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Thursday February 22nd 2018

GALLO RASPARE

Atto unico

NARRATORE: C’era una volta un gallo che si chiamava Raspàre perché raspava sempre ed un giorno, raspa, raspa….
RASPARE: (impettito) Chicchirichììì!!! (raspa) Per becco!!! Cos’è??? (raccoglie una busta, si stupisce, inforca gli occhiali e legge): “Signor Gallo Raspare”…è per me!?! Eh, eh, sarà di quella pollastra che ho conosciuto tempo fa…Chicchirichììì!!! Che goduria nascere Gallo! (legge): “Gallo Raspare…(sottovoce) sono io, non c’è dubbio (continua) a Roma andare….a Rooomaaa!?!?…Gallina lessa….Oca riflessa (sottovoce) è un messaggio in codice! (riprende a leggere) Merlo prete, Colombo frate, Canarino in compagnia che la Volpe non ci sia!”
Per becco! Ma questa è una missione! Non c’è tempo da perdere…umh, qualcosa bolle in pentola…umh (riflette) purchè non sia di questo pollaio! Devo andare a Roma con tutta questa galleria…emh…polleria…emh…uccelleria…insomma…con tutti questi pennuti!?!(ci pensa un poco)…E sia, andremo a compiere la missione!
NARRATORE: Così Gallo Raspare si mise alla ricerca dei suoi compagni di viaggio citati nella lettera.
RASPARE: (legge sottovoce con gli occhiali inforcati mentre cammina)…”Gallo Raspare a Roma andare, Gallina lessa…” (tra sé e sé) Oddio, più che lessa mi sembra fessa…ma siamo lì…(in quel mentre vede una gallina che sta facendo l’uovo con grandissimi sforzi) Ehi!, scimunita, che fai?, lo sai o non lo sai che devi venire con me? Sei sulla lettera…lo sai? Vieni via, lascia perdere, questa è una cosa urgente!
GALLINA: (sforzandosi) Co-co-co-co-co-co-come??? Che-che-che-che-che lettera??? Co-co-co-co-co-cosa dici??? Ora non posso! Non vedi che-che-che-che- che sono oc-oc-oc-oc-oc-oc-occupata??? (continua a sforzarsi).
RASPARE: Senti, bella cocca, leggi qui: “ Gallo Raspare, a Roma andare, Gallina lessa”…sei tu…devi venire con me a Roma ( la tira per un’ala. La gallina borbotta mentre con l’altra ala si regge il sedere per non far cadere l’uovo).
GALLINA: Co-co-co-co-come mi tratti??? Ma che-che-che-che-che maniere!!!…sono rimasta a mezz’uovo!…Sempre il solito prepotente….
RASPARE: (consultando sottovoce la lettera) “ Gallo Raspare a Roma andare, Gallina lessa, Oca riflessa…” L’oca…dov’è l’oca??? Sarà al lago…a riflettersi…eh, eh…!!!
NARRATORE: Il Gallo e la gallina si diressero verso il laghetto in cerca dell’Oca.
OCA: (mentre si appressa al laghetto) Che carino qui…ora mi faccio una bella nuotatina…Oh, guarda, un pesciolino, che carino…Oh, che bello…mi ci vedo! (specchiandosi) Come sono bella, come sono oca!!!
RASPARE: (consultando la lettera per accertarsi di non sbagliare) “Oca riflessa…”, sì, sì…è lei, proprio lei! (la chiama) Ocaaa!!! Oca riflessa!!! Veni via, il dovere ci chiama!
OCA: Come??? Io non ho sentito niente! Chi chiama? Ha chiamato anche me???
RASPARE: (esasperato) Qui, qui, sulla lettera!!!
GALLINA: Coccodè, coccodè, coccodè…ce l’ho fatta!!! (Fiera, mostra l’uovo)
OCA: (prende l’uovo) Che carino!!! Tutto bello rotondino, tutto così …suino…(ci ripensa)…no, bovino…(ci ripensa)…no…ovino!!!, sì…che bell’ovino…carino!!!
RASPARE: Vi volete muovere!!! Questa è una missione!!!…a proposito (guardandosi intorno) dove sono gli altri missionari? (rilegge sottovoce contando sulle penne)…gallina…e c’è, oca…e c’è…Merlo prete e Colombo frate…..
NARRATORE: E così Gallo Raspare si diresse verso la piazza del paese con le due pennute.
MERLO: ( a passeggio con il Colombo) Ah, caro Fra Cristoforo, non c’è più religione…si son persi i valori, misconosciuti….
COLOMBO: Com’è vero…parole sante…tutta una baldoria, si pensa solo a starnazzare! Quanti cervelli di galline, quante oche!!!
OCA: Ehi!, carini!!! Come siete bellini, tutti belli precisini!!!
RASPARE: Veloci, veloci,! Leggete qua, sentite cosa ho trovato raspando questa mattina…( legge la lettera per intero)…
GALLINA: Co-co-co-co-co-cominciate a fare i preparativi, dobbiamo fare il viaggio insieme!
MERLO/COLOMBO: (inorriditi) No, no, no!!!
RASPARE: Non potete sottrarvi, siete sulla lettera!!! QUESTA E’ UNA MISSIONE!!! A ROOOMAAA!!!
MERLO. Missione??? A Roma???
COLOMBO: Quand’è così… (merlo e colombo si guardano)…
MERLO/COLOMBO: Andiamo!!!
MERLO: Roma caput mundi!
RASPARE: Pollaius secundi!
CANARINO: (entrando piagnucolando) Vengo anch’io!!!
MERLO/COLOMBO: No, tu no!!!
CANARINO: Ma perché???
MERLO/COLOMBO: Perché…NO!!!
( Il canarino piange intanto Raspare , consultando di nuovo la lettera, riconta i partecipanti alla missione)
RASPARE: Come, no!!! Invece sì! Sulla lettera c’è scritto…Canarino in compagnia….
GALLINA: Povero co-co-co-co-cocco!!! Vieni, vieni, che ti co-co-co-co-co-coccolo io! (se lo mette sotto un’ala)
NARRATORE: Cominciò così il viaggio dei nostri amici pennuti, ma , arrivati nei pressi di un ponticello, scorsero nientepopodimenoche la Volpe in persona…
GALLINA: Co-co-co-co-co-co-Colombo frate!…ma quella è la…co-co-co-co-co-come si chiama…la Volpe!!!
RASPARE: (leggendo velocemente) Gallo Raspare…a Roma….frate…gnia…ecco!!!…che la Volpe non ci sia!
VOLPE: (si esprime con accento francese. Sghignazzando) Questa volta faccio un blitz, con eleganza, savoir-faire,
s’intende…come sempre…parbleu…alla “De Vulpis”…(si rivolge ai viandanti) Oh. Cheries, cherinissimi, dove andate di bello??? Ou alle vou tut doucement???
RASPARE: Largo, largo, non c’è tempo da perdere, abbiamo fretta!
OCA: Poverino, volpino, non puoi fare il viaggino!
CANARINO: (spaventato si avvicina alla gallina) Voglio la gabbia, voglio tornare nella mia gabbia!!!
VOLPE: Oh, parbleu, dove state andando?
MERLO: Vade retro satana…!!!
COLOMBO: Via, via, non sono cose da Volpi!
RASPARE: e poi non ci sei nella lettera!
VOLPE: Come, come, come??? La letre? Fa’ vedere….
RASPARE: Largo, largo!
OCA: Fategliela vedere, poverino…
RASPARE: (rivolgendosi agli altri) Presto, presto, chi si ferma è spennato! CHE LA VOLPE NON CI SIA! (se ne vanno)
VOLPE: ( li guarda allontanarsi, beffarda) Chi la dura la vince, chi insiste ottiene!
NARRATORE: Cammina, cammina, arrivò la sera. I nostri amici, stanchi ed affamati, si avvicinarono ad un casolare.
RASPARE: Ehi, di casa!
CANARINO: ho freddo, ho fame, ho paura, ho sonno! Mi scappa la pipì!…non ne posso proprio più, io la faccio qui!
RASPARE: Ehi, di casa!
CONTADINO: (s’affaccia, scruta nel buio) Chi va là!?! Chi è!?!
RASPARE: Sono io, Gallo Raspare!
CONTADINO: Ah, il Gallo del pollaio di Bartolo! In dove vai tra il lusco e il brusco?
RSPARE: Ehhh, è una storia lunga…siamo diretti a Roma, ma adesso abbiamo bisogno di riposo e di mangiar qualcosa.
COLOMBO: Io no, grazie, oggi è giorno di digiuno!
MERLO: Per me è sufficiente un consommè!
OCA: Io sono a dieta, poverina! (il Colombo sospira)
GALLINA: Co-co-co-co-co-cosa passa il co-co-co-co-co-convento???
COLOMBO: Oh, tempora! Oh, mores!
OCA: Oh, era il tempo delle more…come sono buone le more! (il Colombo sospira di nuovo)
CANARINO: Io voglio l’insalatina…
CONTADINO: Come sete suffistici! A cena c’enno resti du’ fagioli all’uccelletto… (il Merlo inorridisce)…no, volevo di’… con le cotiche…se vi va ben…e per durmì vi stiocco nel cijere!
RASPARE: (sospira)..avanti miei BRODI!
NARRATORE: Durante la notte, mentre tutti dormivano alla grossa….
VOLPE: I miei piani sono sempre infallibili…sono cugina del famoso Arsenio Vulpen…(sghignazza). Mi travestirò da pecorella…unnè brebì…(si copre con una pelle di pecora)…smarrita…beèèè, beèèèè…Bartolo ha chiuso l’ovile…Bèèèè….bèèèè…fatemi dormire con voi…beèèèè, bèèèè….
MERLO: (svegliandosi) Fra Cristoforo, fra Cristoforo, sveglia! Là fuori c’è una pecorella smarrita!
COLOMBO: Facciamola entrare ed indichiamole la retta via! (fanno entrare la volpe-pecora)
CANARINO: Voglio la mamma!!! Ho freddo!!! (si avvicina alla volpe-pecora)
VOLPE: Vieni, piccolino…vieni vicino a me che sono di pura lana…vergine!
CANARINO: Ho freddo, voglio la mam…..Ehi, che coda grande che hai!
VOLPE: Ehm…è per scaldarti megliooo!
RASPARE: (svegliandosi) Che succede? Cos’è questo baccano?
OCA: Niente, niente…è entrata una pecorina con la coda grande grande!
GALLINA: (svegliandosi di soprassalto) Co-co-co-co-co-coda grandeee???
RASPARE: Allarme, allarme…chi l’ha fatta entrare?? Alla Volpe, alla volpe!!!
MERLO: Mettiamoci in salvo, salviamo le nostre anime…ehm…le penne!
COLOMBO: Bravo Merlo! E’ così che riconosci le pecorelle smarrite? Presto, salviamoci! Prima le donne e i bambini!
(si crea una gran confusione nel fuggi fuggi…Raspare, Merlo e Colombo danno di becco a più non posso mettendo la Volpe in fuga)
NARRATORE: Dopo questa notte movimentata i nostri ripresero il viaggio; la Volpe, però, non si era ancora arresa.
VOLPE: Questa volta non mi farò gabbare da quel moccioso! Ho un’idea…mi fingerò morta. (Si sdraia in mezzo al viottolo )
GALLINA: (scorgendo la Volpe) Co-co-co-co-co-come mai è lì??? Co-co-co-co-co-così???
OCA: E’ morta!!! Poverina!
RASPARE: Chi mal fa, mal fin s’aspetti! Andiamocene!
MERLO: (rivolgendosi al Colombo) Ha ragione Raspare, tanto ormai non c’è più niente da fare…riposi in pace, amen!
COLOMBO: (allargando le ali) Passa, la scena di questo mondo…
CANARINO: Gli hanno sparato.
RASPARE: Era quello che si meritava!
COLOMBO: Dobbiamo essere compassionevoli…
GALLINA: Co-co-co-co-co-compassione di co-co-co-co-codesto fellone?
(e intanto si avvicinano per accertarsi)
VOLPE: (balzando in piedi) Ah! Questa volta siete nel sacco! Vi mangerò tutti…comincio da te! (ne indica uno a caso)
(Tra uno starnazzamento e l’altro si crea un gran chiasso. Entra, nel mentre, un cacciatore, prende la mira…e tutti rimangono impietriti a zampe e ali in alto)
VOLPE: No, no, no…non farlo, te ne prego! Non è questo il finale della favola! Tu non devi ucciderli, non devi uccidermi…sono io che ho il diritto di mangiarli…sono la Volpe!
CACCIATORE: Ma non lo sai che oggigiorno le volpi son tutte ridotte alla fame? Tutti i pennuti li stiamo facendo fuori noi cacciatori, aiutati dall’inquinamento s’intende….
VOLPE: Ma questa è una favola! Lo capisci? C’est unne fable! E nelle favole i pennuti li ho sempre mangiati io!
CACCIATORE: Ed io come faccio? Se non vado a cacciarli nelle favole dove li trovo che nella realtà li hanno sterminati i miei colleghi e i pesticidi? E poi, che cosa racconterò agli amici del bar se torno a mani vuote?
VOLPE: Ma va’ a morì sparato!
CACCIATORE: Eh no, questo lo devo dire io a te! Anzi, chissà, chissà mia moglie come sarebbe contenta se le portassi a casa una bella pelliccia calda e morbida…è tanto tempo che la desidera…(prende la mira. Intanto gli altri sono rimasti pietrificati ad ali in alto)
VOLPE: Eh no, no, no…calmo, calmo…non vale! Anche questo non è il finale giusto della favola!
Lasciamo che a decidere il finale sia il nostro gentile e cortese pubblico.
Allora, Signore e signori, bambine e bambini, come volete il finale?
Volete che il cacciatore se ne vada ed io mi mangi questi pollastri? Je le divor…??? Gnam!?!
Volete che lui ci uccida tutti?
Suvvia…dite!
RASPARE: Aspetta…c’è un’altra possibilità!
PUBBLICO: (acclamando) TUTTI A ROMA, TUTTI A ROMA!!!
RASPARE: Ottima scelta…e allora…tutti a Roma a compiere la nostra missione!!!
La Volpe e il cacciatore escono da una parte con la coda tra le gambe (quella della volpe, naturalmente) e gli altri s’inchinano e se ne vanno dall’altra.
NARRATORE: Non sapremo mai quale fosse stata la missione da compiere, ma sicuramente fu una GIUSTA MISSIONE!

FINE

NOTA: Questa piccola sceneggiatura è stata scritta da me con l’aiuto di un’altra persona.
All’origine c’è una storia che una cara persona oggi scomparsa, mi raccontava quando ero bambina. Crescendo ne ho dimenticato il finale e l’ho così ricostruita.
Credo che la favola si ispirasse alla storia di “Gallo Cristallo”, ma non ne sono certa.
La filastrocca originale era la seguente:
” Gallo Raspare,
a Roma andare:
Gallina lessa,
Oca Badessa,
Merlo prete,
Colombo frate,
Reattino in compagnia
che la Volpe non ci sia.”

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