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Monday December 11th 2017

La Foto

Vederti lì sorridente.
Come se non fosse mai accaduto niente.
… (Continua)Vederti lì sorridente.
Come se non fosse mai accaduto niente.
Vedere i tuoi biondi capelli agitati dal maestrale.
Le onde sferzavano così forte quel giorno contro la scogliera che spesso cibagnavano.
Sentivi freddo ed io t’abbracciavo.

Sentire il sale delle tue labbra, come un ricordo lieve.
Ricordare l’Amore , quello maiuscolo che solo con te potei provare.
Lo splendore del tuo fulgido bianco di fronte all’altare.
Il luccichio delle lacrime che non potei contenere.

Vederti su quel letto, con gli occhi della mente, tenera dolce e delicata michiedevi di far l’amore.
L’amor gentile come quello delle fate, lento da sembrare innaturale,costruito come un atto di poema.

Sentire la voce, quella del tuo piacere, mugugnar fuor di me e nella miatesta.
Ricordare il suo dolce squillare e la nostra felicità.

Cadere giù dalla finestra della nostra casa incendiata.
Piangere d’esser scampato chissà come al fato.

Occhi sbarrati sul tuo corpo segnato dalle fiamme.
“Bip bip”… il tuo battito , neanche esso è più lo stesso.
Star li a pregar un Dio che ha da fare.
Ore e ore , notti e notti. Mai rinunciare.

“Biiiiiiiiiiiiip” … il ritmo cessa, non può continuare, la morte è giunta
nel tuo cuore.
Un po’ da allora infesta anche il mio.

Giorni e notti.
Giorni e notti tutti uguali.
Pregni d’incubi e malinconia, passati solo a gettarsi via.

Alcool che non serve a dimenticare, che accende di fuoco le mie percezioni.
Tanto che mi pare di poterti toccare.
Vederti sempre accanto a me, ma eterea.
Condannata all’eterno vagare fino a potermi ancora incontrare.

Getto la foto tra le acque del mare.
Un mulinello piano l’avvolge, la fa velocemente ruotare e la ingoia.
Poi, ma solo per un attimo, torna su.
Infine ricade negli abissi, per sempre.

Senza indugio mi tuffo. La stessa sorte voglio tentare.
Le acque fredde di un Dio omicida, mi avviluppano, mi stringono, mitrascinano ovunque.
Infine anche io scendo tra le braccia di Nettuno.
Non mi dispero, né voglio reagire.
L’acqua molesta s’insinua con forza al posto dell’aria.

Ti vedo mia adorata, mi tendi la mano, qui tra le stelle.

Ricardo Antonio Piananick:fuoriradio,fuori

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