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Monday December 11th 2017

villa olimpo ( grammatica del dolore)

villa olimpo
appunti e note di giorni .grammatica del dolore

1
Creatura cammina con passi di piombo
gli occhi gialli annacquati
e i capelli neri dritti:
cerca sigarette , aranciata, sorride alla nuova
giornata che scorre all’angolo vuoto
della finestra ,al passero invitato alla festa
che nessuno richiede compagno .
solo di striscio becca il suo pranzo lodato
dagli altri in cammino verso la veranda .
il signore delle chimere gli toglie le
briciole dalla mano e gli chiede se è stato
proprio lui a pisciare nell’ascensore.
Creatura urla- la fessura della bocca
vuota -che è tempo di dare fuoco
alle stelle come alle stanze
inospitali per semidei .gioca nell’angolo,
mostra il petto nudo e il fianco dove
un’aquila gli rode il fegato perché ha voluto
incendiare la guardiola dell’apparente docile argo
dagli occhi mobilitati stasera
da un vento di scirocco verso il tramonto rosa .
Creatura lamenta lacci nascosti- la notte- nel suo
letto più piccolo della persona e piange
il tempo nell’infamia del dente
che vuole cadere . a sedere dondola il piede
e si chiede se oggi è tormenta o caldo
luglio,non suppone tempeste se non dietro la porta
-nascosta la siepe verde del giardino –
il signore delle chimere gli tocca la spalla,
buca la pelle. Creatura sospira , non crede di essere
il suo adamo ma solo un poco di entusiastico
entumin copertura;qualche bicchiere di vino
quando scappa – verso l’osteria dopo la discesa
c’è il rosso nel bicchiere che
lo spinge a sedere , a vedere, a cercare se
anche di notte la notte nel cerchio si vede il
contorno di aride stelle
vicino una fornace di grilli .
allontana la sete dal sogno del solo padrone
dei suoi occhi cerchiati , e ritorna:
daniele sorride . nessuna sorpresa stasera
si scrive nel libro dei grandi, nessuna sorpresa .
Creatura dal letto scopre un volto argentato ,
mugola verso alcantea ,irrompe nella sua stanza
vuole una sigaretta e sapere se quella forma è la luna , la luna .

2

soltanto i pianeti del tempo-dice diamante- affollano
i visi di chi è in ombra e quelli del fuoco sono sempre in
lotta perché qualcuno li ha vinti:
due lucidi tubi cilindrici nella testa
mi hanno privato di parte del cervello e
della vista che ora ho più grande .
la leva che ha spostato i mondi e
portato alla deriva i silenzi, non lascia alcun dubbio:
questo ora è il luogo di cercatori d’oro
e mi dicono si chiama america la terra
che sola cammina alla difesa del mondo:
ma io so che magici ufo percorrono le strade
di bologna ognuno con luce diversa e lei
-alcantea – ha luce di pallida luna ed è inquieta.
nel suo sogno si vedono pianti e sospiri ,
non è attenta a quello che dice né
a quello che mangia perciò non muove
più passi da regina ma malferma si tiene
su gambe di umana creatura.
per gli dei e le dee invece solo sacri
cibi in coppe di zucchero filato
miele panna e cioccolata fusi con nettare ;
qui danno uno sapore primitivo ed io
sono costretto ad urlare e fare le palme squadrate

3
-non ho più tempo di essere triste il lunedì-
esclama ninfa d’amore imbellettandosi il viso ;
arrivano tutti all’improvviso a chiedere se il
nostro luogo è abitato anche da persone di cristallo
io di schiavo ho un uomo da più
di centanni .chi dice che si amano solo dei
dagli occhi acquazzurrati e vestiti di bianco
con oracoli in mano ?
io amo un essere solo.ma non viene
in questa reggia .mi sentono urlare la notte
stranissime creature d’intorno:
non so se sono leoni o tigri nella stanza
a tutela del mio sonno
e il mio sonno è una cappa di piombo. –

4
carla gira con i suoi ventanni ed un frullio di
orecchini di perle colorate , il rossetto
morbido s’incava sulla bocca crucciata
dice :-no non voglio che latte bianco e pane
perché sono stata venduta.- una notte-
ad un ragazzo che mi ha fatto fare la
puttana ed io l’amo ,e tu non mi guardare !
urla a crisalide -frangia bruna sulla gonna
da zingara -perché già mi hai rubato una
volta il mio uomo il mio re e la fiaba di
pollicina che dormiva dentro una noce;
strappa la maschera da regina che è
sulla tavola insieme a coriandoli e
una piuma di gallo, si gira a guardare il
deserto della stanza e sussurra che non è
mai stata felice come in questo momento ;
poi mi guarda e dice :cattiva- si vede –
sei sempre stata cattiva

5
-non è vero che altri mondi non lottano perché
in fondo noi siamo felici- sospira diamante –
stamane .mentre portano su un carrello malfermo
pillole incatenate a bavagli di sofferenze .
fanciulle dagli occhi di giada e dai lungi capelli .
mi hanno dato un vestito nero ed una cravatta
da perfetto bambino .qualcuno ha voluto che
fossi grande ma non era il mio tempo
per fortuna il pianeta della vera salvezza
ha rapito il mio acquatico sguardo ed ora
lo aggiustano fabbri di esperta bravura
ma lei invece cosa ha fatto alle chiome –alcantea -?
si risolvono in inutili appelli i miei singhiozzi
di sera ,non c’è nessuno che chiama il fanciullo
divino dall’ufo, per fargli attraversare le
strade ed andare in via tovaglie per
punto erba o il punto a croce della mia vita
disordinata: un pianeta pure avrà stabilito
cosa dire per questi giorni orribili: se dare
sentenze o solo parole .
qualcuno entra con fare gioviale e
dice serenità serenità serenase!”

6
due scarafaggi azzurri o forse rosa stasera
camminano sul bordo del letto
illuminato solo dal lampione di fuori
mentre gioca la mia mano con la baraonda di
del mio corpo incerto
se desiderare il vivere o il morire .
il morire è quello della stanza
la vita è questa forma inalberata
che arriva con roberta infagottata in
un maglione blu a offrire una pillola
di tavor rosa. non credo all’utilità
dell’essere infiocchettato da palme
di domenica e da incroci di strade che
hanno percorsi stabiliti . credo alle
note musicali, al tempo che arriva con
un tuffo al cuore e al vilipendio delle
coraggiose divise di truppe da periferia ;
di notte armate si inoltrano per ogni mondo
e fanno scorribande dei mortali ,
assaltano cuori e spinette musicali
digerendo di tutto e dimostrando che il
giornale di oggi è una verità assoluta
assolata assoldata .- il tavor è solo bianco
-affermo- mi chiudo nella stanza e
preparo il piano della nuova rivoluzione .
è preciso, ordinato, preparato con cura
tanto che quando vengo fuori ,
con la divisa d’ordinanza ,dico subito:
– so chi è il nemico! scrivetelo sul libro
dei ricordi ,perché voi siete umani ed io
un dio. non c’ è posto per barcamenarsi nei
diritti della democrazia .-. la mattina dopo
è disfatta : un generale per difese di confine,
è stata data vodka ai soldati , tutti uniti alla difesa .
s’ apre la porta, si spalanca la fucina della conoscenza
e il creato si spinge oltre l’ingenua lotta dello spirito
. stralciata l’ ipotesi di tempo e spazio per i
più sconfortati delle stanze buie ,s ‘illuminano
con luci al neon il salotto e il soggiorno mentre
mina canta da un mangianastri sul tavolo inamidato
a festa e non sembra più che lillipuziani abbiano
sostato di notte e messo alla berlina la serietà divina .
ho nascosto gli scarafaggi azzurri o rosa .so che
qualcuno è passato ed ha cercato di migliorare il mondo

7

-mio figlio, mio figlio- urlava che non mi voleva più vedere!
dice ottavia alla sacra riunione abilitata al concerto
dei più bravi e dei più buoni tanto da risanare i deboli ,
fare rialzare i paralitici e parlare i muti e lei che
era muta recita un dramma di passione e martirio
per mezzora: discreti gli applausi ed
un condiscendente commiato dei comprensivi
produttori di questa storia .allibito il pubblico
mediocre , non crede alla vera arte e chiede di
fate e streghe , vuole ritornare nel mondo della
luna . “tutto è cambiato e lei non può sempre
essere quella che sa tutto e confonde le
storie ,così brava , ordinata, pettinata ,
per bene nel suo dolore, perché vuole ora
scompaginare l’esistenza
di una madre infelice .?”
ottavia ignora che la sua storia è
solo una fruttata offerta ai commensali per
merenda mentre qualcuno distratto preferisce
il pane con la nutella .girano nudi due o tre
cannibali del vento e armando si distende
sul tavolo da ping -pong per essere equilibrato al
giorno che oramai diventa una stecca di sigarette
da rubare al controllo dei più .
non neghiamolo è stata una giornata memorabile
anche perché segnata dalla scienza infusa .

8
-io non ho mai fatto passi da gigante e credo
solo nel colloqui e nel comportamento civile
delle persone- dice l’ingegnere sottolineando
con punteggiature di soliloqui il suo discorso ,
attizza l’occhio glauco sulla stola di visone della
signora che fugge oltre il cancello ma
preferisce oltrepassare la porta di eleonora dagli
occhi grandi, per offrirle un caffè a patto che si
levi le mutandine per sentire se ha la pelle
morbida o se anche lei è stata colpita da
una malattia terribile -la vita -.

9
eleonora mi chiede da fumare ed
un caffè perché ne ha già bevuti
tre come vuole l’ordine del tempio
dico- beviamo insieme -: non penso a
nessuna ingiuria della sua malattia che
la porterà fra un anno a morire o un mese ,
siamo tutti qui operosi -oggi domenica-
a far passare il tempo, la giornata senza
gli dei sembra essere inaridita
sgoccioliamo di noia e dedizione
alle fiale inoperose o alle piccole
dorate pillole : ognuno è sulla porta perché
vuole sognare almeno un po’ di un
lunedì o un martedì di festa non
questa domenica schifosa passata
senza nessuno venuto a giocare
con noi e le nostre inferriate di cartone

10
non sono di cartone ma di ferro
sentenzia roberta che non fa l’ infame
ma solo l’esperta della materia e
dobbiamo riconoscerle l’ esperienza di
essere stata ammaestrata nel migliore
dei modi

11
io voglio fare l’amore con
l’infermiere più bello!urla ninfa
d’amore e il più bello
è quello che ha lottato per me contro
un leone ed ha lunghi capelli .
io ho centanni lui venti
ma io ho lo sguardo di sale e
lui un tenera fragile farfalla
nel fondo della pupilla: non regge
allo scontro . grido che mi diano
un altro perché ci sono caverne
stasera nel mio corpo che urlano e
vogliono uomini a pranzo e a cena ;
non si disobbedisce alla divinità
più alta in questo tempio.
daniele ride ma lei non lo perdona.

12

vorrei avere una finestra -davanti un mare blu-
sabbia dorata e conchiglie rosa e viola
invece che questo verde di alberi oltre le sbarre,
confessa adua stamane mentre mangia la sua
dorata colazione di sciroppi d’oblio ,
mendìca lo sguardo verso gli dei, dolcemente
adagiati al suo lettino da olocausto inferiore.
“basta immaginare le forme” la consola il più
etereo fra loro- lo stivaletto alto ed il
pugnale immerso nella camicia candida-
ovattata la voce. adua dimentica le sue
avventure di crocifissa ferma alla fontana di
una flebo ,di ora in ora sempre più gialla,
e trattiene il respiro nel petto per non
confondere il suo rumore con quello del mare
che vuole immaginare .” non ci sono esempi di
altre morti così!” sussurra la sera il professore
con le mani congiunte ,serialmente formate le
parole d’uso, rasserenando gli altri capostipiti
dell’eterno con la consueta rappresaglia di
sguardi e di consensi . a volte non c’è nulla
da fare se non portare avanti ogni giorno
il proprio cammino ; si affacciano andrea e
costanza alla porta ,curiosi di sapere com’è
finita la gara di adua ma nessuno sa dire
altro che bisogna andare a cena -sei meno un quarto-
soglia della scena azzerata

13
io invece penso che ci sono giorni anche
per essere felici -sussurra diamante- mentre
tenta di afferrare il senso del portamento di
roberto che cammina carponi per la stanza.
-il pianeta del fuoco me l’ ha detto che tanti
anni di milioni fa la tristezza era degli imperfetti.
mi creda- magico ufo- può chiudere il suo
libro, per favore, ed ascoltarmi in piedi:
questa sera ci sono solo celeste che sorride
e maria claudia che discorre con una sedia
trascinando l’aria a mulinelli nella stanza scura .
giorni diversi aspettano il futuro- dice diamante-
screpolando le labbra ,ed il futuro è solo
sapere allontanarsi da quella siepe scura
che ci hanno messo davanti ; è un’arte primitiva
fatta di lacci e di tranelli e noi non siamo stati
preparati a questo ma a ben altro. c’è qualcuno
infelice che ha percorso il corridoio per centinaia
di volte in questo giorno. noi possiamo fermarlo
e dirgli che ora il giorno è in nostro potere,
in questa mano ! l’apre diamante e vede la
sconnessa ferita di un taglio di coltello :inorridisce
allo slargo e noi ridiamo della sua paura

14
s’illumina il consenso di salvatore
che grida -posso volare- si stacca dalla parete
e cade a terra rovinosamente ; pietose mani braccia
raccolgono il suo corpo non il suo cuore
frantumato sul pavimento unto di olio.

15
come sei bella oggi -mi dice anna -e si
strofina alla guancia le piume di pavone
che ha in fronte come corona ,si carezza
il trucco da egiziana e si stiracchia nel vestito
di lamé confezionato dalla sorella per farla
essere felice ; tintinnano i suoi orecchini ;
la stanza è calda e alcantea vuole uscire perché è giorno
di primavera questa sera e i fuochi che sono
intorno alla finestra fanno pensare a tramonti
non a incendi . c’è la scelta fra il morire ed il vivere
grida al signore delle chimere e il morire è
cosa seria che pochi possono agire con
conoscenza e sapienza nei fatti ,
il vivere è di ognuno che s’incanta alla riva
o alla finestra di qualcosa che appartiene al
mondo. non è da lei confondere le cose ,risponde il
signore delle chimere lei
non fa niente per essere normale:
confondere forme e sostanze è di chi non sta bene ;
non usa questa parola il signore delle chimere
ma malessere disagio o qualcosaltro che si diffonde
come soluzione d’incanto: nella stanza si assiepano
gli dei come i giganti e ognuno chiede la propria
parte di misericordia , dalla mano, dalla tasca, dal
contagocce, dal bicchiere o forse dalla forma curiosa che
si staglia alla porta d’ingresso o d’uscita ,
una sola: per non confondere forma e sostanza .

15
quando ritornerò al mio paese , avrò certamente
la macchina più bella dice trionfante savarese ,
centellinando il bicchiere di vino concesso .
questa sera: è festa , è festa – ognuno ha il suo
cantuccio d’oro o arabescato di coriandoli , di stelle
filanti maschere di farfalle e clown s’accendono alle
luci accese da rosilde alle prese con il coniglio in
casseruola . “tu mi hai truccato da fantasma perché
hai capito veramente chi sono” dice claudio ad alcantea
e mostra il cinturone da cowboy della guerra amerikana
che lui ha perso colpito sulla fronte da un freccia traditrice
d’indiano apache che gliela voleva rubare ma lui
non ha mollato. – ed ancora non mollo- sussurra
poi ride e i denti d’argento e d’oro fanno tesoro della sua risata ;

16

– credo-alacantea- che pioverà domani –confida diamante-
dal pianeta metereologico m’ hanno detto che finirà
di nevicare e perciò lei non deve esser triste né
deve affacciarsi a quel balcone irto di verde
e di alberi in conflitto; stia attenta -signore – i pianeti
non perdonano sbagli neppure agli eterni come lei .
è primitiva la natura di questa medicina che ci danno
e stasera all’imbrunire ho visto la fanciulla divina
piangere sul suo letto , non hanno saputo darle
che qualche pugno di pastiglie, e il pianeta della leva
per cambiare è lontano. per fortuna io e lei
ci salveremo perché siamo venuti dall’eternità ed io
l’ ho riconosciuta appena è entrata la prima volta ,
dalla chioma di fuoco e dallo sguardo inquieto .
– non mangi questo cibo- è avvelenato.

17
non rifatemi il letto urla ninfa d’amore;
c’è disteso il mio amato e stanotte non voglio
perderlo insieme alla polvere che voi stendete per
farci addormentare !attraversa il corridoio
disfatto da lenzuola arrotolate,
va dal signore delle chimere “lei deve
ascoltarmi -non voglio che il mio letto
venga toccato! il mio amato è lì nascosto:
ho duecento anni oggi e talvolta mi sento
di gelo senza il suo amore.
il signore la guarda e risponde cortese
-non deve avere pretese nel tempo
ninfa, è per gioco che si contano gli anni
quelli che attraversano il mondo sono nel suo
cerchio d’ottone ,quelli veri sono solo a me
d’intorno , non importa piacere quanto star
bene sostiene e le sente il polso, sereno-.
sereno il tempo, è sereno stasera- confida diamante-
basta mettersi nella posizione migliore per
vedere la sera e non accorgersi che il vento
viene dal nord. mi dicono che fuori ammazzano
e sfondano case entrando nel grembo di donne;
– alcantea – è sereno stasera ; l’eterno non gioca col vento.








– 18
io invece voglio giocare- ridacchia salvatore-
mordendo l’intonaco del muro che gratta da
ore poi si stacca , va verso il tavolo ,accosta alla
bocca un’ala di pollo e cede urlando non posso non
posso da solo- aiutatemi -non ce la faccio con
le mani a sostenere tanto peso del mondo .

19
la mia penna d’avorio la mia penna d’oca
la mia piuma implume non concorda più:
le frasi si rivoltano come meduse alla spiaggia
cercano il largo ed un lungo pianto assale
le finestre assolate di luglio sugli scogli .
se non ritorni almeno una volta a rigirare
il cuore del girasole giramondo cosa mi
ha fatto il mondo per soffrire tanto alla testa
anche alla festa del melograno
che scoppia stasera proprio stasera che è luglio
e il corridoio è affollato da pergamene e tantali
assetati :nessuno sa rispondere alle ossidiane
che sono state avvolte in bende di garza imbevuta
di oli profumati. dietro la porta la solita tigre mi guarda ,
aspetta notizie che nessuno vuole sapere oltre
questo confine d’ombre raccolte sulla mia mano :
valentina sussurra che non è possibile
essere tanto avide e sognare solo di se stessi.
diamante crede di essere tornato solo oggi dal pianeta delle
stelle senza confini e mi promette che non andrà più via.
tutti attendiamo con sospiri accesi che il signore delle chimere
passi e ci dica buongiorno e che il giorno finisca poi
all’improvviso dietro la squadra armata
biancocalce biancoassolato forse assoldato da chi
importuna la nostra storia.

20
e’ indipendente lo sguardo solo di chi
non vuole approfittare della nostra offerta
redarguisce roberta calcando sul viso
di maria giulia la sua storia americana
.mariagiulia è confusa e non vuole lasciare la
sua amica di destra né quella di sinistra
ride e bestemmia nel regno squadrato da
sedie di plastica bianche e cicche a terra
trascinate .non so essere degna di fare
la regina, mi dice, sei bella ed hai i capelli lucenti ;
mi accontento e non chiedo a daniele
un tavor in cambio di un sorriso senza parole
il tavor finge amore e le parole fingono e basta .
-a volte mi basta che tu finga di essere vivo
piange alcantea, per farmi di nuovo vedere come
giochiamo con l’acqua ,
-scivola al bordo della vasca il sole .-

queste poesie sono nate da frasi e incontri con altri pazienti psichici negli anni 1994,95,96

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