Uno dei soliti “rossi” ha osato dire riguardo alla finanziaria:
1) E’ una stangata per le imprese e danneggia l’economia
2) il Parlamento “valuti con attenzione le norme proposte dal governo e prenda in considerazione misure alternative”
3) contrasta con il Patto per l’Italia “che prevede una riduzione delle imposte per le imprese”.
4) un governo che non avendo “avuto il coraggio di intervenire per tempo sui conti pubblici, si riduce all’ultimo momento a emanare provvedimenti pasticciati e tardivi che penalizzano lo sviluppo e l’occupazione”.
5) Il provvedimento “colpisce tutte le imprese, piccole, medie e grandi e contrasta con tutte le promesse elettorali e i programmi di governo.
6) “Non ho mai condiviso il decreto fiscale del governo. Non avrei mai potuto condividerlo non conoscendolo. Tantomeno posso condividerlo oggi. E’ un provvedimento dannoso per l’economia: in una fase di grave rallentamento, con una produzione industriale che è in forte e continuo calo, una simile stangata sulle imprese non potrà che produrre ulteriore depressione”.
7)”Anche sul credito d’imposta per i nuovi assunti, il provvedimento contrasta con quanto è stato assicurato dal presidente del Consiglio a Bari. E’ stato eliminato per tutto il 2002 e retroattivamente per tutte le assunzioni effettuate dal 7 luglio scorso”.
se volete sapere chi è il comunista catastrofista di turno cliccate su leggi tutto….

Antonio D’Amato, Presidente di Confindustria, 20 settembre 2002.











BERLUSCONI E LA TERAPIA DELL’ORGASMO
Oggi, il nostro paese, è rappresentato da una inedita “Armata Brancaleone” in chiave Tinto Brass, che ha trasformato il parlamento italiano in un lupanare di quart’ordine. Esseri rivoltanti sia sul piano morale come estetico che hanno improntato la loro vita e carriera, alla soddisfazione di vizi e perversioni, frustrazione e desideri repressi.
La ricerca spasmodica dell’orgasmo ad ogni costo e con ogni mezzo, è il risultato indotto da una paura persistente di natura esistenziale e culturale, derivante da una totale mancanza di autostima e relativa a complessi di inferiorità (mai risolti e irresponsabilmente coltivati), figli di un pericoloso retaggio adolescenziale.
E’ quindi attraverso l’esercizio del potere che, questi individui, intendono (illusoriamente) placare i morsi di un tale disagio. Una paura, dicevo, così profonda e destabilizzante che ipoteca e condiziona ogni buon senso e ragionevolezza – prevarica ogni limite morale e principio etico, anteponendo, a tutto questo, l’appagamento aleatorio di un orgasmo mercificato e assunto a paradigma di liberazione dal tormento.
L’amore a pagamento (che non prevede il reciproco e consensuale trasporto o desiderio), è di per se contro natura, e il piacere che ne deriva, non è che momentaneo ed effimero. Come l’effetto di una droga che ha esaurito il suo potenziale anestetizzante, produce dipendenza e la necessità, via via, di aumentarne il dosaggio.
L’atteggiamento di Berlusconi è volto a negare l’evidenza dei fatti e a perseverare nell’esercizio della menzogna, adottata all’origine, come pratica quotidiana e strategia relazionale. Ciò, è indicativo di una mente compromessa che, nel desiderio compulsivo e spasmodico, si prefigge, attraverso la sistematica ricerca dell’orgasmo, di eludere una solitudine opprimente e lo smarrimento di un vuoto cosmico, conseguenza logica di un’incapacità nell’accettare l’inesorabile scorrere del tempo e delle sue ragioni.
Quale donna normale o, avvenente signorina di compagnia, potrebbe mai concedersi (senza prima, avere incassato un congruo tornaconto e represso il disgusto iniziale), alle brame di Berlusconi, Brunetta o Emilio Fede, individui dalle fattezze ripugnanti e dall’animo servile?
Gianni Tirelli