondamentalismo protestante statunitense non ha avuto questo passaggio ed è rimasto al tempo della caccia alle streghe, da Salem a McCarty, e della succubanza di ogni aspetto della società civile, scienza e cultura comprese, al predicatore ispirato.
E’ la destra americana che propaga il CREAZIONISMO, che da noi resta un’anticaglia del 1700. Il creazionismo ha la stessa sicumera folle di quegli inquisitori a cui si oppose nel 1600 Galilei; crede che la Bibbia non sia un libro che dice ‘come andare in cielo’, ma ‘come va il cielo’, proclama contro ogni logica e fatto che la Bibbia è un libro ‘scientifico’ che sta sopra ogni scienza. Sono queste le idee che la Moratti sta reintroducendo nella scuola italiana. Poiché il fondamentalismo religioso pretende di inchiodare l’evoluzione dell’etica, della legge e della scienza alla fissità del dogma, si riproduce in chiave cristiana il progetto fondamentalista islamico, che fa discendere la giurisprudenza dal Corano. Insomma, per dirla con le parole del califfo che bruciò la Biblioteca di Alessandria: “Se ciò che è contenuto in questi libri è uguale al Corano è inutile, se è diverso è falso”. Il Creazionismo distrugge ogni cultura, non solo la biologia o la geologia, ma l’astrofisica, la biochimica.. tutte le scienze naturali. Che una simile idea governi la mente della nostra ministra dell’educazione pubblica è non solo inqualificabile ma estremamente inquietante, come affidare i nostri bambini a un fanatico primitivo. La Bibbia non riceve più alcuna interpretazione dottrinale ma viene eseguita ‘alla lettera’ e dà ai suoi esegeti il diritto di imporla con la forza agli altri (vedi le pretese di Buttiglione in ambito europeo). Qualunque dissenso viene interpretato come persecuzione religiosa, con un singolare rovesciamento delle istanze (vedi sempre Buttiglione che si è opposto al principio della Costituzione europea che vieta le discriminazioni sessuali- donne e gay- e si dichiara, lui, ‘perseguitato’ e ‘martire’). Il Creazionismo è un tale coacervo di sciocchezze che qualunque persona di buon senso si sarebbe aspettato che scomparisse dalla faccia della Terra, invece ecco che la destra neocons di Bush lo riattiva, come arma ideologica. Si ricordi dal processo del ’25 il divieto di insegnare Darwin nelle scuole americane, per decenni. Abbiamo appena finito di rallegrarci perché i testi tedeschi non contengono più giustificativi ‘scientifici’ dell’inferiorità della razza ebraica, e devono riapparire tali sconcezze! Il Creazionismo americano ha preteso che, accanto alle teorie evoluzionistiche di Darwin si mettessero, ‘in parità scientifica’, le parole della Bibbia, un mito con metafore fantastiche per un popolo bambino di duemila anni fa, come si pretendesse che la storia della dea del Mais azteca stesse in parità scientifica con le teorie del DNA!! Nel 1987, finalmente, la Corte Suprema federale eliminò la pari dignità alle due visioni, di cui una scientifica e l’altra mitica. E ora la destra di Bush finanzia università e centri di ricerca per convincere gli americani che il Creazionismo è una scienza!?! E se uno contesta questa pretesa viene attaccato come immorale e sostenitore di disordine sociale, insomma come terrorista! Quando, anche se Darwin avesse sbagliato tutto, nulla potrebbe spingerci a credere, che, per questo, la Bibbia diventa un testo di scienza. E ogni volta che costoro accampano il diritto alla propria fede religiosa, e dunque a non essere discriminati, ciò che vogliono in realtà è il diritto a discriminarli gli altri, come fa appunto Buttiglione.
C’è un altro paradosso grottesco: che, mentre si nega violentemente che la specie più forte abbia prevalso nell’evoluzione del mondo, si afferma esattamente l’opposto in ambito economico, dove anzi il neoliberismo viene glorificato come la sopravvivenza degli statunitensi come specie umana più forte e più degna nell’evoluzione del mercato.
Ma se questo sistema politico-religioso, dogmatico e intollerante, si convalida solo sulla interpretazione del testo sacro, non si vede come possa differenziarsi dal fondamentalismo islamico. Entrambi attaccano la modernità, l’uno nel nome del Corano, l’altro in quello di una conventicola di chiese reazionarie protestanti. In egual modo si deformano etica, religione e diritto. Per questo Bush e bin Laden parlano in modo simile e usano categorie linguistiche che non sono della politica o dell’economia ma della religione.
Si dice: gli americani votano come pregano. 19 milioni di evangelici osservanti intendono modificare la storia del mondo. Ma non ce ne rallegriamo. L’identità attraverso l’appartenenza religiosa è un pericoloso retaggio che ora risorge, non per rimarcare un aumento di religiosità ma un discrimine e un predominio, come si vede del resto nelle difese leghiste del crocifisso o del ‘martire’ Bottiglione, che puzzano di tutto fuorché di fede. Il discrimine religioso diventa una costante fanatica per sottolineare una identità di gruppo, il pretesto per una aggressione, dove non aumenta la fede ma il diaballein, il demonio della disintegrazione.

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