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Monday December 11th 2017

Antonin Artaud: l`assenza dell`opera d`arte

E` venuto il momento di svincolare una volta e per tutte Antonin Artaud (Marsiglia 1896) dal ruolo limitante del teatrante. E` vero ha scritto un` opera importante come “Il teatro e il suo doppio” ma poi se ne e` liberato, come si e` liberato del cinema, della radio, del disegno ed anche della poesia. E tutta la sua (non) opera e` un distruggere, un malmenare il supporto o come ha scritto Derrida un “forcener le subjectile”, un bucare la membrana, scappare da ogni idea fissa, mischiare i codici e vivere la contraddizione. Questo emerge(come un macigno) particolarmente negli scritti manicomiali e post-manicomiali dove ormai anche la poesia era considerata come qualcosa di sopra-venuto, di aggiunto a quel corpo di dolore e a quel corpo senz`organi che e` il lascito piu` importante dell`ultimo Artaud.
E` il corpo quindi a dominare gli scritti almeno a partire dal 1945, un corpo pieno, un corpo glorioso una pura volonta` di potenza. Non e` certo il corpo della scienza, ma un corpo che si determina da se` ad ogni istante, un campo di battaglia che non ammette giudizi:
“Sulla natura e sulle cose ho la mia idea personale, e non somiglia in nulla a quella di nessun altro e non ammetto che le civiltà, le nazioni, le religioni, le culture vengano a rompermi con le loro concezioni e mi dicano: ecco sulla natura profonda del caos e della cacofonia, dell’ingiustizia e del delitto del creato, ciò che è stato trovato dai tuoi padri spiriti e ciò che è, e tu pensa sotto il giogo dello Zodiaco dalle dodici case (e perché non 13 o 19 e perché delle case e non delle tazze di cessi, dei gorghi di agonia?). Ho la mia idea sulla nascita, sulla vita, sulla morte, sulla realtà e il destino, e non ammetto che me se ne imponga o suggerisca un’altra, perché non condivido nessuna delle idee generali su cui potrei avere con un altro uomo che non sia io l’occasione di incontrarmi”
Da una lettera ad Andre` Breton

Ed e` in questo volere di autocreazione continua ,comune agli altri grandi “pazzi” (Nietzsche,Walser,Nerval..),che possiamo rilevare l`indissolubilita` artaudiana di “pazzia”(sempre e solo tale nelle maglie sociali) e poesia. Perche` come giustamente notavano Deleuze e Guattari “Artaud e` la piena realizzazione della letteratura, proprio perche` e` schizofrenico e non perche` non lo e`. Ne e` passato di tempo da quando ha tirato giu`il muro del significante:Artaud lo Schizo.”

Informazioni e altro su: www.artaud.net

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