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Sunday February 25th 2018

Un nuovo Medioevo

Un programma di governo basato solo su una ulteriore riduzione delle tasse ai piu’ ricchi! Dall’altra parte, sotto i litigi, niente! Questa la destra e la sinistra oggi in Italia.
Per giustificare qualunque riforma o legge, l’attuale governo non trova di meglio che dire che anche in America si fa cosi’ o che l’Europa lo vuole o anche che i grandi organismi finanziari internazionali sarebbero contenti. Un programma di governo basato solo su una ulteriore riduzione delle tasse ai piu’ ricchi! Dall’altra parte, sotto i litigi, niente! Questa la destra e la sinistra oggi in Italia.
Per giustificare qualunque riforma o legge, l’attuale governo non trova di meglio che dire che anche in America si fa cosi’ o che l’Europa lo vuole o anche che i grandi organismi finanziari internazionali sarebbero contentiE’ abbastanza evidente che questi tre soggetti hanno una impostazione di destra ferocemente finalizzata alla ricchezza di pochi, che niente hanno a che fare con governi democratici, che resuscitano distribuzioni di potere di tipo medievale e che il loro riformismo e’ una burletta, in quanto sono reazionari e volti al perseguimento degli interessi di precisi e limitati gruppi di potere, multinazionali e potentati economici e finanziari.
L’attuale governo italiano e’ un governo liberista. Attenzione a non confonderlo con un governo liberale. In USA ‘liberal’ vuol dire di sinistra (per quanto la sinistra USA sia moderata e compressa), da noi le parole sono usate in modo cosi’ deviato da assumere alla fine un significato viscido e indefinito. Il termine ‘liberale’ nacque nell’Inghilterra e Francia del 1700 per limitare gli assolutismi monarchici, fissare dei capisaldi costituzionali, tutelare i diritti di tutti i cittadini, porre ciascuno sotto la legge, sancire le liberta’ umane fondamentali, attuare un bilanciamento di poteri che impedisse lo straripamento di uno di essi. Chiaro che la tendenza a un accentramento di potere nella sola figura del primo ministro o provvedimenti limitativi della liberta’ come il Patriot Act di Bush o finalita’ eversive della Costituzione come l’ex Bicamerale o il progettato Premierato forte o la Devolution di stampo leghista non hanno minimamente a che fare con i principi liberali e configurano ipotesi inquietanti di nuovi assolutismi e di nuove ingiustizie.
‘Assoluto’ deriva da ‘ab-solutus’=sciolto da obblighi normativi di qualsiasi tipo. E’ abbastanza ovvio che un potere che tenda a legiferare pro domo sua e depenalizza i propri reati, creandosi oasi di impunibilita’, imbrigliando per di piu’ il potere giurisdizionale e rendendole schiavo del potere politico, niente ha a che fare con la democrazia e prefigura un nuovo totalitarismo personale di cui non vediamo la fine.
Dovrebbe essere chiaro a tutti che questo governo liberista persegue un estremo programma di destra per niente moderato o equo, con principi che a un programma ‘liberale’ non somigliano nemmeno di lontano. Se questo piano viene portato avanti e’ innanzitutto grazie alla totale ignoranza dei cittadini su cio’ che va difeso in quanto repubblicano e democratico nonche’ civile, e grazie anche alla totale ignoranza culturale di questo popolo, ma e’ chiaro anche che questo programma e’ scivolato sull’olio grazie alle facilitazioni di una sinistra imbelle per non dire consenziente. Insomma l’innocente sara’ punito perche’ il giudice lo vuole morto ma anche perche’ l’avvocato della difesa sbadiglia o va a tarallucci e vino con l’accusatore.
Purtroppo si ha l’impressione che l’opposizione sia in mano a persone che non sanno piu’ bene quale siano le matrici e gli scopi storici delle sinistra, per non parlare delle radici cristiane e liberali del centro, perche’ questi attuali cosiddetti politici non trovano di meglio che affiancarsi al feroce liberismo di destra del governo e al piu’ propongono di proseguirlo “in forma piu’ moderata”, “con qualche correttivo”, secondo il precetto che “cosa fatta capo ha” e che “non si puo’ distruggere tutto quello che un precedente governo abbia fatto”.
Ora fare affermazioni simili ci sembra gravissimo e suona come una campana a morto su qualunque speranza di cambiamento e di recupero dei valori ideali del nostro paese. Il risultato non puo’ che essere una disaffezione politica ancora piu’ grande che potrebbe peggiorare ancora di piu’ i risultati elettorali del centro sinistra.
Ho davanti la frase poetica che portavamo sul petto in una manifestazione di Cofferati: “Il corpo del povero cadrebbe a pezzi se non fosse legato ben stretto dal filo dei sogni”, ma quale sogno possono offrire ai deboli e agli angariati questi politici cosi’ fiacchi, cosi’ proni a compromessi, privi a tutt’oggi di un programma valido e deciso, incerti persino sulla pace e sulla guerra, ignoranti come capre su cio’ che e’ globalizzazione perversa, indifferenti al territorio, all’aria, all’acqua.., pronti a privatizzare ogni cosa, pronti a buttare del tutto a mare lo statuto dei lavoratori, dimentichi dei valori, i beni, i principi fondamentali del loro popolo e dell’umanita’ intera?
Se non ho davanti nessun salvatore ma solo un boia apprendista e un boia vero, potrei perfino preferire il boia vero che fara’ un taglio piu’ netto, o fuggire lontano da entrambi.
Ora in che cosa dovrebbe differenziarsi un governo di destra da uno di sinistra? Si inizia dalle tasse.
Comunque siano presi i dati economici attuali del nostro paese, una cosa e’ chiara: che chi e’ ricco, col governo Berlusconi e’ diventato piu’ ricco, e chi e’ povero e’ diventato piu’ povero. La distribuzione delle tasse dunque ha agito come volano per aumentare la ricchezza di chi gia’ aveva ricchezza. Prova ne e’ la contrazione sostanziosa dei consumi generali e la tenuta se non la crescita di consumo di beni molto costosi, elitari. Le stesse prime stime del traffico vacanziero segnalano un 30% in meno di spese per gli alberghi o ristoranti medio-bassi e una buona tenuta degli hotel di gran lusso. Ovviamente anche un bambino capirebbe che diminuire ulteriormente le tasse o aumentare i benefici e le depenalizzazioni o i non controlli sulla cricca ristretta dei piu’ facoltosi porta un beneficio all’economia nazionale piuttosto scarso, se non nullo. Ma se fai fare la riforma fiscale al quattordicesimo uomo piu’ ricco del mondo avrai esattamente questo tipo di riforma.
Se sono gia’ straricco, e mi dai la possibilita’ di diventarlo ancora di piu’, potro’ investire qualche paccata di soldi in piu’ in giochi finanziari o fare qualche megagalattica festa inutile e sfiziosa o comprarmi un diamante ancora piu’ grosso volando direttamente da Cartier, o comprare i politici e i giudici che mi interessano, o aumentare i capitali che ho gia’ nei paradisi fiscali, ma non cambiero’ di molto i miei consumi di base che sono gia’ al top. Mentre se comprimi anche di poco il reddito gia’ insufficiente di un medio-basso, qualche decina di milioni di persone smetteranno di comprare o consumare con una ripercussione negativa enorme sull’economia nazionale.
Dunque la prima differenza che puo’ esserci tra un governo di destra e uno di sinistra e’ che il primo incrementa i capitali di pochi ricchi, che sono abitanti del mondo, il secondo cerca di tutelare la capacita’ di sopravvivenza e di spesa della maggioranza che non e’ affatto ricca e non puo’ spostarsi dove vuole, abita questo paese e, vivendo peggio, lo deprime immediatamente. Insomma a chi sei finalizzato? A poche centinaia di persone o al popolo nella sua maggioranza?
Da questa prima differenza sostanziale discende che il governo di destra che vuole detassare i facoltosi, dovra’ incassare meno introiti fiscali e in conseguenze avra’ meno denaro per i servizi pubblici e i beni fondamentali: sanita’, scuole, trasporti, acqua, elettricita’, ambiente… Dunque privatizzera’ i servizi, il che vuol dire che cio’ che e’ pubblico diventera’ piu’ scarso e peggiore e costera’ di piu’. Cosi’ si aumenteranno le ruberie di pochi gestori e peggiorera’ la vita di tutti i cittadini. In tal modo le classi medio-basse saranno ancora piu’ penalizzate, perche’ chi ha piu’ capitali potra’ comunque pagarsi servizi privati e sara’ abbastanza indifferente allo scempio dei beni fondamentali (se Catania e’ inquinata, puo’ farsi la villa alle Baleari, se l’acqua non esce dal rubinetto puo’ bere la Sangemini o lo champagne, se la scuola pubblica cade a pezzi mandera’ i figli in un college svizzero…). Le classi medio-basse invece si troveranno l’aggravio dei servizi che non funzionano e dei costi piu’ alti dei beni privatizzati e diventeranno ancora piu’ povere. Ma come cavolo posso sopportare allora che la privatizzazione della scuola come dell’acqua o dell’Eni siano state perorate addirittura dalla sinistra? Dove sta allora la differenza?
Chi e’ straricco non puo’ aumentare l’acquisto di caviale o aragoste solo perche’ Berlusconi gli regala dei soldi. Ma chi e’ povero diminuisce da subito l’acquisto di una serie di beni comuni con ripercussioni a onda sul mercato, perche’ i poveri sono tanti e costituiscono un moltiplicatore potente su ogni sorta di riduzione sui beni di massa. Quando aumenta la poverta’, diminuisce la domanda complessiva, i produttori non vendono, gli albergatori hanno meno clienti, i ristoratori vedono posti vuoti, alcuni negozi cominciano a fallire, le piccole ditte sono alla crisi. L’onda di spesa di decine di milioni di persone ha un effetto a spirale negativo sull’intero economia dal basso verso l’alto. Solo i piu’ facoltosi se ne possono fregare, non rinunciano certo agli utili, se hanno industrie, fabbriche, societa’… cercheranno di avere altre sovvenzioni, defiscalizzazioni, depenalizzazioni, delocalizzeranno il lavoro licenziando nel nostro paese e portando forme di sfruttamento perverso in altri, oppure cercheranno di rendere il lavoro sempre piu’ precario, meno pagato, con piu’ ore lavorative pro capite, con una pensione piu’ lontana, con meno protezioni e tutele, insomma cercheranno di aumentare la loro gia’ grande ricchezza aumentando lo sfruttamento e l’impoverimento dei deboli e questo sempre piu’, sempre piu’, non c’e’ fine al processo che puo’ diventare solo sempre piu’ perverso e predatorio fino ad arrivare a condizioni da Terzo Mondo, perche’ il profitto non sara’ piu’ ricercato come corrispettivo di un rischio o come premio di una abilita’ ma sara’ il corrispettivo di taglie sempre piu’ epsanti imposte sul debole con la connivenze del potere politico, in modo iniquo, come depauperazione, sfruttamento, furto di diritti, nuova schiavitu’, nuovo Medioevo.
In questo bel quadro infame si puo’ anche mettere qualche bella guerra che ha sempre fatto arricchire i piu’ ricchi o qualche ulteriore restrizione della democrazia ed e’ allora che qualche potente piu’ potente degli altri puo’ iniziare la sua scalata al potere assoluto, con l’appoggio dei grossi potentati finanziari, distruggendo totalmente la democrazia.
Chiaro che l’UE, i poteri forti americani, e i grandi organismi internazionali, che sono le roccaforti degli stessi, applauderanno a qualunque riforma sostanziale che va in questo senso, perche’ e’ il loro senso ma non il nostro. Ci sono documentari di Sky che elogiano addirittura Pinochet o Peron!!
Figuriamoci se l’Unione Europea che e’ dominata dai grossi gruppi delle multinazionali europee o se la BM o il FMI o il WTO o i famigerati GATT non vedono bene le ‘riforme strutturali’ che deprimono ancora di piu’ chi e’ debole e massimizzano profitti e potere di chi e’ forte!? Il riformismo e’ questo? Se e’ questo, e’ la piu’ orrida invenzione del mondo moderno, anzi non e’ una invenzione affatto, e’ la prosecuzione con mezzi piu’ incisivi ma non meno feroci dello strapotere barbarico feudale, e’ un nuovo colonialismo perpetrato addirittura in casa. E la sinistra dovrebbe mettersi in gara con questo Riformismo? Riprendere gli stessi principi e addirittura gli stessi nomi? Ma dovrebbe vergognarsi!
In questa sequela dell’orrore uno si aspetterebbe il sorgere di una opposizione che abbia chiari almeno alcuni punti fondamentali: la Costituzione repubblicana e democratica non si tocca, il progresso civile e le tutele dei deboli devono andare avanti non indietro, il lavoro e’ sacro e deve garantire la vita del lavoratore e non solo il profitto crescente del suo padrone, la politica fiscale deve essere equa e redistributiva, devono essere garantiti i diritti e i doveri di ognuno, la legge e’ uguale per tutti e deve punire i colpevoli, dopodiche’ la prima base di una vita civile e’ l’esistenza solida di una rete di servizi pubblici che difenda i meno avvantaggiati, ci sono beni fondamentali come l’acqua o l’aria o l’educazione scolastica o i trasporti o le cure mediche o l’aiuto agli anziani, agli handicappati ecc… che devono essere garantiti, la maternita’ e’ sacra e la madre e il bambino devono essere protetti (non con ospedali che ti prendono solo a doglie avanzata e ti buttano fuori dopo 48 ore e con governanti che se ne fregano se un asilo non ce l’hai o se paghi il latte tre volte di piu’ che altrove).
C’e’ chi crede fortemente che la differenza tra destra e sinistra debba essere totale, netta e senza compromessi.
C’e’ chi sa perfettamente quali sono le mire di una destra feroce ed egoista che mette in pratica programmi rapidi e sconvolgenti di liberismo assoluto che faranno peggiorare il genere umano fino al limite minimo della sopravvivenza e peggio.
Ma c’e’ invece chi pensa (i nostri politici attuali di centro sinistra) che solo il sistema liberista esista e che non sia il caso di parlare di nuovo di doveri (pagare le tasse come rispettare le leggi) o di diritti (quelli del cittadino comune o del lavoratore o della madre…) o di servizi (pubblici) o di beni (aria, acqua, ambiente…), come se questo fosse demode’, retaggio del passato, finito, non accordabile col sistema mondiale. Ma chi lo fa il sistema mondiale?
Rutelli afferma (e poi nega) che se andasse al potere non cambierebbe di molto il programma di Berlusconi “salvo qualche piccola correzione”. Ma noi non pensiamo proprio che tra programma di destra e di sinistra le differenza siano tali da implicare “qualche piccola correzione”. Noi vogliamo un vero programma di opposizione e di ricostruzione e non fiacche battutine compromissorie di chi sembra sempre sia con un piede di qua e con l’altro di la’, e siamo anche stanchi di uomini che affermano solenni idiozie e poi le negano, vista la reazione, imitando un premier che da anni non fa che dire e disdire come un quaraquaqua’ qualunque.
L’economia italiana sta morendo e questi balbettano. Sta il premier a curare i suoi cactus, ben convinto che ogni sua legge non fara’ altro che aumentare la sua smisurata ricchezza e il suo smisurato potere. Stanno i suoi cloni ben contenti che fara’ tutto lui ed essi riceveranno in cambio gloria e denaro anche nullafacendo. Stanno i saccenti del centrosinistra sulle spiagge a pontificare blandamente e oziosamente come se dinanzi a loro si stendesse un tempo infinito dove esistera’ un’opposizione infinita. Stanno i poveri cristi nelle citta’ afose e nelle campagne aride a mordersi il fegato e a pensare che non si vede all’orizzonte nessuna tempesta salvatrice.
Se questi sono i politici che il mercato ci da’, allora abbiamo bisogno di gente diversa, che abbia fegato, testa e idee. O la ripresa dell’autunno sara’ una faccendo molto ma molto dura.

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