WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Saturday April 21st 2018

CRIMINALITA’ FINANZIARIA: quando il terrorismo si privatizza.

Una delle caratteristiche della nuova forma di terrorismo internazionale risiede nella sua capacità di comprendere i meccanismi che regolano l’economia di mercato e di utilizzarli a proprio vantaggio, tanto che oggi assistiamo all’emergere di un terrorismo “privatizzato”, ovvero non più finanziato dagli stati, ma auto-finanziato tramite i mercati. I grandi flussi finanziari offrono al crimine internazionale la possibilità di effettuare facilmente trasferimenti di fondi che possono essere occultati senza grossi problemi, poiché il grande numero di transazioni rende gli eventuali controlli assai difficili. *Finanza internazionale e attentati terroristici*

Marc Chesney, professore dell’Università di Zurigo e presidente del Centro Studi sul Riciclaggio e la Corruzione, ha dimostrato che gli atti terroristici dell’11 settembre del 2001 sono stati preceduti da movimenti speculativi di grande ampiezza la cui origine rimane tutt’ora inspiegata. Non si può dunque escludere un uso criminale di strumenti finanziari derivati, sfruttando ad arte la conoscenza di informazioni sull’andamento dei mercati che nessun altro investitore poteva avere. Potrebbe trattarsi di un « insider trading » abbinato ad una manipolazione dei corsi. Chi ha organizzato gli attentati alle Torri gemelle sapeva infatti che, con ogni probabilità, dopo l’11 settembre i titoli delle società più direttamente colpite dagli attentati sarebbero andati a picco. I terroristi avrebbero dunque sfruttato questo vantaggio conoscitivo speculando al ribasso su alcune azioni per mezzo delle put option (opzioni di vendita), strumenti finanziari derivati che permettono di vendere ad un prezzo prefissato (in questo caso più alto) un certo numero di titoli entro una certa data futura. Le società prese di mira dalla speculazione sarebbero state le compagnie aeree American Airlines e United Airlines, ma anche le finanziarie Morgan Stanley e Merril Lynch, per esempio, che avevano i loro uffici proprio all’interno del World Trade Center o nelle immediate vicinanze. Al Qaeda avrebbe potuto comprare le azioni di American Airlines, ad esempio, a 18 dollari il 17 settembre per poi rivenderle subito dopo a 30 grazie all’opzione di vendita, il cui prezzo d’esercizio era stato fissato a quel livello. Oppure avrebbe potuto semplicemente vendere il contratto d’opzione di vendita, senza esercitare l’opzione stessa. Considerando che un contratto d’opzione a 30 dollari con scadenza fine ottobre su American Airlines aveva un valore di 2,5 dollari il 10 settembre e di 12 dollari il 17 settembre, Al Qaeda avrebbe potuto ottenere un rendimento del 380% (12-2,5/2,5) in sette giorni, senza nemmeno acquistare le azioni della compagnia aerea. Un investimento di 237.500 dollari sulle opzioni di vendita collegate al titolo di American Airlines avrebbe potuto portare agevolmente nelle casse dei terroristi 1,14 milioni di dollari.
Non si può escludere che le cose siano andate proprio così, altrimenti non si spiegherebbe il netto ed anomalo aumento, per determinati titoli, del volume delle opzioni di vendita trattate nei giorni immediatamente precedenti l’11 settembre.

Secondo il prof. Chesney, infatti, l’identificazione degli operatori che avrebbero speculato sulle azioni di American Airlines e di altre società sarebbe molto difficile, anche perché il denaro investito è forse di provenienza lecita. Numerose società collegate a Bin Laden erano e forse sono ancora attive, per esempio nel commercio dei diamanti e nell’agricoltura, attività lecite che producono redditi puliti. Quindi, le attività illecite sui mercati finanziari non si limiterebbero al riciclaggio di denaro sporco. Anche il “money dirtying”, realizzato dai terroristi, ne sarebbe una delle componenti.

Il prof. Chesney afferma che i dati ricavati dalla sua ricerca non costituiscono, di per sé, una prova degli eventuali crimini finanziari. “Ciò non toglie, però” afferma Chesney “che proprio la difficoltà di dimostrare con certezza l’uso criminale dei contratti d’opzione può essere vista come la prova dell’attrazione che i mercati finanziari potrebbero esercitare sul crimine organizzato”.

“Le azioni contro il terrorismo sono state prima di tutto militari” prosegue Chesney “Ora, la lotta contro le reti finanziarie del terrorismo, trattata fra l’altro dalla FATF (financial action task force on money laundering), è essenziale. Tuttavia, sembra riguardare solo alcuni aspetti del problema, come la lotta al finanziamento del terrorismo quando è effettuato dal sistema bancario, la hawala o le organizzazioni non a scopo di lucro. Una riflessione approfondita sul ruolo dei mercati finanziari e l’attrattiva che potrebbero rappresentare per dei gruppi terroristici, è anche importante. Questa sembra però essere assente dalla maggior parte delle analisi, come illustrato dal fatto che più di due anni dopo gli attentati, le inchieste riguardanti queste operazioni speculative sembrano portare a un non luogo”.

*La privatizzazione del terrorismo*

La struttura finanziaria del terrorismo è profondamente cambiata negli ultimi 20 anni. Se prima le organizzazioni terroristiche erano finanziate dagli stati, oggi invece il terrorismo si può finanziare da solo, utilizzando l’economia di mercato. Si gestisce come una multinazionale del crimine. Così, l’ondata di privatizzazioni che ha colpito il mondo intero da una ventina d’anni non sembra essersi fermata alla sfera lecita dell’economia e sarebbe d’altronde stato sorprendente se fosse stato così. Questo fenomeno possiamo definirlo come “privatizzazione del terrorismo”.

“La lotta contro queste strutture è dunque ancora più difficile da condurre, visto che il loro funzionamento e la loro sopravvivenza non dipendono da uno stato in particolare” afferma Chesney “Il bombardamento di un paese avente dei legami con questa organizzazione ha dunque una portata limitata.”

*La finanza internazionale: il ruolo dei controlli e… dell’etica*

Secondo Chesney il “prodotto criminale lordo”, ovvero la cifra d’affari annuale delle organizzazioni criminali, ammonterebbe ormai a circa 1.000 miliardi di dollari. La finanza internazionale non gioca ormai dunque il ruolo di “pompiere piromane”? Parzialmente sì, da una parte permettendo al crimine organizzato di investire nell’economia legale i suoi enormi profitti, con il risultato di aumentare i rischi e i disordini finanziari, e dall’altra proponendo mezzi di copertura contro tali rischi, che a loro volta diventano strumenti di speculazione.
Secondo Chesney, “Dovrebbero esserci maggiori controlli nel sistema finanziario tali da consentire il riconoscimento su dove e da chi provengono gli ordini. Il processo di liberalizzazione finanziaria si è realizzato in maniera troppo veloce e produce dunque delle conseguenze che possono essere pericolose.”

“Oltre ai maggiori controlli” afferma Chesney “come professore ritengo necessaria e auspicabile anche la costituzione di corsi veramente seri di etica applicata alla finanza nei percorsi di formazione finanziaria”.

(a cura di giorgia vezzoli)

Bibliografia:
– Fabio Salviato: “Ultima Generazione” – Ed. EMI.
– L. François – M. Chesney – P. Chaigneau (a cura): “Blanchiment et financement du terrorisme” – Ed. Ellipses, Paris, 2004.

Related Tags:
Previous Topic:

Leave a Comment

Della stessa categoria

DELIRI IN SOGNO

Sogni sfuggiti al vinoa sua volta evaso agli annie..in delirio…………. Preti nei campipolitici [Read More]

MERDACCE

Mazzini,Garibaldilungimiranti in dazio alla storiaa ogni brillar d’oro una scoriae avevano [Read More]

DESTRA,SINISTRA,CENTRO

Additi misticidestra,sinistra,centroa vie celestialima con mignotteelette Regine maitressesu foto di lingerienon si va [Read More]

Chiedo Un Dono

  Se tocchi, sentirai la rabbia espandersi come un tuono in piena tempesta Se guardi, vedrai volare via il sogno [Read More]

Il Demonio Licenziato

  Un emozione da non ricordare è una paura da dimenticare Ma se tu vuoi ancor più a fondo scavare [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 13 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano