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Saturday February 17th 2018

Ancora l’8 per mille

Nel Concordato del 29 lo stato fascista si impegnava a pagare direttamente la congrua al clero.
Nell’84 Craxi decreto’ l’8 per mille, perche’ il PSI voleva riscuotere i voti cattolici e acquisire benemerenze al Centro, all’interno di un quadro di manovre corrette o scorrette di mantenimento di un potere che di democratico aveva molto poco e i cui eredi sono tutt’ora presenti in parlamento.
Per essere in un paese che si dichiara cattolico, la percentuale degli Italiani che scelgono come destinazione dell’8 per mille la Chiesa cattolica e’ piuttosto bassina: meno del 45%, nemmeno la meta’ degli interessati, il che la dice lunga sulla fiducia che gli Italiani pongono sulla Chiesa di stato e sui modi con cui essa gestisce le elargizioni.
Fondi vuol dire denaro, denaro vuol dire potere. Il potere e’ esattamente il contrario dello spirito. Finanza e giustizia finora hanno avuto molto poco da spartire. Ma anche finanza e religione.
(Per erudirvi, riguardatevi il serissimo film ‘I banchieri di Dio’ di Giuseppe Ferrara sul caso Sindona, ripassatevi le manovre politiche dello IOR, le speculazioni criminali del cardinale Paul Marcinkus, protetto da Voitila e da lui diretto, uomo di malaffare della Chiesa, connesso ai servizi segreti, vedetevi gli aiuti occulti dati a Solidarnosc o ai gruppi che volevano rovesciare i regimi di sinistra in tutto il mondo, le pesanti manovre finanziarie per influenzare i governi del Sudamerica, gli aiuti che le banche del Vaticano hanno dato da sempre a efferati personaggi in tutti i paesi sudamericani e centroamericani, i finanziamenti ai peggiori regimi autoritari, in accordo con la CIA e il governo statutitense per impedire l’avvento della democrazia o di governi popolari. Il Banco ambrosiano ha finanziato pesantemente l’acquisto di armi, molto spesso di industrie italiane, per l’Argentina, per il Nicaragua e per tutti i Paesi governati da regimi totalitari. In Cile è stata costituita addirittura una finanziaria insieme a Pinochet. In Nicaragua, quando Somoza entrò in crisi, il Banco di Managua, che faceva capo al Banco ambrosiano, dirottò centinaia di milioni di dollari per sostenere il dittatore… Insomma viviamo in un mondo dove il denaro non finanzia esattamente le opere caritatevoli che ci presentano negli spot e nemmeno e’ di aiuto alla democrazia o al progresso dei popoli o all’aiuto ai deboli, il denaro e’ il primo puntello di un potere terreno molto solido e che ha molto poco a che fare col Vangelo del Cristo sofferente. Luigi Cipriani ricorda: “Ottocento milioni di dollari, su un complessivo buco di milleduecento, furono dirottati all’estero sulle finanziarie sudamericane del Banco ambrosiano. Quindi il finanziamento di questi regimi è il retroterra del buco di milleduecento milioni di dollari”. Notiamo che in questa manovra illecita compariva anche la Massoneria nella persona di Gelli e del suo progetto di presa del potere della P2, e il finanziamento della DC. Opere di carita’ ? Ma facciamo il piacere!)

Ma torniamo al nostro otto per mille, una delle tante beffe della cosiddetta ‘democrazia all’italiana’. Meglio del miracolo di San Gennaro: la scarsa percentuale del 45% diventa di colpo un pieno 83%, concordato tra Stato e Chiesa, con completa fregatura della volonta’ degli Italiani.
In Germania chi aderisce a una chiesa le versa il 9% del suo stipendio per mantenerla; chi non aderisce a nessuna chiesa non versa nulla.
In Spagna la cifra scende allo 0,5 %!
In Italia le chiese sono vuote e i valori cristiani sembrano alquanto declassati, in particolare la protezione dei deboli, e sono dismessi non solo dai partiti di questa maggioranza ma anche dagli esibizionisti di fede cristiana alla Giovanardi o alla Casini per non parlare di Fini o Larussa, che dichiarano di difendere i valori cristiani ma poi votano pollice in basso contro migranti o poveri Cristi, ma il potere ‘politico’ della Chiesa cattolica resta comunque pesante sul cittadino e condiziona anche le posizioni finanziarie o legislative (vedi l’attuale Margherita o il PPI). A nessuno in fondo importa cosa pensino i cittadini, e la loro decisione e’ puramente pretestuale per coprire una elargizione di fondi pubblici decisa dall’alto in nome di interessi per niente evidenti.
Insomma abbiamo una palese violazione della democrazia e anche della legalita’.
Due poteri si accordano, in barba alla nostra volonta’, uno avra’ fondi e tacera’ eventuali critiche ai partiti di governo, l’altro trovera’ un alleato e un bacino di voti, il resto sono noccioline.
Mercanti nel tempio.
Nel 1985 vengono rivisti gli accordi tra Stato e Chiesa, legge 222/85 e si dice solennemente: “Si destinera’ l’8 per mille dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa Cattolica e altre confessioni minori per scopi religiosi e caritatevoli e allo Stato, che destinera’ la sua quota a OPERE SOCIALI O DI ASSISTENZA, in base a scelte espresse dai contribuenti nella dichiarazione dei redditi.”
Ma oggi viene fuori che questo governo, in base alla sua finanziaria, detrarra’ fondi dall’8 per mille per usarli nelle spese della guerra in Irak. Dov’e’ finita la destinazione voluta dalla legge a precise opere sociali o di assistenza? O dobbiamo continuare a dire che la nostra missione in Irak e’ l’opera piu’ umanitaria e sociale che questo governo abbia fatto?
In quanto alle altre quote, in particolare a quell’83% della Chiesa cattolica, la sua spesa e’ top sicret, in quanto si tratta degli affari privati di un altro stato, che non e’ tenuto a pubblicizzare i suoi conti, come non e’ tenuto a presentarsi dinanzi a un tribunale ordinario italiano per i suoi grassatori o usurai o violatori della legge italiana.
Sempre nell’85 si crea un istituto di Sostentamento del Clero che dipende dai vescovi e un Istituto centrale che dipende alla CEI, per gestire l’enorme regalia dell’8 per mille e le varie donazioni in parte esentasse, ci sono poi i lasciti volontari destinati alla Chiesa di Roma, sempre esentasse, che erano, nel 96, di circa 45 miliardi l’anno ma stanno costantemente diminuendo. Recenti scandali come l’usura del Vescovo di Napoli, la pedofilia di esponenti della Chiesa, la quasi totale assenza delle parrocchie nella campagna per la pace, l’allontanamento dalla Chiesa dei suoi membri migliori, la tiepidezza mostrata da molti preti verso la mafia, l’appoggio dato per cinquanta anni a politici alleati a forze criminali e trattati come dei santi, la totale assenza di condanna verso la corruzione politica e lo scempio dei diritti fondamentali dei cittadini, le manovre edilizie, commerciali o finanziarie di certi ordini un tempo poveri che oggi speculano su quei santi che prima avevano messo in croce, e soprattutto il sorgere di un’etica non confessionale ma laica …hanno allontanato molti dall’osservanza e dalla sudditanza verso la Chiesa cattolica.
L’8 per mille produce un bel reddito: circa mille miliardi l’anno, ed e’ praticamente imposto su tutti i cittadini come un taglione irrinunciabile. La CEI gestisce la cassa nella persona di monsignor Attilio Nicora, ex vescovo di Verona e ora fatto cardinale da Voitila per alti meriti finanziari.
Presa la quota maggiore del versamento ‘obbligatorio’, l’83,36%, e’ ancora la CEI che decide quali sono le Chiese minori che avranno diritto a ripartirsi le briciole.
Autonomamente la Chiesa di Roma ha deciso i buoni e i cattivi:
Si’ a:
Unione Chiese Cristiane (?)
Avventisti del Settimo giorno 0,44%
Assemblea di Dio 0,50%
Unione delle Chiese Metodiste Valdesi 1,33%
Chiesa Evangelica Luterana 0,38%
Unione Comunita’ Ebraiche 0,63%
(I dati sono del ’99)
No a: induisti, budhhisti, islamici… perche’ cosi’ la Chiesa di Roma ha deciso. Tu, si’. Tu, no.
La Chiesa cattolica ‘vieta’ che si facciano trattative con l’Islam, la perdita in miliardi sarebbe eccessiva se si finanziassero anche le moschee!
E’ evidente anche a un cieco che gran parte dei contributi dati alla Chiesa cattolica non ha alcuna finalita’ sociale, come pretende il grazioso spot pubblicitario.
In un mondo laico e moderno, le chiese dovrebbero autogestirsi come i partiti, le associazioni o i club, ed essere mantenute finanziariamente dagli iscritti, dovrebbero essere cioe’ enti volontaristici a base privata.
Per quanto la Costituzione stessa garantisca che ognuno possa abbracciare la fede che vuole, nei fatti e’ la Chiesa di Roma che decide i finanziamenti. Per cui, in pratica, la Chiesa cattolica ha avuto potesta’ di ‘scegliere’ cinque confessioni a cui dare poche briciole, escludendo le altre, in particolare l’Islam e tenendosi il grosso dei fondi alla barba dei contribuenti e delle percentuali effettive.
Della somma totale lo Stato prende il 13,36. Nel 96 Livia Turco chiese che tali fondi servissero ai bambini svantaggiati, ma il cassiere della CEI, Monsignor Attilio Nicora, reagi’ violentemente, dicendo che “lo stato non doveva fare concorrenza scorretta alla Chiesa!”.
Chiaro il messaggio! I soldi sono nostri e pure l’alibi per tenerceli! non attacchiamoci ai bambini svantaggiati!! Lasciamo perdere il valore cristiano della reazione.
Come si vede, il finanziamento che il Vaticano estorce, violentando la legge, e’ quasi triplo rispetto alle decisioni reali dei cittadini.
In quanto alle quote prese da questo governo, diciamo che nessun governo dal ‘95 a oggi, compresi i due governi Prodi e D’Alema, si e’ premurato di dare ai cittadini un qualche riscontro sui modi con cui questo denaro sia stato speso e delle opere sociali o umanitarie che ne abbiano usufruito. Il Ministro delle Finanze ha per legge l’obbligo di dare conto delle destinazioni, peccato che nella suddivisione dei fondi pubblici ci sia totale assenza di trasparenza e che le cifre contabili (maestro Tremonti) siano diventate pezzi di un puzzle variamente sconnesse che non danno mai il quadro totale. D’Alema fu il primo che comincio’ ad attingere ai fondi ‘umanitari’ per la guerra in Bosnia e oggi la finanziaria di Tremonti, nel suo tentativo di raschiare il fondo del barile, per mantenere anche l’irrevocabile e sciagurata guerra in Irak, ha detratto 80 milioni di euro dai fondi ‘sociali’ per spese in armi, e qualcuno mi dovrebbe spiegare come entrano in una guerra la finalita’ sociali e di assistenza previste espressamente dalla legge!
Se tu sei tra quelli che destinano allo stato la propria quota di tasse, perche’ sei ateo o semplicemente laico o indifferente, fa niente. Darai denaro lo stesso alla Chiesa cattolica, perche’ e’ stato deciso cosi’ o alimenterai le spese per il mantenimento di Nassirya per la futura base petrolifera dell’ENI,come se gia’ non bastasse la tangentopoli che si sta rivelando essere la base di forza dell’ENI stessa. Ovunque guardiamo il risultato e’ sempre lo stesso: ruberie e imbrogli e una menzogna fatta sistema.
Ma almeno potremmo dare a meno di questa pagliacciata dell’8 per mille, riconoscere alla Chiesa un legame diretto e piu’ forte col governo, da potere a potere, e ammettere alla luce del sole che ‘per legge’, lo stato riconosce la Chiesa cattolica come Chiesa privilegiata e protetta e la mantiene con una quota fissa concordata da spendere come le pare. Si potrebbe cosi’ eliminare la sceneggiata del versamento ‘scelto’ da noi. Resterebbe semmai da spiegare come mai una Chiesa, spesso tiepida e un po’ assente, che non e’ riuscita nella maggioranza del suo clero a difendere i deboli e ad abbracciare cause forti a servizio del paese e del mondo (la pace per esempio o la legalita’ o la democrazia o la lotta alla mafia) e che addirittura penalizza i suoi membri migliori cacciandoli o angariandoli quando vivono secondo santita’ e poverta’ e che non e’ corrisposta nemmeno dalla meta’ dei cittadini, possa arrogarsi il titolo di ‘Chiesa ufficiale’ o di Chiesa protetta e privilegiata’.
Considerando che i migranti sono spesso di culti islamico, dovremmo dire che anche l’Islam avrebbe diritto alla sua quota di versamenti e che anche le moschee avrebbero diritto di essere costruite a spese dello stato o gli imam avere una pensione di stato, checche’ ne pensi Calderoli.
La legge recita che noi possiamo liberamente destinare i versamenti ‘ad altre chiese’ o allo stato e prescrive che lo stato usi tale quote ‘per fini sociali’, ma cio’ non e’, non esistono meccanismi che misurino le percentuali e traducano nei fatti la volonta’ del cittadino, la Chiesa prende il suo 83% qualunque cosa scriviamo o non scriviamo nella dichiarazione dei redditi e questo governo (con la finanziaria di Tremonti ma gia’ prima con la Finanziaria di D’Alema) ha deciso che la quota destinata allo Stato vada in armi, il che e’ come equiparare l’opera umanitaria alla guerra o le attivita’ sociali alla morte. Voi avete liberamente scelto di incrementare la guerra e l’acquisto di armi? Ritenete che comprare bombardieri sia esattamente analogo a soccorrere i poveri o i deboli? Se si’, okei, come dice l’onorevole Selva: “un conto e’ parlare politico, un conto e’ parlare di coscienza, e la coscienza me la gestisco io come mi pare”. Ma se voi un minimo di coscienza ce l’avete, e non la tenete staccata dal pensiero politico come un germe fastidioso, ditemi come questo caso abbia un minimo di decenza.
Il fatto e’ che la logica del potere ha il suo dominio che la ragione non conosce.. E la logica del governo ha la sua perversione che la pubblicita’ conosce benissimo.
Se poi decidete di non scrivere nulla nella casella dell’8 per mille, chi se ne frega? Chiesa di Roma e Stato faranno la stessa divisione che hanno concordato a prima. Insomma il cittadino e’ ininfluente.
Ammettiamo che, su 100 cittadini, solo 8 riempiano la casella; qualunque sia stata la scelta di questa minoranza, la Chiesa prendera’ lo stesso il suo 83%, ‘perche’ nessuno verifica niente’.
Io non ho nulla contro le chiese ufficiali o non ufficiali, e se qualcuno vuole finanziare anche il culto celtico (quello secondo cui si sono sposati illustri membri della Lega e esponenti del governo, gli stessi che fecero l’indegna lotta del crocifisso nelle scuole) mi va bene finanziare anche il rito celtico o le cerimonie vudu’ e se Baget Bozzo ha in mente un tipo di culto craxiano o berlusconiano e trova adepti catodici, che si finanzino anche chiese per ‘Uniti del Signore’! Piu’ seriamente penso che la spiritualita’ sia necessaria al mondo, che esista una spiritualita’ laica altrettanto degna di quella chiesastica, credo sia spirituale dare asilo ai migranti come assistere il Telefono Azzurro o il Filo d’Argento o aiutare i malati terminali, con o senza un simbolo religioso, vivo la religione in un modo diverso dal potere delle Chiese, la sento come una forma di spiritualita’ insita nell’uomo che si esprime in opere di comunione universale piu’ che in banche o in armi, in abbracci a chi a ha meno piu’ che in privilegi a chi ha piu’, credo anche che le correnti religiose abbiano sempre prodotto grandi persone di altissima spiritualita’, vedi Martin Luther King o Padre Alex Zanotelli o Don Milani o Padre Pio o Padre Daniele Comboni o Madre Teresa di Calcutta o Gandhi, che hanno fatto piu’ bene al mondo di tanti generali o politici.
Ma non sono in grado di tollerare la grottesca parvenza di democrazia a cui ci stanno riducendo, e la beffa dell’8 per mille e’ solo uno dei tanti esempi della soperchieria del potere.
In Italia le opere assistenziali sono quasi interamente in mano alla Chiesa Cattolica e non sempre i risultati sono ottimali. A Bologna, per esempio, un centro per migranti autogestito da giovani fu fatto chiudere di botto da Biffi, il quale anche nego’, durante un inverno eccessivamente rigido, che i barboni fossero ospitati in alcune chiese e chiese allo Stato espressamente di rigettare i migranti islamici con o senza diritti e che avrebbe visto volentieri la guerra all’Islam come una nuova trionfale crociata. Ritengo molto difficile che tutto cio’ sia cristiano e resto scandalizzata dai discorsi dei preti leghisti come dalla condotta spregiudicata dello IOR come dai mattoncini di S. Francesco o dalla nuova cattedrale di Renzo Piano a Monterotondo. Vedo in certe ostentazioni e in certe truffe qualcosa che ha molto a che fare col Vitello d’Oro e poco col Cristo. E ricordo ancora l’alto prelato che, nel Duomo di Bologna, quando gli portai i volantini per scongiurare la guerra in Irak e difendere la pace, mi rispose con boria e sufficienza. “NOI siamo la CHIESA DEI VESCOVI: La Chiesa NON SI OCCUPA di queste cose!” Beh, se la Chiesa, per sua stessa voce, non si occupa di pace o di deboli, allora io non apprezzo molto che si occupi di finanze, di scuole private, di controllo del corpo femminile e di scambi di favore col potere, e non riconosco in cio’ alcunche’ di spirituale o di religioso, dunque di carismatico e di rispettabile.
Le cifre del 96 dicevano che lo stato versava alla CEI 700 miliardi l’anno, e con conguagli vari, si raggiungeva la stimabile cifra 2300 miliardi. Ruini contento. Bonta’ sua.
Considerando che il governo che abbiamo sta cercando di tassare qualsiasi cosa esista o respiri, e taglia di brutto su handicappati, malati, partorienti, pensionati, anziani, sfrattati, enti locali, servizi sociali, scolari e bambini ecc. , immaginiamo che la cifra pretesa non sia proprio trascurabile. Nei tempi di difficolta’ attuali, essa diventa ancora piu’ scandalosa.
Di questi soldi Ruini disse che (cifre del 96) che:
-565 miliardi servivano a pagare lo stipendio al clero (ma il clero e’ in diminuzione e le pensioni sono a carico dello stato)
-10 per aiutanti domestiche
-390 per edilizia, monasteri e facolta’ teologiche (ma lo stato paga oneri e ristrutturazioni o edificazioni.. e persino in caso di terremoto o calamita’ la prima cosa che viene ricostruita e’ la chiesa )
-190 restauri (ma le Belle Arti hanno i loro oneri)
-10 cultura (?)
-30 case canoniche del sud
-280 spese di carita’, di cui 150 terzo Mondo.
Nel 2002 la cifra presa dalla Chiesa di Roma supero’ il miliardo di euro: 2.000. 000.000.000 milioni di lire, due mila milardi di lire. Di queste sono andati in opere di carita’ 185 milioni di euro, il 18%, una parte ridicola.
Della cifra totale, l’83% l’ha presa la Chiesa cattolica, il 10% lo stato per armi in Irak e le briciole rimaste sono state divise tra cinque chiese minori scelte dalla Chiesa di Roma.
Facendo i conti, risulta che lo spot televisivo sull’8 per mille, che mostra SOLO le opere di carita’, e’ come minimo un po’ fantasioso, oltre a cio’ le opere di carita’ di cui si parla non sono quantificate ne’ registrate ne’ verificate. E si deve sempre aggiungere l’obolo dei fedeli e i proventi delle attivita’ delle parrocchie, stampa, servizi religiosi o altro.
La CEI dovrebbe trasmettere dei rendiconti ma nessuno in fondo li ha mai chiesti e certamente NOI non li abbiamo mai visti. Diciamo come minimo che la trasparenza qui e’ un miracolo mai visto.
Prima lo Stato stipendiava direttamente il clero, ora lo fanno i Vescovi che quindi hanno su di loro maggioro controllo, e addirittura i Vescovi, grazie alla riforma Moratti, possono selezionare gli insegnanti di religione per scuole pubbliche o private (pagati pero’ dallo Stato, mille miliardi di lire l’anno), saltando le procedure di assunzione statali, insegnanti che poi possono passare a insegnare filosofia come nulla fosse, mentre nulla di analogo e’ previsto per l’insegnamento di altre religioni nelle scuole. Lo Stato inoltre grazie alla Moratti (ma era intento anche di D’Alema e di Di Pietro) finanzia le scuole private cattoliche, rende esentasse le parrocchie e gli enti ecclesiastici, toglie tasse a successioni e donazioni, spende per edifici di culto e beni culturali ecclesiastici, turismo religioso e presenza di personale della chiesa negli ospedali, da’ fondi agli oratori ecc…..
A questi finanziamenti statali dobbiamo aggiungere, oltre ai versamenti diretti da parte dei fedeli, i versamenti costanti degli enti locali. Visto che la religione cristiana non e’ piu’ nei fatti la religione ‘praticata’ dalla maggioranza dei cittadini, e visto che questi fondi vanno direttamente allo Stato del Vaticano, che fino a prova contraria e’ uno stato estero, e’ come se (lo dice Mario Patruzzo) si fosse deciso arbitrariamente, senza consultare il popolo italiano, “di fare dei grossi versamenti obbligatori e fissi alle casse di uno stato straniero non democratico ne’ controllabile”, immaginate che sia il Lussemburgo, lo accettereste?
“C’e’ da osservare- prosegue l’autore- che nella pubblicita’ svolta attraverso radio, televisione, giornali, opuscoli e perfino le comunicazioni bancarie presso i clienti e con l’aiuto massiccio di aziende a partecipazione statale come la Telecom, la CEI afferma di non ricevere piu’ aiuti dallo stato, per una scelta di liberta’ e poverta’ evangelica”. Niente di piu’ falso. Dovrebbe esistere un comandamento che impone di non dare falsa testimonianza. O e’ decaduto anch’esso?
L’idea dell’8 per mille e’ di Monsignor Attilio Nicora, ‘il signor otto per mille, gia’ vescovo di Verona’ e ora cardinale per ringraziamento papale, uno dei tanti finanzieri abili che hanno creato le fortune del Vaticano, che ha contribuito alla costituzione di un fortissimo Pool di Banche Cattoliche che unisce molto banche italiane in un potentato finanziario, diretto da persone dell’Opus Dei.
Lo scandalo del Banco Ambrosiano ormai e’ sepolto con i suoi otto morti e l’esenzione del cardinale Marcinkus da un processo a cui la Chiesa ha ottenuto di non partecipare, malgrado il crak, la corruzione, la strage e il sangue versato. Ma il nuovo colosso finanziario prosegue indisturbato. Come dice Patuzzo: “Tutto sotto l’egida della chiesa Cattolica e la protezione dello Sipirito Santo… un cristianesimo aziendale, di possesso e di rapina, con immensi patrimoni immobiliari e immense ricchezze”, esentasse, esenlegge, esentribunali, esenCristo. Mercanti? E’ dire poco!
Dall’85 a oggi, per quasi vent’anni, un fiume immenso di denaro e’ confluito dalle nostre tasche alle banche del Vaticano. A noi raccontano le favole: “Cera una volta un paese democratico…”

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