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Wednesday December 13th 2017

Il grande Imbroglio…sullo Stretto

Prima…

NO AL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA Tanti sono i motivi per gridare NO a questo grande imbroglio della costruzione del ponte sullo stretto, Il primo tra tutti riguarda le INFRASTRUTTURE.In Sicilia non sono mai state completate le autostrade:la Messina-Siracusa termina a Catania e la Messina-Palermo  si ferma a Termini Imerese.

Enormi sono le difficoltà nel raggiungimento dei centri minori interni all’isola… le linee ferroviarie  sono praticamente
inesistenti… ragion per cui il traffico che verrebbe ad aggiungersi a quello già esistente intaserebbe ulteriormente le statali…e Messina, Reggio C. e Villa S.G. diventerebbero solo piccoli nodi di transito, giusto per un casello autostradale, dove si paga un pedaggio e via….
Sarebbero completamente distrutte (o meglio sostituite dai tiranti e dai pilastri) le zone  di gran pregio panoramico e paesaggistico… sarebbe sicuramente compromessa una parte dell’ecosistema ittico se si piantassero piloni in fondo al mare… Si aggiunga tutta  quelle gravi serie d’impatti che si verrebbero a creare se si dovesse portare a compimento questo progetto criminoso: quello dell’effetto barriera” sullo Stretto ridotto a sfondo scenografico del manufatto.; i gravissimi effetti ambientali sugli ecosistemi di costa e di versante investiti dal manufatto;  ingombri sugli ecosistemi lacustri e sull’insediamento di Ganzirri; interruzione delle continuità di sistema, sia ambientale che antropico; l’impedimento alla percezione visiva della sponda calabrese,  i grandi problemi di inserimento urbanistico e assetto territoriale, nonché gli irrigidimenti e gli appesantimenti al sistema socio-economico e dei trasporti. Eppure molti politici e concittadini, più o meno autorevoli, più o meno colti
si schierano a  favore di questo progetto criminoso , con la chimera d
’un LAVORO  per tanti giovani! Ma….pensano forse  che  ingegneri, architetti,
geometri, ecc. sarebbero reclutati tra gli stessi Siciliani o Calabresi?
Le società che forniscono acciaio,cemento, materiale di costruzione in genere sono tutte al nord o estere ed hanno già il loro personale da  impiegare… Diciamo, allora che il lavoro potrebbe esserci ma di… manovalanza…per il periodo più o meno lungo della costruzione e il  problema disoccupazione persisterebbe…e come….  in Sicilia e in Calabria. Il  SI  al “PONTE IMBUTO “ sullo stretto è l’ennesima prova,dunque, della cultura della classe politica e dei partiti italiani  dominanti: poco rispetto per l’ambiente, per il paesaggio, per la civiltà, per la storia, per l’identità, per l’insularità, per il diritto all’avvenire, per gli interessi del Popolo siciliano e per la centralità mediterranea della Sicilia (che non può e non deve diventare sottosuola dello” Stivale” ). Con la scusa del Ponte, si vogliono sottrarre alla Sicilia un progresso ed un futuro che invece verrebbero garantiti con una seria politica di collegamenti e di trasporti, da e per la Sicilia, basata su nuove strutture ed infrastrutture e su opportuni potenziamenti ed ammodernamenti di quelle esistenti. Oltre ai motivi sopra citati…è da ricordare soprattutto l’assoluta carenza di dati progettuali per quanto riguarda gli accessi e i collegamenti alla rete esistente: staticamente, infatti, la pilastratura di testata, nonché le altre strutture secondarie potrebbero risultare fantasiose, non esistendo allo stato alcuna seria calcolazione e verifica. L’unico elemento certo riguarda la perplessità per una campata di lunghezza uguale a quella prevista per la trave principale, ad oggi mai realizzata, specie per ponti ferroviari, nonché la carenza di studi geostatici e sismologici sui fondali di appoggio della struttura previsti su siti diversi di faglie attive.   

Dopo…       PER TUTTI QUESTI MOTIVI ci si è attivati con  il documento qui di seguito riportato che cerchiamo di far conoscere a tutti i nostri fratelli Italiani con la speranza che si attivino anche al centro e al nord del Paese:   PETIZIONE POPOLARE
contro la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina per un reale sviluppo della Sicilia.
 

1. Motivazioni della Petizione
1. Dal punto di vista economico/finanziario il costo totale dell’opera supera 5 miliardi di Euro (10.000 miliardi di lire) cui vanno a sommarsi i 200 miliardi già spesi per gli studi di progettazione e di fattibilità. Tale costo rischia un’ulteriore lievitazione (carattere sperimentale del progetto stesso, appalti e subappalti con relativo rischio di tangenti) tutto ciò senza tener conto dell’impatto ambientale, paesaggistico e naturalistico (costi non internalizzati nel preventivo dell’opera). Nella previsione di una partecipazione pubblico-privata all’impresa, il recupero di tali costi avverrebbe at-traverso il pedaggio di attraversamento. Nell’ipotesi più ottimistica e fissando prezzi di poco inferiori a quelli del traghettamento, si rientrerebbe in oltre 100 anni soltanto dei 50%. Il restante 50% (2,5 miliardi di Euro) graverebbe interamente sul bilancio dello Stato, impedendo, di fatto, la possibilità di investire in altre infrastrutture e servizi destinati allo sviluppo reale della Sicilia (e del Sud in generale).
2. Le caratteristiche geomorfologiche del territorio dello Stretto (zona sismica, con forti venti e impreve-dibili correnti marine) pongono seri dubbi sulla sicurezza dell’opera (i forti venti sullo Stretto rischiano di limitare l’agibilità del ponte ad un terzo dei giorni dell’anno). Non si sono adeguatamente valutati gli effetti tellurici poiché non si considera l’effetto di scosse ravvicinate e tutte di intensità elevata, in un’area dove si registra la massima attività sismica del paese, dove sono presenti “faglie aperte” e dove non è improbabile la ripresa di un’attività tellurica elevata, sempre imprevedibile e dagli effetti incontrollabili;
3. Dal punto di vista ambientale non è stato adeguatamente considerato il grave impatto dell’opera sull’ambiente marino dello Stretto, le cui peculiarità uniche rendono imprescindibile la tutela di molte specie animali alcune anche a rischio di estinzione e particolarmente protette da direttive comunitarie e da convenzioni internazionali; stesso discorso per i vegetali che qui hanno creato una vera oasi nel Mediterraneo, particolarissima e unica nel suo genere. Gravi mancanze di tipo metodologico sono state rilevate negli studi di progettazione e di fattibilità che sembrano aver tralasciato parametri importanti quali:
a) la mancata distinzione.tra le diverse scale d’impatto;
b) una lettura degli effetti realizzata soltanto per gli elementi principali del tracciato;
c) la sottovalutazione degli impatti del cantiere;
d) la mancata analisi delle alternative;
4. Non è stata svolta una seria trattazione delle problematiche urbanistico/territoriali connesse alla realizzazione di una simile infrastruttura; la pianificazione urbanistica esistente, comunale e di livello superiore, non prevede, infatti, il modello di sviluppo che inevitabilmente si verrebbe a creare con la realizzazio-ne di tale opera e delle infrastrutture necessarie a renderla funzionante (interi paesi verrebbero spazzati via dal previsto sistema di tangenziali e circonvallazioni);
5. Tale opera è in piena contraddizione con il concetto di “mobilità e trasporto sostenibile” soprattutto in realtà (Sicilia e Calabria), caratterizzate dalla mancanza di reti viarie, ferroviarie (ci sono nella sola Sicilia 800 chilometri di rete ferroviaria da elettrificare e 1.440 chilometri da potenziare) e marittime che si pos-sano considerare adeguate alle esigenze del territorio (la Sicilia, in particolare, è l’unica regione a non avere un Piano Regionale dei Trasporti e, pur essendo un’isola, non ha un Piano dei Porti). Nessun aeroporto dell’isola è attrezzato per l’atterraggio di voli internazionali che permetta di viaggiare all’estero senza dover necessariamente transitare per gli scali dei Centro/Nord;
6. Esiste un’effettiva difficoltà connessa alla vastità delle aree da espropriare per realizzare la viabilità di accesso al ponte, per le aree di rispetto stradali e per le aree di rispetto per i problemi militari connessi alla realizzazione dell’opera e che in tal senso esiste un parere negativo espresso dall’autorità militare che vede una simile opera difficilmente difendibile.
7. Nonostante tutti questi elementi contrastanti e che dimostrano il conflitto tra gli obiettivi di sviluppo di un’intera regione e gli interessi (non del tutto chiari e legittimi), il 10 ottobre 1997 il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici ha dato parere favorevole alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.

2. Richieste della Petizione
Da quanto premesso e da quanto contenuto nel Documento (in fase di elaborazione) si rende necessario richiedere ai massimi organi di Governo nazionale e regionale, attraverso un’apposita petizione (v. testo petizione Allegato 1), di:
1. Provvedere alla completa revisione del Piano Generale dei Trasporti, prevedendo per le aree mediterranee e per la Sicilia, in particolare, interventi e scenari alternativi alla costruzione del Ponte sullo stretto di Messina, secondo una nuova concezione di mobilità e trasporto intermodale e sostenibile, agendo su:
a) la riduzione del traffico su gomma trasferendo ingenti quote di trasporto merci e passeggeri, sul cabotaggio marittimo e aeroportuale, rafforzando la struttura di porti ed aeroporti;
b) la drastica riduzione delle tariffe per il trasporto di passeggeri e merci da e per la Sicilia;
c) Il potenziamento delle infrastrutture e del sistema dei trasporti interni, in particolare del sistema ferroviario.
2. Compiere tutti gli atti normativi ed amministrativi per abrogare la legge n. 1158 del 1971, e sciogliere definitivamente la “Società per il ponte sullo Stretto S.p.A.”

SPEDIRE A: Messina Senza Ponte, Casella Postale 199, 98100 MESSINA  

Ade

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