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Saturday February 17th 2018

I MOVIMENTI

I MOVIMENTI

“Il compito dell’uomo moderno: E’ impossibile, ma tentero’ ” (Chesterton)

“Politica non sempre vuol dire partito ma sempre dovrebbe essere la cura disinteressata del bene pubblico”

Negli ultimi 40 anni una forma nuova di associazionismo laico si e’ diffusa nel mondo. La prima differenza rispetto all’associazionismo religioso o partitico tradizionale e’ il suo muoversi per obiettivi, la mancanza di strutture gerarchiche, l’ampio livello di partecipazione operativa e il carattere universalistico. Se da una parte manca la dipendenza da capi o ideologie imposte e abbiamo il massimo della scelta individuale e dell’innovazione personale, si forma dall’altro una disciplina autoindotta a fini sociali e l’aderenza a principi e valori riconosciuti universalmente. Possiamo dire: il massimo della scelta critica col massimo della cooperazione a valori comuni.
E’ piuttosto difficile dare le cifre dei Movimenti perche’ non esistono iscritti o tesserati, i margini sono piu’ larghi degli esponenti dichiarati e gli influssi piu’ ampi dell’azione mirata, si pensi per esempio che la sola Lilliput conta piu’ di 900 associazioni, per cui i Movimenti nel mondo vedono all’opera centinaia di milioni di partecipanti. Di questi molti sono lavoratori, studenti, scrittori, ricercatori, docenti, scienziati, premi Nobel…

Molti nomi di associazioni sono noti: Amnesty, WWF, Legambiente, Medici senza frontiere, Attac, Manitese, Gruppo Abele, Libera, Sen Terra, Emergency, Banca Etica, Greenpeace, Ya basta, Donne in nero, Lilliput, Altromercato…

In Italia il fenomeno coinvolge milioni di persone, in gran parte giovani ma non solo, e costituisce una palestra di pensiero innovativo e una nuova forma di intervento politico indiretto, in quanto smuove l’opinione pubblica da schemi mentali indotti e da informazioni pilotate e la sollecita a soluzioni nuove, in un cambio di vita e di mentalita’ che ha come scopo non il profitto o la felicita’ personale ma il bene di tutti. Cambiare le informazioni e le idee vuol dire cambiare l’economia e la politica, perche’ modifica le scelte, il modo di vivere, gli acquisti, la produzione, gli scambi, gli investimenti, le azioni, l’informazione, il voto…

Abbiamo per la prima volta nella storia un grande progetto universale di idee e pratiche che non fa riferimento a partiti, ideologie o chiese prefissate, e’ svincolato da classi, etnie, culture e appartenenze, e si sviluppa per scopi comuni, tessendo una rete che abbraccia tutto il campo dello scibile e dell’azione umana.

E’ impressionante vedere quanti siano gli oggetti: commercio equo e solidale, consumo consapevole, gruppi solidali di acquisto, opposizione alle dighe volute dalla Banca Mondiale, remissione del debito al Terzo Mondo, tassa sulle transazioni finanziarie, microcredito, impianto di piccole imprese in zone emarginate, lotta al narcotraffico e alle mafie, inquinamento climatico o elettromagnetico, energie alternative, OGM, precariato, responsabilita’ sociale d’impresa, lavoro minorile, software libero, tortura, ambientalismo, homeless, protezione della donna e del bambino, monopolio dei brevetti farmaceutici, tutela del malato e dell’anziano, recupero della tossicodipendenza, riscatto dei diritti della donna, lotta al protezionismo agricolo, accoglienza ai migranti, bambini di strada, bambini soldato, bidonvilles, contadini senza terra, cooperative su terreni della mafia, informazione alternativa, agricoltura biologica, medici di guerra, difesa dell’ambiente…

Per quanto ogni gruppo si muova liberamente verso il proprio obiettivo, i Movimenti formano una RETE immensa, i cui nodi sono i gruppi.

La RETE e’ coesa perche’ i gruppi si dispongono coscientemente all’interno di un vasto progetto condiviso per un futuro sostenibile, ognuno lavorando per la sua parte. La RETE e’ unica perche’ i suoi membri si tengono in continuo contatto, vivono gli stessi valori, seguono le stesse battaglie, partecipano ai grandi Forum mondiali, godono di una stampa alternativa, hanno loro case editrici, seguono le grandi figure ideali sparse in tutto il mondo.

Il progetto e’ spontaneo e universale e si basa sulla difesa di beni, valori e diritti fondamentali, a livello nazionale e mondiale, e sulla constatazione che gli attuali sistemi partitici, economici e finanziari stanno imponendo un quadro neoliberista di sfruttamento del mondo e dei suoi abitanti che ci sta portando alla rovina. Questo quadro, imposto dai grossi gruppi neoliberisti, viene indicato generalmente col termine ‘globalizzazione’. Tutti coloro che si oppongono a questo sistema di sfruttamento e impoverimento mondiale sono detti ‘no-global’.

Nel mercato neoliberista tutto e’ ridotto a merce, non ci sono diritti, la legge e’ piegata a curare gli interessi del piu’ forte, la guerra e’ il primo strumento economico, la Terra puo’ essere depredata all’infinito, l’essere umano puo’ essere abusato nella riduzione progressiva dei suoi diritti e delle sue tutele.

Il LIBERALISMO era nato alla meta’ del 1800 col fine di liberare il soggetto da pesi eccessivi dello stato, rivendicando i diritti dell’uomo e inventando le democrazie moderne, come sistemi politici costituzionali in cui il potere e’ suddiviso e bilanciato tra piu’ organi dello stato (tripartizione del potere).

La prima degradazione del liberalismo e’ il LIBERISMO, applicazione economica che tende ad alleggerire fiscalmente le imprese, liberandole da controlli statali e lanciandole verso una libera concorrenza che dovrebbe far sparire quelle meno capaci, razionalizzando produzione e scambio e riducendo il costo dei beni. Smith e Ricardo difendono la proprieta’ privata e la libera concorrenza, come pilastri del progresso, convinti che il benessere di tutti si realizzera’ liberalizzando l’economia.

Il liberismo ha una funzione nazionale nella ripresa americana del New Deel, il programma di ripresa economica di Roosevelt dopo la Grande Depressione tra il 33 e il 38 e si sviluppa sui principi di Keynes.

La degradazione successiva del liberismo e’ stata, in questi ultimi anni, il NEOLIBERISMO, detto anche ANARCO-CAPITALISMO. Esso si insedia con le destre al potere, con Reagan e la Tatcher, e raggiunge il suo peggio con le guerre petrolifere di Bush e il suo appoggio ai produttori di armi e ai colossi degli idrocarburi e le sovvenzioni alla produzione agricola interna. Le imprese non solo si liberano dai gravami statali ma costituiscono multinazionali, indipendenti da qualsiasi legge statale, che corrompono i governi e non mirano nemmeno al benessere nazionale. In luogo della libera concorrenza che razionalizza il mercato, si stabiliscono forme pseudo-monopolistiche di grandi gruppi che mettono i governi al loro servizio e si rafforzano mediante organismi sopranazionali, come il Fondo Monetario, la Banca Mondiale, il WTO, accordi commerciali come il GATS o il GAS, o accordi politici come il G8, strutture che nessun popolo ha mai richiesto o votato, che non sono controllate da nessuna regola e che soverchiano i singoli popoli con poteri enormi, cosi’ da gestire in modo antidemocratico e illiberale l’economia e la politica di interi continenti. Col neoliberismo abbiamo il controllo del mondo da parte di pochi grandi gruppi capitalistici che impongono un potere basato sul mercato, finalizzato al profitto e sorretto dalla guerra.

All’interno dei paesi i cui governi aderiscono alla visione neoliberista abbiamo: il soffocamento dello stato sociale, l’immiserimento progressivo delle classi medio-basse, la defiscalizzazione dei magnati, l’impunita’ dei potenti, il vanificarsi delle garanzie dei lavoratori, la depenalizzazione dei reati finanziari, l’accentramento dei poteri su una sola persona, l’aumento della corruzione politica, la distruzione sistematica dei diritti costituzionali, la riduzione delle garanzie del cittadino, la privatizzazione dei beni e servizi fondamentali, il controllo dell’informazione e la mistificazione come arma di potere…

Si comincia con i valori liberali, si finisce con la distruzione di quegli stessi valori.

Il liberalismo voleva innalzare i diritti dell’uomo contro lo strapotere dello stato, il neoliberismo calpesta l’uomo per i diritti del profitto.

Si parte dalla libera concorrenza, si arriva a forme di cartelli che impongono prezzi e modi (vedi il costo del petrolio) che con la libera concorrenza non hanno nulla a che fare. Gli schemi di Keynes possono farsi friggere. E il liberalismo pure.

I fatti attestano che le politiche neoliberiste attuali non solo non migliorano l’economia e non portano al progresso ma stanno producendo danni enormi al globo, immiserimento della parte piu’ povera con arricchimento smisurato della parte piu’ ricca, nella perdita dei diritti dell’uomo e del cittadino, con distruzione ecologica, guerre colonialiste, crisi delle imprese medio piccole, crollo della produzione interna per lavoro degradato o delocalizzato, carovita incontrollato, disuguaglianza sociale, distruzione del welfare, ecomafie, narcotraffico, mercato di carne umana, controllo monopolistico dei farmaci…

Insomma, in luogo di un crescente benessere, abbiamo l’instaurazione di un Nuovo Feudalesimo su base planetaria basato sull’avidita’ e lo strapotere di pochi.

Contro questo strapotere la societa’, spesso abbandonata alla sua sorte da partiti assenteisti o che hanno rinnegato le loro radici storiche o sono collusi col potere stesso del mercato, deve autorganizzarsi.

Il nome Lilliput indica appunto la lotta di creature piccolissime che tutte insieme possono bloccare il gigante. Intanto questi gruppi sono collegati tra loro, poi essi hanno nelle loro mani sei poteri: l’amore per il mondo, la controinformazione, il potere di acquisto, la capacita’ di pensare in modo nuovo, la possibilita’ di cambiare i parametri ideali della loro vita, il voto.

E’ da questi poteri che nasce la marcia della pace dei 110 milioni in tutto il mondo, i tre milioni di lavoratori in piazza a Roma per difendere l’articolo 18, il boicottaggio dei prodotti non equi, la lotta alle multinazionali, il progetto Nuovo Modello di Sviluppo, l’elezione di Lula o di Zapatero, e’ da questi poteri che nasce il riscatto delle popolazioni povere dell’India e del Sudamerica, l’unione dei G-90 o paesi poveri e dei G-20 o paesi del sud del mondo, l’unione dei paesi sudamericani produttori di petrolio contro lo strapotere USA. E’ da questi poteri che nasce la crisi recente dei governi europei minacciati dal voto contrario dei loro elettori che ha fatto schricchiolare la ‘loro’ idea di Europa.

A livello locale, in Italia, i nuovi valori si stanno diffondendo con buon ascolto dei sindacati e degli amministratori locali. In Toscana, una delle regioni piu’ a sinistra d’Italia e la piu’ emancipata, abbiamo ottime applicazioni presso sindaci e assessori sia nei riguardi dell’ambiente che dei diritti sociali e politici.

Tra le innovazioni che ci vengono da Port Alegre (sede di uno dei grandi Forum mondiali) ci sono i NUOVI MUNICIPI, forme di democrazia partecipativa in cui il 10% del bilancio viene gestito direttamente da assemblee di cittadini e le stesse assemblee sono consultate nel merito delle scelte delle municipalita’. Questo progetto di democrazia allargata e’ stato sperimentato da piu’ di cento sindaci italiani, e sta interessando Veltroni e Cofferati.

Alcuni partiti, vedi Rifondazione o Verdi, sembrano piu’ sensibili alle nuove istanze, altri sono riluttanti.

Molte cose si stanno muovendo nel mondo e anche in Italia, anche se i media di destra stanno ben attenti a non mostrare nulla e a non spiegare ai cittadini e ai consumatori di quale immenso potere essi dispongono.

Ora attendiamo che anche le segreterie dei partiti del centro sinistra decidano quale deve essere la loro posizione per il futuro del nostro paese: servire questo mercato neoliberista o avvicinarsi alla galassia frastagliata che e’ il Nuovo Mondo, la nostra Terra Futura.

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