WarDrome Sci-fi MMORPG
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Wednesday April 25th 2018

Diario alla luce dei fatti

1
Lo sguardo rideva imbarazzato su
due orsetti di peluche -in mezzo un cuore
ed un I love you -.
1
Lo sguardo rideva imbarazzato su
due orsetti di peluche -in mezzo un cuore
ed un I love you -.
la lunga striscia delle macchine brillava
come ossidiana al sole:
lo guardai schermando la timidezza con
il blu glaciale e chiesi ai miei anni
di essergli pagliaccio accanto ,di fare
una capriola per giocare con il mondo.

ma il mondo aveva preso a calci
altri destini con il minimo garantito,
aveva accentrato su di sé persino il
canto di tre o quattro pensieri
neri stesi come bucato.
Ho giocato comunque , guardando il
cielo , dichiarando d’essere felice
mentre l’altro attardava nel sonno
il corpo da tenero guerriero.

2

diamo l’Osanna!
Osanna dunque ai due
poeti amanti e amati
…….
non sono stati attenti al
becchime:hanno mangiato ingordi
d’ animo e cuore.
Ora – implumi-
cercano di respirare
in un luogo che opprime.

3
poi c’è stato il Tormento
arrivato di soppiatto mentre
ancora inauguravo
piccole medie e grandi felicità.
Davo uno schiaffo al cielo che
s’inarcava al suo corpo
per stritolarlo.
-lui chiudeva la porta in silenzio,andando via.

4

le minuscole lacerazioni
del braccio non mi ricordano
il giorno né l’ora.
Eppure gocciola lo stesso il
rubinetto della cucina
i libri spadroneggiano per casa
la polvere s’adagia sul cristallo
sulla candela rossa a forma di rosa.
Non è acceso nulla- per non
fare rumore –neppure il cuore
anzi dà cenni di
volere espatriare

5

…..è lei ……..? sono per lei i fiori…
giganteggia nella mente una
baraonda di colori in forma alata,
se fosse stata la giornata, quella!
se fosse stato anche
lontano il segno del vigile mestiere
di viandante! Invece,socchiusi la porta
e sorrisi .dicendo grazie.aprendo
con delicata armonia le
parole d’amore in candido
presente da sognare.

6

e per sognare ancora la mattina
venivano sull’occhio e sulla mano
quattro piccoli intrusi che sapevano di
notte e di qualcosa come
anche io vorrei non scendere
più da questo nido..
e il nido era solo un albero inventato la notte
se come il sabato mattina,
mi avesse portata in trionfo con
uno sbuffo di malinconia…
aprimi aprimi..
sono ancora
dentro il languido percorso della sera
che ha mentito e del giorno
che ha dato agonia.

7

eppure avevamo
pianto insieme
gustato l’amaro e il
dolce della
notte amorosa con qualcosa di tremendo che nel
mondo ci riportava a non giocare
ma neppure quello importava se la sera
lui era a me davanti a mendicare baci
ed io mendica a mendico
ridevo scherzando di non morire.
non so se era vera la frase..
ma morirò quel tanto che
compete alla mia fronte
– ti ha guardato sorpresa .-.

8

amavamo anche stare seduti
davanti a una candela
ci dicevamo cose che non
erano di questo mondo
né di questo momento .
era magico il nostro
parlottare : s’arrampicava
sui muri e sugli oggetti celesti
della cucina per poi ritornare
davanti a lui o me..
mentendo .-dicendo –vuoi
ancora del pane
per sfiorare le sue mani
o le mie labbra che
non sapevano dirgli t’amo:
sulla gonna sbalzati trionfi di vertigini
e su di lui ombre violette improvvisate!
non volevano essere presagi..ma solo
lampi d’amore -un
girotondo d’ incontri.

9
sei stato tu a dire
basta alle filastrocche
mentre il mondo
cade per terra questa terra
che è il finimondo
qualcosa di tremendo
che aggroviglia e
ci rende schermo impazzito
che va e che viene?
Sei stato tu a dire basta al canto?

10
ma l’Amore che diserta il Cuore
non compone baci e
carezze per sottendere l’Estasi
non ruba il sorriso la Mattina a chi
compare dietro la Porta e stende la
filigrana della giornata,
non vende parole in ghirlanda di
t’amo tanto .
ma l’Amore che diserta il Cuore
non appoggia la sua Anima all’Altra,
non la nutre di becchime dolce sussurrando
-questo è l’Eden – fuggendo
come un Adamo corrucciato per vendere a
tre lire la poesia raccolta durante
le giornate del pianto,
ma l’ Amore che diserta il Cuore
non smobilita le pareti e la pazienza
delle ore per scambiare sorrisi e
barattare strette di mano, parole in punta di
piedi ,come fanciulli nel cortile al primo incontro.
ma l’ Amore che diserta il Cuore
non fa diamanti per la notte
non ruba la Luna per vederla
insieme stretti come la prima
volta per tremare a cosa fosse
l’elemento del vivere e morire.
Fiori coprono gli occhi e la serata sembra incastrata
nella nebbia ; poi
s’arruffa e fugge via.
come se il mondo
Fosse
Alquanto
Disorientato

11
avendo chiesto l’Assoluto mi è stata
data una Notte dorata.
da allora la Notte è la mia
Relazione e l’Assoluto
un ibrido Compagno.
nella perfezione del paesaggio
gioco la Partita: ritorna
come sempre il semidio
slaccia la cintura ,fa azzurra la stanza .
si colora di sorrisi dati per caso
.
per comporre la scena..
valuta tutto ,s’accomoda in ringhiera:
ha la mano sul cuore e un sigillo rosso che
accompagna la fenomenologia
d’essere adatto ad ogni situazione.

12

il mio nome in bilico
per dirgli addio o sempre.
una cosa alla volta pur di
non essere omologata
a chi ruba attimi e ore .
saltando l’impossibile vento della storia.
Amarsi è un attimo . Dopo viene la questione
delle cose mancanti :brillano
nell’oscuro degli occhi al
sopraggiungere della. Sera.
Ovunque sia.

13
ma la
versione dei fatti
ha sempre
assembramento di voci:
il fascio di margherite oggi
decide di non essere ingannato
dalla luce e chiede
la sua vera fisionomia .
non so dire se è stata perdonata
l’ intrusa rosa rossa che ha falciato
notti e orizzonti;ora qui
chiede d’essere anche lei comprovata
a ventura di espressioni banali
(come anche io sì anche io ..per me
è vero).
Un mercato è sempre un mercato
e rose, viole o altri fiori emergono
come canali di perduta
omertà.cercare altri sensi
è proibito dalla metallica espressione
di chi teme altri consensi.
allora, margherita che opponi il tuo giallo
alla farsa delle pompose rose, date in onore
una sera che non era pomposa,
cosa vuoi che sia la tua malinconia di fiore
da seconda trovata?
esprimi anche un po’ di poesia ,se
non fosse per la tua corolla inamidata ad arte
ed artefatta come
chi si chiede se anche tu piangi.

Si potrebbe benissimo : non è altro che
un fenomeno indolore degli occhi abituati ad
altre luci ed altre ombre.

14
qui i contorni sono confusi
ed alcuni vanno via dicendo che se il sonno
ha preso il mondo forse è meglio
essere migranti di altre stagioni.
stridono le ruote di una macchina che passa
innervosita :forse è il pianto di un
bambino che stride o forse stride solo
la vecchia carrucola del pozzo che ho intravisto
nel giardino dei secondi momenti.
avrei potuto cogliere materia per
essere felice .
forse si può la mattina presto
all’alba mentre la brina s’inchina alle margherite
piccole e lontane dal brusio di
chi crede di avere ai suoi piedi un mondo .

gocciola una sottile malinconia che
intorno chiamano giorno.
sovrasta la mia facoltà di pensare
la corolla bianco militare
Ma non mi sorprendo di nulla

15
tutto era stato ordinato con mestiere da praticante
e da osservatore di battaglie lontane.
la prua della nave è inclinata paurosamente
davvero non si poteva credere di essere salvi:
dopo il tramonto qualcuno avrebbe urlato verso la
battigia e avrebbe detto orazioni funebri.
so quell’aria sensuale che ride alla tua bocca
e la sua gonna rovesciata sulla
sponda del letto:cadono tuoni in casa
come fuori.
mettiamo lampade alle finestre
per non perdere il pellegrino che si perde.
abbiamo qualcuno che s’impicca vicino
in silenzio, senza fare conoscere il suo nome .
bambini grassi mangiano panini tondi
con qualcosa che gocciola da fuori,
esco fuori anche io dal mondo.
potrei vestirmi di rosso,
potrei essere meravigliosa
vicino la luna e il suo colore
di giallo fuso ,
potrei stilare altri fogli e
cavalcare una nera pantera
– la mia vera natura-.
potrei anche essere indecente
e in punta di piedi
arrivare al tuo camioncino di
ceralacca e chiederti un passaggio:
altro oltraggio non conosco se non che tu
muoia ogni giorno dentro il cuore
come fanno le luci da lontano quando una barca
lenta s’incammina e dalla spiaggia prende
l’alto mare.
tremola tutto e lei sopporta il buio
che incombe senza sperare in luci d’approdo
o di chi sei- parola d’ordine !
.grida almeno una parola!.

16
le onde e gli scogli mi dicono che posso
essere regina di un’isola ,chiedere il nome del re
trovare bacche dietro i cespugli,
accomodarmi spettatrice di fronte
alla banchina dei viaggiatori e fumare
una sigaretta dopo l’altra dicendo -addio
addio- :anche io vorrei partire ma è un sentimento
che non mi appartiene se non quel tanto che
vuole dire
andare via .

E’ solo questo il resoconto della giornata avuta ,
dell’ancora levata, del destino rovesciato
dietro il bicchiere di vino rosso

17
basta essere esperti di meraviglie per
approdare ancora nella storia di
qualcuno che narra.
è profondo il contorno dei miei occhi aggravati
dal fatto che non voglio sentire alcun lamento
E non starmi vicino tu bambino,
viziato dal consenso di essere molto bravo
a rubare qualcosa dalla dispensa.
-sono morta sono morta- urlava la piccola
amica per chiamarti ma tu golosamente
leccavi un cucchiaino di cioccolata e piangevi :
lei non ti amava perché non voleva
sentire il tuo sapore.

18
Ebbene ,addio.

19
il silenzio si sente innamorato
di quest’ultimi mesi
ancora insieme:notti
date alla voglia di giocare
e di sentirsi pronti alla
saliva .La coscia sulla coscia
come tenera rata dell’incontro
il giorno meraviglioso a darsi
linfa -forse è quella la vita
scontata di ogni pena -. si
limitano i gridi, i sorsi della birra nera,
la spalla data a tenue sostegno di
fumose ipotesi ,ancora impettite soglie
ogni tanto guardano l’operosa
e laboriosa pazienza di essere innamorati
comunque a respirare la stessa aria non
poterne fare a meno e devolvere
ai poveri dell’esistenza questa grazia
che è il maglione nero e la camicia sbottonata
sul segno di un’azione che potrebbe
essere un primo piano uno zoom o
soltanto il bacio sulla punta delle dita
dato ogni notte nel letto che ci accoglie
come stravolti naufraghi .
sempre. l’alba s’appanna al nostro opporci al sonno
e si consuma sulle nostre carezze. di nuovo
il giorno reclama intorno spotmeraviglia su qualcosa
che non si vende e che faccia segreto
di un segreto dietro l’arrotolata gonna diventata cuscino

20
il grido sostegno di un piacere
va dalla bocca senza sospiri al come voglio
che tu rimani qui su questa spalla d’onice
levigata anche la voce poi
a sussurro di una vita a sbalzi ,
qualcosa di spumeggiante e una
rovina di vestiti messi in un sacco e poi
buttati per sbaglio.la risata di qualcosa
che cambia e si rassegna a non finire mai.
Metti in fila dissolvenze incrociate e quadrifogli
in fogli a quadretti con frecce disegnate per
la paura di non sapere andare via.invece il
via viene dato da un disperato sospiro
di qualcuno che non ha competenze di silenzi.
suona il telefono come sostanza anonima
che richiama una forte grandinata
sulla bocca già dilaniata da baci ogni notte
che scende sulla casa .
il petto diventa un grumo di non lasciarmi
ti lascio solo per dirti ora che t’amo
come sempre t’amo
salto gruppi di sostanze fameliche per venire
a dare qualche gesto d’incombenza
a visi noti e ignoti,.
chi vuole l’elemosina del tempo richiede
sms d’ avventura.
soltanto chi non sa
quello che stiamo tessendo ha meraviglia:
la nostra è quella che ci fa stringere arco
ad arco la mattina quando ancora ne abbiamo
voglia e la voglia non passa mai.

21

cosa è successo al montaggio delle scene
per reclamare ora un diverso incontro ,
una sforata storia che sembra traviata
da effetti speciali e qualcosa di indecente?
particolare viola,un fiore viola che non vuole
obbedire alla sua misura.
la danza degli orli
questa volta chiede rivolta e
non si rassegna all’improvvisa svolta di un
addio detto dietro qualcosa che sa di taglio ,
di off, di fine di una vita ,celluloide schermata
da vari retini di misericordia.

22
e invece tu vuoi piangere,
mi preghi di restare di non lasciarti che
ancora tu hai bisogno di questo amore
mi appoggio al tuo letto infinito ,
porto rami d’albero dall’oceano
insieme a resti di corallo .,legno .
la mia bocca vorrei tu la chiudessi
con un fermaglio nel dirmi che sono preziosa
a definire una volta per tutte la mia posizione in vita
ma la vita ha desideri rimproverati sempre
dal giorno o dall’ora di chi vuole solo un
contumace amore o un risvolto infelice
per esser infelice
23
tolgo di torno briciole lasciate da
qualche viandante di passaggio.
sanno di baciami baciami e poi lo so non torno
ma d’intorno aleggia ancora
il non andare via se tu vai via ne morirò
se fosse la battuta finale avrei deciso di
troncare di netto la regia di un’immagine fioca
invece do ancora esistenza e materia a questa
istantanea di resistenza

24
me lontana.
qualcosa da far brillare nella storia
che abbiamo cucito
dammi una svolta di desiderio per dire
che fuggo senza passione ma
come una formica che cerca tana per
la sua specie e la sua specie ha solo
la certezza da laboratorio,
qualcosa mi richiede anche il
fragile canto di frontiera:
raccolgo erbe , qualche piccola foglia lasciata
andare da alberi affaticati per una primavera inoltrata.
chiedo perdono per esser l’unica a non voler sostare

25
io non torno.
no non voglio tornare
assoluta creatura da difesa
né voglio essere l’unica materia di resoconto
e di discorsi che tu fai a sera sorridendo o ridendo
dietro lo schermo del ciuffo

io non torno se non per fare
pire di queste ultime ore
mesi passati,farne tesoro
da lasciare al mondo.
dietro il corpetto incastonato
di erba magica e pietre di color rosso
rubino metto la colorata inezia di
una vita fatta maschera ed altro.
se qualcuno vorrà copiare
di queste note il rigo
la nota sommessa ,la
sentenza mai data , l’ultima goccia
di veleno da bere e l’ultimo
sorriso dato a una pioggia d’oro
che canta su Michela:
con un grembiule grigio sorride
e da speranze di primavera.
a sera s’inoltrano sacerdoti che non
sanno cosa dire.
infatti non dicono nulla e si fermano
alla mia soglia con vaghezza di esperti
Malandrini.

26

il tuo cuore
fatto di quando torni ,quando
e disappunti disegnati
la notte e
mai raccolti se non nel desiderio dell’incontro.
i baci sono baci e le parole
sono specchi da darsi : noi torniamo
a specchiarci, ignari del contorno
incrinato. stridono , stridono
voci. Non parliamo
l’Assoluto non ha bisogno
di sapere cosa è l’Ora
e per ora tracciamo certezze
o solo una ,quella che ci brilla
da vicino come agave centenaria;
la sua fortuna di fiorire
solo una volta quando
è regina.

27
quando si va via da una casa,
l’ultima notte,
se non si ha il cuore nero,
si ritirano delicatamente
gli oggetti amati ,
si fanno piccoli gusci per
riporre nitide memorie,
si mettono in mezzo ai
capelli raggi di sole
entrati dalla finestra la
mattina-mentre si guardava la
luce-al vetro fragile ,
si cancellano le
ombre dai muri,si dice addio
ad ogni angolo chiamandolo
per nome e chiedendo scusa
alla propria anima di non
essere stati attenti, almeno una volta,
all’angelo che passava ed
aveva ali di fumo grigio
-quel tanto da esserne sorpresi-.
si ripongono i dolori in fondo
al cassetto con la verbena,
si mettono l’una sull’altra
le ultime affermazioni
di verità insieme alle margherite
appassite,ai doni rinchiusi nel
nylon,ché non abbiano più
colore.

(Tutto questo
quando si va via da una casa,
l’ultima notte,
se non si ha il cuore nero.)

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