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Monday December 11th 2017

Poi è calato il buio

Un racconto scritto da ninive e fuoriradio.Buona lettura!
Poi è calato il buio.
Di ninive e fuoriradio.

14maggio 1999

Un altro giorno. Tu non ci sei. Alina corre verso di me , entra in macchina., getta i libri alla rinfusa sul sedile; parto di corsa. Lei borbotta qualcosa e poi comincia a canticchiare con voce allegra.
Ho voglia di te alla bocca dello stomaco.
Alina chiede di fermarmi, deve acquistare fogli e quaderni nuovi; sono irritata, potrei fare tardi, mi sono data un tempo: un mio tempo,
quello di scriverti ed oggi.
Freno, la macchina sobbalza leggermente, sto guidando come una stupida. Alina mi guarda sorpresa: -vai-, le dico – sbrigati.!-. Passano davanti alla macchina due ragazze, mi sorridono: le guardo, una ha un neo malizioso fra il collo e l’attaccatura del seno; anche tu mi hai detto di averne uno lì.
Ti ho risposto che avrei voluto baciarlo, carezzarlo, che lì proprio lì doveva pur esserci un pezzetto nostro di mondo – invaso dai baci l’Eden del nostro amore.
Non ci sarà salvezza dopo!
Tu hai riso.(come ridi all2000, come ridi?. Fai una piegolina all’angolo della bocca, quasi ritroso o sei aperto nella risata?)
Voglio la tua bocca- adesso -.
Ora sta arrivando un vigile e so che se Alina non si sbriga mi metterò a discutere con lui perché non sopporto l’idea di fare tardi. Eccola; arriva, ha in mano tre quaderni: è felice ed io so che li riempirà di poesie, di disegni, di pensieri, come faccio io, come sto facendo io in questo diario assurdo su di noi, all2000.
Te l’ho scritto, è vero, che anche Alina scrive poesie? Si mette con il naso per aria e poi mi guarda
complice-..
Mario ci chiama “le cospiratrici” e va via con la sua giacca , la solita, e il suo berretto da marinaio ubriaco .

ore 19.30

Mancano pochi minuti: dico irritata ad Alina che deve sbrigarsi e mangiare. Lei si stupisce, sa che non sono attenta agli orari del cibo.

-“Sbrigati ,le dico.”
Tu ora sarai forse all’altezza della metropolitana, starai scendendo velocemente i gradini e ti tufferai nella macchia della folla. Qualcuno ti urta: ti stridono le spalle dietro l’ombra di altri.
Non temere: io raccolgo il tuo angolo di sorriso.
Alina scura in volto mi chiede in tono imperativo di cucinarle qualcosa: la guardo con aria di rimprovero ma è così imbronciata, così simile a me nel furore dei suoi occhi che non posso, no, non posso non ridere.
Come avrai fatto all2000, te lo voglio chiedere, a superare questo giorno? Non fanno male anche a te, le nocche delle mani? Hai guardato, ogni dieci minuti, forse meno, le lancette dell’orologio ?
Ti sei precipitato verso il sole? Hai sentito che ti chiamavo? Mi faceva male troppo male il languore dentro.

Ho messo due uova nel tegamino e mentre frigge l’olio, penso che forse potrei anche io mangiare qualcosa… ma ho solo voglia di appoggiarmi alla parete.
Andremo insieme, io e te, stasera verso un bar, me lo hai promesso: decideremo in quale parte del mondo saremo noi due, a dirci che cosa vorremo bere ..al posto del solito negroni.
ehi all2000! A fra poco.

all2000@tin.it
Come sempre con la caparbietà dei piccoli )) mi hai detto: “cominciamo dai cinque sensi!.”
Hai scritto sullo schermo: TATTO; anzi no: –
TATTO – sì hai cambiato carattere.
Un vuoto allo stomaco. Oh… volevo che tu mi frugassi con gli occhi!
Che per primi i tuoi occhi si posassero sui miei capelli e poi saltassero nel mezzo delle gambe.
Non andare via!
TATTO: Ok . anzi
Tatto. Per dare più spessore ?
Hai addosso il maglione nero che ha un buco sulla spalla destra? Posso metterci prima lentamente il medio e poi allargarlo ed entrare poco alla volta come ventosa ? Voglio strisciare sulla tua pelle come una lumaca che lascia bave. Posso usare anche la lingua: Che sapore hai oggi? Hai dormito di pomeriggio? Tocco la tua ascella, morbida di pelo, e mi ritraggo al suo dormiveglia di piccolo sudore di riposo. Fammi entrare: ci sono feritoie e solchi che non conosco. Fammi venire più giù sul tuo dorso… e poi sulla tua gamba. Posso come il tuo gatto strofinarmi, per sentire il tuo sapore, odore ? Nessuno me lo leverà più dalle narici.
I miei pori si stanno dilatando per il desiderio di toccarti ovunque, all2000.
E’ arrivato il momento di stenderci su quel prato: dì tu quale dobbiamo scegliere.
Io preferisco quel piccolo pezzo di spiaggia laggiù, la vedi? Non correre, sono stata io la prima ad averlo scoperto e lì proprio dietro lo scoglio, spogliamoci…
Lo sai? E’ la prima volta che non mi vergogno di essere carezzata al sole nuda.
Se tu mi lasciassi mi sentirei scoperta…
Coprimi anche l’anima all2000, poi, quando ci addormenteremo, dopo avere fatto l’amore, stammi vicino: io ti farò da arco o tu a me. Vorrei essere risucchiata dalla tua spalla per dormire un attimo.
Ehi all , se di nuovo stessimo lì ancora un po’?
Per non separarci?
Stasera in chat ti chiederò se come me sei stato totalmente felice, mentre c’era quello spicchio di lunamediorientale oramai, che cercava le onde.

Il cielo è una cupola di piombo, la gente corre, si scontra, va ovunque. Ogni mio senso è offuscato: Il TATTO: ciò che si può toccare qui è finto ed inutile; nulla è paragonabile a te.
Tu sei lo scirocco che mi riscalda, che trascina via le fosche nebbie che pervadono il mio animo.
Il metrò si ferma, pare rinunciare a lottare: ma l’idea è breve, le porte si richiudono e riparte per la sua vita. Arriva il mio: salgo da… quando? Da …sempre. Mi conforta: è proprio mio. Dove mi metto a sedere di solito, c’è un cuore inciso con scritto Alberto e Elena; non è forse anche per noi due quel cuore? Ci appartiene
Elena- siamo noi lì, nel cuore trafitto e sanguinante.
E se questo treno mi portasse da te? Fermata! “Atlantide!” grida il ferroviere capo… che mi guarda con sorriso complice. Scendo nel paese chat e finalmente… ti posso toccare.
Non vedo l’ora di raggiungere l’irraggiungibile casa che contiene il mio scrigno dei desideri: Dentro quella gelida scatola di metallo arriverai tu: intensa, calda, mia.
Una coppia di adolescenti davanti a me si strofina, amoreggia: ancora innocente.
Lui apre gli occhi e mi guarda detestando la mia intrusione : sì, sì è come violare una tomba guardare l’amore! Ma li invidio, Elena. Il loro esistere, al mondo, soli. In due e stare così uniti da essere uno.
E’ un orgasmo di metallo la mia fermata. Scendo con la fretta del Milanese che va al lavoro. Accelero invece verso di te. Sei là dentro prigioniera di una casella postale: “non temere! Il cavaliere azzurro con la spada di fuoco arriva a liberarti!”
L’ascensore non funziona ma le scale volano, uno due tre quattro: Chiavi e porta che si apre sono un tutt’uno: mangiare? Non c’è tempo: prima vieni tu, mia dolce ossessione.
Il PC si avvia, da due giorni fa uno strano ronzio e la ventola ha difficoltà.
Non guastarti adesso: ti imploro non adesso. Febbrilmente come mi restassero pochi minuti… lancio il programma di posta elettronica, mancano pochi minuti… E’ la mia vita… in gioco, la mia vita!
Il modem fischia la mia pregustata gioia nella rete telefonica. Posta, posta, posta quanta ce n’è! Eccoti finalmente: sei qui, vedo la tua e-mail. Insistente, invasivo il suono del mio cellulare: lo spengo,
ho tempo solo per te.
Finalmente l’universo è nostro. Solo nostro.

elena@atlantide.it

Foglie, sì Elena, foglie. Ho vissuto una vita da foglia d’autunno: aggrappato ad un ramo attendendo l’inevitabile morte; ora sei giunta tu: mio vento,ed io mi sono lasciato andare, staccare, trasportare dal tuo essere impetuosa e appassionata. Sei la più letale delle droghe, la mia dipendenza da te è totale.
( Non credermi, Elena , non credermi…
)
Senza te, potrei solo morire. L’estasi: Ecco cosa sei. Pura estasi. Sì ero con te sulla spiaggia, sentivo la tua pelle, ci siamo amati. Non è un semplice orgasmo quello che mi ha preso ma Estasi. Ho sentito la tua carne, il tuo piacere. Ti ho sentita vibrare in sincrono con la mia totale felicità. Ansimavi, stringevi nei pugni chiusi la sabbia: sussurravi al mare il mio nome. Oh Elena, unica mia sicurezza! Non so neppure ricordare cos’era la mia vita senza te. L’orologio: che sia maledetto incede piano, ci vuole ancora troppo, tanti tic e tanti tac, prima di poterti leggere in chat.
Mi assorbe la tua Assenza, mi violenta la tua Mancanza, mi perde la tua Attesa.
La luce che entra dalla finestra è di quel maledetto sole che oggi in spiaggia ci riscaldava e scottava la pelle: devo attendere ancora il sorgere della luna. La stessa sì, quella che tu chiami mediorientale, (perché tu hai la pigrizia della bella Sulamita). Mia cara, ci osservava estenuati mentre si recava dal mare per far l’amore. Vorrei toccarti ancora, su spiagge, prati , scogliere, in cima alle nuvole: ovunque,
con te.
Sentirti tutta su di me, vederti.
Voglio anzi PRETENDO tutto questo, guardandoti negli occhi. Non chiamarmi ancora ragazzino, ma pretendo che sia la VISTA, ora. VISTA: è quello di cui presto godremo.

26 maggio 1999

Non volevo oggi leggere la tua e-mail .
va via. esci dalla mia vita
Dopo ieri infatti cosa altro devo aspettarmi?
Lo so. Lo so: tu mi parli di una città in corsa, di luoghi, piazze, strade che percorri, con la mente:
solo verso di me..
Non vuoi vedere altro, non vuoi sapere altro.
Forse non ti capisco, ora: forse sei diverso da come immagino.
No. Non ti ho mandato disegni dei miei vestiti e di scarpe e di nastri per farti pensare come era il mio corpo. Volevo che tu vedessi i colori di me: la gonna frusciante di satin mentre vado la sera a teatro oppure il golf e i pantaloni jeans e il nastro che mi lega i capelli…
Lo troverai un po’ retrò questo nastro azzurro che si impiglia fra le mie dita ogni volta… lo so…
Mi sono detta è il segno.
Sì, all, in fondo ieri in chat, quando parlavamo “spudoratamente” (non prenderlo con corruccio ma con sorriso, mio piccolo) di noi, mentre mi chiedevi quali strade vedo, e quali alberi o panorami e quale luna dalla mia finestra e come cammino e come mi curvo per raccogliere la cartella di Alina; mentre tu mi chiedevi questo ho visto me stessa e te.
Tu nella tua giovinezza impetuosa ,nella voglia di essermi affianco… ed io con la mia vita disordinata, ma già nella vita con Alina e con Mario..
Mi sono sentita vecchia, improvvisamente: immobile. Non mi era mai capitato.
Cosa vuoi ancora all2000? Che ti parli dei km che percorro ogni giorno (chiedendomi e lui dove sta e cosa fa…) andando a lavorare e pensando che forse era meglio abitare in quel mio paesino del sud, tutto colore e tormento?
Vuoi che ti dica che le mie luci, quelle che gli altri chiamano albe e giorni reali, quelle che si sollevano alla finestra, in verticale, la mattina, ora sono spesso tristi?
Lasciatemi, lasciatemi stare! Io sono altrove: sono una piccola donna che vuole solo avere occhi, bocca, corpo, pensieri in compagnia di all2000!
Mi chiedi delle mie giornate: sono scandite dal lavoro e dalla vita di Alina e Mario.
Lui ogni giorno mi guarda sempre più preoccupato: ieri mi ha preso la mano e ha chiesto
qualcosa non va?”. Come lo avrei abbracciato! Come avrei poggiato la testa sulla sua giacca che sa di tabacco da pipa, di casa, di mio! L’ ho guardato E lui ha capito.
E’ uscito con addosso il solito cappello dicendo:- “torno presto” ma già so che non tornerà se non stanotte tardi: dopo che io ti avrò incontrato.
Io farò finta di dormiree lui entrerà nel letto scivolando lentamente per non disturbarmi.
E tu all2000, tu invece, credi che io stia qui nel rancore con Mario.
Certo: non vivo con lui quello che viviamo io e te.
Non immaginavo che avresti ripetute
quelle parole allora anche io ti chiedo:
stringi anche tu i pugni anche tu… sussurra o urla il mio nome!
” …
Cercami se puoi dietro la finestra della tua casa.”
Ho fatto il tuo numero tante volte. Poi ho abbassato.
Ma ieri dopo avere letto la tua lettera, all2000 ti confesso, ti ho chiamato: ero io la stupida che ti ha chiesto se ti chiamavi Sergio.
La tua voce è rotolata in fondo: proprio qui in fondo al mio petto, per infilarsi come una strampalata freccia, dentro il cuore dentro la carne e lì proprio dove mi fa male sentirti.
Perché è anche male all2000.
Devo smettere di pensare a te. Rovesciamo il discorso.
Esci dalla mia vita!
Chi sei ? Un intruso, un estraneo. Chi sei ?
Tu sei l’operoso fabbro che forgia le sue ore, a comando della nostra vita.
Tu sei il folletto che si arrampica sui muri e viene la notte e ride sulla sponda del letto come quando ero bambina a leggere fiabe.
Tu sei l’astuto vicino di casa che mi spia ogni istante, quando mi spoglio, quando mi vesto quando cerco di essere serena o di essere triste e lui con i suoi occhi da piccolo furetto entra e rovista dentro di me.
Dimmi, sei tu quello?
all2000 lo so. tu vuoi vedere,
vuoi vedere ma il vedere sarà per noi dolore.

all2000@tin.it

Dammi la più piccola possibilità di fuga!
Offrimi la strada, anche la più difficile da percorrere, dopo questa e-mail: la prenderò.
I miei occhi già sono alla tua ricerca: ma non cercano,
già conoscono.
Amano solo percorrere i metri, i cm, del tuo corpo, per goderne, per goderne…
Sono di fronte a te: eccomi, mi vedi all2000? Stai correndo, la cartella piena di documenti: io sono il clown con il naso rosso che ti si para davanti e ti offre un grande fiore di carta.
No, non arricciare le sopracciglia impaziente, non corrugare la fronte! Che le piccole rughe -tre- si formano sul tuo viso e ti danno l’aria di un dio corrucciato. E non stringere gli occhi come se volessi scacciarmi anche se gentilmente (
non mi hai riconosciuto all2000, basta …travestirsi… non senti come ti desidero?) i tuoi occhi sono belli quando li spalanchi. Il loro marrone muschiato li fa essere come una scorza d’albero, di quelle che le rubi e te le porti a casa e le annusi ogni tanto per sentire l’odore della natura: sottile ne scorre la gommosa lacerata linfa.
Va bene: non ti interessi a questo patetico clown, andrò via.
Ricomponi il ciuffo ribelle che ti cade sugli occhi, sì stai facendo il solito gesto, quello rapido, un po’ nevrotico, quello che credo ti attira la simpatia di tutte le donne. Ti vedono lì bambino, con la mano fra i capelli . Un attimo lo sguardo incerto, quasi spaurito. Lo dovevi avere così quando a uno due tre anni chiamavi la mamma, in mezzo alla campagna sperduto o solo perché avevi, alla salita della collina, perso la sua figura, la sua testa fiera, le grosse trecce nere a corona…( lo so me lo hai scritto tu)
Vuoi, allora, che avvolga con le pagliuzze dei miei occhi verdedorati la tua nuca? Che l’afferri e la conduca con me verso lo stimolo della stradina , quella che sembra una kasbah, che io amo: dove i suoni della sera mi portano al lontano sud? Nenie ci cullano e noi potremo ancora parlare per millenni e millenni.
Ora, ti vedo: sei invece disteso sul tuo letto. Ed hai il braccio sul petto nudo e la mano infilata nella cintura dei jeans. Chiudi gli occhi che arrivo.
Ti rotolo addosso come una risata improvvisa e non posso fare a meno di vedere come sei indifeso quando stai per addormentarti..
Chiedimi se ti voglio cedere.
Chiedimi se ti voglio credere!
Vuoi invece che il tuo braccio, quello segnato da una cicatrice di quando sei caduto sul filo spinato lo corroda con il mio sguardo smanioso?
Ti ho mai detto che anche io sono caduta una volta su un filo spinato, mentre correvo, via lontano?
Ma era un filo spinato diverso. Avevano preparato “gli altri” un’imboscata per noi: avevano messo come dei cavalli di frisia nel vicolo.
Lo so. Lo so, tu vuoi che non ti parli del mio passato e soprattutto della mia idea politica. Questo ci divide e mai potremo essere uniti come siamo io e Mario.
Tu ti irriti e fai il broncio come se ti avessero preso un giocattolo.
Sono arrivata ai tuoi fianchi: mi rendono certamente vulnerabile perché posso appoggiarmi a loro e sentirmi finalmente a casa.
Credo che tu vorrai sempre questo: mi chiedi di parlarti di poesia, delle mie poesie per volere sentire la mia voce. Intanto io mi appoggio sui tuoi fianchi e scivolo verso di te.
– Come non potremmo e perché non potremmo: di nuovo?-
all2000 sto decidendo di non scriverti più.
Mi fa male:troppo male. E ti fa male.
Ma per stasera guardami anche tu! Per stasera una volta ancora in chat, diciamoci il colore dei nostri occhi e il sapore delle nostre bocche e tutto:
che sia disegnata questa mappa di noi !
La porterò con me, sempre, lo sai vero?

Il buio, l’opprimente oscurità della faccia premuta sul cuscino già zuppo di lacrime. Piangere ancora per te: come quando ero quel bimbo che descrivi e che forse non ho mai smesso di essere.
Piangere della paura di perderti.
IO TI AMO. IO SONO L’UNICO UOMO ADATTO A TE NELL’UNIVERSO!
Mi scrivi di dolore: non è vero. Vuoi solo farmi male e mi uccidi d’improvviso.
Ma stasera in chat, stasera, ti convincerò del tuo errore: stasera otterrò finalmente di vederti. Sì, vederti, come sei nella vita di tutti i giorni, come ridi, come piangi, come fai l’amore con me, l’amore con me.
Elena. Non puoi trattarmi come un bambino. Io ho bisogno di te. E tu lo capirai .
Lo sento. Non puoi tradire il mio amore così; non è possibile che pensi questo.
Mi risollevo nelle mie fallaci certezze e rileggo… non posso crederci. Rileggo tutto. Dalla prima timida mail ad oggi. Tutto.
Ti penso e sento il sangue scorrere più forte e il cuore sussultare per te.
Le lettere sullo schermo sembrano sotto ad un laghetto: in effetti ho due piccoli laghi dentro gli occhi. Due pozzanghere di dolore.
Ho però dentro un vulcano che basterà a scaldarci entrambi durante le tue incertezze. Passeranno.
Tu mi ami: lo so. Lascerai Mario. Lo so. Penso a come mi hai fatto capire sempre, ogni giorno di più come anche tu oramai eri con me, mia.
Perché allora inviarti il piccolo gatto spia? Ti mandai un programmino con un simpatico gatto che gira per lo schermo. Insieme ad esso un programma per scrutare nei profondi e recessi segreti del tuo PC.
Avevo già la certezza che mi avresti lasciato? Che avrei voluto sapere di te? Lo so: se lo sapessi, non mi perdoneresti, Elena: ma lo faccio per noi, e stanotte lo farò.
Per sapere dove vivi mia amata, perché non ti permetterò di abbandonarti alle tue insicurezze. Ti vedrò, mi guarderai sorpresa (mi riconoscerai, lo so, dal ciuffo e dagli occhi e dalle tre rughe sulla fronte) non potrai trattenerti: mi getterai le braccia al collo e piangendo di gioia, mi sussurrerai “Ti Amo”. Lo so. E vivremo felici.

elena@atlantide.it

La VISTA, vedere i tuoi occhi nei miei. Guadagnare in un attimo un paradiso terreno in cambio della dannazione eterna ? Ah già tu non hai problemi di dannazione. Per te sarebbe solo eden; per me felicità di cedere l’anima. C’è un demone in me già ora; è il demone delle paure che mi confessi ma non voglio parlarne ora. Ora sei con me in paradiso. E ti guardo. Lo so che godrò della tua vista, della tua candida pelle, delle tue labbra sporgenti e rosse di ciliegia. Lo so che i miei occhi si riempiranno dei tuoi seni, soffermandosi sui capezzoli turgidi fino a tremare. E poi giù… il tuo ombelico rotondo e piccolo con la voglia d’uva che lo decora sulla sinistra. Tu mi guardi maliziosa e ti schiudi verso di me mostrandoti fieramente, poi ti volti ruotando lenta… ammiro i tuoi fianchi, la rotondità del tuo sedere… le tue gambe affusolate. Perfino i tuoi piedi hanno una forma delicata e sinuosa. La tua delicatezza è però ingannevole.
Tu sei decisa, decisa come solo l’esperienza può farti essere. E questo di te mi impaurisce, temo davvero che tu prenda decisioni che mi distruggerebbero. Ho necessità di te come dell’aria e dell’acqua. Sì voglio respirarti, voglio dissetarmi di te. Sei la fonte della mia vita. Elena, stasera leggerò ancora te, immaginerò le tue lunghe affusolate dita: hai le unghie laccate di rosso vero? Lo so. Le dipingi così per me. Sono il simbolo del nostro sangue che scorre forte nelle vene ogni volta che ci si legge. Sono colorate della nostra passione. Sono parte di noi e del nostro desiderio.
La virtualità , mia dolce Elena, sta capitolando: la virtualità a noi non può più bastare. Stanotte ti chiederò di vedermi. Di vedermi davvero. Un bacio.


all2000 – Ciao Elena
Elena – all. ti aspettavo.
all2000 – finalmente ti vedo
all2000 – non sai …
all2000 – quanto mi sei mancata
all2000 – ho un vuoto quando non ci sei
(all attiva l’accesso al computer di Elena.)
Elena all… e’ solo da ieri.
Elena – anzi esattamente da dieci ore.
all2000 – le e-mail non contano Elena. non mi bastano più. Nemmeno la chat. Mi soffoca questa situazione. (
accidenti non trovo nulla…)
Elena – siamo soffocati dal nostro amore all.
Elena – noi siamo soffocati.
all2000 – No Elena no!
all2000 – Il nostro amore è vita.
all2000 – è respirare
all2000 – essere.
Elena – non vedi come. non possiamo più vivere senza l’altro?
all2000 – Per questo
all2000 – dobbiamo vivere
all2000 – insieme
all2000 – Io TI AMO ELENA
all2000 – TI AMO
(Ecco! Finalmente! Qui c’è l’indirizzo!)
Elena – viviamo, ci amiamo, all.
Elena – respiriamo la stessa aria.
Elena – vediamo le stesse cose.
all2000 – Io voglio smettere di immaginarti
all2000 – voglio abbracciarti
all2000 – non in un sogno
all2000 – non in un illusione
Elena – non erano questi i patti all
Elena
Illusione.?
Elena – ti sembro un’illusione ..io?
all2000 – i patti li cambieremo
all2000 – tu mi ami io lo so
(ho trovato una sua foto! Quella lì deve essere Alina!)
Elena E tutto quello che ci siamo detti?
Elena – io ti amo profondamente.
all2000 – non resisto più
all2000 – l’amore ha severe leggi
all2000 – pretende che io e te ci amiamo
all2000 – siamo veri
Elena – Ti amo. all.
all2000 – fuori dallo schermo
all2000 – io TI VOGLIO PER ME ELENA
Elena
fuori dallo schermo la nostra vita avrebbe limiti..
all2000 – no! L’amore , il nostro amore non ne ha
Elena – per Me?
Elena
all2000?
all2000 – non può averne
Elena – non puoi dire per ME
all2000 – sì che posso
Elena – all. io ho Alina.
Elena – ho Mario.
all2000 – starà con noi
Elena – ho te.
all2000 – Mario ? Mario non può stare tra di noi
all2000 – non è giusto.
all2000 – lascialo Elena
all2000 – lascialo.
Elena
all2000. tu stai chiedendo l’Impossibile..
Elena – guardami all2000
Elena – Sentimi.
Elena – Ascoltami.
all2000 – Elena sai che dico le uniche cose sensate che posso dire
Elena – Sensate?
all2000 – sì
all2000 – questa virtualità non ha senso
Elena – Nulla di noi e’ Sensato..
Elena – Il nostro Amore non ha nulla di “sensato”.
all2000 – noi siamo di carne
all2000 – e di sangue
all2000 – io voglio toccarti
all2000 – baciarti
Elena – perché lo vuoi portare nei limiti del… “sensato”?
all2000 – voglio sentirti mia, sentire davvero il tuo calore Elena.
all2000 – Io ti amo e voglio vivere con te
Elena – noi siamo di sangue e carne . noi ci siamo amati…
Elena – tu dimentichi quante notti ci siamo amati.
all2000 – “ci siamo amati” ? parli al passato
Elena – tu conosci perfettamente… il mio corpo.
all2000 – io voglio amarti sempre
all2000 – non mi importa di come sei
all2000 – non essere stupida
Elena – Sempre?
Elena
all2000..
all2000 – non bado a come sei
all2000 – io TI AMO
Elena – io sono quella che ami…
Elena – tu conosci il mio viso.
Elena – le mie pieghe.
Elena – io il tuo.
Elena – amo i tuoi occhi… marrone muschio velluto.
all2000 – ma voglio conoscere
Elena – il tuo ciuffo ribelle.
all2000 – il battito del tuo cuore
all2000 – sentirti respirare
all2000 – mentre ti abbraccio
all2000 – vederti dormire
Elena – non mi ascolti all2000
all2000 – e svegliarti
all2000 – per fare l’amore
Elena – …una tregua?
Elena – una dolce tregua.
Elena – facciamo l’amore sì all2000. Ora.
all2000 – Elena non mi basta più
all2000 – ho necessità di te
all2000 – VERA
all2000 – questa scatola non va bene
Elena – reale all non vera.
all2000 – vediamoci Elena
Elena – io sono vera con te come non sono stata con nessuno? non lo capisci?
Elena – vediamoci??
Elena – Vedere.
all2000 – sì vediamoci con gli occhi non con l’immaginazione
all2000 – sentiamoci col TATTO senza sognare
Elena – vuoi toccare i miei occhi ” reali “…le mie mani ” reali “…il mio seno “reale”…?
Elena – cosa cambia all?
all2000 – sì Elena
all2000 – cambia
Elena – fra un mese sarebbe tutto finito.
all2000 – non è vero
all2000 – il nostro amore sarà per sempre
all2000 – lo sai
Elena – Sempre non e’ una parola che puoi usare all.
Elena – sì .
all2000 – Sì che posso
Elena
tu no.
Elena – tu vivi di me…
all2000 – l’Amore mi da diritto di usarla
all2000 – sì Elena
all2000 – è voglio nutrirmi di te
Elena – tu vuoi che io sia solo per te.
Elena – tu vuoi che io sia Tua..
all2000 – Tu sei già MIA
all2000 – Lo sai
all2000 – mi appartieni
all2000 – ed io a te
all2000 – ci apparteniamo
Elena – appartenersi non vuol dire annullarsi.
Elena – io ti do amore, cosa altro vuoi??
all2000 – VOGLIO TE
all2000 – PER ME
all2000 – SOLO PER ME
Elena – avevo preparato del vino fresco per te…stasera sulla spiaggia …all
Elena – ti prego…
all2000 – Dimmi dove sei
all2000 – vediamoci domani
all2000 – ti porterò in mille spiagge
Elena – sono qui… con te.
Elena – oggi domani.
all2000 – e ti farò bere mille vini
Elena – sarò qui.
all2000 – ma ti VOGLIO VERA
Elena – IO SONO VERA. ALL.
Elena – tu vuoi una donna reale.
Elena – quella non sono io…
Elena – mi annoierei.
Elena – ti annoieresti.
Elena – mi faresti del male. ti farei del male.
Elena – ti vorrei baciare ora. all.
Elena – dimmi se hai il maglione nero.
Elena – o se hai quello verde scuro.
Elena – liberati dalla realtà. all.
Elena – io sono con te sempre.
Elena – lasciati baciare.
all2000 – sì
all2000 – anche io ti voglio baciare
all2000 – le labbra
all2000 – non il monitor
Elena – all. basta. Basta!
Elena – NON CE LA FACCIO PIU’!
Elena – non ce la faccio.. più …
Elena
Sei come un bambino spaurito all
Elena – come ti ho scritto ieri.
Elena – esci.
Elena – esci dalla mia vita!
Elena – ma esci per non TORNARE PI
ù !
(Elena chiude il collegamento)

Solo, di nuovo solo nella disperazione, annullato d’improvviso. La bottiglia di whisky mi guarda semivuota e ride, “hai perso Alberto, hai perso ancora” mi urla contro, la sfascio nel pavimento. Corro in camera da letto.. il cassetto del comodino, la mia Python è lì.. mi desidera per l’ultima volta.

Tu non sai cosa mi hai dato, una volta hai riso quando ti ho detto che eri come una ragnatela che si stava avvolgendo su di me… inconsapevole. Io ti ho nutrito. Tu mi hai portato il becchime. Ero stremata

Torno davanti al PC e carico la foto rubata di lei, mi punto la pistola alle tempie e sento la mano tremare e sudare… la getto non ce la faccio…parlo da solo… “Sei dunque il nulla Alberto? NO! Non lo sono, Elena non può trattarmi così. Non può! Devo andare da lei e farle capire che l’amo… mi capirà… dovrà capirmi… ”. Le lacrime cadono sulla tastiera, le cose più semplici divengono difficili sotto quel velo che sfoca la vista, la luce colorata del monitor diviene un orrido caleidoscopio di tristezza.

Chiedimi dell’altro. Chiedimi altro. Chiedimi di combattere con te tutto il nero che c’è intorno, all2000: il nostro amore è di quelli che non hanno barriere. Non mi tradire. Non perdermi. Non perderti.

Finalmente la stampante ronza la mia vittoria: l’indirizzo di Elena è su carta. E’incredibile!! Via Turati nei pressi della Montedison. Posso uscire subito prendere il metrò e fermarmi alla stazione di via Moscova.

Lo so: ti stai avvicinando, posso sentire il tuo respiro. Guardami all2000: chiedimi di soffrire la tua pelle, chiedimi di venire con te fino al fondo della tua ferita. Chiedimi di provare il tuo dolore e il mio insieme.

Devo fare presto, devo… così capirà quanto l’amo… devo correre. Il cappotto… Sì la pistola. La pistola. A che serve? Ma sì… per ogni evenienza. C’è lui, Mario. Lui potrebbe ostacolarci. Ostacolare il nostro amore. O resistere. Non vorrà che Alina venga con noi. Non vorrà. Ma saremo felici tutti e tre insieme. Saremo felici e nessuno ce lo impedirà. Nessuno.

Fra poco suonerai alla porta. Vorrai che io ti apra. ”Piccolo, piccolo mio!” Perché vuoi che arrivi l’inverno? Ecco l’attimo che ho temuto per mesi.

Fiato corto. Ansimare di corsa. Ecco il metrò. Da S.Ambrogio a via Moscova quante volte lo hai fatto? E lei era lì! E non te l’ha mai detto… Perché? Perché non ti vuole ti ha preso in giro, non verrà con te Alberto non ci verrà. Mi sorprendo con una gelida voce estranea.. dico “Ci verrà.. oppure morirà”.

Ti vedo dalla finestra all2000, stai attraversando la strada di corsa. Non devo pensare, non devo pensare. Non perdermi. Non perderti. Nel sogno mi rispondevi pieno d’ira : – “ma fino a quando devo stare con te? Fino a quando?-“ – Fino a quando avremo paura – ti ho risposto.
Poi è calato il buio .

FINE

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One Comment for “Poi è calato il buio”

  • Rosy says:

    Complimenti…
    Amo leggere e scrivere quindi è abbastanza deducibile il fatto che abbia letto parecchio e posso assicurare che questo trattato è quello che meglio ha saputo “descrivere” ciò per cui ho sempre lottato e sperato. Ottime le metafore, davvero complimenti.


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