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Wednesday January 24th 2018

Tassare le rendite finanziarie (Sbilanciamoci)

Tra il 2 e il 5 settembre 2004, a Parma, si terra’ ‘Sbilanciamoci’, forum per una economia alternativa, si parlera’ della tassazione delle rendite finanziarie. Sono sempre piu’ chiari i danni prodotti da una Borsa fuori controllo come e’ chiaro che essa non si puo’ piu’ considerare un tabu’ intoccabile. La questione continua a essere ‘dimenticata’ dalla destra ma dovrebbe essere fondamentale in un programma della sinistra. Anche Epifani avverte che occorre parlare di patrimoniale, visto che c’è «una ricchezza finanziaria e patrimoniale pari a 8 volte il reddito annuale».Sarebbe bene che i programmi in fieri della coalizione di centro sinistra affrontassero il problema, senza glissare hanno sempre fatto per non disamorare i piu’ facoltosi. La Tobin Tax, per esempio, non e’ una sciocchezza inventata da pochi attivisti francesi, come qualche DS crede, ma un tentativo di freno delle speculazioni finanziarie, visti i risultati catastrofici che esse producono, grazie al carattere incontrollato e anarchico della Borsa; Attac dice: “mettiamo un granello di sabbia negli ingranaggi perversi delle transazioni finanziarie che stanno avvelenando l’economia del mondo e quegli ingranaggi almeno rallenteranno”. Questa e’ una proposta, altre se ne possono trovare. Quello che e’ chiaro e’ che non si puo’ lasciar perdurare questo stato di anarchia, visto che i suoi risultati sono la distruzione del tessuto economico sano, migliaia di licenziamenti, migliaia di famiglie messe a rischio di immiserimento, perdita di competivita’, la minaccia per il futuro di un paese. Sembra che anche i partiti di centro comincino timidamente a parlare di tasse sulle rendite finanziarie, mentre finora solo Bertinotti parlava di capital gains o di tasse sui futures del petrolio. E non penseremo che il vago discorso di Marzano sulle tasse fluttuanti sul brent abbia un qualche significato economico. E’ sempre piu’ evidente che qualsiasi fenomeno economico, e a maggior ragione la Borsa, ha bisogno di regole e limiti precisi per non creare conseguenze perverse, lasciando libero sfogo all’avidita’ umana. La proposta di Attac e’ stata solo ‘teoricamente’ immessa nella legislazione francese nel 2001 senza diventare operante, si aspetta l’Europa, ma l’Europa e’ fatta anche dei vari partiti europei e sara’ bene che questi si diano una mossa: in un mondo equo non possono esistere rendite, poteri o meccanismi ‘intoccabili’.
Parmalat, Enron e le molte altre societa’ implicate in fallimenti da speculazione finanziaria stanno li’ a comprovare che nessun sistema di mercato può essere abbandonato alla legge della giungla, perche’ l’economia e’ una rete interconnessa dove l’agire spregiudicato di pochi si tira dietro la rovina di molti. I crak finanziari significano i fallimenti di aziende produttive sane, minando il tessuto economico di una nazione, e dietro nascondono sempre una rete di trasgressioni e truffe. Purtroppo si dice che la Parmalat sia come gli scarafaggi, per uno che se ne vede ce ne sono decine che non si vedono ancora. E la Fiat, la Telecom come altre imprese italiane sono gia’ dietro l’angolo dei fallimenti nazionali. Non si puo’ fare come il presente governo che prima non interviene con leggi e controlli e dopo non interviene su licenziamenti e fallimenti, fregandosene prima e poi. Troppe vite umane dipendono da questo disinteresse al bene sociale. Questi signori speculano da soli ma rovinano tutti gli altri e lo stato non puo’ fare la politica dello struzzo, e per stato intendo anche l’opposizione. Da troppo tempo ormai operazioni troppo spregiudicate si avvalgono di assenza di controlli, di leggi inefficienti e di protezioni politiche, che incrementano i reati, gli abusi e le violazioni. La’ dove l’avidita’ umana non si pone alcun freno, deve essere la legislazione nazionale e internazionale a porre dei correttivi. I programmi dei partiti si devono occupare anche di questo e non possono lasciare che il mondo diventi sempre di piu’ una giungla senza regole, per l’avidita’ incontrollata di pochi, perche’ cio’ aumenterebbe solo l’entropia generale, instaurando meccanismi di regresso. Il sistema dell’azionariato nasce per portare capitali alle aziende, diventa poi il mezzo per stroncare le stesse aziende e chi ci lavora, in modo svincolato dalla produzione o dalla vendita. Tale sistema cosi’ com’e’ e’ dunque nemico di un’economia sana, con operazioni in grado di distruggere interi paesi. I redditi finanziari si sono costruiti una nicchia privilegiata per scansare tasse e controlli e l’Europa dovrebbe applicare nuove forme di tassazione del risparmio, fare regolamenti per quei paesi che non danno trasparenza di informazione, mettere al bando i paradisi fiscali e occuparsi anche dei redditi percepiti da societa’ non residenti o da multinazionali.
Abbiamo l’Europa delle banche, poi l’Europa delle multinazionali, quando arriveremo all’Europa per gli Europei?

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