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Wednesday December 13th 2017

Vademecum per il primo maggio

Vademecum per il primo maggio

Mentre il mondo politico italiano è in fermento su come mantenere le truppe in Iraq, avendolo già deciso a grande maggioranza, e senza aver mai avuto la minima intenzione di cambiare idea, arriva improvviso il primo maggio. Nonostante lo sgomento per l’arrivo proprio di sabato, vi consigliamo alcuni esercizi fisici, psichici, e spirituali per passarlo al meglio e con la vera consapevolezza di quello che sta succedendo.

(segue)
Fatevi un giro turistico in Lucania. Se vi riempite il cuore vedendo Scanzano senza scorie, e sopravvivete alla tutela del diritto al lavoro a Melfi, siete a posto: riuscirete a sopportare anche Pezzotta. Per resistere ad Angeletti ci vuole un giro aggiuntivo su un tram milanese.

Abituatevi: ‘flessibile’ è molto diverso da ‘precario’. Ripetetelo cento volte, pensando a che bello sarebbe avere un ministro flessibile.

Ricordatevi sempre bene che questo governo è riuscito a mettersi contro tutti, dai pensionati ai giovani precari, passando per i cassintegrati ed i non più garantiti. Sì, lo so che è contro anche confindustria, ma fate finta che Montezemolo gira in Ferrari perché l’ha espropriata ad Agnelli.

Portatevi dietro un po’ di foto di civili iracheni crepati per la guerra: vi faranno diventare amici dei carabinieri repubblichini che vi caricheranno al grido di “Nassirya per noi / tante altre Genove per voi” (testo de Il Maresciallo ).

I nostri benemeriti Democratici Silviani, in diretta da Gad Lerner, hanno proposto alcune soluzioni contro la disoccupazione. In particolare hanno ideato alcuni nuovi lavori flessibili a tempo determinato: impiegato di call center sulla linea di Gaza, verificatore di palloni in Brasile (inadatto per chi soffre il caldo o non sopporta i bambini), patriota responsabile che non abbandona il campo, istruttore di tuffo dal gommone in lingua albanese. Li ha proposti uguali anche il governo, però in differita da Vespa. Ripetete cento volte “vabbè, compagni che sbagliano”.

Mentre festeggiate il vostro giorno, ricordatevi che c’è chi anche oggi muore per le guerre. E ricordate anche che fare il militare occupante sarà pure un lavoro, ma che suona proprio male festeggiare chi è pagato per ammazzare qualcuno. E suona altrettanto male “non arrendersi ai ricatti” detto da chi è parte o complice di quel colossale ricatto che si chiama guerra.

Convincetevi che la scala mobile è andata, passata, finita, sepolta. A far girare l’economia nei supernegozi a sei piani dovrete andarci a piedi.

Quando la mattina del primo maggio voi, miserrimi lavoratori da anni e anni a spaccarvi la schiena in fabbrica per avere almeno la dignità di tirare da soli la cinghia, vi guarderete allo specchio e direte – ma che merda di vita lascio a mio figlio – scendete in strada. Troverete sicuramente un manifesto con Berlusconi, e vedrete vostro figlio che ci disegna sopra un gigantesco cazzo. Andrete al corteo orgogliosi di aver lasciato molto di più di quanto ha fatto un fascistello stramiliardario inceronato incapace pure di fare il fascista.

State calmi: quello che vedete al corteo col Riformista sotto al braccio ha solo sbagliato strada.

Quando sentirete il concerto del primo maggio, non vi preoccupate di chi c’è sul palco, di cosa canta o cosa dice, ma concentratevi sul tema “non è un evento politico”. Ripetetevelo continuamente: avete un’ora di differita per convincervene.

Visto che gli ospedali saranno piantonati da poliziotti in tenuta antisommossa che aspettano qualche anarchico pestatosi di sua spontanea volontà, se trovate un vecchietto boccheggiante lungo il corteo vi restano solo due scelte: portarlo in una delle cliniche private che tanto piacciono ai nemici giurati del sistema sanitario nazionale, o fargli vedere una foto di Monica Bellucci nuda. Pensate almeno che nel secondo caso morirà un po’ più felice.

Prendete in mano la vostra copia dello Statuto dei lavoratori. Rileggetevelo tutto quanto, e convincetevi che è davvero esistito. Provate a convincere di questo anche Tremonti e Maroni. Se amate le sfide, poi, cercate di convincere addirittura Treu e Bersani.

Per rinfrancar lo spirito tra un esercizio e l’altro, discutete la frase “voi oggi manifestate contro i vostri figli” con i vostri figli, che sono anche loro nel corteo. In alternativa, trovate gli autori della frase e torturateli a turno. Ma una sola volta.

Cantate a squarciagola Bandiera rossa . Convincetevi che non siete impazziti, anche se la sentirete remixata al ritmo di Chihuahua .

Per la regola della sua condicio , dovete abituarvi a non pronunciare alcune parole: lavoro, pensione, salario, diritti, tutele, statuto, lavoratori, sindacato, sciopero, e ovviamente nessun nome di politici. In compenso potrete defecare in strada quando vi pare, intervistare un serial killer, violentare qualche ragazza coi jeans, vestirvi da marines esaltati, sparare al primo ingegnere africano che vi si avvicina, e addirittura fare gli infermieri in nero per arrotondare. Basta che non bestemmiate. Pare che questa sia la democrazia, lo hanno spiegato in televisione.

Se, guardandovi attorno, vi sentirete delle semplici marionette, che fanno questo da quarant’anni e a cui nessuno ha mai dato più di un contentino, consolatevi: c’è anche chi è finito a fare il portavoce di Forza Italia.

Inventatevi gli slogan e i cartelloni più cattivi che riuscite ad immaginare, senza badare al politically correct. Tanto in televisione non ci andate neanche se vi mettete il doppiopetto.

Al primo governante che vi chiama terroristi, tirate fuori la lista delle stragi di stato, e chiedete di vedere le loro di liste, quelle nascoste in qualche cassetto, e quelle in cui c’è scritto esattamente che numero di scarpe portate. Poi cominciate a sperare nella buona sorte e a fare gli scongiuri, ma evitate di sfruttare a tal proposito un gobbetto ottantenne colle orecchie di Dumbo.

Quando sarà il momento di scegliere, non abbiate timore: a qualunque dei quarantacinque cortei separati vi troverete, ci sarà lo stesso qualcosa di buono.

Ricordatevi che solo una settimana fa è stato il venticinque aprile, e che la buona parte degli attuali governanti in quella data non si identifica. Poi guardate dall’altra parte, e sentite Violante fare l’elogio dei ragazzi di Salò. Ripetete cento volte “sarà un amante del lago”.

Non fatevi il sangue amaro se c’è chi vi chiama pacifinti, dice che fate gli scioperi politici, e che non siete certo voi l’opposizione. È soltanto un coglione, anche se si chiama Massimo D’Alema.

Non vi scordate infine che – anche se la storia è finita ed il capitalismo ha vinto e siete diventati imprenditori di voi stessi – alla fine siete sempre lì pronti a lottare, come ogni anno, come ogni giorno, come ogni singolo attimo della vostra vita. E perdonatemi se ho usato il voi per parlare di noi. Buon primo maggio, ma non a loro.

(alessandro nava)

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